<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Greenews.info &#187; Finanziamenti</title>
	<atom:link href="http://www.greenews.info/category/normative/finanziamenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.greenews.info</link>
	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 14:15:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1</generator>
		<item>
		<title>L’Europarlamento a sostegno dell’eolico</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/l%e2%80%99europarlamento-a-sostegno-dell%e2%80%99eolico-20111115/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/l%e2%80%99europarlamento-a-sostegno-dell%e2%80%99eolico-20111115/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 06:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eolico]]></category>
		<category><![CDATA[Parlamento Europeo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=25288</guid>
		<description><![CDATA[A fine ottobre, per la prima volta, il Parlamento Europeo ha votato a favore di una linea di finanziamento esclusivamente dedicata alla ricerca e allo sviluppo dell’energia eolica, assegnando a questa voce 1 milione di euro nel bilancio europeo 2012.
Si è trattato di uno stanziamento poco più che simbolico. ma comunque significativo, perché la nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Eolico-Courtesy-of-energiafocus.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25290" title="Eolico, Courtesy of energiafocus.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/11/Eolico-Courtesy-of-energiafocus.it_-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>A fine ottobre, per la prima volta, il <strong><a href="http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/" target="_blank">Parlamento Europeo</a></strong> ha votato a favore di una </span><strong style="font-size: 13px;">linea di finanziamento esclusivamente dedicata alla ricerca e allo sviluppo dell’energia eolica</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">, assegnando a questa voce 1 milione di euro nel bilancio europeo 2012.</span></h1>
<h1><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Si è trattato di uno </span><strong style="font-size: 13px;">stanziamento poco più che simbolico</strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">. ma comunque significativo, perché </span><strong><a style="font-size: 13px; font-weight: normal;" href="http://www.ewea.org/index.php?id=60&amp;no_cache=1&amp;tx_ttnews%5btt_news%5d=1916&amp;tx_ttnews%5bbackPid%5d=1&amp;cHash=f008bffc231a6c6ee3f1e54bb329718f" target="_blank">la nuova linea di finanziamento</a></strong><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;"> rientra nel <strong>Piano Strategico per lo Sviluppo Tecnologico </strong>(Set Plan, adottato nel 2007) e quindi evidenzia l’eolico tra le tecnologie energetiche a basse emissioni di carbonio, <strong>utili ad aumentare la sicurezza energetica dell’Europa e a migliorare la competitività dell’apparato industriale europeo</strong>.</span></h1>
<p>Nell’ambito di questo Piano, la Commissione Europea, insieme con l’industria del settore e gli Stati membri, ha <strong>lanciato nel 2010 un programma decennale di ricerca e sviluppo dell’energia eolica</strong> per un totale di 6 miliardi di euro (<strong>European Wind Initiative</strong>), di cui circa la metà a carico del settore privato, il 20% fornita dagli Stati membri e il 30% (cioè circa 2 miliardi) finanziato dall’Unione Europea.</p>
<p>Con la nuova linea di finanziamento il Parlamento avvia il sostegno della UE verso questa iniziativa, che dovrà allocare risorse per <strong>un totale di 1,3 miliardi di euro nel periodo 2014-2020,</strong> in aggiunta a quelle già rese disponibili nel quadro finanziario in corso, cioè circa 20 milioni di euro, oltre ai 565 assegnati nell’ambito del “<strong>Programma energetico europeo per la ripresa economica</strong>”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/l%e2%80%99europarlamento-a-sostegno-dell%e2%80%99eolico-20111115/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il pacchetto UE da 9,1 miliardi per le infrastrutture energetiche</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/il-pacchetto-ue-da-91-miliardi-per-le-infrastrutture-energetiche-20111031/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/progetti/il-pacchetto-ue-da-91-miliardi-per-le-infrastrutture-energetiche-20111031/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 12:59:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollettino Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[CEF]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture energetiche]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=24721</guid>
		<description><![CDATA[Ora che la Commissione Europea ha presentato il &#8220;meccanismo&#8221; per collegare l&#8217;Europa (Connecting Europe Facility – CEF), le infrastrutture energetiche diventano essenziali per il raggiungimento degli obiettivi europei in materia di clima ed energia. Nel quadro del CEF, per il periodo 2014-2020, sono stati dunque stanziati 9,1 miliardi di Euro per la realizzazione di infrastrutture [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/infrastrutture-energetiche-Courtesy-of-informazione-giuridica.it_.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-24722" title="infrastrutture energetiche, Courtesy of informazione giuridica.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/infrastrutture-energetiche-Courtesy-of-informazione-giuridica.it_.jpg" alt="" width="262" height="192" /></a>Ora che la <strong>Commissione Europea</strong> ha presentato il &#8220;meccanismo&#8221; per collegare l&#8217;Europa (<strong><a href="http://ec.europa.eu/transport/infrastructure/connecting/doc/connecting/proposition.pdf" target="_blank">Connecting Europe Facility – CEF</a></strong>), le infrastrutture energetiche diventano essenziali per il raggiungimento degli <strong>obiettivi europei in materia di clima ed energia</strong>. Nel quadro del CEF, per il <strong>periodo 2014-2020,</strong> sono stati dunque stanziati<strong> 9,1 miliardi di Euro </strong>per la realizzazione di infrastrutture energetiche. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il contesto di riferimento e gli obiettivi sono ben precisi.<strong> L&#8217;UE ha bisogno di nuovi oleodotti, gasdotti e reti elettriche</strong> per tre motivi fondamentali: sicurezza degli approvvigionamenti, efficienza energetica e <em>concretezza </em>nel settore delle rinnovabili. <strong>Per poter aumentare la quota delle energie rinnovabili al 20% entro il 2020, occorre &#8211; </strong>ritiene la UE (benchè il sillogismo sia discutibile secondo il concetto di &#8220;<a href="http://www.greenews.info/recensioni/in-cammino-verso-lenergia-distribuita-intervista-a-jeremy-rifkin-20101214/">produzione distribuita</a>&#8220;) <strong>- portare ai consumatori l&#8217;energia prodotta dai parchi eolici e dalle centrali solari</strong>. Per questo, l&#8217;Unione considera fondamentale una rete più potente e integrata di quella attualmente esistente. In secondo luogo, per risparmiare il 20% del consumo stimato di energia nel 2020 grazie alla tecnologia, sono necessarie <strong>reti e contatori intelligenti, </strong>che consentano agli utenti di controllare l&#8217;esatto consumo di elettricità e <strong>cambiare le proprie abitudini per risparmiare energia e denaro</strong>. Infine, per garantire l&#8217;approvvigionamento di gas anche nell&#8217;eventualità di una crisi, è necessario <strong>diversificare le fonti e costruire nuovi gasdotti </strong>per trasportare il gas da nuove regioni direttamente in Europa.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per poter raggiungere questi obiettivi, nei prossimi dieci anni occorreranno circa <strong>200 miliardi di euro</strong>. Più precisamente, <strong>140 miliardi </strong>di euro per sistemi di trasmissione di elettricità ad alta tensione, impianti di stoccaggio dell&#8217;energia elettrica e reti intelligenti, <strong>70 miliardi </strong>per gasdotti, impianti di stoccaggio del gas, terminali per il gas naturale liquefatto (GNL) e infrastrutture per il flusso inverso (perché il gas possa fluire in entrambe le direzioni), e <strong>2,5 miliardi </strong>per infrastrutture di trasporto del biossido di carbonio CO2. Ciò significa un considerevole aumento degli attuali volumi d&#8217;investimento. <strong>Rispetto al decennio 2000-2010, infatti, si registrerebbe un incremento del 30% degli investimenti nel settore del gas e del 100% nel settore dell&#8217;elettricità.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si prevede però che<strong> gli investimenti necessari per conseguire gli obiettivi del 2020 non saranno realizzati o non lo saranno in tempo</strong>, principalmente perché occorre troppo tempo per ottenere le licenze di costruzione, e perché <strong>non tutti gli investimenti richiesti sono economicamente redditizi</strong>. Per questo motivo, con la comunicazione dello scorso 19 ottobre &#8211; relativa appunto al pacchetto finanziario per le infrastrutture energetiche <strong>- </strong> la Commissione propone di selezionare un certo numero di<strong> progetti “di interesse comune”</strong>. I progetti che avranno ottenuto questa qualifica godranno di un duplice vantaggio. <strong>Potranno contare su una speciale procedura per la concessione delle licenze</strong>, che sarà più semplice, rapida e trasparente delle procedure normali: ciascuno Stato membro designerà un&#8217;unica autorità competente, uno sportello unico, incaricata di gestire l&#8217;iter di concessione della licenza dall&#8217;inizio alla fine. Inoltre, l&#8217;intera procedura per l&#8217;ottenimento della licenza non durerà più di tre anni e i progetti <strong>potranno beneficiare di finanziamenti dell&#8217;UE sotto forma di sovvenzioni, obbligazioni per progetti o garanzie</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Per quanto riguarda i<strong> criteri di selezione</strong>, deve trattarsi di <strong>progetti efficienti sotto il profilo economico, sociale e ambientale</strong>, <strong>che coinvolgano almeno due Stati membri</strong>. A ciò si aggiungono altri criteri settoriali intesi a garantire che i progetti favoriscano la sicurezza degli approvvigionamenti e l&#8217;integrazione del mercato, stimolino la concorrenza, rendano il sistema più flessibile e <strong>consentano la trasmissione dell&#8217;energia generata da fonti rinnovabili verso i centri di consumo e gli impianti di stoccaggio.</strong></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><strong>Il cofinanziamento dell&#8217;UE copre fino al 50% dei costi di studi e lavori e, in circostanze eccezionali, fino all&#8217;80% se si tratta di progetti essenziali per la sicurezza degli approvvigionamenti o la solidarietà a livello regionale, ovvero di progetti che richiedono soluzioni innovative o che presentano sinergie intersettoriali</strong>. C&#8217;è da sottolineare che non tutti i progetti di interesse comune ottengono automaticamente un finanziamento dell&#8217;UE. Per avere diritto a sovvenzioni per lavori, <strong>i progetti devono dimostrare di non essere economicamente redditizi</strong>. Il fatto di essere stato selezionato come “progetto di interesse comune” non significa necessariamente che il progetto fruirà di un finanziamento dell&#8217;UE. Nondimeno, il progetto selezionato beneficerà della procedura più spedita per l&#8217;ottenimento delle licenze e di uno specifico trattamento normativo previsto per questo tipo di progetti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella comunicazione della Commissione non poteva mancare <strong>una nota relativa alle norme ambientali dell&#8217;UE e soprattutto alla protezione dei<a href="http://ec.europa.eu/environment/nature/natura2000/index_en.htm" target="_blank"> Siti Natura 2000</a></strong>, <strong>la quale, però, rivela qualche punto di debolezza</strong>. Infatti, secondo la Comunicazione &#8211; nonostante le norme ambientali (in particolare quelle stabilite dalla direttiva Natura 2000), vengano pienamente rispettate e si presti particolare attenzione alle opportune valutazioni d&#8217;impatto e ai possibili effetti negativi sugli habitat protetti &#8211; la fattibilità del progetto verrà comunque &#8220;stabilita in base alla sua essenzialità&#8221;. <strong>In altre parole: nel caso in cui un progetto &#8220;essenziale&#8221; debba essere assolutamente realizzato, malgrado il suo impatto negativo su un sito protetto, si provvederà a rilasciare l&#8217;autorizzazione <em>al percorso meno dannoso</em></strong>, a verificare, cioè, che non esistano percorsi alternativi e ad adottare le necessarie <em><strong>misure compensative, </strong></em>come richiesto dalla direttiva Natura 2000.</span></p>
<p><em>Donatella Scatamacchia</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/progetti/il-pacchetto-ue-da-91-miliardi-per-le-infrastrutture-energetiche-20111031/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PAC, la Commissione presenta i 10 punti di riforma dell&#8217;agricoltura europea</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/normative-normative/pac-la-commissione-presenta-i-10-punti-di-riforma-dellagricoltura-europea-20111013/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/normative-normative/pac-la-commissione-presenta-i-10-punti-di-riforma-dellagricoltura-europea-20111013/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fradelloni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bollettino Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Agricoltura]]></category>
		<category><![CDATA[Bruxelles]]></category>
		<category><![CDATA[Made in italy]]></category>
		<category><![CDATA[Pac]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=23914</guid>
		<description><![CDATA[Agricoltura più sostenibile, più spazio ai giovani, agevolazioni per l&#8217;acquisizione di aziende piccole, soluzioni capaci di affrontare i cambiamenti e garantire ai cittadini europei un&#8217;alimentazione sana e di qualità favorendo le zone rurali. Queste le linee guida, in estrema sintesi, della proposta della Commissione Europea per la nuova PAC, la Politica Agricola Comune che, dopo i vari passaggi istituzionali, enterà in vigore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/dacian-ciolos.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-23922" title="Il Commissario Dacian Ciolos, Courtesy of European Commission" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/10/dacian-ciolos-300x204.jpg" alt="" width="300" height="204" /></a></span></span><strong>Agricoltura più sostenibile</strong>, più spazio ai <strong>giovani</strong>, agevolazioni per l&#8217;acquisizione di <strong>aziende piccole</strong>, soluzioni capaci di affrontare i cambiamenti e garantire ai cittadini europei <strong>un&#8217;alimentazione sana e di qualità favorendo le zone rurali</strong>. Queste le linee guida, in estrema sintesi, della proposta della <strong>Commissione Europea </strong>per <strong><a href="http://ec.europa.eu/agriculture/cap-post-2013/index_en.htm" target="_blank">la nuova PAC, la Politica Agricola Comune</a></strong> che, dopo i vari passaggi istituzionali, enterà in vigore dal <strong>1 gennaio 2014</strong>.</p>
<p>Il Commissario all&#8217;Agricoltura e Sviluppo Rurale <strong>Dacian Ciolos </strong>ha presentato ieri al Parlamento Europeo e alla stampa un progetto di riforma che deve fare i conti con l&#8217;estensione degli aiuti previsti per i vecchi 15 Stati membri agli attuali 27 partner europei. <strong>Una riforma che riguarda un settore chiave, con più del 6% dell&#8217;occupazione e il 70% del territorio europeo</strong>. L&#8217;<strong>Italia</strong>, da sola, si gioca un pacchetto di circa <strong>quattro miliardi di euro </strong>per i cosiddetti &#8220;<strong>pagamenti diretti</strong>&#8221; previsti dal 1° Pilastro. Che arrivano a <strong>sei miliardi </strong>se si includono anche i premi relativi allo &#8220;<strong>sviluppo rurale&#8221; </strong>del 2° Pilastro comunitario.</p>
<p>Ora che in Europa gli stati sono aumentati e i budget sono sempre meno ricchi la partita si fa però più complessa. <strong>Da Bruxelles, nondimeno, l&#8217;ambizione è di centrare più obiettivi: </strong>si parla di sostenibilità, competitività, innovazione e sostegno all&#8217;occupazione e alla crescita. “La Commissione Europea – esordisce Dacian Ciolos nella sua audizione alla Commissione Agricoltura del PE – propone <strong>un nuovo paterniarato tra l&#8217;Europa e gli agricoltori </strong>in modo da poter affrontare <strong>le sfide della sicurezza alimentare e dei cambiamenti climatici</strong>”.</p>
<p>Non tutti però sono concordi sull&#8217;efficacia della bozza annunciata ieri. “<strong>La proposta così come è non va bene e si prospetta ora una trattativa tutta in salita</strong>”, afferma il presidente della Coldiretti <strong>Sergio Marini</strong>. “La proposta, tra l’altro, prevede una riduzione del budget che &#8211; conclude Marini &#8211; l’Italia non merita affatto, anche considerando che <strong>aumenta in modo significativo il divario tra le risorse che il nostro Paese versa all’Unione Europea e quello che recupera attraverso la Politica agricola.</strong> In ballo &#8211; riassume la Coldiretti &#8211; ci sono per l’Italia circa 6 miliardi di fondi comunitari all’anno per i prossimi sette anni, ma soprattutto <strong>il futuro di 1,6 milioni di imprese agricole, </strong>che danno occupazione a circa un milione di dipendenti e che garantiscono il <strong>presidio territoriale di oltre 17 milioni di ettari di terreno coltivato</strong> totale, dal quale nascono produzioni da primato che danno prestigio e competitività al Made in Italy nel mondo”.</p>
<p>Il presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo Rurale del <strong>Parlamento Europeo</strong>, l&#8217;italiano <strong>Paolo De Castro</strong>, si concentra invece sull&#8217;iter di approvazione della proposta: “quello di oggi é un banco di prova importante dal punto di vista istituzionale. Per la prima volta la riforma della Pac viene, infatti, sottoposta alla procedura di <strong>codecisione</strong>”. La proposta infatti dovrà ottenere l&#8217;approvazione non solo dal Consiglio Europea, ma anche dal Parlamento. Dove, <strong>tra le scelte sotto accusa da parte degli eurodeputati italiani c&#8217;è il famigerato parametro della &#8220;superficie&#8221;di ettari coltivabili, invece del numero di  agricoltori .</strong> Ciolos risponde che “è nella superficie che si produce, ma è anche un modo per staccarsi dai riferimenti storici” che hanno fino ad oggi determinato l&#8217;assegnazione degli aiuti comunitari. Un po&#8217;come dire: basta ai vecchi privilegi e largo al nuovo che avanza.</p>
<p>Ma vediamo quali sono, in concreto, i punti cardine della riforma:</p>
<p><strong>Aiuti al reddito agricolo</strong></p>
<p>L’aiuto di base riguarderà solo gli agricoltori <strong>in attività </strong>e <strong>sarà decrescente a partire da 150mila euro con un massimale di 300mila euro per azienda</strong>. Questi aiuti saranno distribuiti in modo più equo tra agricoltori, regioni e Stati membri.</p>
<p><strong>Strumenti di gestione della crisi</strong></p>
<p>Secondo Bruxelles devono essere più reattivi e adeguati. La volatilità dei prezzi rappresenta una minaccia per la competitività a lungo termine del settore agricolo. Per questo la Commissione propone reti di sicurezza più efficaci e più reattive per i comparti maggiormente esposti attraverso <strong>un fondo di riserva pubblico, assicurazioni e fondi di mutualizzazione.</strong></p>
<p><strong>Pagamento verde</strong></p>
<p><strong>Per conservare la produttività a lungo termine tutelando gli ecosistemi. Il principio di <em>greening </em>della Pac è una delle mission fondamentali di Bruxelles</strong>. Al fine di rafforzare la sostenibilità ambientale del settore primario e di valorizzare gli sforzi degli agricoltori in tal senso la commissione propone di <strong>riservare il 30 per cento dei pagamenti diretti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali, </strong>per salvaguardare <strong>paesaggio</strong> e <strong>diversificazione delle colture</strong>. Se un agricoltore “sgarra” va incontro però a sanzioni che potrebbero superare quanto ottenuto.</p>
<p><strong>Ricerca e innovazione</strong></p>
<p>Figurano ulteriori finanziamenti che saranno raddoppiati per la ricerca e l’innovazione per una agricoltura più competitiva. Stimolando così <strong>una cooperazione più stretta tra il settore agricolo e la comunità scientifica e il trasferimento di conoscenze.</strong></p>
<p><strong>Filiera corta</strong></p>
<p>Per rendere l’agricoltura più competitiva la Commissione propone anche di sostenere le organizzazioni dei produttori e quelle interprofessionali anche attraverso lo <strong>sviluppo di filiere più corte dal produttore al consumatore</strong>, <strong>senza troppi intermediari</strong>. Le quote zucchero e latte saranno abbandonate a partire dal 2016 e finiranno i regimi anche per luppolo e bachi da seta.</p>
<p><strong>Iniziative agroambientali</strong></p>
<p>Intenzione di Ciolos è anche quella di “incoraggiare” le iniziative agro-ambientali a livello nazionale, regionale e locale attraverso <strong>la lotta ai cambiamenti climatici e ripristino degli ecosistemi.</strong></p>
<p><strong>Puntare sui giovani</strong></p>
<p>Per Bruxelles è importante anche “facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori”. <strong>Due terzi degli agricoltori hanno oggi più di 55 anni</strong>. Per incentivare l’occupazione e incoraggiare le giovani generazioni all’agricoltura si propone di istituire <strong>una nuova agevolazione, per i primi 5 anni di attività, destinata agli agricoltori che hanno meno di 40 anni</strong>. Poi stimolare l’occupazione rurale e lo spirito d’impresa. Verrà creato un “<strong>kit d’avviamento</strong>” per sostenere i progetti di microimpresa con finanziamenti fino a <strong>70mila euro</strong>.</p>
<p><strong>Zone fragili</strong></p>
<p>Al punto nove del comunicato redatto da Bruxelles si parla di “maggiore attenzione alle zone fragili” per <strong>evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei territori</strong>. Dando possibilità ai paesi membri di fornire <strong>maggiore sostegno agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali</strong>. Un aiuto questo che si aggiungerà a quelli già disponibili nel quadro della politica dello Sviluppo rurale.</p>
<p><strong>Semplificazione</strong></p>
<p>Per evitare oneri amministrativi la Commissione UE propone di semplificare diversi meccanismi come i requisiti di “condizionalità” (le norme che definiscono l&#8217;ammissibilità stessa ai fianziamenti) e i sistemi di controllo, che verranno ridotti agli agricoltori in possesso di certificazioni. <strong>Sarà semplificata anche la procedura di accesso per i &#8220;piccoli agricoltori&#8221;, che avranno diritto a un assegno forfettario annuo che dai 500 ai 1000 euro.</strong> Incoraggiata infine la cessione di terreni da parte dei piccoli agricoltori a imprenditori che vogliono ristrutturare l’azienda.</p>
<p>Le sfide da affrontare si pongono in un contesto mondiale complesso: sicurezza alimentare,volatilità dei prezzi, crisi economica, variazioni dei prezzi, rallentamento della produttività e adattamento della produzione ai cambiamenti climatici. Il <strong>Quadro Finanziario 2014 – 2020 </strong>prevede<strong> </strong>impegni per<strong>1.025 miliardi (1,5% del Pil europeo</strong>) e pagamenti diretti per 972 miliardi (l&#8217;1% del Pil). Ma al di fuori del Quadro ci sarà anche un &#8220;<strong>fondo di riserva&#8221;</strong> per le crisi dello 0,6%.</p>
<p>Ora la palla passa al Parlamento UE, dove si terranno le discussioni, e al negoziato – soprattutto sul budget – del Consiglio dei ministri UE all’Agricoltura. Per la prima volta &#8211; grazie al Trattato di Lisbona – il Parlamento non avrà solo un ruolo <em>consultivo</em>.</p>
<p><em>Francesca Fradelloni </em></p>
<p><em>Leggi le &#8220;pillole&#8221; sulle più interessanti novità della PAC pubblicate in diretta, durante la conferenza stampa del Commissario Ciolos, sul canale <strong><a href="http://twitter.com/#!/Greenews_Italia" target="_blank">Twitter</a></strong> di Greenews.info</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: medium;"><strong><br />
</strong></span></span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/normative-normative/pac-la-commissione-presenta-i-10-punti-di-riforma-dellagricoltura-europea-20111013/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Incentivi fotovoltaico: +10% ai cinesi d&#8217;Italia</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/incentivi-fotovoltaico-10-ai-cinesi-ditalia-20110920/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/incentivi-fotovoltaico-10-ai-cinesi-ditalia-20110920/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2011 14:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Bioedilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Edilizia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[pannelli fotovoltaici Made Ue]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Solare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=22617</guid>
		<description><![CDATA[Secondo la ricerca &#8220;Gli italiani ed il solare&#8221; dell’istituto IPR Marketing, presentata venerdì scorso durante la fiera Zero Emission Rome 2011, Il 92% degli italiani sarebbe favorevole al fotovoltaico, senza se e senza ma. I cittadini, dunque, sembrano sempre più inclini a questa fonte rinnovabile e la appoggiano incondizionatamente. Qualche &#8220;distinguo&#8221; permane invece tra gli operatori del settore, preoccupati da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-risparmiodienergia.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22625" title="Courtesy of risparmiodienergia.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/09/Courtesy-of-risparmiodienergia.it_-300x202.jpg" alt="" width="300" height="202" /></a>Secondo la ricerca &#8220;<strong><a href="http://www.fondazioneuniverde.it/wp-content/uploads/2011/09/V-Rapporto-Gli-Italiani-e-il-solare-con-focus-su-Citt%C3%A0-e-Bioedilizia-12.pdf" target="_blank">Gli italiani ed il solare</a>&#8221; </strong>dell’istituto <strong><a href="http://www.iprmarketing.it/default.asp" target="_blank">IPR Marketing</a></strong>, presentata venerdì scorso durante la fiera <strong><a href="http://www.greenews.info/eventi/fotovoltaico-dal-boom-2010-allimpasse-2011-e-poi-20110916/" target="_blank">Zero Emission Rome 2011</a>, </strong><strong>Il 92% degli italiani sarebbe favorevole al fotovoltaico</strong>, <em>senza se e senza ma. </em>I cittadini, dunque, sembrano sempre più inclini a questa fonte rinnovabile e la appoggiano incondizionatamente. Qualche &#8220;distinguo&#8221; permane invece tra gli operatori del settore, preoccupati da come possano evolvere gli scenari futuri, a seconda delle scelte politiche. Una novità in particolare, introdotta dal<strong><a href="http://www.gse.it/attivita/ContoEnergiaF/servizi/QuartoContoEnergia/Pagine/default.aspx" target="_blank"> Quarto Conto Energia</a></strong>, li turba. Si tratta del <strong>bonus aggiuntivo del 10% concesso, rispetto alle tariffe incentivanti ordinarie, per quegli impianti che utilizzino moduli fotovoltaici e altri componenti “Made in UE</strong>”.</p>
<p><strong>Di per sè l&#8217;intento del legislatore è positivo, ma qualche perplessità sull&#8217;applicazione del principio era emersa fin da subito</strong>. Così, ad esempio, si era espresso, già nel mese di luglio, <strong>Valerio Natalizia</strong>, presidente di <strong><a href="http://www.anie.it/" target="_blank">ANIE</a>-<a href="http://www.gifi-fv.it/" target="_blank">Gifi</a>:</strong> <em>“Evidenziamo</em> –aveva detto Natalizia, in tempi non sospetti<strong><em> </em></strong>–<em> la <strong>difficoltà legata al controllo della provenienza della materia prima </strong>per i moduli fotovoltaici extra UE e <strong>l’incertezza legata alla transitorietà, stabilita fino al 30 giugno 2012</strong>, delle disposizioni. Rileviamo inoltre l’impossibilità per i produttori EU di moduli ed inverter di produrre da subito i certificati di ispezione di fabbrica e le etichette sui prodotti conformi alle indicazioni del GSE.</em>” “<em>Al fine di dare il tempo a tutti i produttori EU di adeguarsi alle nuove regole e non bloccare il mercato, al MSE e al GSE</em> <strong>–<em> </em></strong><em>continuava Natalizia<strong> </strong></em>- <strong>a</strong><em><strong>bbiamo proposto la presentazione di una dichiarazione sostitutiva in attesa della certificazione richiesta e una deroga di qualche mese per la modifica sulle etichette dei prodotti</strong>. Per dare poi certezza alla filiera industriale e sbloccare gli investimenti <strong>abbiamo richiesto che le regole del regime definitivo siano rese note il prima possibile</strong></em><strong>.”</strong></p>
<p>Ciononstante, dopo la pubblicazione, da parte del GSE, delle procedure necessarie all&#8217;ottenimento dell&#8217;incentivo addizionale, è aumentata, tra gli operatori, la sensazione che permanesse <strong>poca chiarezza sulle norme</strong>,<strong> con la possibilità di <em>storture</em> e abusi contrari all’intendimento stesso della normativa</strong>,<strong> a vantaggio &#8211; per assurdo &#8211; di aziende extra UE</strong>, <strong>come quelle cinesi</strong>, che già praticano una politica dei prezzi molto aggressiva. Un pannello fotovoltaico, infatti, per poter essere “Made in UE” <strong>deve essere dichiarato tale da organismi di attestazione certificati ed indipendenti</strong>, tramite <strong>un certificato di ispezione di fabbrica </strong>rilasciato da un ente terzo notificato a livello europeo. Ovvero &#8211; poiché le norme per la verifica di conformità dei moduli sono emesse dalla <a href="http://www.iec.ch/" target="_blank"><strong>IEC (International Electrotechnical Commission</strong>) </a>e recepite in ambito nazionale &#8211; un ente che appartenga allo <a href="http://www.iecee.org/" target="_blank"><strong>IECEE (IEC System of Conformity Assessment Schemes for Electrotechnical Equipment and Components</strong>)</a>.</p>
<p>Per poter considerare i pannelli <em>realmente</em> &#8220;Made in<strong> </strong>UE&#8221;, <strong>bisogna dunque che almeno la procedura di <em>stringatura</em> delle celle fotovoltaiche, l’assemblaggio, la laminazione e i test elettrici siano avvenuti in un Paese membro dell&#8217;Unione Europea</strong>. Per  gli <strong>inverters</strong> (che trasformano la corrente da continua ad alternata, buona per essere immessa in rete) invece, si possono considerare fabbricati nell&#8217; Unione Europea quelli che hanno avuto <strong>la progettazione, l&#8217;assemblaggio e i test di misura e collaudo all&#8217;interno di un sito produttivo situato in un Paese UE</strong>. Per  le strutture, invece, e per altri componenti minori, si deve dimostrare la provenienza europea della fornitura presentando la documentazione necessaria all&#8217;ente di certificazione nell&#8217;ambito della &#8220;<em>Factory Inspection</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Ma in un mondo altamente globalizzato, queste norme sono veramente sufficienti a realizzare l’intento originale del Quarto Conto Energia, ovvero quello di proteggere e incentivare la filiera<em> italiana </em></strong>(era questo il vero intento, anche se formalmente contrario al diritto comunitario<em>)</em><strong> del fotovoltaico ?</strong> Sembrerebbe di no, visto che proprio durante <strong>Zero Emission Rome 2011 </strong>è stato ampiamente segnalato come aziende extraeuropee, presenti tra gli stessi espositori della Fiera di Roma, si vantassero di poter garantire pannelli “Made in UE”. Questo perché <strong>è chiaramente difficoltoso stabilire quali siano i giusti criteri di riconducibilità alla UE, del 60% del &#8220;<em>costo di investimento sui componenti diversi da lavoro</em></strong>”.</p>
<p>Ecco perchè gli operatori, ulteriormente mazziati, chiedono ora <strong>regole certe per la riconducibilità al Made in UE.</strong> <strong>Alberto Giovanetti</strong>, segretario generale del <strong><a href="http://www.comitatoifi.it/" target="_blank">Comitato Ifi</a></strong>, Industrie Fotovoltaiche Italiane, ricorda: “Abbiamo visto, in questi giorni, il lancio di moduli asiatici che affermano di poter accedere al maggior incentivo per il <em>Made in Europe</em>, ma la dichiarazione adottata, per altro smentita successivamente, non risponde ad alcuna regola definita dal legislatore. <strong>C’è una situazione di confusione inaccettabile, sulla quale chiediamo al GSE di mobilitarsi al più presto, </strong>per definire in modo chiaro le regole per la identificazione dei moduli prodotti extra UE ma con celle UE. <strong>Siamo disponibili a dare il nostro supporto anche per la redazione di queste norme</strong>, come abbiamo fatto per l&#8217;assemblaggio dei moduli prodotti in UE “. “<strong>Le imprese italiane stanno soffrendo </strong>- prosegue Giovanetti – e questo stato di confusione non fa altro che aumentare la sofferenza. <strong>Il cliente finale non ha chiarezza, viene anzi indotto in errore da dichiarazioni che poi, anche se smentite, provocano confusione</strong>”. A tutto vantaggio dei “<strong>cinesi d’Italia</strong>.”</p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/incentivi-fotovoltaico-10-ai-cinesi-ditalia-20110920/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le regioni dicono no al Quarto Conto Energia</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/le-regioni-dicono-no-al-quarto-conto-energia-20110429/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/le-regioni-dicono-no-al-quarto-conto-energia-20110429/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 29 Apr 2011 13:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Quarto conto energia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=18924</guid>
		<description><![CDATA[Le Regioni hanno detto “no” alla bozza del Quarto Conto Energia così come presentata dal Governo. In attuazione del Decreto Romani (in vigore dal 5 Marzo scorso), entro il 30 aprile era prevista l’emanazione di un decreto che ridefinisse il regime degli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici: il cosiddetto Quarto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/Courtesy-of-ecoimpronta.it_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-18925" title="Courtesy of ecoimpronta.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/04/Courtesy-of-ecoimpronta.it_-300x160.jpg" alt="" width="300" height="160" /></a><strong>Le Regioni hanno detto “no” alla bozza del Quarto Conto Energia</strong> così come presentata dal Governo. In attuazione del <strong>Decreto Romani</strong> (in vigore dal 5 Marzo scorso), entro il 30 aprile era prevista l’emanazione di un decreto che ridefinisse il regime degli incentivi per la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici: il cosiddetto Quarto Conto Energia. Ma in sede di <strong>Conferenza Unificata</strong> le Regioni non hanno trovato un accordo e le criticità emerse nella precedente seduta sono rimaste insolute.</p>
<p>Lo scorso 20 Aprile, su sollecitazione dell’<a href="http://www.anci.it/" target="_blank"><strong>ANCI</strong> </a>(Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dell’<strong><a href="http://www.upinet.it/upinet/index" target="_blank">UPI</a></strong> (Unione Province Italiane) la <strong>Conferenza</strong><strong> Stato-Regioni</strong> aveva chiesto un ulteriore rinvio e la nuova riunione era stata fissata per il <strong>28 Aprile</strong>. Ma anche ieri la seduta si è conclusa con un nulla di fatto. <strong>Vasco Errani</strong>, presidente della Conferenza Stato-Regioni, nell’annunciare la mancata approvazione della bozza, ha detto che <strong>le Regioni sono in disaccordo su due punti fondamentali: la riduzione degli incentivi, ritenuta troppo brusca e il problema dei diritti acquisiti</strong> che, stando così le cose, non sarebbe affatto risolto.</p>
<p>Una parziale rassicurazione per gli operatori del fotovoltaico è arrivata, comunque, dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, <strong>Stefano Saglia</strong>: al termine della Conferenza Stato Regioni, Saglia ha infatti annunciato che <strong>gli incentivi attuali per il fotovoltaico, quelli del Terzo Conto Energia, saranno prorogati e, anziché  perdere la loro validità con la fine del mese di maggio, resteranno in vigore fino al 31 agosto prossimo</strong>.  Saglia ha aggiunto che il decreto attuativo sarà comunque firmato oggi dai Ministri <strong>Romani</strong> e <strong>Prestigiacomo</strong>, ovvero appena in tempo, dato che la scadenza per l’emanazione del decreto era stata fissata proprio al <strong>30 Aprile</strong>.</p>
<p>Il decreto accoglierà una delle proposte avanzate dalle Regioni, cioè la <strong>promozione della bonifica dell’amianto attraverso l’installazione di impianti fotovoltaici,</strong> una proposta accolta proprio nella <strong>Giornata della Memoria delle Vittime dell’Amianto</strong>. Non ci sarà spazio, invece, per le altre richieste avanzate durante la Conferenza Stato Regioni, cioè la maggiore salvaguardia degli investimenti in corso (secondo le Regioni necessaria per la tutela della filiera italiana del fotovoltaico) e la riduzione degli incentivi con maggiore gradualità.</p>
<p>Il Ministro dell’ Ambiente Stefania Prestigiacomo ieri mattina aveva dichiarato: “<strong>il nuovo provvedimento sulle rinnovabili è equilibrato, attento allo sviluppo del settore, assicura gli investimenti in corso e crea un quadro normativo positivo per gli investimenti futuri</strong>”. “Il confronto con le Regioni può essere l’ultimo doveroso e utile passaggio istituzionale, a valle di <strong>un processo di consultazioni e dialogo che ha interessato tutti gli operatori del settore e le parti sociali</strong>”. “Con le Regioni c’è un accordo su quasi tutto, anche se su alcuni punti è in corso un approfondimento tecnico”. E aveva aggiunto: <strong>le Regioni “chiedono che il regime del terzo Conto Energia sia prorogato fino alla fine dell’anno. Noi su questo punto siamo contrari e possiamo mediare fino alla fine del mese di agosto</strong>”.</p>
<p>E così è stato: <strong>il Quarto Conto Energia, dunque,  disciplinerà il sistema di incentivazione degli impianti fotovoltaici che entreranno in esercizio tra il 1° settembre 2011 </strong>(il 1° giugno nella prima versione del decreto)<strong> e il 31 dicembre 2016</strong>. La bozza  prevede un obiettivo nazionale di potenza installata di circa <strong>23.000 MW</strong> corrispondente a 6/7 miliardi di euro all’anno di spesa per lo Stato. <strong>Il nuovo regime di sostegno si basa sul modello cosiddetto “tedesco</strong>”, con obiettivi temporali progressivi di potenza installata e  previsioni annue di spesa. Il superamento delle previsioni determina una ulteriore riduzione per il periodo successivo.</p>
<p>Il Quarto Conto Energia, tuttavia, potrebbe nascere già tra ulteriori contestazioni: oltre alle prese di posizione delle associazioni imprenditoriali italiane e degli ambientalisti, nei giorni scorsi <strong>un gruppo di operatori stranieri, Photovoltaic Operators Investors</strong> (tra di essi <em>AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar  S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH &amp; co. KG)</em> <strong>ha infatti avviato un’azione legale contro lo Stato Italiano</strong>. Gli operatori ricordano di aver avviato in Italia importanti investimenti nel settore dell’energia solare, sulla base di previsioni normative decise nell’agosto 2010 (Terzo Conto Energia) e di <strong>essersi ritrovati, tuttavia, con un quadro diverso nel giro di soli 3 mesi dalla data di entrata in vigore.</strong> Inoltre il Quarto Conto Energia avrebbe contenuti fortemente peggiorativi, per di più retroattivi e discriminanti. Tali previsioni violerebbero gli obblighi derivanti  dal <strong>Trattato di Promozione e Tutela degli Investimenti,</strong> previsto dall’Articolo 10 del <strong><a href="http://europa.eu/legislation_summaries/energy/external_dimension_enlargement/l27028_it.htm" target="_blank">Trattato sulla Carta dell’Energia</a></strong>. Gli investitori, in sostanza, auspicavano un provvedimento più equo, così da tutelare e <strong>non pregiudicare gli investimenti già intrapresi</strong>. Ma il Quarto Conto Energia, per mancanza di tempo, sarà approvato oggi senza sostanziali modifiche rispetto a quanto richiesto dagli imprenditori stranieri.</p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/le-regioni-dicono-no-al-quarto-conto-energia-20110429/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Modello tedesco di incentivazione del fotovoltaico. Come funziona?</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/modello-tedesco-di-incentivazione-del-fotovoltaico-come-funziona-20110329/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/modello-tedesco-di-incentivazione-del-fotovoltaico-come-funziona-20110329/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:46:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energia rinnovabile]]></category>
		<category><![CDATA[Incentivi fotovoltaico Germania]]></category>
		<category><![CDATA[Quarto conto energia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=17923</guid>
		<description><![CDATA[Gli imprenditori del fotovoltaico sono in fibrillazione: ieri si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle Regioni e i Ministri Paolo Romani (sviluppo economico) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente), durante il quale è stata definita una prima bozza del cosiddetto “Quarto Conto Energia”, ovvero la rideterminazione del quadro complessivo di remunerazione previsto per chi installa impianti fotovoltaici e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Blauen.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17939" title="La chiesa cattolica di Blauen, in Germania, coperta con impianto fotovoltaico; Courtesy of Peacelink.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Blauen-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>Gli imprenditori del fotovoltaico sono in fibrillazione: ieri si è svolto un incontro tra i rappresentanti delle Regioni e i Ministri <strong>Paolo Romani</strong> (sviluppo economico) e <strong>Stefania Prestigiacomo</strong> (Ambiente), durante il quale è stata definita una <strong>prima bozza del </strong>cosiddetto<strong> “Quarto Conto Energia”</strong>, ovvero la rideterminazione del quadro complessivo di remunerazione previsto per chi installa impianti fotovoltaici e decide di immettere l’energia elettrica prodotta nella rete nazionale. </p>
<p><strong>Gli incentivi saranno inferiori rispetto a quelli del Terzo Conto Energia, </strong>che ha avuto vita brevissima: da inizio anno alla fine del mese di maggio prossimo venturo. La sua fine anticipata è stata decisa dal <strong><a href="http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico-20110314/">Decreto Romani </a></strong>sulle energie rinnovabili<em>, </em>approvato lo <strong>scorso 3 marzo</strong> e seguito da un’ inevitabile coda di polemiche: non solo da parte degli <a href="http://www.greenews.info/politiche/decreto-romani-la-prospettiva-delle-pmi-e-degli-installatori-20110314/">imprenditori</a> ma anche da parte delle <a href="http://www.greenews.info/eventi/vogliamo-il-sole-non-chiediamo-la-luna-voci-dalla-manifestazione-contro-il-decreto-romani-20110310/">associazioni ambientaliste, </a>che hanno accusato il Governo di voler decretare la morte delle rinnovabili in Italia, <a href="http://www.greenews.info/politiche/moratoria-nucleare-tra-plausi-e-dubbi-delle-associazioni-ambientaliste-20110323/">per favorire il ricorso al nucleare</a>.</p>
<p>Il decreto stesso prevedeva, in ogni caso, che l’approvazione delle nuove tariffe incentivanti, dopo appositi tavoli tecnici, fosse demandata ad <strong>un successivo Decreto da approvare entro la fine di aprile</strong>. Per questo, nei giorni scorsi, si sono moltiplicate le proposte degli operatori del fotovoltaico, preoccupati soprattutto di salvaguardare gli investimenti in corso, programmati tenendo conto di un sistema di incentivi più alto e più remunerativo di quello che ora si preannuncia:<strong> il problema, in particolare, riguarda gli impianti che sono attualmente in fase di ultimazione, ma che saranno allacciati quando il quadro normativo sarà ormai cambiato &#8211; mentre il Terzo Conto Energia era stato programmato per durare tre anni</strong>.</p>
<p>C’è dunque attesa, oggi, sui commenti che riceverà la bozza di Decreto, al vaglio dalle maggiori associazioni imprenditoriali del fotovoltaico, prima di approdare ad un primo esame del Consiglio dei Ministri, previsto per domani. <strong>Dalle prime indiscrezioni sembra sicura una riduzione delle tariffe incentivanti, rispetto a quelle attuali, di 2 punti percentuali nel primo quadrimestre 2011 e di circa 8-10 punti percentuali</strong><strong> nel secondo</strong>. Non ci sarebbero ulteriori diminuzioni, invece, per l&#8217;ultimo quadrimestre, mentre dall&#8217;anno successivo, il <strong>2012</strong>, le tariffe incentivanti scenderebbero del <strong>10%</strong> e, nel <strong>2013</strong>, la diminuzione arriverebbe addirittura al <strong>15-20%</strong>. <strong>Una soluzione pesante, dunque, ma graduale che dovrebbe assicurare la programmazione degli investimenti, secondo un sistema a scaglioni, <em>alla tedesca</em></strong>, da più parti invocato e che scongiurerebbe la temuta riduzione mensile delle tariffe incentivanti. </p>
<p><strong>Non è chiaro però se verrà o meno inserito un limite annuo, di 2 GW, alla potenza totale installabile, della quale due terzi dovrebbero essere impianti non superiori a 200 kW</strong>. In questo caso lo Stato non erogherebbe più di 6 miliardi di incentivi all’anno. &#8221;Credo che entro la prima decade di aprile concluderemo i lavori di consultazione ed emaneremo il decreto ministeriale”- <a href="http://www.greenews.info/normative/prestigiacomo-a-meta-aprile-il-decreto-sugli-incentivi-20110329/">ha detto il Ministro Prestigiacomo</a>-  “Gli investimenti in corso devono essere salvaguardati, intendendo per impianti messi in esercizio quelli <em>posati </em>e non <em>allacciati.</em>&#8221;.  “Nei successivi sei mesi &#8211; ha continuato la Prestigiacomo smentendo in parte le indiscrezioni &#8211; bisognerà prevedere una riduzione molto lieve degli incentivi in modo da non penalizzare gli investimenti in corso, quindi anche quelli programmati col vecchio regime e non conclusi alla fine di maggio. Dal 2012 si procederà poi con uno &#8216;scalone&#8217; negli incentivi senza fissare un tetto in termini di Megawatt annuali ma un tetto complessivo in milioni di euro fino alla fine degli incentivi&#8221;. “Si tratta”, ha aggiunto,&#8221;del <strong>modello tedesco di flessibilità annuale</strong>, che tutti gli operatori ci hanno chiesto&#8221;. &#8221;Vogliamo evitare speculazioni e valorizzare la filiera senza che fondi stranieri approfittino di un incentivo nazionale alto&#8221;.</p>
<p><strong>Ma come funziona il modello tedesco?</strong> E, soprattutto, quello auspicato dal Ministro è davvero un modello <em>alla tedesca</em>? Se lo è, è piuttosto <em>italianizzato</em>: come spiega infatti <strong><a href="http://www.photon-online.it/" target="_blank">PHOTON</a></strong>, mensile tedesco del fotovoltaico,<strong> in Germania non ci sono limiti annui alla potenza installata da fotovoltaico né limiti alle somme elargibili come incentivi</strong>. In Germania, poi, la riduzione programmata degli incentivi si regola in base alla potenza installata nell&#8217;ultimo periodo rilevato e tiene conto del progressivo decremento dei costi, legati all’aumento delle installazioni e della produzione mondiale: <strong>più consistente è la potenza allacciata alla rete, maggiore è la riduzione che si impone alle relative tariffe, mentre in Italia la determinazione delle tariffe appare più legata alle trattative tra politici, funzionari ministeriali e industria del settore</strong>.</p>
<p>Gli incentivi tedeschi, poi, sono «onnicomprensivi»: <strong>si sovvenziona l’immissione in rete e non la produzione di corrente</strong>, per cui non c’è cumulo tra profitto per la vendita della corrente e produzione per autoconsumo. Le tariffe, poi, sono <strong>commisurate ai livelli locali di irradiazione </strong>(in Italia una cosa simile è stata chiesta dalla associazione pratese <strong><a href="http://www.anter.info/">Anter</a></strong>, che riunisce sia imprenditori che cittadini), e vanno da un minimo di 21,11 centesimi di euro a chilowattora, per gli impianti al suolo di qualunque taglia, a un massimo di 28,74 centesimi di euro a chilowattora per le centrali su tetto fino a 30 chilowatt di potenza.</p>
<p>Secondo PHOTON <strong>il ritorno economico dell&#8217;investimento si attesterebbe, anche con le nuove tariffe, attorno al 7,4 per cento, </strong>ma in Italia, con questo sistema, ci sarebbero margini di recupero ancora più veloci, in virtù di un irraggiamento solare migliore. Peccato il costo dei pannelli, che nel nostro paese resta mediamente superiore rispetto a quelli praticati all’estero.</p>
<p><em>Andrea Marchetti</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/modello-tedesco-di-incentivazione-del-fotovoltaico-come-funziona-20110329/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Prestigiacomo: a metà aprile il decreto sugli incentivi</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/prestigiacomo-a-meta-aprile-il-decreto-sugli-incentivi-20110329/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/prestigiacomo-a-meta-aprile-il-decreto-sugli-incentivi-20110329/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 13:10:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi]]></category>
		<category><![CDATA[Janez Potocnick]]></category>
		<category><![CDATA[Rifiuti]]></category>
		<category><![CDATA[Rinnovabili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=17920</guid>
		<description><![CDATA[C&#8217;era l&#8217;ospite d&#8217;onore, il commissario europeo per l&#8217;Ambiente Janez Potocnick, il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e il ministro dell&#8217;ambiente Stefania Prestigiacomo a decretare i successi della rimozione dei rifiuti speciali e pericolosi dalle discariche dell&#8217;area di Pioltello e Rodano.
Sono stati ancora gli incentivi, però, a tenere banco alla conferenza stampa ospitata ieri al Pirellone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Prestigiacomo_Formigoni_Potocnik.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17931" title="Formigoni, Prestigiacomo e Potocnik, Courtesy of Ministero dell'Ambiente" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Prestigiacomo_Formigoni_Potocnik-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" /></a>C&#8217;era l&#8217;ospite d&#8217;onore, il commissario europeo per l&#8217;Ambiente <strong><a href="http://ec.europa.eu/commission_2010-2014/potocnik/index_en.htm" target="_blank">Janez Potocnick</a></strong>, il governatore della Lombardia <strong>Roberto Formigoni</strong> e il ministro dell&#8217;ambiente <strong>Stefania Prestigiacomo</strong> a decretare i successi della rimozione dei rifiuti speciali e pericolosi dalle discariche dell&#8217;area di <strong>Pioltello</strong> e <strong>Rodano</strong>.</p>
<p>Sono stati ancora <strong>gli incentivi</strong>, però, a tenere banco alla conferenza stampa ospitata ieri al Pirellone a <strong>Milano</strong>.  “<strong>Entro la prima decade di aprile concluderemo i lavori di consultazione ed emaneremo il decreto ministeriale</strong>, che dovrà rispettare quanto votato all&#8217;unanimità sia dalla Camera che dal Senato; e cioè che <strong>gli investimenti in corso devono essere salvaguardati</strong>, intendendo per impianti messi in esercizio quelli <em>posati</em> e non <em>allacciati</em>. Questo consentirà di superare una serie di problemi che non dipendono da chi ha fatto gli investimenti”, ha detto il ministro dell&#8217;Ambiente interpellata sulla questione dell&#8217;<strong>energia rinnovabile</strong>.</p>
<p>Secondo il responsabile del dicastero <strong>nei successivi sei mesi bisognerà prevedere una riduzione molto lieve degli incentivi in modo da non penalizzare gli investimenti in corso</strong>, quindi anche quelli programmati col vecchio regime e non conclusi alla fine di maggio. Dal <strong>2012</strong> si procederà poi con uno “scalone” negli incentivi <strong>senza fissare un tetto in termini di megawatt annuali</strong>, ma un tetto complessivo in milioni di euro fino alla fine degli incentivi”. Si tratta “del <strong>modello tedesco di flessibilità annuale</strong>, che è quello che tutti gli operatori ci hanno chiesto. Vogliamo evitare speculazioni e valorizzare la filiera senza che fondi stranieri approfittino di un incentivo nazionale alto” ha assicurato la Prestigiacomo.</p>
<p>Il ministro italiano, il commissario europeo e il presidente lombardo hanno poi effettuato un sopralluogo nello stabilimento <strong>ex Sisas, </strong>evidenziando come, in meno di un anno, la gestione commissariale del sito abbia operato la <strong>piena bonifica delle aree delle discariche, </strong>per le quali l&#8217;Italia aveva subito una condanna dalla Corte Europea di Giustizia e rischiava di pagare pesantissime sanzioni. Dal maggio 2010 al febbraio 2011 è stata portata a termine un&#8217;operazione che si attendeva e a cui si lavorava da 10 anni. Solo poche cifre per dare un&#8217;idea del lavoro svolto in questi mesi. <strong>Sono state rimosse dal sito circa 280.000 tonnellate di rifiuti</strong>. Per intenderci sui volumi, si tratta della stessa mole di rifiuti che una città di oltre un milione di abitanti produce in 8 mesi. A <strong>Pioltello </strong>questa montagna di rifiuti era costituita da circa <strong>170.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi</strong>, <strong>90.000 tonnellate circa di pericolosi </strong>e <strong>16.000 tonnellate circa di rifiuti inerti</strong>, da smaltire secondo regole precise in impianti specificamente autorizzati al trattamento delle sostanze come il cosiddetto nerofumo, che in decine di migliaia di tonnellate conteneva anche mercurio. Il trasporto è stato effettuato con circa <strong>10.000 automezzi in uscita dal cantiere di oltre 20 società di autotrasporto</strong>, <strong>340 container ferroviari </strong>trasportati da <strong>10 treni dedicati e 9 trasporti marittimi di rifiuti</strong>, utilizzando, inclusi i siti di deposito temporaneo, <strong>28 impianti nazionali e 3 europei</strong>.</p>
<p><em>Francesca Fradelloni</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/prestigiacomo-a-meta-aprile-il-decreto-sugli-incentivi-20110329/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una &#8220;rivoluzione solare&#8221; per uscire dallo stallo rinnovabili</title>
		<link>http://www.greenews.info/eventi/una-rivoluzione-solare-per-uscire-dallo-stallo-rinnovabili-20110316/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/eventi/una-rivoluzione-solare-per-uscire-dallo-stallo-rinnovabili-20110316/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 15:50:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Romani]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>
		<category><![CDATA[Solar Revolution Summit]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=17451</guid>
		<description><![CDATA[
A indicare una strada possibile, una via d’uscita dalla situazione di stallo, ci prova Gianni Chianetta, presidente di Assosolare. Lo scenario è quello del Solar Revolution Summit, l’appuntamento annuale per tutti gli operatori del solare organizzato da Business International.
La proposta è semplice: «Chiediamo al ministro Romani un decreto legge per tutelare gli investimenti già partiti e di prendere invece [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p class="MsoNormal"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Solar-Revol-Summit.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17452" title="Solar Revol Summit" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Solar-Revol-Summit-300x96.jpg" alt="Solar Revol Summit" width="300" height="96" /></a>A indicare una strada possibile, una via d’uscita dalla situazione di stallo, ci prova <strong>Gianni Chianetta</strong>, presidente di <a href="http://www.assosolare.org/" target="_blank"><strong>Assosolare</strong></a><strong>.</strong> Lo scenario è quello del <a href="http://solarsummit2011.businessinternational.it/home.action" target="_blank"><strong>Solar Revolution Summit</strong></a>, l’appuntamento annuale per tutti gli operatori del solare organizzato da <a href="http://www.businessinternational.it/home.action" target="_blank"><strong>Business International</strong></a>.</p>
<p class="MsoNormal">La proposta è semplice: «<strong>Chiediamo al ministro </strong><a href="http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico/" target="_self"><strong>Romani</strong></a><strong> un decreto legge per tutelare gli investimenti già partiti e di prendere invece un po’ di tempo per la legge sugli incentivi».</strong> Regole che vanno scritte, sottolineano gli operatori, dopo una riflessione attenta e un approfondimento delle dinamiche del settore.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>La situazione è di blocco totale</strong>.<strong> Aziende congelate, prospettive incerte: oltre 10.000 persone potrebbero essere messe in cassa integrazione</strong>,<strong> sarebbero bloccati – e in parte già lo sono – 40 miliardi di euro di investimenti</strong>. Con conseguenze distruttive anche sulla presenza di molti investitori esteri in Italia.</p>
<p class="MsoNormal"><strong>Luca Piffer</strong>, country manager Italia del gruppo cinese <a href="http://www.ldksolar.com/" target="_blank"><strong>Ldk Solar</strong></a>, sottoscrive la frase che da giorni <a href="http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-la-voce-degli-stranieri-intervista-a-andrea-sasso-edf-enr-solare/" target="_self">tutte le aziende straniere </a>ripetono come un mantra: «<strong>Se non ci saranno modifiche al decreto rinnovabili, saremo obbligati a spostare la nostra attenzione su altre parti del mondo</strong>». Ma a dimostrare che la speranza c’è ancora, è per esempio il mancato tracollo in Borsa della <a href="http://www.ternienergia.com/" target="_blank"><strong>Terni Energia</strong></a>: «I nostri titoli continuano ad avere un valore alto, è il segno che gli investitori sono fiduciosi», commenta <strong>Paolo Ricci</strong>, consigliere delegato dell’azienda.</p>
<p class="MsoNormal">D’altra parte, <strong>come essere pessimisti di fronte al vero e proprio boom del settore? </strong>Alcuni dati significativi raccontano di un fenomeno comunque in forte sviluppo, sostenuto da una <em><strong>green sensibility</strong></em> crescente, unita a <strong>possibilità reali di risparmio sull’energia e a ritorni economici cospicui sugli investimenti</strong>. Il settore rinnovabili conta infatti oggi <strong>20.000 aziende</strong> e<strong>  140.000 occupati </strong>tra diretti e indotto, per <strong>un fatturato che supera i 13 miliardi.</strong></p>
<p class="MsoNormal">«Nel 2010 sono stati connessi oltre <strong>74.000 impianti fotovoltaici</strong> , per più di <strong>2.700 megawatt</strong>. Un raddoppio rispetto al 2009, e un raddoppio ci si aspetta anche quest’anno rispetto al 2010. <strong>Le richieste in corso riguardano 36.281 mw di fotovoltaico e 9.633 mw di eolico</strong>», spiega <strong>Eugenio Di Marino</strong>, responsabile Ingegneria e unificazione di <strong>Enel Distribuzione</strong>.</p>
<p class="MsoNormal">Davanti a questi risultati, <strong>per gli operatori le parole di </strong><a href="http://www.confindustria.it/" target="_blank"><strong>Confindustria</strong></a><strong> sul decreto Romani non sono state facili da digerire</strong>. Frasi come «Il Ministro dello Sviluppo economico ha adottato il <em>giusto</em> approccio per razionalizzare il sistema di incentivazione, garantendo sia il contenimento dei costi al 2020 sia la <strong>certezza del quadro normativo</strong>, indispensabile per programmare gli investimenti» hanno lasciato spiazzati gli imprenditori del settore. E il rapporto con Confindustria e <a href="http://www.anie.it/" target="_blank"><strong>Anie</strong></a> (il braccio dell’associazione che raccoglie le imprese elettrotecniche ed elettroniche di ogni tipo) non è facile.</p>
<p class="MsoNormal">«<strong>In Confindustria ci sono persone ancora poco informate sulle rinnovabili, così come chi oggi decide sul futuro di questo settore</strong>. Ma bisogna anche dire che Confindustria è disponibile a sostenerci nella nostra battaglia», assicura <strong>Gert Gremes</strong> di Anie. Associazione in cui, spiega <strong>Paolo Rocco Viscontini</strong>, consigliere di <strong>Anie</strong> e <strong><a href="http://www.gifi-fv.it/cms/" target="_blank">Gifi</a></strong>, «il tema del fotovoltaico è stato preso a cuore».</p>
<p class="MsoNormal">Se oggi c’è ancora molto poco di certo sul futuro, <strong>Antonio Nodari</strong>, managing director di <a href="http://www.poyry.it/settori.html" target="_blank"><strong>Pöyry Management Consulting</strong></a>, prova a fare una previsione: «Da uno scenario caratterizzato da elevati incentivi e specificità nazionali, <strong>si passerà a un altro con incentivi ridotti, aumento della concorrenza e competizione per la terra dove installare tanti impianti non superiori a 1 mw</strong>».  Il progressivo ritiro dei <strong><a href="http://www.greenews.info/normative/il-senato-salva-i-certificati-verdi/" target="_self">certificati verdi</a></strong>, inoltre, «garantirà ai consumatori un costo inferiore dell’energia, circa 20 euro in meno a megawattora».</p>
<p class="MsoNormal">Un esempio di come le rinnovabili possano essere, come dice <strong>Filippo Levati</strong>, chief operating officer di <a href="http://www.mxgroup.it/" target="_blank"><strong>Mx Group</strong></a>, «l’opportunità di rilancio complessivo» di un paese, è il <a href="http://www.greenews.info/politiche/brucia-il-medio-oriente/" target="_blank"><strong>Progetto Desertec</strong></a>. L’idea è quella di realizzare una rete di centrali elettriche e infrastrutture per distribuire in Europa energia prodotta da fonti rinnovabili, in particolare <strong>energia solare dai deserti del Sahara e del Medio Oriente ed energia eolica prodotta sulle coste atlantiche dell’Africa</strong>. Investimenti che favoriranno una modernizzazione dei cosiddetti <strong>paesi <a href="http://www.greenews.info/politiche/brucia-il-medio-oriente/" target="_self">Mena</a></strong>, grazie alla creazione di infrastrutture e posti di lavoro. «Il <strong>Marocco</strong> – racconta <strong>Cornelius Matthes</strong>, director Business Alliance di <strong>Desertec Industrial Initiative</strong> – si è dato come <strong>obiettivo al 2020 il raggiungimento di 2 gigawatt di eolico e 2 di solare</strong>». Tra i 14 paesi che partecipano al progetto, «l’<strong>Italia</strong> gioca un ruolo importante, sia perché tra i soci ci sono grandi aziende italiane come <strong>Terna, Unicredit, Enel, Italcementi</strong>, sia come compratore di energia pulita per il raggiungimento degli obiettivi 2020».</p>
<p class="MsoNormal"><em>Veronica Ulivieri</em></p>
</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">L’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus ed Edizioni Ambiente</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">sono lieti di presentare</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">State of the World 2011</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Innovazioni che nutrono il pianeta</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Sarà presente la curatrice Danielle Nierenberg</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Modera l’incontro Silvia Rosa Brusin, Rai3 TG Leonardo</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">23 marzo 2011 ore 20,30</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Museo Regionale di Scienze Naturali, via Giolitti 36 &#8211; Torino</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">“Viviamo in un mondo dove si produce più cibo di quanto se ne sia mai prodotto, ma dove la fame</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">non è mai stata così diffusa.” Si apre con questa affermazione una delle edizioni più importanti del</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">rapporto State of the World, per la prima volta interamente dedicata al tema dell’alimentazione e</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">della produzione agroalimentare.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">L’idea secondo cui sarebbe possibile eliminare la fame nel mondo col denaro e la tecnologia è ora</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">messa in discussione non solo a causa dei suoi limiti ma anche perché si accumulano le prove che</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">dimostrano che i nuovi approcci per la creazione di un sistema agricolo sostenibile possono</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">efficacemente integrare o sostituire gli elementi dell’agricoltura standard. Ciò è particolarmente</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">vero nell’Africa subsahariana, dove migliaia di piccoli agricoltori attingono all’antica saggezza</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">culturale e, servendosi delle nuove tecnologie, producono cibo in abbondanza, nel rispetto dei</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">suoli locali e degli ecosistemi globali.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Questa è la storia raccontata nel libro e nel progetto Nourishing the Planet del Worldwatch</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Institute. Durante il 2009 e il 2010, la direttrice del coprogetto Danielle Nierenberg ha visitato 25</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">paesi africani, scambiando opinioni con agricoltori su argomenti quali l’irrigazione a goccia, la</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">coltivazione sui tetti, la silvicoltura e le nuove tecniche per proteggere il suolo.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">L’équipe di ricerca ha poi localizzato una gamma ancora più vasta di progetti agricoli innovativi.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Il quadro che emerge è entusiasmante. Sono centinaia i casi studio e le esperienze raccontate in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">prima persona in grado di fornire molte soluzioni per ridurre la fame e la povertà.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Un cambiamento rapido e proficuo è possibile a patto che venga conferito potere ai piccoli</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">agricoltori e in particolare alle donne, che in pratica controllano l’agricoltura in Africa.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Se anche una parte infinitesimale delle risorse che ora si utilizzano negli allevamenti industriali</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">statunitensi e nelle piantagioni di soia brasiliane fosse investita in piccole aziende agricole</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">innovative, il pianeta non farebbe così fatica a raggiungere l’obiettivo stabilito dall’ONU di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">dimezzare la fame nel mondo entro il 2015.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Danielle Nierenberg è Project Director dello State of the</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">World 2011 del Worldwatch Institute. La sua conoscenza</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">degli allevamenti intensivi e dell&#8217;agricoltura sostenibile è</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">stata ampiamente citata in giornali quali The New York</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Times Magazine, l&#8217;International Herald Tribune, The</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Washington Post e altri. Ha lavorato per due anni come</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">volontaria dei Corpi di Pace nella Repubblica Dominicana</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">e presso i farmers markets, l&#8217;Earth Sangha (organizzazione</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">che si occupa di riforestazione urbana) e Citizen Effect</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">(ONG che realizza progetti di sviluppo in tutto il mondo).</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Ha passato gli ultimi anni viaggiando in più di 25 paesi</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">dell&#8217;Africa Subsahariana alla ricerca di metodi sostenibili</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">per alleviare la fame e la povertà.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Il Worldwatch Institute, fondato nel 1974, è considerato</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">il più autorevole centro di ricerca interdisciplinare sui</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">trend ambientali del nostro pianeta. State of the World</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">viene pubblicato da quasi trent’anni e tradotto in</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">moltissime lingue.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">L’Istituto per l’Ambiente e l’Educazione Scholé Futuro onlus dal 1982 sviluppa attività di</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">divulgazione, promozione culturale, progettazione e formazione, soprattutto nel ramo della tutela</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">ambientale e del patrimonio culturale.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Pubblica il mensile “.eco, l’educazione sostenibile”, prima rivista italiana di educazione ambientale</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">ed è sede del Segretariato Internazionale WEEC – World Environmental Education Congress.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; width: 1px; height: 1px; top: 0px; left: -10000px;">Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Sarà disponibile un servizio di traduzione consecutiva</div>
<div>
<p class="MsoNormal"> </p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/eventi/una-rivoluzione-solare-per-uscire-dallo-stallo-rinnovabili-20110316/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decreto rinnovabili: un pericoloso &#8220;stop and go&#8221; per il fotovoltaico</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico-20110314/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico-20110314/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 22:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Romani]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[finanziementi]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=17306</guid>
		<description><![CDATA[A 10 giorni dal &#8220;Decreto Romani&#8220;, che ha sollevato una moltitudine di reazioni trasversali (sia politicamente che di categoria) nel mondo della green economy italiana, abbiamo chiesto ad Antonio Sileo, ricercatore dello IEFE Bocconi e collaboratore di Greenews.info e a Giacomo Selmi, Research fellow dell&#8217;I-Com-Istituto per la Competitività, di ricostruirne la genesi le principali conseguenze previste. 

Il Decreto Legislativo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><em>A 10 giorni dal &#8220;<strong>Decreto Romani</strong>&#8220;, che ha sollevato una moltitudine di reazioni trasversali (sia politicamente che di categoria) nel mondo della green economy italiana, abbiamo chiesto ad <strong>Antonio Sileo</strong>, ricercatore dello <strong><a href="http://portale.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Centro_IEFEen/Home" target="_blank">IEFE Bocconi</a></strong> e collaboratore di Greenews.info e a <strong>Giacomo Selmi</strong>, Research fellow dell&#8217;<a href="www.i-com.it" target="_blank"><strong>I-Com</strong></a>-Istituto per la Competitività, di ricostruirne la genesi le principali conseguenze previste. </em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; widows: 2; orphans: 2;" lang="it-IT"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Paolo-Romani.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17324" title="Il ministro Paolo Romani, Courtesy of Palermo.BlogSicilia.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/Paolo-Romani-300x187.jpg" alt="Il ministro Paolo Romani, Courtesy of Palermo.BlogSicilia.it" width="300" height="187" /></a></p>
<p>Il <a href="http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/dettaglio.asp?d=62612" target="_blank"><strong>Decreto Legislativo del 3 marzo 2011</strong> </a>, ormai noto come <strong><a href="http://www.greenews.info/eventi/vogliamo-il-sole-non-chiediamo-la-luna-voci-dalla-manifestazione-contro-il-decreto-romani/" target="_blank">Decreto Romani</a></strong>, pur essendo nato per recepire la<a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2009:140:0016:0062:it:PDF" target="_blank"> <strong>Direttiva 2009/28/CE sulle rinnovabili</strong></a>, ha inflitto una penalità forte al <strong>fotovoltaico</strong>, uno “stop and go” che potrebbe rallentare significativamente il mercato, tanto da fermarlo.</p>
<p>Vediamo di ricostruirne la genesi. Il Governo è partito dai dati del <a href="http://www.gse.it/Pagine/default.aspx" target="_blank"><strong>GSE</strong> </a>sugli impianti che beneficiano degli incentivi del <strong>Primo</strong> e del <strong>Secondo Conto Energia</strong>, sommando quelli entrati in esercizio entro il <strong>31.12.2010</strong> a quelli che, entro quella data, hanno dichiarato la fine lavori e che potranno dunque <em>potenzialmente </em>goderne (grazie al famigerato <a href="http://www.libero-news.it/news/356380/Decreto__salva_Alcoa___il_via_del_Senato.html" target="_blank">Decreto &#8220;Salva Alcoa</a>&#8220;):<strong>211.647 impianti per un totale di 7.201 MW installati</strong>, molto vicini all&#8217;obiettivo di 8.000 MW al 2020, stabilito nel <strong><a href="http://www.greenews.info/normative/i-sette-virtuosi-del-pan/" target="_self">PAN</a>, </strong>il<strong> </strong>Piano d&#8217;Azione Nazionale (come richiesto dalla direttiva stessa).</p>
<p><strong><em>Tantissimi MW</em>, si sarà detto il ministro Romani, <em>troppi</em></strong>, anche perché tutti pagati dai cittadini con le bollette elettriche, e arrivati troppo in fretta. La <em>ratio</em> di questo taglio passa quindi anche dal grido di allarme dell’<strong><a href="http://www.autorita.energia.it/it/index.htm" target="_blank">Autorità per l’energia elettrica e il gas</a></strong>, preoccupata per l’<strong>impatto troppo gravoso dei sussidi alle rinnovabili</strong>, e da quello di <a href="http://www.confindustria.it/Conf2004/hp.nsf/hp?Readform" target="_blank"><strong>Confindustria</strong></a> sul<strong> costo eccessivo dell’energia in Italia</strong>, un mantra ripetuto ormai da anni.</p>
<p>Dunque, che fare? La scelta è stata il &#8220;<strong>blocco&#8221; del Terzo Conto Energia</strong>. <strong>E con questo anche dei finanziamenti e del credito per il fotovoltaico, con la prevedibile conseguenza di fermare tutto il mercato &#8211; </strong>almeno fino a quando il Ministero non comunicherà le nuove tariffe e &#8211; si spera &#8211; un piano di crescita stabile e di lungo periodo.</p>
<p>Già alla fine dell’anno passato si è infatti persa un’ottima occasione. Il Secondo Conto Energia era in scadenza e il rinnovo, arrivato tardi (creando così <strong>significative distorsioni del mercato, con il prezzo dei moduli e degli inverter schizzato alle stelle</strong>),<strong> era l’opportunità per definire un piano di lungo respiro. </strong>Ciò che è parso prevalere è stato dunque un <strong>effetto &#8220;corsa all’oro</strong>” che, si sa, non ha mai fatto tutti ricchi.</p>
<p>Non bisogna poi dimenticare quanto accaduto in occasione del <a href="http://www.giurdanella.it/8895" target="_blank"><strong>Decreto Milleproroghe 2011, il DL 225/2010</strong></a>. Alla fine<strong> il tanto atteso rinvio dei termini per la</strong> <strong>trasmissione al GSE dell&#8217;asseverazione tecnica degli impianti fotovoltaici allacciati alla rete entro il 31 dicembre 2010</strong> <strong>non è arrivato</strong>. Eppure, sembrava che alcune proroghe fossero state inserite nel testo, che era già stato approvato dal Consiglio dei Ministri.</p>
<p>Per contro, lo schema del decreto legislativo di recepimento della direttiva (quello di cui stiamo parlando) veniva approvato dal Consiglio dei Ministri e <strong>trasmesso – il 10 dicembre scorso – al Parlamento</strong> <strong>senza alcuna norma che incorporasse modifiche al sistema di incentivi al fotovoltaico</strong>: l’attenzione era su tutt’altro. Si parlava di superamento del sistema dei <strong><a href="http://www.greenews.info/comunicati-stampa/girano-le-pale-linchiesta-di-report-sulle-rinnovabili/" target="_self">certificati verdi</a></strong>, aste, ruolo delle Regioni ma non c’era nemmeno l’ombra dei tagli draconiani oggi in discussione.</p>
<p><strong>In realtà la percezione che la situazione potesse sfuggire di mano avrebbe già dovuto sorgere spontanea ben prima</strong>, almeno tra gli addetti ai lavori, ai tavoli della trattativa per il<strong> Terzo Conto Energia</strong> e, prima di questo, del &#8220;<strong>decreto Alcoa&#8221;</strong>. Anche se pochi avevano fatto i conti, allora, con i “danni” che quest’ultimo avrebbe causato. Tra i molti miopi, alcuni erano sicuramente in buona fede, in un impeto di<strong>ambientalismo idealista</strong>, altri decisamente no, e <strong>hanno taciuto sperando di poter approfittare della situazione</strong>, che però è presto precipitata.</p>
<p>Cosa succederà quindi? I <strong>58.365 impianti</strong> (per un <strong>totale di 3.954 MW</strong>) che hanno dichiarato di aver f<strong>inito i lavori entro il 31 dicembre potranno godere degli incentivi del Secondo Conto Energia</strong> (ovviamente se saranno allacciati entro il 30.06.2011), a scapito però di quelli venuti dopo. Questi, infatti, <strong>se allacciati entro il 31 maggio 2011, potranno ancora godere degli incentivi &#8211; </strong>ridotti - <strong>del Terzo Conto Energia</strong>.</p>
<p>Chi invece non riuscirà ad allacciare l’impianto entro quella data, <strong>non sa ancora di cosa potrà godere</strong>. A occhio, sembrerebbe di poco, considerando che <strong>i piani di rientro economico sono stati improvvisamente stravolti dal blocco degli incentivi imposto dal decreto</strong>.</p>
<p>In linea teorica<strong>, tutto dovrebbe chiarirsi con la pubblicazione, da parte del governo, a fine aprile, del nuovo piano di incentivazione</strong>. <em>In linea teorica</em>, perché <strong>la capacità del mercato di ripartire senza risentire dei continui “stop and go”</strong> (causati da un&#8217;evidente mancanza di strategia organica di medio-lungo periodo<strong>),</strong> <strong>è tutta da verificare</strong>.</p>
<p>Il sottosegretario <strong><a href="http://www.greenews.info/rubriche/top-contributors/saglia-la-visione-dinsieme-deve-conciliarsi-con-le-esigenze-delle-imprese/" target="_blank">Saglia</a></strong> – che dell’energia ha la delega - <strong>ha lavorato per mesi al Terzo Conto Energia, cercando di trovare una mediazione con il mondo delle imprese e dei produttori e arrivando ad una soluzione</strong>. Soluzione che, secondo la lettura del decreto però, si sarebbe ora rivelata &#8220;un grave errore&#8221; che pesa sulle bollette degli italiani. Crediamo sia dunque legittima almeno una domanda a colui che ha preso in mano, personalmente, le redini della questione, vale a dire al ministro<strong> Paolo Romani</strong> (intorno al quale il governo, nelle ultime ore, sta facendo quadrato): <strong><em>ministro, cosa non ha funzionato?</em></strong></p>
<p>E infine, se <strong>era scontata la protesta delle (tante) associazioni di categoria, dei fondi di investimento, delle aziende</strong> -<strong> e anche di qualche privato cittadino che il fotovoltaico vorrebbe metterlo a casa propria</strong> - non erano meno prevedibili le rimostranze delle<strong>banche</strong>, italiane e straniere, che dalle rinnovabili stanno traendo grossi benefici. Eppure nella bagarre gli istituti di credito si sono sentiti poco.</p>
<p>Ora non resta, necessariamente, che riporre<strong> </strong>fiducia nei <strong>tavoli di confronto che lo stesso Romani ha avviato con i ministri dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell&#8217;Agricoltura Giancarlo Galan e i principali stakeholder.</strong> Primo appuntamento il 15 marzo<strong>.</strong> Del resto, è davvero impensabile che tutto si possa fermare così.</p>
<p><em>Antonio Sileo e Giacomo Selmi</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-un-pericoloso-stop-and-go-per-il-fotovoltaico-20110314/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decreto rinnovabili: la voce degli &#8220;stranieri&#8221;. Intervista a Andrea Sasso, Edf Enr Solare</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-la-voce-degli-stranieri-intervista-a-andrea-sasso-edf-enr-solare-20110314/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-la-voce-degli-stranieri-intervista-a-andrea-sasso-edf-enr-solare-20110314/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 22:01:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Politiche]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[decreto Romani]]></category>
		<category><![CDATA[EDF ENR Solare]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Fotovoltaico]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.greenews.info/?p=17309</guid>
		<description><![CDATA[Con il Decreto Romani, il settore fotovoltaico ha ricevuto una pesante battuta d&#8217;arresto dal governo, seminando incertezza tra gli investitori e tra gli operatori. Abbiamo chiesto l’opinione di Andrea Sasso, amministratore delegato di Edf Enr Solare, joint venture italo-francese, nata da E++, storica azienda di proprietà della famiglia Sasso, e Edf Enr, la società del colosso francese che si occupa di energie rinnovabili.
D) Ing. Sasso, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/edf.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-17311" title="edf, Courtesy of ilsole24ore.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2011/03/edf-300x212.jpg" alt="edf, Courtesy of ilsole24ore.com" width="300" height="212" /></a>Con il <strong><a href="http://www.greenews.info/eventi/vogliamo-il-sole-non-chiediamo-la-luna-voci-dalla-manifestazione-contro-il-decreto-romani/" target="_self">Decreto Romani</a></strong>, il settore <strong>fotovoltaico</strong> ha ricevuto una pesante battuta d&#8217;arresto dal governo, seminando <strong>incertezza</strong> tra gli investitori e tra gli operatori. Abbiamo chiesto l’opinione di <strong>Andrea Sasso</strong>, amministratore delegato di <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/davide-e-golia-una-joint-venture-possibile/" target="_self">Edf Enr Solare</a></strong>, joint venture italo-francese, nata da<a href="http://www.eplusplus.net/" target="_blank"> <strong>E++</strong></a>, storica azienda di proprietà della famiglia Sasso, e <strong>Edf Enr</strong>, la società del colosso francese che si occupa di <strong>energie rinnovabili</strong>.</p>
<p><strong>D) Ing. Sasso, come valuta il decreto Romani? C’è uno scollamento tra la politica e la realtà di quanti si occupano concretamente di rinnovabili?</strong></p>
<p>R) Diciamo che su quest’ultimo decreto è scappata un po’ la mano al governo&#8230; <strong>La politica in Italia ha questo brutto vizio: di essere completamente staccata dalla realtà</strong>. Ricordiamo che il fotovoltaico ha generato nel solo 2010 <strong>40 miliardi di Euro</strong>, un settore in crescita in tempo di crisi. Lo scorso anno il fotovoltaico ha prodotto qualcosa come 2 punti di PIL: <strong>senza il fotovoltaico avremmo avuto un PIL negativo</strong>.</p>
<p><strong>D) Anche Confindustria però ha dato una valutazione positiva al decreto&#8230;</strong></p>
<p>R) <strong>Confindustria ha fatto un grosso errore nelle sue prime comunicazioni di appoggio al decreto</strong>. Dopodichè paghiamo lo scotto di essere un mercato giovane, quindi non è stato ancora possibile posizionarsi su dinamiche serie di <em>lobbying</em>. Il fotovoltaico è cresciuto in maniera molto veloce, <strong>gli operatori sono stati molto più impegnati nel business che nelle relazioni con il mondo politico</strong>, che comunque sono importanti. Chiaramente da quest’esperienza si imparerà molto. Tra l’altro la<a href="http://www.gifi-fv.it/cms/" target="_blank"> <strong>GIFI</strong></a> <strong>ha chiesto a Confindustria di rivedere la sua posizione sul decreto</strong>, richiesta che, se disattesa, <strong>porterebbe sicuramente all’uscita del mondo fotovoltaico da Confindustria, in quanto non rappresentativa del settore</strong>.</p>
<p><strong>D) Berlusconi ha affermato che &#8220;<em>gli incentivi alle energie rinnovabili devono adeguarsi all&#8217;andamento degli altri paesi europei</em>&#8220;. Pensa che gli incentivi italiani necessitino effettivamente di un adeguamento?</strong></p>
<p>R) Le strumentalizzazioni non fanno bene, c’è una grossa disinformazione sulla materia. E’ chiaro che Paesi come la <strong>Germania</strong>, in cui tutti i processi legati al fotovoltaico sono già stati ottimizzati e efficientati, <strong>sono già</strong> <strong>riusciti a creare delle economie di scala</strong>. Questo in Italia avverrà nei prossimi anni, ma non ci siamo ancora arrivati. Non possiamo avere gli incentivi della Germania perché <em>non siamo la Germania</em>. Ogni Paese ha una sua specificità. <strong>E’ importante che gli incentivi non vengano interrotti e che non ricevano una riduzione troppo pesante prima che lo sviluppo di nuove tecnologie sia maturo</strong>.</p>
<p><strong>D) Se l’incertezza permarrà, quali pensa che possano essere le conseguenze sugli investimenti esteri per il settore e per la credibilità del sistema Italia?</strong></p>
<p>R) Beh, <strong>sono conseguenze importanti, che potrebbero portare anche a &#8220;marce indietro&#8221; se dovesse perdurare questa situazione di incertezza</strong>. Edf ha una quota estera e una italiana, della mia famiglia. L’alleanza ci ha portato a poter sviluppare le nostre attività in un modo a cui non avremmo potuto aspirare come azienda familiare. <strong>Un danno è già stato fatto: non si può cambiare una legge emanata ad agosto dello scorso anno ed entrata in vigore dal 1 gennaio, non ha senso!</strong></p>
<p><strong>D) Che cosa spera che avvenga nei prossimi giorni?</strong></p>
<p>R) <strong>Mi auguro che ci siano delle modifiche secondo quelle che sono anche le richieste del GIFI</strong>. Questo è il mio auspicio. Siamo fiduciosi e ottimisti rispetto a quello che accadrà.</p>
<p><em>Veronica Caciagli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.greenews.info/normative/decreto-rinnovabili-la-voce-degli-stranieri-intervista-a-andrea-sasso-edf-enr-solare-20110314/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

