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Acre Latex Design Lab: un progetto di sviluppo sostenibile per i seringueiros brasiliani

maggio 28, 2014 Comunicati Stampa, Progetti

Circa 20 artigiani dello Stato brasiliano dell’Acre si sono riuniti nella capitale dello Stato con un gruppo di progettisti e docenti dell’Istituto Europeo di Design (IED) di Sao Paulo per dar vita ad un laboratorio di produzione di calzature e di prodotti a base di lattice. Il frutto del loro lavoro è stato recentemente presentato a Milano durante il Salone Internazionale del Mobile. L’occasione si è presentata grazie all’intuizione di Marlúcia Candida, prima donna coordinatrice dell’Associazione “Acre Solidario”, che aveva identificato una specifica domanda interna di prodotti di design a base di lattice, utile a dare un’opportunità professionale agli artigiani e alle comunità locali nel segno della green economy.

Lo IED di Sao Paulo è stato dunque invitato a ideare l’ “Acre Latex Project Design Lab“, realizzato grazie ad una partnership tra il Governo dello Stato dell’Acre, l’Ente per il Servizio di sostegno per le micro e piccole imprese (Sebrae), l’Istituto Moacyr e il CRIED – Centro di Ricerca dell’Istituto Europeo di Design in Brasile. L’iniziativa mira a valorizzare le materie prime della regione, promuovere la generazione di reddito nelle comunità di artigiani locali e migliorare le loro metodologie produttive e creative.

“Ogni artigiano funge da moltiplicatore, prendendo le conoscenze acquisite dalla propria comunità e divulgandole – grazie a questo progetto – a centinaia di persone e a decine di famiglie beneficiarie”, spiega Marlúcia CandidaQuello che accade generalmente nei progetti di design è che il designer insegna agli artigiani a produrre oggetti già progettati da qualcun altro. Il risultato è quindi una sorta di copia di un bel prodotto”, privo però di identità locale o valore culturale intrinseco, se non quello espresso dal progettista. “In questo progetto, invece, lo IED ha lavorato insieme agli artigiani e alle comunità locali, assorbendone i valori culturali e tentando di sviluppare negli artigiani un approccio di design, stimolandone la creatività e perfezionando al tempo stesso le tecniche di produzione. In questa maniera, ogni prodotto costituisce l’espressione unica di ciascun artigiano”, racconta Fabiano Pereira, coordinatore di Design Strategico dello IED di Sao Paulo e responsabile del laboratorio.

“Il sistema narrativo del designer è stato portato nella collezione, mentre gli artigiani hanno riportato in vita trame che venivano utilizzate dalle popolazioni della foresta per la realizzazione di cesti o altri utensili, per impiegarli nella produzione di calzature. I colori ed i modelli sono distintivi della cultura dell’Acre, e valorizzano ogni prodotto, rendendolo unico. I confini tra l’artigianato e il design si dissolvono e i prodotti acquistano aura e aspetto unico”, commenta Victor Megido, direttore generale di IED Brasile.

Il Laboratorio si è svolto nell’arco di cinque giorni, per un totale di oltre 40 ore, con la partecipazione attiva del gruppo, guidato da quattro professionisti. I partecipanti sono stati scelti fra i “seringueiros”, ovvero i raccoglitori di gomma, che già svolgono attività artigianale. Il primo giorno ha avuto come obiettivo quello del coinvolgimento, per integrare le persone, collegando idee e ideali per definire interessi comuni. La seconda giornata di lavoro si è concentrata sulle tecniche di costruzione di calzature, esplorando la scala volumetrica, le proporzioni. Gli artigiani hanno poi dovuto imparare a padroneggiare tutti i componenti, ogni parte ed ogni elemento che contribuiscono a definire uno standard qualitativo del design. In tutto questo processo, sono state introdotte tecniche per stimolare la creatività, esercitando la capacità di progettare. I partecipanti hanno dunque imparato facendo direttamente pratica e sono stati protagonisti in tutte le fasi del progetto. Il terzo giorno è stato poi dedicato alla materia prima, approfondendo le particolarità del lattice. Il materiale infatti si comporta in un modo molto specifico e offre possibilità uniche. I partecipanti del laboratorio hanno quindi acquisito una comprensione più profonda di ciò che e design, attraverso immagini e interazione. La metodologia e i processi sono stati costruiti con e per loro. Alla fine di questa giornata, è stato dato inizio alle prime prove pratiche per realizzare i prodotti. Il quarto giorno è stato dedicato alla comprensione dei processi, all’analisi di tutte le fasi della produzione, evidenziando i problemi e cercando soluzioni semplici e dirette. In questa fase i partecipanti hanno iniziato a creare diverse proposte: suole, solette e altri componenti. Questo è il momento della nascita dei prodotti collaterali, dei bio-bijoux e dei mosaici per pareti. Il quinto e ultimo giorno è stato quindi dedicato alla messa a punto e alla presentazione delle calzature. Con l’aiuto di un team professionale di immagine, e sotto la guida dei progettisti, il gruppo ha prodotto un saggio fotografico, con la foresta come sfondo. Le creazioni del gruppo sono state fotografate sotto le “seringueiras” – gli alberi della gomma – con lo stesso approccio che si usa per realizzare servizi di moda o per produrre un catalogo. Gli artigiani sono stati anche intervistati ed un video documenta tutte le fasi del workshop.

La realtà dei “seringueiros”, i raccoglitori di gomma, è molto difficile a causa del basso costo del lattice. Grazie a questo progetto, invece, il lattice può essere trasformato in oggetti ad alto valore aggiunto, migliorando il reddito degli artigiani. Le conoscenze dei popoli della foresta sono alla base della creazione di questi oggetti, in questo modo ogni prodotto diventa un’espressione ricca della cultura locale, acquisendo un valore unico.  Così, la storia della gomma in Brasile si perpetua. Il primo ciclo, nel XIX secolo, è stato responsabile del grande sviluppo della regione amazzonica; il secondo, durante le guerre mondiali, ha visto questa materia prima utilizzata per applicazioni militari; oggi, nell’epoca dell’economia creativa, il lattice mostra finalmente tutte le sue potenzialità di sviluppo con una varietà di prodotti dal grande potenziale.

L’Istituto Europeo di Design (IED) è una rete internazionale di ricerca e formazione nei settori del design, della moda, della comunicazione visiva e del business. Fondato nel 1966, IED è presente in undici città e in tre paesi: Italia (Milano, Como, Roma, Torino, Venezia, Firenze e Cagliari), Spagna (Madrid e Barcellona) e Brasile (Sao Paulo e Rio de Janeiro). In quasi mezzo secolo, ha formato più di 100.000 professionisti provenienti da oltre 90 paesi tra corsi di laurea, master e di altri corsi di specializzazione. In Brasile, la Scuola è riconosciuta dal MEC, e prevede sei gradi di istruzione divisi in dieci programmi di corsi post-laurea, con approfondimenti su vari argomenti. Attraverso CRIED, il suo centro di ricerca, IED opera in progetti di innovazione con aziende, istituzioni ed enti di varia natura.

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