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Allarme stampa estera: clima a rischio per colpa dei turisti irresponsabili

novembre 9, 2009 Comunicati Stampa

VII Euromeeting 2009 Politiche regionali per un turismo europeo sostenibile e competitivoPaolo Cocchi: “L’offerta turistica toscana in prima linea per l’eco-sostenibilità”

“Il turismo è responsabile di un quinto di tutte le emissioni di CO2: per l’esattezza, si tratta del 17-18%”. Questo il pesante atto d’accusa lanciato dall’autorevole quotidiano tedesco Die Zeit, commentando i dati contenuti nel rapporto su clima del WWF. Gli fa eco, sempre nel mondo anglosassone, il britannico Telegraph, che di recente ha titolato “Gli inglesi guardano più al prezzo che all’ambiente”, prendendo spunto da un’indagine secondo cui la maggior parte di loro non si interessa abbastanza dell’ambiente tanto da considerarlo una priorità quando si organizza una vacanza. “Solo una persona su cento ritiene che le emissioni di carbonio siano il fattore fondamentale da tener presente per la scelta del viaggio. Per il 13% si tratta invece di quello meno importante. A sorpresa pare siano i giovani, tradizionalmente considerati più sensibili ai problemi ambientali, a essere i più disinteressati”. Del resto i turisti inglesi erano già stati bollati come i più inquinatori del mondo da un sondaggio della società di marketing Global TGI: tutta colpa dell’uso smodato degli aerei low cost, a causa del quale, secondo stime accreditate, produrrebbero 1.329 libbre di carbonio all’anno (Car Rentals, Samantha Williams).

Un panorama preoccupante in cui, tuttavia, si fanno strada segnali incoraggianti nella direzione dell’assunzione di un atteggiamento sempre più eco-friendly da parte dei turisti. Secondo un rapporto della Business School “ESCP Europe”, con la consulenza della Bloom Consulting, il 57% dei cittadini europei, infatti, sarebbero disposti a pagare di più pur di alloggiare in un hotel ecologico. “Il rapporto sottolinea inoltre che i giovani tra i 26 e i 35 anni sono quelli con una maggiore coscienza ambientale nel momento di scegliere un albergo mentre, al contrario, il 60% dei cittadini tra i 46 e i 60 anni non tengono conto dell’aspetto ecologico” (Europa Press, agenzia stampa spagnola).

E’ quanto emerge da una ricerca, frutto del monitoraggio dell’ultimo anno di oltre 100 testate estere di 12 nazioni (Gran Bretagna, Francia, Germania, USA, ma anche Cina, Russia e Paesi Arabi), condotta dall’Osservatorio Giornalistico Internazionale “Nathan il Saggio” su impulso dell’Assessorato alla Cultura e al Turismo della Regione Toscana, retto da Paolo Cocchi, in occasione di Euromeeting 2009, la settima conferenza internazionale dedicata alle politiche regionali per un turismo europeo sostenibile e competitivo, svoltasi il 5 e 6 novembre alla  Fortezza da Basso di Firenze.

Ecco, quindi, che proprio la stampa ha un ruolo fondamentale nella sensibilizzazione dei vacanzieri in chiave ecologica. “Il rispetto per l’ambiente comincia dal planning della vacanza”, titola l’agenzia austriaca Pressetext, che ammonisce: “Invece di cercare a tutti i costi le vacanze in luoghi esotici come Tenerife, i Caraibi o altre mete lontane, per le quali si deve obbligatoriamente usare l’aereo e consumare un sacco di CO2 che danneggia il clima, perché non rimanere in Austria e Germania, tra le montagne, all’insegna di aria pulita ed escursioni?” (Wolfgang Weitlaner). The West Australian sostiene invece che “la crisi finanziaria ha prodotto un cambiamento radicale nell’atteggiamento dei turisti: da edonisti e ostentatori della propria ricchezza, ora la loro attenzione si è spostata verso la famiglia, gli amici, la spiritualità, l’ambiente e la responsabilità sociale in viaggio, all’insegna del motto «Prima l’esperienza, poi la meta»” (Jessica Marszalek).

Ancor più determinante il ruolo di tour operator online, siti Internet, blog e forum dedicati ai viaggi, su cui rimbalza un vero e proprio decalogo per il turista ecologico: evitare voli aerei superiori agli 800 km; per spostarsi sulla terraferma usare preferibilmente la bici o, per le lunghe distanze, il treno o auto ibride, facendo attenzione al volante a mantenere una velocità il più possibile costante e a non superare i limiti; in vacanza puntare su sport e hobby non eccessivamente dispendiosi per consumare meno acqua (evitare quindi di giocare a golf in regioni aride o a tennis sotto le luci di riflettori); per l’alimentazione preferire prodotti freschi a “chilometro zero”, mentre i ristoranti tipici sono molto più consigliabili dei fast-food; fare attenzione ai souvenir, non prelevando animali o piante dai rispettivi habitat naturali e, accontentarsi, se possibile, di semplici foto (Fodors.com, Cate Starmer).

Sono sempre più numerose, infine, le soluzioni di viaggio eco-friendly. “Paesi come l’Italia, la Francia, la Grecia e il Portogallo vedono moltiplicarsi –scrive l’edizione francese del quotidiano free press Metro- l’offerta di soggiorni con un impatto sull’ambiente più ridotto”. E’ fuori discussione che l’ecoturismo punti principalmente sull’Europa. Significativa, in tal senso, la costituzione, nel 2007, di Necstour (Rete Europea per un Turismo Sostenibile e Competitivo), nata dalla collaborazione tra la Catalogna (Spagna), la Provenza (Francia) e la Toscana, che in Italia, secondo la top five stilata dall’Osservatorio “Nathan il Saggio”, si conferma la regione preferita per una vacanza all’insegna della natura, con un INDIMQ (indice qualitativo d’immagine, che permette di riassumere numericamente il giudizio espresso dalla stampa estera su ogni aspetto turistico dell’Italia, in questo caso sull’ecosostenibilità delle strutture alberghiere) del +35,15%, sorpassando il Trentino Alto Adige (+33,20%), la Puglia (+28,40%), l’Umbria (+25,65%) e il Piemonte (23,80%).

«Sostenibilità fa sempre più rima con competitività. La strada che abbiamo imboccato è quella giusta», commenta l’Assessore al Turismo, alla Cultura e al Commercio della Regione Toscana, Paolo Cocchi, esprimendo soddisfazione per la prima posizione ottenuta nella classifica elaborata attraverso il monitoraggio della stampa estera.

Merito delle svariate sistemazioni eco-friendly a disposizione dei turisti: da “una fattoria organica sulle colline della Valle dell’Arno in cui ci si può abbronzare sentendo le rane che gracidano e le farfalle che svolazzano tra i canneti” (Guardian), passando per i suggestivi itinerari cicloturistici in Alta Maremma (www.oeko-residen.de), per arrivare ai numerosissimi agriturismi –la Toscana guida le regioni italiane con più di 3.000 strutture su un numero complessivo di 16.765 (Le Petit Journal, Lucie Gautheron)-, tra cui spicca “La Biocasa”, nel bel mezzo della Valle del Tevere, l’ideale “per vacanze totalmente eco: al suo interno si trovano una compost toilette, pannelli solari che alimentano l’impianto idrico e doccia all’aria aperta” (www.bio-natur-urlaub.de).

«Per consolidare il suo appeal –conclude Cocchi- la Toscana deve puntare sulla sua identità e preservare gli equilibri ambientali, culturali e storici che costituiscono il valore aggiunto della sua offerta turistica. Le politiche classiche del turismo, consistenti nella promozione e nell’accoglienza, oggi non bastano più. Occorre attenzione all’ambiente, valorizzazione le caratteristiche di un territorio, e politiche economiche in grado di governare il fenomeno nel suo complesso, sfuggendo alla settorialità che ha finora imprigionato il turismo. Per questo ci siamo impegnati fortemente su questo fronte sia a livello regionale, sostenendo progetti concreti di sostenibilità, che a livello europeo, costituendo Necstour, una rete europea di regioni che collaborano per coordinare le esperienze e le azioni di turismo sostenibile e competitivo e attivare modelli innovativi, la cui assemblea generale si rinnova qui a Firenze proprio in occasione di Euromeeting».

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