Home » Comunicati Stampa »Progetti » ARCA: nelle Marche rinasce un progetto visionario, tra biologico e agricoltura conservativa:

ARCA: nelle Marche rinasce un progetto visionario, tra biologico e agricoltura conservativa

agosto 20, 2018 Comunicati Stampa, Progetti

Cresce il numero di imprenditori agricoli che vogliono aderire al progetto promosso dalle aziende Garbini, Loccioni e Fileni con l’obiettivo di preservare la fertilità e la bellezza delle valli marchigiane recuperando antichi saperi, da unire a nuove tecnologie, per creare filiere sostenibili e un’economia circolare a vantaggio delle aziende, delle comunità locali e dei consumatori.

La visione e le opportunità del progetto ARCA hanno dunque iniziato a diffondersi nel cuore delle Marche offrendo alle comunità e istituzioni locali, alle imprese agricole e ai loro rappresentanti di categoria, una nuova modalità di fare agricoltura sostenibile, che parte dalla rigenerazione dell’ambiente per arrivare a una più complessiva rigenerazione territoriale basata sull’economia circolare. Si tratta di un modello di recupero e sviluppo territoriale che, a partire dal Centro Italia, ha l’ambizione di offrirsi come modello da seguire anche in altre regioni.

Una ricerca realizzata dal prof. Aldo Bonomi e dal Consorzio AASTER, ha innanzitutto indagato il settore agricolo della Vallesina e di alcuni territori limitrofi, nel centro delle Marche, per comprendere se gli imprenditori della terra e le comunità locali fossero disponibili ad adottare, su ampia scala, azioni e pratiche che permettano di rigenerare il territorio e il capitale naturale attraverso buone pratiche di gestione del suolo e di allevamento degli animali. Lo studio di AASTER, oltre ad effettuare una ricognizione tra gli attori principali dell’economia agricola di questa parte dell’Italia è servito anche a diffondere le idee del progetto ARCA e a verificare, con focus group mirati, se il territorio fosse pronto per la sfida di un modello di sviluppo e crescita che, ad oggi, non ha esempi simili in Italia. L’esito della ricerca è stato positivo, registrando un grande interesse, da parte degli stakeholders pubblici e privati, nell’applicare il più possibile all’agricoltura locale metodologie di coltivazione e saperi scientifici compatibili con la sostenibilità ambientale e sociale. Con la presentazione del rapporto di ricerca, a luglio 2018, si è così aperta una nuova fase, che coincide con la ripartenza ufficiale del progetto ARCA, a 30 anni dalla sua fondazione visionaria e lungimirante.

Il progetto ARCA (Agricoltura per la Rigenerazione Controllata dell’Ambiente) è nato infatti a Serra San Quirico (AN) nell’ottobre del 1988. Mise allora insieme le idee dell’imprenditore Bruno Garbini, del giornalista e divulgatore Mino Damato, dello scenografo Carlo Cesarini e del sindaco Carlo Maria Latini. Il progetto poggiava su concetti e obiettivi forse troppo futuribili e rivoluzionari per quei tempi, distanti dal sentire delle comunità locali e della politica in un’epoca in cui la sostenibilità ambientale non era ancora un tema centrale e in cui la capacità di produzione e di consumo sembravano senza limiti. Oggi il contesto economico, sociale, culturale e ambientale, ha reso possibile la rinascita del progetto dopo trent’anni dalla sua ideazione. Per renderlo realtà è stato fondamentale il contributo di due soci importanti che hanno affiancato il “sognatore” Garbini: due grandi realtà imprenditoriali marchigiane, Fileni e Loccioni, legate in maniera profonda alla terra di origine.

La missione di ARCA è quindi diffondere pratiche di coltivazione di tipo bioconservativo, unendo cioè i vantaggi dell‘agricoltura biologica con quelli dell’agricoltura conservativa, per permettere una rigenerazione dei suoli marchigiani, e creare poi operativamente una filiera alimentare e zootecnica di qualità certificata che faccia uso di tecniche produttive sostenibili e misurabili con strumenti di elevata innovazione tecnologica. Tra le buone pratiche prese ad esempio dal passato e promosse da ARCA per ritrovare la fertilità perduta i solchi acquai trasversali per ridurre l’erosione del terreno; l’inerbimento controllato tra le file delle colture; la creazione di fasce tampone lungo i corsi d’acqua; le rotazioni colturali; consociazioni e sovesci; concimazioni organiche e preparati biodinamici. Il secondo obiettivo del progetto sarà la creazione di una nuova generazione di prodotti a servizio ambientale e salutistico che siano un valore aggiunto sia per i consumatori che per la filiera alimentare. Immessi sul mercato locale, e non solo, attraverso canali di distribuzione mirati, tali prodotti potranno incentivare un’economia circolare territoriale.

ARCA, come si legge nella nota stampa, intende perciò aiutare agricoltori e consumatori a “fare scelte più etiche, salutari e ambientali per difendere il capitale naturale e porta sul mercato una nuova consapevolezza: la possibilità di coltivare e scegliere prodotti non solo sani che fanno bene alla salute, ma che rigenerano i suoli, preservando la sostanza organica per il futuro. Da consumatori, a rigeneratori“.

Una tale idea non poteva che nascere e svilupparsi in luoghi a forte vocazione agricola, in cui l’originaria cultura benedettina e mezzadrile, le cui regole prevedevano comportamenti basati sull’uso e sull’accesso invece che sulla proprietà e lo sfruttamento, ha lasciato un segno fino ad oggi. L’ispirazione di ARCA deriva pertanto da quanto avveniva nella tradizionale casa colonica marchigiana prima dell’industrializzazione dell’agricoltura: tutto era inserito in un micro sistema circolare di riutilizzo che aveva come fine la perpetuazione della fertilità dei suoli. Il ritorno dunque a un’agricoltura antica, sapiente e rispettosa del paesaggio, ma da realizzare con strumenti tecnologici innovativi e sperimentali, che possa poggiare su un’alleanza tra gli agricoltori e sulla competenza di un comitato scientifico multidisciplinare appositamente creato per il progetto.

Il progetto ARCA (ri)parte dal distretto formato da tre valli nel cuore delle Marche: Valle dell’Esino, Valle del Musone e Valle del Misa-Nevola. Ad oggi hanno aderito al progetto 13 produttori e trasformatori che operano su una superficie di 1.980 ettari. Gli alimenti prodotti nelle aziende sono: vino (48%); farine, cereali e pane (44%); olio (7%). La forma giuridica scelta per ARCA è quella della società benefit (prevista dalla legge 208/2015), una società cioè che, oltre a dividere gli utili, persegue una o più finalità di beneficio comune e opera in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, comunità, territori e ambiente.

L’Abbazia benedettina di Sant’Urbano, le cui origini risalgono a prima dell’anno 1000, è stata, a luglio scorso, il teatro di presentazione del progetto. Recentemente restaurata e riqualificata grazie a un accordo di partenariato pubblico-privato tra il Comune e l’impresa Loccioni anche l’Abbazia è al centro del progetto “Valle di San Clemente”. L’idea è di far rivivere la vallata trasformandola in una piattaforma di innovazione territoriale in cui “fare comunità di saperi” proprio partendo dalla terra, dal territorio e dalla tecnologia. L’agricoltura del futuro, la scienza dei dati, la robotica e i sistemi interconnessi, l’internet delle cose e il nuovo artigianato digitale, la sostenibilità e la qualità della vita, sono gli spunti con cui il progetto intende attrarre giovani ricercatori, agronomi, softwaristi, territorialisti, designer nella Valle di San Clemente, per sviluppare progetti di innovazione nell’agricoltura ma anche in altri settori. In questo contesto ARCA ha trovato la sua sede e il suo luogo simbolico. Una prima sperimentazione, che intende mettere in rete il progetto ARCA, il Consorzio AASTER, la Fondazione Symbola e l’Università di Camerino, è infatti l’avvio di un percorso formativo per operatore di comunità, una figura tecnica specifica, funzionale ai valori del progetto. L’operatore di comunità dovrà infatti avere le capacità per creare opportunità per il sistema locale, per costruire coesione sociale e per mediare tra linguaggi e logiche di azione che vanno dai global players alle piccole realtà locali.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

giugno 14, 2019

Armadio Verde lancia il “recommerce” anche per l’abbigliamento maschile

Ad un anno dall’introduzione della collezione femminile, Armadio Verde, il primo recommerce italiano, che permette di ridare valore ai capi di abbigliamento usati facendo leva sull’economia circolare, presenta la linea uomo, che si aggiunge agli articoli donna e bambino (i primi ad andare online nel 2015). “Armadio Verde nasce con l’obiettivo di rimettere in circolo [...]

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

giugno 6, 2019

Micromobilità elettrica: firmato il decreto che apre la strada a hoverboard e monopattini elettrici in città

Parte nelle città italiane la sperimentazione della cosiddetta micromobilità elettrica, ovvero di hoverboard, segway, monopattini elettrici e monowheel. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, ha infatti firmato, il 4 giugno, il decreto ministeriale che attua la norma della Legge di Bilancio 2019 e specifica nel dettaglio sia le caratteristiche dei mezzi che delle [...]

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

giugno 3, 2019

CSR Manager Network: “la sostenibilità è ormai elemento ineluttabile per le imprese”

“Le imprese italiane valutano la sostenibilità sempre più al centro nei sistemi di governance e delle strategie di business, arrivando a raggiungere il Regno Unito, da sempre all’avanguardia in questo campo”. È quanto emerge dallo studio “C.d.A. e politiche di sostenibilità – Rapporto 2018”, presentato nei giorni scorsi a Milano e condotto attraverso questionari e analisi [...]

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

maggio 29, 2019

“Notturni nelle Rocche”: 18 passeggiate tra natura e cultura nei boschi del Roero

E’ tutto pronto all’Ecomuseo delle Rocche del Roero, in Piemonte, per inaugurare la 12° edizione dei “Notturni”, la rassegna estiva di passeggiate notturne nei boschi e nei borghi delle suggestive rocche roerine, con animazioni teatrali nella natura e approfondimenti a tema botanico e faunistico. Quest’anno le passeggiate in programma saranno ben 18, coordinate dall’Ecomuseo ma realizzate [...]

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

maggio 27, 2019

“Oasi della biodiversità”: il progetto di Unifarco nelle Dolomiti bellunesi

Ai piedi delle Dolomiti bellunesi, Unifarco – azienda di prodotti cosmetici, nutraceutici, dermatologici e di make-up – ha dato avvio al progetto di creazione delle ‘oasi della biodiversità’ con l’obiettivo di proteggere e valorizzare la varietà biologica locale. Oggi più che mai avvalersi di ciò che la natura regala risulta di fondamentale importanza non solo per la [...]

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

maggio 21, 2019

“Made in Nature”, un progetto europeo da 1,5 mln di euro per raccontare il biologico

“Made in Nature” è il progetto finanziato dall’Unione Europea con 1,5 milioni di euro per promuovere, nei prossimi tre anni (dal 1 febbraio 2019 al 31 gennaio 2022), i valori e la cultura della frutta e verdura biologica in Italia, Francia e Germania. Come indicato nel claim (“Scopri i valori del biologico europeo”), lo scopo [...]

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

maggio 13, 2019

MIUR: l’Italia avrà la sua nave rompighiaccio per studiare i mari polari

Per la comunità scientifica italiana, in particolare quella che studia i Poli, si tratta di un grande risultato, che aprirà la strada a nuovi studi. L’OGS, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – grazie ad un finanziamento di 12 milioni di euro ricevuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – ha acquistato dalla norvegese Rieber [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende