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	<title>Greenews.info &#187; Rassegna Stampa</title>
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	<description>Greenews.info è il nuovo magazine on-line dedicato all’informazione ambientale e al “green thinking” che nasce per dare visibilità ai progetti di sostenibilità delle imprese operanti in Italia, delle pubbliche amministrazioni, degli enti e delle associazioni e per informare, sia gli utenti business che consumer, sulle politiche, le best practices, le normative ed i finanziamenti, i prodotti &#34;eco&#34; e “bio” e i nuovi trend mondiali. Il tutto in un unico ambiente multimediale di facile navigazione e leggibilità, con criteri di ricerca immediati per tipologia, per settore merceologico o per parola chiave.</description>
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		<title>L&#8217;ombra dell&#8217;ecomafia sulla morte di Vassallo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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Lo chiamavano il sindaco-pescatore. Angelo Vassallo, 57 anni, primo cittadino di Pollica, comune del Cilento, è stato ucciso lunedì con 7 colpi di pistola. É stato freddato lungo la strada che portava all&#8217;impianto depuratore di Acciaroli, mentre stava rincasando in auto da un pomeriggio trascorso con altri primi cittadini della comunità Parco del Cilento.
Proveniente da una famiglia di pescatori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom: 0cm;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Angelo-Vassallo-Courtesy-of-varese7press.it.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-11380" title="Angelo Vassallo, Courtesy of varese7press.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Angelo-Vassallo-Courtesy-of-varese7press.it.jpg" alt="Angelo Vassallo, Courtesy of varese7press.it" width="300" height="225" /></a>Lo chiamavano il<strong> sindaco-pescatore</strong>. <strong>Angelo Vassallo</strong>, 57 anni, primo cittadino di <strong>Pollica</strong>, comune del Cilento, è stato ucciso lunedì con 7 colpi di pistola. É stato freddato lungo la strada che portava all&#8217;impianto depuratore di <strong>Acciaroli</strong>, mentre stava rincasando in auto da un pomeriggio trascorso con altri primi cittadini della comunità <strong>Parco del Cilento</strong>.</p>
<p>Proveniente da una famiglia di pescatori, Vassallo lasciò il suo amato mare per dedicarsi alla politica, battendosi sempre <strong>in difesa dell&#8217;ambiente</strong>, tanto da riuscire a trasformare la sua Acciaroli nella Positano del Cilento. Durante i suoi anni di permanenza al governo della città, questa piccola frazione di Pollica si è trasformata infatti in una <strong>moderna località turistica</strong>, ricca di infrastrutture da far invidia alle più note località italiane: un porto turistico in grado di ospitare ben 300 barche, la ristrutturazione del centro storico, il depuratore e la raccolta differenziata. Proprio per aver trasformato il suo territorio in un luogo così attraente, la paura degli investigatori è subito ricaduta sugli appetiti speculativi e camorristici.</p>
<p>Secondo gli inquirenti, la direzione distrettuale antimafia di Salerno, che indaga sull&#8217;omicidio, una delle piste porterebbe all&#8217;<strong>ecomafia</strong>. Gli <strong>appalti al porto</strong> infatti, potrebbero aver fatto da richiamo ai malviventi: i 4 milioni e mezzo di euro in sospeso per l&#8217;appalto per il secondo lotto dei lavori al porto, non ancora assegnati per via di un&#8217;offerta anomala, supportano le ipotesi.</p>
<p>Un&#8217;altra strada che sta prendendo sempre più piede è anche quella della <strong>droga</strong>. Il sindaco, colpevole d&#8217;aver combattuto contro la criminalità nei locali pubblici, cercando di impedire lo spaccio di droghe e vigilando sulle infiltrazioni criminali, potrebbe aver pagato con la vita la sua opposizione a &#8220;certe richieste&#8221;. Probabilmente tutte le sue attenzioni a comprendere le dinamiche del territorio, il suo essere &#8220;<strong>paladino della legalità</strong>&#8220;, e il suo aver detto qualche &#8220;no&#8221; di troppo lo hanno trascinato in qualche mal affare che potrebbe riguardare i clan.</p>
<p>Ieri sera in suo onore è stata organizzata una <strong>fiaccolata a Pollica</strong>. Migliaia di persone sono giunte al porto della cittadina di solo 700 abitanti, con i simboli rappresentativi di Vassallo, ovvero la <strong>zappa</strong> e la <strong>conchiglia</strong>, cioè <strong>la terra e il mare</strong>, emblemi di ciò che lui ha sempre così tanto amato.</p>
<p><em>Benedetta Musso</em></p>
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		<title>Aperta la caccia ai &#8220;Campioni della Terra&#8221; 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
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		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;UNEP (l&#8217;Agenzia per l&#8217;ambiente delle Nazioni Unite) ha aperto la caccia. Letta così sembrerebbe una notizia improbabile. Ma non si tratta, in realtà, di attività venatoria, quanto della ricerca dei nuovi &#8220;Campioni della Terra&#8221; da premiare, nel 2011, con il prestigioso riconoscimento ambientale dell&#8217;ONU, nato per promuovere la green economy attraverso le figure di alcuni pionieri, che ispirano il resto del mondo.
Il premio ha l&#8217;obiettivo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Champions.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11340" title="Gala dinner and award ceremony 2010, Courtesy of UNEP, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Champions-300x185.jpg" alt="Gala dinner and award ceremony 2010, Courtesy of UNEP, Flickr.com" width="300" height="185" /></a>L&#8217;UNEP (l&#8217;Agenzia per l&#8217;ambiente delle Nazioni Unite) ha aperto la caccia</strong>. Letta così sembrerebbe una notizia improbabile. Ma non si tratta, in realtà, di attività venatoria, quanto della ricerca dei nuovi &#8220;<strong><a href="http://www.unep.org/champions/" target="_blank">Campioni della Terra</a></strong>&#8221; da premiare, nel 2011, con il prestigioso riconoscimento ambientale dell&#8217;ONU, nato per <strong>promuovere la <em>green economy</em> attraverso le figure di alcuni pionieri</strong>, che ispirano il resto del mondo.</p>
<p>Il premio ha l&#8217;obiettivo di individuare i risultati conseguiti da leader, pensatori e, soprattutto, uomini d&#8217;azione, che hanno mostrato particolare determinazione e costante impegno per un futuro più pulito, verde e prospero.</p>
<p>A ricevere il riconoscimento sono stati, in passato, primi ministri e presidenti, scienziati, leader delle organizzazioni non governative e fotografi, che hanno saputo trasmettere al mondo una ragione in più per impegnarsi nella conservazione dell&#8217;ambiente. L&#8217;ultima edizione ha visto premiati il presidente del Guyana, <strong>Bharrat Jagdeo</strong>, per la difesa delle foreste tropicali nazionali, <strong>Mohamed Nasheed</strong>, presidente delle Maldive, molto noto e attivo a livello internazionale per la lotta contro i cambiamenti climatici, il direttore dell&#8217;agenzia per la protezione dell&#8217;ambiente in Afghanistan, <strong>Mostapha Zaher,</strong> lo scienziato giapponese <strong>Taro Takahashi</strong>, per i suoi studi sul ciclo del carbonio in oceani, terra e atmosfera e il guru della tecnologia <strong>Vinod Khosla</strong>, conosciuto nella Silicon Valley americana come  &#8220;<strong>Mr Green</strong>&#8220;, per i suoi investimenti nelle energie rinnovabili. Infine una stella dello star system, <strong>Zhou Xun</strong>, la più popolare attrice cinese, premiata per la sua attività di promozione di uno stile di vita ecosostenibile.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno le nomination sono aperte (<strong>fino al 31 ottobre 2010</strong>) in diverse categorie: leadership nelle politiche; scienza e innovazione; visione imprenditoriale; ispirazione e azione. Ogni premiato riceverà <strong>40.000 dollari in contanti e un trofeo commemorativo</strong>, che saranno consegnati in occasione di una cerimonia di gala prevista per il <strong>28 aprile dell&#8217;anno prossimo</strong>. Chissà che non sia la volta di un italiano.</p>
<p><em>Redazione Greenews.info</em></p>
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		<title>Traffico di rifiuti: un affare da 7 miliardi all&#8217;anno</title>
		<link>http://www.greenews.info/rassegna-stampa/traffico-di-rifiuti-un-affare-da-7-miliardi-allanno/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 06:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Legambiente]]></category>
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		<description><![CDATA[Sette miliardi di euro all&#8217;anno. A tanto ammonta, secondo i dati di Legambiente, il giro d&#8217;affari del traffico illecito di rifiuti. Perché smaltire pneumatici, olii industriali, plastiche e parti di autoveicoli comporta costi notevoli: molto più facile spedirli in paesi dell&#8217;Africa o dell&#8217;Asia camuffandoli come finte materie prime.
La cronaca di queste settimane riporta diversi casi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Rifiuti-illegali-Courtesy-of-italosomali.org.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11248" title="Rifiuti illegali, Courtesy of italosomali.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/Rifiuti-illegali-Courtesy-of-italosomali.org-300x203.jpg" alt="Rifiuti illegali, Courtesy of italosomali.org" width="300" height="203" /></a>Sette miliardi di euro all&#8217;anno</strong>. A tanto ammonta, secondo i dati di <strong>Legambiente</strong>, il giro d&#8217;affari del <strong>traffico illecito di rifiuti</strong>. Perché smaltire pneumatici, olii industriali, plastiche e parti di autoveicoli comporta costi notevoli: molto più facile spedirli in paesi dell&#8217;<strong>Africa</strong> o dell&#8217;<strong>Asia</strong> camuffandoli come finte materie prime.</p>
<p>La cronaca di queste settimane riporta diversi casi di sequestri di <strong>rifiuti illegali</strong>. L&#8217;ultimo è stato lunedì 23 agosto a <strong>Mazara del Vallo</strong>, dove sono state bloccate dieci tonnellate di parti provenienti da attività di demolizione auto, etichettate come &#8220;pezzi di ricambio per automobili&#8221;, e destinate ad essere esportate in Paesi extraeuropei. Il 6 agosto, ad <strong>Ancona</strong>, i funzionari dell&#8217;Ufficio delle dogane hanno invece fermato 1.215 copertoni fuori uso (quindi da considerare rifiuti secondo le normative italiane e comunitarie) stipati in un container diretto in <strong>Costa d&#8217;Avorio</strong>. Il 2 agosto, a <strong>Gioia Tauro</strong> in provincia di <strong>Reggio Calabria</strong>, sono stati sequestrati due carichi di rifiuti provenienti da aziende di autodemolizione italiane: anche in questo si trattava di parti di automobili etichettate come &#8220;pezzi di ricambio per automobili&#8221; destinati a <strong>Somalia</strong> e <strong>Egitto</strong>. Sequestro analogo il 27 luglio a <strong>Civitavecchia,</strong> per oltre 18.000 chilogrammi di rifiuti destinati al <strong>Marocco</strong>. E poi 67.713 chilogrammi di oli inquinanti requisiti a <strong>La Spezia</strong>, che dovevano essere spediti in <strong>Marocco</strong> e <strong>Tunisia</strong>; 159 tonnellate di cascami, ritagli e avanzi di materie plastiche individuate a <strong>Pomezia</strong> e destinate ad un impianto di recupero in <strong>Cina</strong>; 13 tonnellate di rifiuti speciali, anche qui da mandare in <strong>Marocco</strong>, fermate a <strong>Vigevano</strong>.</p>
<p>Nel 2009, come riporta il <strong>Libro Blu dell&#8217;Agenzia delle Dogane</strong>, sono state sequestrate  complessivamente 7.914 tonnellate di rifiuti mentre nel 2008 le tonnellate di rifiuti sequestrate erano state solo 4.603. L<strong>&#8216;aumento</strong>, nel giro di un anno, è stato quindi <strong>del 71%.</strong></p>
<p>«Quello del traffico illegale dei rifiuti è un problema sottostimato e poco conosciuto anche a livello europeo» spiega <strong>Antonio Pergolizzi</strong>, coordinatore dell&#8217;<strong><a href="http://www.legambiente.eu/onal/index.php" target="_blank">Osservatorio sull&#8217;ambiente e la legalità di Legambiente</a></strong>. Che poi snocciola alcuni dati che spiegano l&#8217;affare: «Smaltire una tonnellata di rifiuti non pericolosi costa circa 150 euro, mentre per quelli pericolosi si sale a <strong>300-400 euro</strong> – aggiunge Pergolizzi. Con il traffico illecito si risparmia nel primo caso in media il 20%, nel secondo caso il 50%, ma le punte sono molto più alte. Ad esempio, eliminare un container di 20 piedi con 15 tonnellate di rifiuti pericolosi può costare <strong>60.000 euro se si osservano le normative, ma solo 6.000 euro se si procede per vie illegali</strong>». Il trucco è semplice: «Parti meccaniche, materiali plastici e altri scarti vengono spacciati per materie prime e quindi rivenduti all&#8217;estero per essere riutilizzati in processi industriali, che spesso sono <strong>altamente dannosi per la salute</strong>».</p>
<p><em>Marco Bobbio</em></p>
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		<title>La rinascita dell&#8217;ISPRA</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/la-rinascita-dellispra/</link>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 06:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Gandiglio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
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		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Enti pubblici]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217;ormai ufficiale: l&#8217;ISPRA, l&#8217;ente pubblico al centro delle polemiche, nei mesi scorsi,  per le rivendicazioni sindacali dei 500 lavoratori barricatisi sul tetto, avrà una nuova vita come braccio tecnico e scientifico del Ministero dell&#8217;Ambiente. 
Sulla Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2010 è stato infatti pubblicato il Decreto del 21 maggio 2010 n. 123 del Ministro Prestigiacomo che contiene le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ISPRA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11227" title="Lavoratori dell'ISPRA in sciopero, Courtesy of Astrambientepolitica.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/09/ISPRA-300x226.jpg" alt="Lavoratori dell'ISPRA in sciopero, Courtesy of Astrambientepolitica.it" width="300" height="226" /></a>E&#8217;ormai ufficiale: l&#8217;<strong><a href="http://www.isprambiente.it/site/it-IT/" target="_blank">ISPRA</a></strong>, l&#8217;ente pubblico al centro delle polemiche, nei mesi scorsi,  per le rivendicazioni sindacali dei 500 lavoratori barricatisi sul tetto, avrà una nuova vita come <strong>braccio tecnico e scientifico del Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>. </p>
<p>Sulla <strong>Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2010</strong> è stato infatti pubblicato il <a href="http://www.isprambiente.it/site/_files/Notizie_ispra/regolamento%20ISPRA.pdf" target="_blank">Decreto del 21 maggio 2010 n. 123 </a>del Ministro <strong>Prestigiacomo</strong> che contiene le norme per <strong>la fusione dell’APAT, dell’INFS e dell’ICRAM in un unico istituto</strong>, denominato appunto <strong>Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, </strong>nel quale confluiranno il personale e le risorse finanziarie e strumentali delle altre agenzie, già formalmente soppresse a decorrere dalla data di insediamento dei commissari nel 2008.</p>
<p>L&#8217;ISPRA è un ente pubblico di ricerca sottoposto alla vigilanza del Ministero - che ne impartisce le direttive generali &#8211; ma dotato di personalità giuridica e di <strong>autonomia tecnico-scientifica, organizzativa, finanziaria, gestionale, patrimoniale e contabile</strong>. </p>
<p>L&#8217;Istituto ha sede a <strong>Roma</strong>, ma potrà, per il conseguimento dei propri fini istituzionali, istituire altre sedi operative decentrate sul territorio nazionale, in particolare <strong>per assicurare assistenza tecnica e consulenza strategica alle amministrazioni pubbliche</strong>, <strong>nel quadro della</strong> <strong>cooperazione interistituzionale tra amministrazioni centrali, regionali e locali in materia ambientale</strong>.</p>
<p>Oltre alle attività principali di ricerca, consulenza e assistenza, sperimentazione e controllo, monitoraggio e valutazione, l&#8217;ISPRA svolge <strong>una funzione di informazione e formazione, anche post-universitaria, in materia ambientale</strong>, con particolare riferimento alla tutela delle acque, alla difesa dell&#8217; ambiente atmosferico, del suolo, del sottosuolo, della biodiversità marina e terrestre e delle rispettive colture, ed è abilitato a promuovere, attraverso il suo Consiglio Federale, <strong>lo sviluppo del sistema nazionale delle Agenzie e dei controlli in materia ambientale,</strong> di cui cura il coordinamento, garantendo l&#8217;accuratezza delle misurazioni e <strong>il rispetto degli obiettivi di qualità e di convalida dei dati</strong>, attraverso l&#8217;approvazione di sistemi di misurazione, l&#8217; adozione di linee guida e l&#8217;accreditamento dei laboratori.</p>
<p><em>Redazione Greenews.info</em></p>
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		<title>Inquinanti POPs: in vigore il nuovo elenco internazionale</title>
		<link>http://www.greenews.info/normative/inquinanti-pops-in-vigore-il-nuovo-elenco-internazionale/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 06:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Normative]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Persistent Organic Pollutants]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sostanze chimiche tossiche bandite]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 agosto scorso Le Nazioni Unite hanno annunciato a Ginevra l&#8217;entrata in vigore degli emendamenti alla Convenzione di Stoccolma sugli Inquinanti Organici Persistenti (o Persistent Organic Pollutants, POPs), che aggiungono altre 9 nuove sostanze alla lista di quelli già colpiti da divieti o limitazoni di impiego. L&#8221;elenco internazionale delle sostanze chimiche tossiche bandite, a causa degli effetti nocivi sull&#8217;ambiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/pop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-11184" title="Courtesy of UNEP.org" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/pop-300x240.jpg" alt="Courtesy of UNEP.org" width="300" height="240" /></a>Il <strong>26 agosto</strong> scorso Le <strong>Nazioni Unite</strong> hanno annunciato a <strong>Ginevra</strong> l&#8217;entrata in vigore degli emendamenti alla<strong> <a href="http://europa.eu/legislation_summaries/environment/air_pollution/l21279_it.htm" target="_blank">Convenzione di Stoccolma sugli Inquinanti Organici Persistenti</a></strong><a href="http://europa.eu/legislation_summaries/environment/air_pollution/l21279_it.htm" target="_blank"> </a>(o <strong>Persistent Organic Pollutants, POPs</strong>), che aggiungono altre 9 nuove sostanze alla lista di quelli già colpiti da divieti o limitazoni di impiego. L&#8221;elenco internazionale delle sostanze chimiche tossiche bandite, <strong>a causa degli effetti nocivi sull&#8217;ambiente e la salute</strong>, sale così a 21.</p>
<p>La lista iniziale includeva divieti e limitazioni &#8211; di fabbricazione e di impiego - per 12 sostanze (pesticidi e prodotti chimici industriali), tra i quali i <strong>bifenili policlorurati</strong> (Pcb). In seguito, nel maggio 2009, alla Convenzione sono stati aggiunti altri nove prodotti commerciali, usati come <strong>pesticidi, ignifughi</strong> o per altri impieghi, come rivestimenti idrorepellenti e resistenti alle macchie per <strong>tessuti e tappeti</strong>, rivestimenti impermeabili ad olio e grassi per <strong>carta ad uso alimentare</strong>, <strong>vernici per pavimenti ed insetticidi</strong>, nel caso del <a href="http://www.efsa.europa.eu/it/scdocs/doc/contam_op_ej653_PFOS%20PFOA_summary_it,0.pdf" target="_blank"><strong>perfluorottano sulfonato</strong> </a>(Pfos).</p>
<p>I <strong>POPs</strong> sono<strong> sostanze chimiche tossiche difficilmente degradabili e <em>bioaccumulative</em></strong>, che dopo il loro rilascio, si diffondono attraverso l&#8217;aria, l&#8217;acqua e la catena alimentare, provocando danni all&#8217;ambiente e alla salute umana<strong>,</strong> attraverso l&#8217;aumento della concentrazione nel corpo. <strong>Sono spesso causa di tumori e disfunzioni ormonali e possono anche compromettere la funzione riproduttiva.</strong></p>
<p>La <strong>Convenzione di Stoccolma</strong>, entrata in vigore nel <strong>2004</strong>, si prefigge di ridurre al minimo le emissioni globali di queste sostanze. &#8220;L&#8217;inclusione di nove nuovi POPs&#8221;, ha commentato il direttore esecutivo del Programma dell&#8217;<strong>Onu</strong> per l&#8217;Ambiente (<strong><a href="http://www.unep.org/documents.multilingual/default.asp?documentid=457&amp;articleid=5018&amp;l=en" target="_blank">Unep</a></strong>) <strong>Achim Steiner,</strong> &#8221;dimostra come i governi di tutto il mondo siano impegnati per ridurre ed eliminare tali sostanze chimiche per <strong>rafforzare la salute, contribuire allo sviluppo economico e favorire un&#8217;economia verde</strong>&#8220;.</p>
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		<title>Allo studio il primo spray fotovoltaico</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 06:04:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
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		<category><![CDATA[spray fotovoltaico]]></category>

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		<description><![CDATA[Una bomboletta spray che invece di spruzzare vernici o solventi emette una sottile pellicola fotovoltaica, in grado di produrre circa 100 watt per metro quadro. E&#8217; questa l&#8217;ultima novità in fatto di tecnologie per sfruttare l&#8217;energia solare, frutto di uno studio condotto dalla compagnia norvegese EnSol in collaborazione con un team dell’Università di Leicester.
La novità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Spray-Courtesy-of-Yusof-Erman-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10977" title="Spray, Courtesy of Yusof Erman, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/08/Spray-Courtesy-of-Yusof-Erman-Flickr.com-300x198.jpg" alt="Spray, Courtesy of Yusof Erman, Flickr.com" width="300" height="198" /></a>Una <strong>bomboletta spray</strong> che invece di spruzzare vernici o solventi emette una sottile <strong>pellicola fotovoltaica</strong>, in grado di produrre circa <strong>100 watt</strong> per metro quadro. E&#8217; questa l&#8217;ultima novità in fatto di tecnologie per sfruttare l&#8217;energia solare, frutto di uno studio condotto dalla compagnia norvegese<strong> <a href="http://www.ensol.no/" target="_blank">EnSol</a></strong> in collaborazione con un team dell’<strong><a href="http://www2.le.ac.uk/ebulletin/news/press-releases/2010-2019/2010/08/nparticle.2010-08-10.1427638716?searchterm=EnSol" target="_blank">Università di Leicester</a></strong>.</p>
<p>La novità della pellicola fotovoltaica consiste nell’essere così sottile da poter essere <strong>spruzzata su superfici piatte</strong> come quelle degli edifici, consentendo un adeguato sfruttamento dell&#8217;irraggiamento solare. Inoltre, il fatto di essere completamente trasparente le permette di essere utilizzabile anche sui vetri, in abbinamento o in sostituzione delle attuali tecnologie fotovoltaiche.</p>
<p><strong>Chris Binns</strong>, professore dell&#8217;Università di Leicester, ha dichiarato che la pellicola, tra le possibili applicazioni, potrebbe perfettamente adattarsi agli <a href="http://www.greenews.info/progetti/solar-impulse-il-primo-velivolo-a-emissioni-zero-prende-il-volo/" target="_self">aerei a impulso solare</a> attualmente in fase di sviluppo, consentendo di poter volare con un&#8217;ampia autonomia e, soprattutto, con un impatto ambientale pari a zero.</p>
<p>Gli sviluppatori del progetto anglo-norvegese stimano di migliorare l&#8217;efficienza dello spray di almeno il 20%, in modo da lanciarlo sul mercato entro il<strong> 2016</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La &#8220;generazione distribuita&#8221; avanza anche in Italia</title>
		<link>http://www.greenews.info/pratiche/la-generazione-distribuita-avanza-anche-in-italia/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 06:33:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>caterina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Non-Profit]]></category>
		<category><![CDATA[Pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[microgenerazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Aumenta il numero delle mini-centrali in Italia (piccola generezione e microgenerazione) per la produzione locale di energia elettrica e termica.
A dirlo è l&#8217;Autorità per l&#8217;Energia e il Gas, che ha diffuso di recente i risultati dell’ultimo monitoraggio sulla generazione distribuita, relativo al biennio 2007-2008.
Se nel 2007 si registravano 10.371 impianti installati, per una potenza efficiente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong style="font-weight: bold;"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Minidroelettrico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10796" title="Un mini impianto idroelettrico, Courtesy of Eplusplus.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Minidroelettrico-300x225.jpg" alt="Un mini impianto idroelettrico, Courtesy of Eplusplus.it" width="300" height="225" /></a>Aumenta il numero delle</strong> <strong style="font-weight: bold;">mini-centrali in Italia</strong> (piccola generezione e microgenerazione) per la <strong>produzione locale</strong> di energia elettrica e termica.</p>
<p>A dirlo è l&#8217;<strong><a href="http://www.autorita.energia.it/it/index.htm" target="_blank">Autorità per l&#8217;Energia e il Gas</a></strong>, che ha diffuso di recente i risultati dell’<strong><a href="http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/10/081-10argall.pdf" target="_blank">ultimo monitoraggio</a></strong> sulla <strong>generazione distribuita</strong>, relativo al biennio 2007-2008.</p>
<p>Se nel 2007 si registravano <strong>10.371 impianti installati</strong>, per una potenza efficiente lorda di 6.072 MW e <strong>una produzione totale di 19,3 TWh</strong>, nel 2008 sono state censite <strong>34.848 mini-centrali</strong> con potenza nominale inferiore a 10M, una potenza efficiente lorda pari a di 6.627 MW e una produzione lorda di <strong>21,6 TWh</strong>, ovvero il <strong>6,8% del totale nazionale</strong>.</p>
<p>Di questi <strong>circa 1,9 TWh sono stati prodotti da impianti di piccolissima taglia</strong>, con capacità di generazione inferiore a 1 MW, destinati prevalentemente al <strong>consumo locale</strong>. Lo studio dell’Autorità per l’energia e il gas dice infatti che un terzo della produzione energetica da mini-centrali viene consumato direttamente da utenze dislocate nei pressi dell’impianto, mentre circa il 66% viene immesso in rete e distribuito. </p>
<p><strong style="font-weight: bold;">La logica del “fai da te” e della <em>generazione distribuita</em> offre inoltre due vantaggi considerevoli</strong>, uno economico e uno in termini di efficienza e risparmio energetico: l’energia prodotta e consumata localmente, infatti, <strong>non è soggetta alle dispersioni della rete</strong>, nel viaggio di centinaia di chilometri tra grandi centrali e utenti finali.</p>
<p>Di particolare interesse è anche il fatto che <strong style="font-weight: bold;">più della metà </strong>(58,7%) <strong style="font-weight: bold;">della produzione lorda di energia delle mini-centrali è di origine rinnovabile</strong>. Ad andare forte sono soprattutto i settori <strong>solare </strong>e <strong>idroelettrico</strong>. Il fotovoltaico ha infatti registrato l’incremento maggiore nel numero d’impianti (dai <strong>4.000 del 2006</strong> si è passati ai <strong>32.000 del 2008</strong>), mentre <strong>all’idroelettrico spetta il primato per quantità di energia prodotta</strong>: 7,1 TWh contro i soli 0,2 TWh del fotovoltaico.</p>
<p>Sempre in riferimento al bienno 2007-2008, differenze sostanziali si registrano tra il Nord e il Sud del Paese, rispecchiando verosimilmente i livelli d’industrializzazione regionali: in <strong style="font-weight: bold;">Lombardia </strong>la potenza installata è pari a 1.168 MW, in <strong style="font-weight: bold;">Piemonte </strong>è di 1.035,2, in <strong style="font-weight: bold;">Veneto</strong> di 545,3 mentre è nettamente inferiore al Sud con appena 289,4 MW in Sicilia e 80,8 in Calabria.</p>
<p>Una buona notizia anche per chi i dati li deve analizzare: dal momento che l’attuale sistema di archiviazione e pubblicazione dei dati non consente di effettuare monitoraggi della generazione distribuita entro l’anno successivo a quello di riferimento (il 2009 in questo caso), <strong>l’Autorità ha avviato un processo d’integrazione delle banche dati</strong> che dovrebbe permettere di realizzare studi e analisi in tempi decisamente più brevi.</p>
<p><em style="font-style: italic;">Caterina Tripepi</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rapporto ANCC–COOP: il 50% dei consumatori acquista prodotti sostenibili</title>
		<link>http://www.greenews.info/progetti/ancc-%e2%80%93-coop-il-50-dei-consumatori-acquista-prodotti-biologici/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/progetti/ancc-%e2%80%93-coop-il-50-dei-consumatori-acquista-prodotti-biologici/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 06:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Ancc-coop]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto Promise]]></category>
		<category><![CDATA[scelte di consumo sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[Le  scelte  di  consumo  sostenibile degli italiani sono  state  indagate  attraverso  la  ricerca condotta  da  ANCC  – COOP nell’ambito  del  progetto  PROMISE, che ha consentito di intervistare uno spaccato dei consumatori Coop, piuttosto rappresentativo, di quasi 11.000 persone.
Dall’analisi emerge  con  chiarezza  che,  a  fronte  di  una  diffusa  consapevolezza dell’urgenza  dei  problemi  legati  all’ambiente e  di  una  complessiva  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/supermercato-Courtesy-of-Andrea-Francesco-Flickr.com.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10760" title="supermercato, Courtesy of Andrea Francesco, Flickr.com" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/supermercato-Courtesy-of-Andrea-Francesco-Flickr.com-300x224.jpg" alt="supermercato, Courtesy of Andrea Francesco, Flickr.com" width="300" height="224" /></a>Le  <strong>scelte  di  consumo  sostenibile</strong> degli italiani sono  state  indagate  attraverso  <a href="http://www.greenews.info/wp-content /REPORT_Coop_Promise.PDF" target="_blank">la  ricerca </a>condotta  da  <strong><a href="http://www.e-coop.it/portalWeb/guidachisiamo.portal?_nfpb=true&amp;_nfpb=true&amp;chiSiamoMenuSX_1_actionOverride=/portlets/Guide/chisiamo/menuSX/setCoop&amp;_pageLabel=chiSiamoCooperativa&amp;chiSiamoMenuSX_1{actionForm.cooperativa}=10" target="_blank">ANCC  – COOP</a></strong> nell’ambito  del  progetto  <strong><a href="http://www.e-coop.it/portalWeb/stat/docPortaleCanali/doc00000083388/true/true/la-scelta-verde-il-consumo-sostenibile-come-stile-di-vita.dhtml" target="_blank">PROMISE</a></strong>, che ha consentito di intervistare uno spaccato dei consumatori <strong>Coop</strong>, piuttosto rappresentativo, di quasi <strong>11.000 persone</strong>.</p>
<p>Dall’analisi emerge  con  chiarezza  che,  a  fronte  di  una  diffusa  consapevolezza dell’urgenza  dei  problemi  legati  all’ambiente e  di  una  complessiva  conoscenza  ed  informazione sulle  tematiche  dell’eco-sostenibilità, <strong> le  scelte  d’acquisto  dei  consumatori  sono  decisamente condizionate dalla considerazione degli impatti ambientali dei prodotti</strong>.</p>
<p>I dati mostrano,  infatti, <strong>una connessione tra le pratiche di acquisto e  il  livello  di  conoscenza  e  consapevolezza  su  questi  temi</strong>, che trova maggiore riscontro nei gruppi ad elevato livello di istruzione e di età mediana.</p>
<p>Significativa anche <strong>l&#8217;elevata fiducia che i consumatori mostrano verso le organizzazioni che producono e distibuiscono  i prodotti</strong>, alle quali vengono &#8220;delegate&#8221;  le scelte  per  un  consumo  responsabile. Dalla  ricerca  emerge,  infatti  che  <strong>le  scelte  d’acquisto  dei consumatori  fanno  riferimento  a  quell’insieme  di  politiche,  controlli  e  attenzioni  alle  filiere produttive che, in tempo di crisi, sono garanzia, non solo di minore impatto ambientale, ma anche di qualità, sicurezza e salubrità dei prodotti</strong>.</p>
<p>Il  quadro  che  emerge  consente  in definitiva di <strong>raggruppare  i  consumatori  in  tre  gruppi  ben  distinti</strong>,  prendendo  in  considerazione  i  criteri  che guidano le loro scelte d’acquisto:</p>
<p>- un primo gruppo di consumatori caratterizzato da <strong>una considerazione sopra alla media dell’importanza dell’impatto ambientale e degli aspetti etici dei prodotti</strong>, che presta meno attenzione alla marca e ai prezzi bassi: sono <strong>gli <em>eco-consumatori,</em></strong> che hanno  fatto  una  ben  precisa  scelta  di  campo  a  favore  di  prodotti  <strong>di  qualità,</strong> rispettosi dell’ambiente  e  della  società. A  questo  gruppo  può  essere ricondotto <strong>quasi un terzo del campione</strong>;</p>
<p>- un  secondo gruppo di consumatori  (<strong>oltre  la metà del  campione</strong>), più  tradizionalisti,  che hanno deciso di non  selezionare più di  tanto  tra  i prodotti  sulla base di particolari  criteri e <strong>delegano  le loro scelte alla marca ed al punto vendita</strong>, come conseguenza di una fiducia maturata nel tempo che offre loro &#8220;automaticamente&#8221; garanzia  di minore impatto ambientale, qualità, sicurezza e salubrità dei prodotti;</p>
<p>-  infine l’ultimo gruppo, composto da consumatori che dimostrano complessivamente una <strong>scarsa considerazione  per  tutti  i  possibili  criteri  di  scelta</strong>;  rifiutano  in  sostanza  di  scegliere,  sono consumatori delusi e disillusi, che rimangono ancorati alle sole ovvie certezze relative a prezzo e qualità .</p>
<p><strong> </strong></p>
<div><strong> </strong></div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_10752" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Promise_Domanda4.jpg"><img class="size-medium wp-image-10752" title="Courtesy of Ancc-coop" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Promise_Domanda4-300x119.jpg" alt="Fonte: rapporto promise Anccp-coop 2010" width="300" height="119" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: rapporto promise Anccp-coop 2010</p></div>
<p></strong></p>
<p>Gli  aspetti  connessi  al  <strong>ciclo  di  vita  dei  prodotti</strong> sono  complessivamente  ritenuti  molto importanti  nelle<strong> scelte  d’acquisto</strong> del  campione intervistato.  <strong>Il  39,5% li  considera  assolutamente  discriminanti</strong>,  con  un particolare interesse verso l’impatto  ambientale  del  <strong>processo  di  produzione</strong> e  del  <strong>numero  di  passaggi  nella filiera</strong> tra  il  produttore  ed  il  consumatore.  In  ogni  caso, solo una percentuale inferiore al 20%  degli  intervistati  non  li ritiene importanti.</p>
<p>La pratica d’acquisto di <strong>prodotti eco-sostenibili</strong> è sicuramente una pratica consolidata all’interno del  campione  dei  consumatori  intercettato  da  questa  indagine.  <strong>Il  70%  degli  intervistati,  infatti, acquista abitualmente questa  tipologia di beni,</strong> con picchi  importanti per  i prodotti alimentari di stagione  (97,87%)  e  locali  (88,21%),  le  apparecchiature  elettriche  ed  elettroniche  (88,36%)  e  i prodotti per l’igiene della casa (77,02%).</p>
<div id="attachment_10753" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Promise_Ciclo-Vita-Prodotto.jpg"><img class="size-medium wp-image-10753" title="Courtesy of Anccp-coop" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Promise_Ciclo-Vita-Prodotto-300x123.jpg" alt=" Fonte: rapporto promise Anccp-coop 2010   " width="300" height="123" /></a><p class="wp-caption-text">Fonte: rapporto promise Anccp-coop 2010 </p></div>
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		<item>
		<title>Enea pubblica il rapporto &#8220;Le fonti rinnovabili 2010&#8243;</title>
		<link>http://www.greenews.info/recensioni/enea-pubblica-il-rapporto-le-fonti-rinnovabili-2010/</link>
		<comments>http://www.greenews.info/recensioni/enea-pubblica-il-rapporto-le-fonti-rinnovabili-2010/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Benedetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[ENEA]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[energie rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[Le energie rinnovabili 2010]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#8217;disponibile on-line, sul sito dell&#8217;ENEA, l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, il voluminoso rapporto &#8220;Le Fonti Rinnovabili 2010. Ricerca e innovazione per un futuro low carbon&#8220;.
&#8220;La crisi economica, le incertezze legate ai costi e all’approvvigionamento dell’energia, il crescente livello delle emissioni e il rischio di cambiamenti climatici&#8221;, recita la presentazione del volume, &#8220;mettono in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Le-fonti-rinnovabili-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10609" title="Le fonti rinnovabili 2010, Courtesy of enea.it" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/Le-fonti-rinnovabili-2010-217x300.jpg" alt="Le fonti rinnovabili 2010, Courtesy of enea.it" width="217" height="300" /></a></p>
<p>E&#8217;disponibile on-line, sul sito dell&#8217;<strong>ENEA</strong>, l&#8217;Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie, l&#8217;Energia e lo Sviluppo Economico Sostenibile, il voluminoso rapporto &#8220;<strong><em><a href="http://www.enea.it/produzione_scientifica/pdf_volumi/V2010_07-FontiRinnovabili.pdf" target="_blank">Le Fonti Rinnovabili 2010. Ricerca e innovazione per un futuro low carbon</a></em></strong>&#8220;.</p>
<p>&#8220;La crisi economica, le incertezze legate ai costi e all’approvvigionamento dell’energia, il crescente livello delle emissioni e il rischio di cambiamenti climatici&#8221;, recita la presentazione del volume, &#8220;<strong>mettono in discussione la sostenibilità dell’attuale sistema economico-produttivo mondiale&#8221;</strong>.</p>
<p>Per affrontare questi problemi, suggerisce dunque l&#8217;ENEA, occorrerà, in primo luogo, <strong>diffondere tecnologie e comportamenti per un uso razionale dell’energia</strong>, che consentano all&#8217;utilizzatore finale di contribuire alla soluzione, ma soprattutto sarà fondamentale accelerare l’impegno nella ricerca verso tecnologie che consentano un ricorso &#8220;pulito&#8221; alle <strong>fonti fossili</strong> (destinate a durare ancora diversi anni) e il pieno utilizzo delle <strong>fonti rinnovabili</strong>.</p>
<p>La straordinaria diffusione delle tecnologie per le fonti rinnovabili a cui si è assistito nell’ultimo decennio a livello internazionale ha coinvolto, soprattutto negli ultimi due anni, anche l’<strong>Italia</strong> pur rimanendo ancora settori – soprattutto nelle rinnovabili termiche (<strong><a href="http://www.greenews.info/politiche/solare-termodinamico-ricetta-per-litalia-secondo-anest/" target="_self">solare</a></strong> e <strong><a href="http://www.greenews.info/progetti/alpiforest-le-biomasse-per-rilanciare-le-valli-piemontesi/" target="_self">biomassa</a></strong>) – ampiamente sottoutilizzati.</p>
<p>A questa diffusione, spiegano gli autori del rapporto, <strong>non ha corrisposto però una adeguata crescita della capacità produttiva nazionale</strong> e si è determinato un aumento preoccupante della “<em>dipendenza tecnologica</em>” del nostro paese proprio in quei settori di cui viene da più parti auspicato uno sviluppo della <strong>green economy</strong> in funzione anti-crisi.</p>
<p>Questo<strong> terzo Rapporto sulle fonti rinnovabili</strong>, nel fornire una visione d’insieme sullo stato dell’arte e sulle <strong>dinamiche in atto a livello nazionale e internazionale</strong>, testimonia anche <strong>l’impegno dell’ENEA a supporto del decisore pubblico, </strong>sia sul piano delle politiche energetiche e ambientali che e sul piano delle tecnologie, <strong>a sostegno dei processi di qualificazione e di innovazione tecnologica necessari alle imprese per conseguire uno sviluppo competitivo e sostenibile</strong>.</p>
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		<item>
		<title>Simply Sma pubblica il suo primo bilancio di sostenibilità</title>
		<link>http://www.greenews.info/comunicati-stampa/simply-sma-pubblica-il-suo-primo-bilancio-di-sostenibilita/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 05:10:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ilaria Burgassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[bilancio di sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Simply Sma]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[In linea con la politica di sviluppo green, Simply Sma ha voluto dare coerenza e trasparenza alle attività che ha messo in atto lo scorso anno pubblicando il suo primo Bilancio di Sostenibilità relativo all’anno 2009.
L’impegno di Simply in ambito sociale e ambientale è dimostrato da dati in linea con la strategia che l’azienda persegue:
-  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/snapshot-sito-Simply1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-10591" title="snapshot sito Simply" src="http://www.greenews.info/wp-content/uploads/2010/07/snapshot-sito-Simply1-300x243.jpg" alt="snapshot sito Simply" width="300" height="243" /></a>In linea con la politica di sviluppo green, <a href="http://www.simplymarket.it">Simply Sma</a> ha voluto dare coerenza e trasparenza alle attività che ha messo in atto lo scorso anno pubblicando il suo primo <strong>Bilancio di Sostenibilità relativo all’anno 2009</strong>.</p>
<p>L’impegno di Simply in ambito sociale e <strong>ambientale</strong> è dimostrato da dati in linea con la strategia che l’azienda persegue:</p>
<p>-  <strong>78 tonnellate</strong> di prodotti edibili donati nel 2009</p>
<p>- <strong>42 tonnellate</strong> di prodotti sfusi venduti ogni mese</p>
<p>- <strong>2 milioni</strong> di bottiglie di plastica riutilizzate per accessori d’arredo interni<em></em></p>
<p>- <strong>7 milioni e 700 mila</strong> euro devoluti a Telethon dal 2002.</p>
<p>Il Bilancio di Sostenibilità si compone di due parti: la prima relativa all’Identità dell’azienda, la seconda riguardante la Relazione Sociale.</p>
<p>Dopo un’introduzione riguardante il profilo aziendale e la politica di Governance interna, si entra nel vivo delle attività di Responsabilità Sociale d’Impresa con la descrizione delle caratteristiche tecniche e delle innovazioni strutturali dei primi due punti vendita eco-attenti aperti a Botticino e Milano. Qui l’attenzione nei confronti dei consumatori si traduce anche in un assortimento a loro disposizione ancora più eco-attento, che <strong>si arricchisce di linee green quali ad esempio gli sfusi e le ricariche, i tessuti in fibra naturale, i prodotti a basso consumo energetico e a Km zero</strong>.</p>
<p>Ampio spazio è poi dedicato ai collaboratori, di cui viene tracciato un profilo relativo alla loro composizione. Viene poi messo in rilievo ciò che concerne la loro relazione con l’azienda e il loro coinvolgimento nelle attività di Responsabilità Sociale.</p>
<p>All’interno del Bilancio di Sostenibilità si può trovare inoltre un’ampia parte dedicata alle attività rivolte al sociale, implementate sul territorio sia a livello locale sia a livello nazionale. Vengono descritte le partnership storiche con associazioni quali <strong>Telethon</strong>, <strong>Legambiente</strong> e <strong>Banco Alimentare</strong> ma anche le collaborazioni sviluppate sul territorio con differenti Onlus quali ad esempio l’<strong>Istituto dei Ciechi di Milano</strong> o gli <strong>Alpini di Brescia</strong>.</p>
<p>«<em>Simply Sma si impegna già da diversi anni nella promozione di una cultura sostenibile, attraverso l’informazione e la formazione di collaboratori responsabili, la sensibilizzazione della clientela alle tematiche della solidarietà e dell’ambiente</em><em> e la promozione di progetti di solidarietà concreti, che siano utili alla comunità in cui operano i nostri punti vendita</em><em>. </em>- commenta <strong>Carlo Delmenico</strong>, Direttore Responsabilità Sociale d&#8217;Impresa di Sma spa – <em>Consapevoli dell’importanza delle azioni messe in atto, abbiamo deciso di raccoglierli nel primo Bilancio di</em><em> Sostenibilità, in cui trovano evidenza sia gli impegni di carattere ambientale sia quelli rivolti al sociale».</em></p>
<p>Proprio per essere coerente con le politiche green messe in atto, Simply Sma ha deciso di non pubblicare copie cartacee del suo Bilancio di Sostenibilità che è invece comodamente consultabile e scaricabile dal <a href="http://www.simplymarket.it">sito</a>.</p>
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