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Ambiente: via libera da commissioni Senato a DDL ecoreati

Dopo un anno di attesa finalmente è arrivato il via libera delle commissioni Ambiente e Giustizia del Senato sul disegno di legge sui reati ambientali”. Il provvedimento licenziato è stato migliorato rispetto a quello approvato dalla Camera il 26 febbraio 2014, apportando diverse modifiche per renderlo ancor più incisivo. Legambiente intende proporre ancora alcuni aggiustamenti in Aula ai senatori, ma l’associazione è consapevole che già con questa formulazione avremmo finalmente nel nostro ordinamento quattro nuovi delitti ambientali nel codice penale in grado di scongiurare i casi di impunità che hanno purtroppo funestato la cronaca giudiziaria degli ultimi decenni. Ora si proceda con urgenza alla sua approvazione a Palazzo Madama e per questo chiediamo al Presidente del Senato e alla conferenza dei capigruppo di calendarizzare in aula il testo, subito dopo l’elezione del Presidente della Repubblica. Il Paese non può più attendere” dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.

Legambiente, insieme a Libera e alle altre 23 associazioni che hanno sottoscritto l’appello “In nome del popolo inquinato”, continuerà a vigilare per evitare stravolgimenti del testo in Aula e per chiedere al Senato di concordare le poche modifiche da apportare con i gruppi parlamentari della Camera, in modo che l’ulteriore passaggio a Montecitorio sia quello definitivo. Alla Camera si dovrà prevedere anche la sede deliberante in Commissione per accorciare i tempi, evitando il passaggio in Aula.

Legambiente ricorda che ad oggi i delitti contro l’ambiente restano, di fatto, impuniti e chi inquina non paga per la mancanza nell’ordinamento italiano di una fattispecie di reato ad hoc. “Con l’inserimento nel codice penale dei delitti ambientali, in primis quelli di inquinamento e disastro, – aggiunge la Muroni – sarà possibile aiutare magistratura e forze dell’ordine ad assicurare alla giustizia i colpevoli ed evitare che nel nostro Paese si ripetano altri disastri e crimini ambientali com’è già successo nella Terra dei fuochi, nella Valle del Sacco, a Taranto, a Porto Marghera, a Bussi, a Casale Monferrato. E che non vi siano più casi di “giustizia negata”.

L’appello “In nome del popolo inquinato” si può sottoscrivere qui

 

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