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“So critical so Fashion”: ai Frigoriferi Milanesi sfila la moda critica e indipendente

settembre 19, 2012 Comunicati Stampa

Torna a Milano So Critical So Fashion, il primo evento in Italia dedicato alla moda critica e indipendente. La prestigiosa location di Frigoriferi Milanesi ospiterà da venerdì 21 a domenica 23 settembre 50 realtà  - selezionate nel panorama nazionale e internazionale –  che avranno a disposizione un corner per dibattiti e presentazioni, ma anche per la vendita della collezione in corso e l’anteprima delle creazioni primavera/estate 2013.

Giunto alla sua terza edizione, So Critical So Fashion, rinnova dunque l’appuntamento per la moda etica e sostenibile durante la Fashion Week milanese. Tre giorni di eventi, incontri e workshop per presentare al pubblico un trend che segue principi di responsabilità etica, sociale e ambientale senza rinunciare a bellezza, innovazione e tendenze. Protagonisti dell’evento saranno stilisti, artigiani e produttori attenti alla qualità e all’ambiente, marchi di sartoria ricercata ed indipendente i cui prodotti finali sono il risultato di una precisa ricerca di materiali, di artigianalità innovativa e recupero di antiche tradizioni, ma anche di scelte di produzione, packaging e distribuzione attente all’impatto ambientale.

Tra le novità di quest’anno Ligneah: una linea di borse, portafogli, cinture e cappelli interamente realizzata in legno. Si tratta di un innovativo materiale costituito da sottili fogli di legname certificato FSC, accoppiato con un tessuto e micro inciso con laser: l’effetto finale è del tutto paragonabile ad una morbida pelle naturale realizzata con materie prime completamente vegetali e sostenibili. La collezione, presentata in anteprima a So Critical So Fashion, vuole fornire un’alternativa all’utilizzo della pelle animale nel settore moda a favore di materiali innovativi e con un impatto ambientale inferiore.

Recuperare, riutilizzare, ricreare” saranno alcuni tra i leit motiv dell’edizione 2012. Ne sono esempio le creazioni di Caracol: gioielli cruelty free realizzati a mano con materiale recuperato dalle discariche, o gli stravaganti accessori per capelli di Moku in stile vintage, creati con ritaglidi tessuto e inserti originali come metri da sarta e rocchetti di filo o vecchi ingranaggi di sveglia. Esempio di originalità e artigianalità sono i gioielli aromatici di Lalu: spezie incastonate in resine colorate che ne mantengono l’aroma, creando così accessori insoliti e profumati, e gli sfiziosi ventagli da collo di Cadò.

All’interno della tre giorni il visitatore di So Critical So Fashion potrà partecipare a workshop in cui imparare a creare o personalizzare accessori e capi di abbigliamento, assistere a performance di artisti, gustare cibo a km zero e ascoltare musica live e dj-set. Anche quest’anno il pubblico avrà la possibilità di vivere uno shooting professionale: i visitatori potranno indossare un capo in esposizione e sottoporsi ad una seduta di make-uppersonalizzato, realizzato con cosmetici biologici e naturali. Tra gli scatti realizzati verrà selezionata la protagonista della prossima campagna pubblicitaria di SoCritical So Fashion. L’evento ospiterà anche momenti di incontro per addetti ai lavori, esperti di moda, istituzioni e cittadini che vorranno confrontarsi sul tema della moda critica a Milano e all’estero, tra i quali, domenica 23 alle 16, l’intervento del direttore editoriale di Greenews.info e Presidente dell’Associazione Greencommerce, Andrea Gandiglio.

Non mancheranno spunti di riflessione sul “sistema moda” come il documentario-inchiesta “Behind the label”, che indaga sull’altra faccia del cotone indiano: le conseguenze e sull’impatto ambientale e sociale che ha causato l’utilizzo dei semi geneticamente modificati in India, secondo produttore della fibra tessile più utilizzata al mondo.“The price is Rice” è, invece, un progetto che analizza le condizioni di lavoro delle donne bengalesi che ricamano secondo l’antica tecnica khanta, realizzato dagli studenti di Naba (NuovaAccademia di Belle Arti) e dall’Associazione Solidarietà Terzo Mondo Onlus di Sondrio. Quanto riso vale un capo di abbigliamento in tessuto khanta? Vale a dire, quanto guadagna un’artigiana per il proprio lavoro, in termini di riso? La stima è stata realizzata confrontando i prezzi del settore moda tradizionale con quelli del commercio equo e solidale. Il progetto ha portato alla produzione di un grembiule ricamato, a tiratura limitata, in vendita durante l’evento.

La Provincia di Milano, che patrocina e sostiene la manifestazione, presenterà due progetti dedicati ai giovani creativi: Start in Style, metterà a disposizione risorse per la formazione delle necessarie competenze e per la costruzione di strumenti per affrontare la competizione internazionale. Fashion in Fiber, mostra–concorso di abiti realizzati con fibre tessili di recupero, darà invece una vita nuova vita ai tessuti dismessi per creare nuovi codici di stile e design.

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