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Air-gun, gli spari che danneggiano fauna marina, pesca e turismo. Consegnata la petizione per ricorso al TAR

Ieri a Roma, presso la sede di rappresentanza della Regione Puglia, la Presidente di Marevivo Rosalba Giugni e il Presidente della Fondazione Univerde Alfonso Pecoraro Scanio, hanno consegnato ufficialmente, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il testo della petizione lanciata a dicembre da Marevivo e che ha già raccolto, sulla piattaforma Change.org, 45 mila firme nel nome della difesa del mare di Taranto dalla minaccia delle trivelle.

La richiesta al presidente Emiliano è di ricorrere al Tar contro il decreto VIA concesso alla società Schlumberger per l’attività di air gun nel golfo di Taranto e anche di sollecitare il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a cambiare rotta, una volta per tutte, sulla politica energetica dell’Italia.

Come è scritto nella petizione, “non temono l’Ilva ed i suoi veleni, vivono in libertà con i propri cuccioli, ma non potranno difendersi dalla nave, armata di cannoni ad aria (gli air gun), che presto esplorerà il Golfo di Taranto alla ricerca del petrolio. Sono in pochi a saperlo ma nel Golfo di Taranto, proprio in quella porzione di mare definita già 30 anni fa con decreto presidenzialebaia storica e naturale“, si trovano centinaia di esemplari di delfini e balene, che ogni giorno si possono facilmente incontrare ed osservare”.

Ma a breve, nelle acque del Golfo di Taranto, a soli 13 miglia dalle coste, arriveranno gli air gun per fare ricerca e prospezione di idrocarburi. I cannoni di questa nave non spareranno proiettili, ma bolle d’aria che, determinando onde sismiche, rappresentano il più grave pericolo per la fauna marina. Ma c’è compatibilità ambientale“, ha decretato il Governo, dando via libera al progetto della società Schlumberger. Per di più in una zona di mare estremamente sensibile per una serie di ragioni, non solo ambientali ma anche di natura puramente economica, come quelle che riguardano la pesca, il turismo e il traffico marittimo.

Già nel giugno 2015, il Movimento 5 Stelle Abruzzo aveva presentato in Regione una risoluzione con analoghe richieste, per impegnare il Presidente D’Alfonso a presentare ricorso contro il decreto del Ministero dell’Ambiente n. 103 del 3 giugno 2015, con il quale era stato dato il via libera, alla Spectrum Geo Ltd, società del Regno Unito, alla ricerca di idrocarburi tramite l’utilizzo della tecnica dell’air gun su una porzione vastissima del mare Adriatico, dall’Emilia Romagna alla Puglia, compreso il tratto adiacente l’intera costa abruzzese.

“L’attività di air gun va contrastata prima che i violenti spari di aria compressa ogni 5-15 secondi, con intensità fino a 260 decibel, colpiscano gli abitanti del mondo sommerso. A Taranto abbiamo raccolto l’“Urlo del mare”: basta ostinarsi con lo sfruttamento dei giacimenti e sperperare le vere ricchezze non solo di Taranto ma dell’intero nostro Paese, cioè biodiversità, cultura, turismo, pesca sostenibile, tutto quanto le trivellazioni in mare mettono a rischio”, ha dichiarato Rosalba Giugni, presidente di Marevivo.

Il grande sostegno dei cittadini a questa petizione – aggiunge l’ex Ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio - dimostra la sensibilità dell’opinione pubblica alla difesa dei nostri mari. La Regione Puglia può guidare un’azione che metta al bando le tecnologie che distruggono i nostri habitat naturali».

 

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