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Agricoltura biologica: nelle Marche i vecchi mulini sposano le tecnologie delle rinnovabili

dicembre 2, 2013 Aziende, Comunicati Stampa, Pratiche

Nelle Marche agricoltura biologica e sostenibilità ambientale si rafforzano l’un l’altra per affermare un modello di gestione del territorio “pulito, sano e sicuro”, sia per i produttori che per i consumatori.

Le cooperative socie del Consorzio Marche Biologiche adottano, innanzitutto, un approccio alla coltivazione, che vieta l’uso di pesticidi, di diserbanti e varietà OGM affinché al consumatore giungano alimenti non trattati chimicamente e non modificati geneticamente in nessuna delle numerose fasi che intercorrono tra produzione e consumo. Oltre a questo ognuna delle cooperative socie cerca di massimizzare i “comportamenti ecosostenibili”: produzione di energia da fonti rinnovabili, bioarchitettura, valorizzazione di fonti storiche come mulini ad acqua, che riscoprano un rapporto più equilibrato con la natura, l’ecosistema e le persone.

L’edificio in cui ha sede la Cooperativa La Terra e Il Cielo di Piticchio di Arcevia (AN) è costruito in base ai più innovativi criteri della bioarchitettura e del feng-shui, per garantire un ambiente salutare a chi vi lavora e al contempo una condizione di salubrità ai prodotti biologici che nel magazzino vengono stoccati e movimentati. Tutti gli impianti collegati sono alimentati da un impianto fotovoltaico da 85 kWp, che consente l’autonomia energetica dell’impresa. “Ci teniamo a sottolineare che il fatto di mettere l’impianto sul tetto della nostra azienda – spiega Bruno Sebastianelli, presidente de La Terra e il Cielo – anche se non garantisce il massimo della produzione, rispetta la convinzione che il nostro paesaggio collinare e agricolo vada salvaguardato. Per questo, pur essendo sostenitori dell’energia rinnovabile, siamo contrari agli impianti realizzati sui campi”.

La Terra e il Cielo sfrutta, inoltre, l’attività molitoria del Molino Spoletini, in località Piticchio di Arcevia, a pochissimi chilometri dalla sede della cooperativa. Si tratta di un mulino a pietra, azionato dalla forza motrice dell’acqua, risalente addirittura al XV secolo, a ridosso di un boscoso avvallamento del fiume Misa. La macinatura rappresenta un’attività fondamentale per la Cooperativa perché è il processo che permette alle farine di mantenere le qualità nutrizionali e organolettiche insite nei cereali per le successive trasformazioni. La maestria del mugnaio che collabora da sempre con la Cooperativa, discendente da una stirpe di mugnai del luogo, porta un valore aggiunto determinante e mantiene a Piticchio una testimonianza culturale e di economia tradizionale di valore inestimabile.

Anche l’attività della Cooperativa Italcer di Osimo (AN) è fondata sulla produzione di energia da fonti rinnovabili. Il 12 febbraio 2007 la Cooperativa, anche a seguito alla crisi del sistema bieticolo marchigiano, partecipa alla costituzione della “Komaros Agroenergie Srl”, sottoscrivendone una quota del 35% del capitale sociale, con l’obiettivo di sviluppare una filiera agroenergetica nell’ambito della produzione di energia elettrica, utilizzando olio di semi di girasoli. Komaros Agroenergie si occupa, in simbiosi con la cooperativa Italcer, del ritiro e dello stoccaggio della granella. Procede alla spremitura tramite estrazione meccanica a freddo con la conseguente produzione di olio di semi di girasole energetico e di pannello proteico (da destinarsi ad uso zootecnico). Trasforma, infine, l’olio vegetale in energia elettrica, tramite l’impianto di cogenerazione Heliantus 1, collocato presso il Palarossini di Ancona. Questo cogeneratore produce energia elettrica, ceduta alla rete (GSE), e calore convogliato alla centrale termica quale alternativa alle caldaie alimentate con combustibile fossile, raggiungendo il duplice obiettivo sia di risparmio energetico che di minor impatto ambientale.

Anche Gino Girolomoni, il mitico fondatore della Cooperativa Agricola omonima, abbracciò fortemente, già nel 1989, l’importanza delle energie da fonti rinnovabili, investendo su un prototipo di pala eolica da 200 kWh. Successivamente a quel prototipo, la Cooperativa ha inaugurato nel 2009 un impianto eolico che ha sostituito quello precedente, e nel 2011 un impianto fotovoltaico, situato sul tetto del nuovo edificio della cooperativa, che ospita le nuove linee di pastificazione. Entrambi producono il 20% dell’energia che anima la Cooperativa Agricola Gino Girolomoni di Isola del Piano (PU), e tutto il resto dell’energia proviene, ugualmente, da fonti rinnovabili. Anche il magazzino in legno, adibito allo stoccaggio dei prodotti finiti pronti per essere spediti in tutto il mondo, inaugurato a fine del 2005, è costruito in base ai dettami della bioedilizia e copre una superficie di oltre 1.000 mq.

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