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Acquisti verdi: intesa ANCI-GAIL per l’uso di lubrificanti rigenerati nei comuni

Sensibilizzare i Comuni sulle tematiche ambientali, aiutando i governi locali ad assumere un ruolo di punta nel processo di attuazione delle politiche in materia di acquisti verdi. E’ questo l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato ieri mattina a Roma dall’ANCI, l’Associazione Nazionale Comuni Italiani, e il GAIL, Gruppo Aziende Industriali della Lubrificazione di Federchimica – Aispec.

Il protocollo servirà a favorire l’utilizzo di oli lubrificanti rigenerati e oli biodegradabili da parte dei Comuni, e a divulgare nelle amministrazioni e presso l’opinione pubblica le informazioni sul loro minore impatto ambientale.

L’olio lubrificante rigenerato, infatti, possiede caratteristiche e prestazioni equiparabili ai lubrificanti ottenuti da cicli produttivi di prima raffinazione; perciò garantisce ai motori prestazioni adeguate, con vantaggi ambientali ed economici per le amministrazioni locali.

La rigenerazione degli oli, che ne consente un uso prolungato, ha un effetto importante sull’ambiente: innesca infatti un circolo virtuoso che porta a minori emissioni di particelle sottili e di CO2, minor consumo di energia, minori emissioni di sostanze cancerogene, riscaldamento atmosferico ed effetto serra.

Con la firma del protocollo, GAIL e ANCI si impegnano ad avviare iniziative mirate a promuovere l’informazione e l’uso di questi prodotti.

In particolare, ANCI predisporrà schemi di bandi di gara ispirati a criteri ecologici, da diffondere presso le amministrazioni comunali per incoraggiare l’utilizzo di prodotti lubrificanti composti da una quota di olio rigenerato e da una quota di oli biodegradabili provenienti da fonti rinnovabili, fra i criteri per la selezione previsti nei bandi di gara.

L’accordo prevede anche momenti di formazione/informazione del personale delle amministrazioni comunali sui lubrificanti rigenerati e biodegradabili e sugli impatti ambientali dei prodotti maggiormente utilizzati nell’ambito dei piani di formazione per gli acquisti pubblici verdi.

“Gli Acquisti Verdi della PA – dichiara Filippo Bernocchi, Delegato ANCI alle politiche energetiche ed ai rifiuti – non sono soltanto un sistema di economia di risorse, sono anzi, la testimonianza che tutta la filiera, partendo da una corretta raccolta differenziata, fino al reprocessing delle varie tipologie, e infine al reinserimento in prodotti utilizzabili, è di effettiva utilità per l’ambiente e si risolve anche in un fattore di risparmio sul piano delle finanze sempre più ristrette. Questo Protocollo d’Intesa che mira a favorire l’utilizzo di oli lubrificanti rigenerati e oli biodegradabili da parte dei Comuni rende tangibile per i cittadini il vantaggio del riutilizzo: una leva importante per superare le diffidenze e i dubbi che ancora condizionano una corretta gestione dei rifiuti in molte aree del nostro Paese”.

“Il comparto industriale della rigenerazione degli oli usati – rileva Cesare Puccioni, Presidente di Federchimica – è fondamentale per il nostro Paese; una branca della chimica virtuosa, che valorizza un rifiuto utilizzandolo come materia prima, salvaguardando così l’ambiente. Federchimica firma questo accordo con grandissimo apprezzamento per la sensibilità che le autorità locali, attraverso ANCI, dimostrano oggi insieme al mondo della chimica verso i temi della salvaguardia ambientale. Incoraggiare gli acquisti pubblici verdi è un preciso obiettivo per Federchimica. L’obiettivo è che tali acquisti siano applicati in modo più possibile omogeneo sul territorio nazionale, non prescindano da una solida interazione con il mondo industriale, siano adeguati e conformi alle linee guida europee”.

“In italia -spiega il direttore tecnico operativo del Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati, Franco Barbettiviene rigenerato quasi il 90% dell’olio lubrificante usato che il COOU raccoglie su tutto il territorio nazionale, un dato che fa del nostro il Paese leader in Europa. Il Sistema Consorzio, che coordina l’attività delle aziende di raccolta e dell’industria della rigenerazione, da 29 anni consente di trasformare un rifiuto pericoloso in risorsa”.

 

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