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Assovetro: bottiglie “su misura” in chiave anti-crisi

Bottiglie e barattoli di vetro disegnati e realizzati “su misura” per affrontare la crisi che nel 2012 ha visto un calo della produzione dei  contenitori in vetro del 4,8% rispetto al 2011. Questa, secondo Assovetro, l’ Associazione Nazionale degli industriali del vetro aderente a Confindustria,  la nuova frontiera dell’ industria del vetro, che già vede 1.500 piccoli produttori di vino che chiedono bottiglie assolutamente originali per salvaguardare il carattere distintivo dei propri prodotti e una grande industria  di alcolici “Made in Italy” che consuma ogni anno 600 milioni di contenitori in vetro dalle forme speciali.

“Ogni contenitore su misura – ha affermato Giuseppe Pastorino, Presidente della sezione contenitori di Assovetro – nasce dalla stretta sinergia tra chi produce il contenuto e il designer, ma soprattutto della vetreria che dovrà trovare, in ultima analisi, le soluzioni più efficaci ed efficienti per offrire al cliente un prodotto unico. E proprio questo settore dei contenitori ‘on demand’, grazie  alla sua alta specializzazione e alla sua duttilità, è  senz’altro uno dei più attrezzati a fronteggiare gli attuali venti di crisi”.

La percezione di un prodotto, infatti,  è fortemente influenzata dal modo in cui esso si presenta. Ed il vetro, trasparente, inerte, indeformabile, versatile è il materiale per eccellenza  capace di vestire e dare forma a ciò che contiene, valorizzando e caratterizzando inequivocabilmente una marca, e, nello stesso tempo, di assicurare  la sostenibilità ambientale. Oltre ad essere riciclabile al 100%, esso  è infatti effettivamente riciclato. In Italia la percentuale di riciclo del vetro  ha raggiunto nel 2012 il 70,9% (68,1% nel 2011), una delle percentuali più alte d’ Europa.

La crisi ha colpito nel 2012 produzione e consumi, ma non l’ ambiente che continua a “tirare”. Nel 2012 è diminuita infatti del 4,8% la produzione di contenitori in vetro rispetto all’anno precedente ed è calata anche dello 0,5% la raccolta di rifiuti da imballaggio. Ma  il tasso di riciclo ha proseguito il suo trend positivo raggiungendo quota 70,9%. (68,1%, nel 2011), una quota superiore di più di 10 punti rispetto all’obiettivo europeo, stabilito nel 60%.  Scendendo nei particolari, a fronte di una diminuzione complessiva della produzione del 4,8%, si è registrata una diminuzione della produzione di bottiglie del 4,4%,  rispetto all’anno precedente, della produzione dei flaconi per l’industria farmaceutica e cosmetica del 3,3%, dei vasi alimentari del 12,6%. Più leggera la flessione del settore casalingo (-1%).  Nel 2012 l’ industria italiana del vetro ha utilizzato, a fronte di una produzione dei soli imballaggi (bottigliame, flaconeria, vasi) pari a 3.391.637 tonnellate, 2.005.000 tonnellate di vetro riciclato, con un decremento del 2,3% rispetto ai risultati conseguiti nel 2011. L’industria vetraria nazionale continua quindi ad importare vetro riciclato in quanto il vetro proveniente dalle raccolte differenziate nazionali non riesce a soddisfare  il fabbisogno. Per  dare una misura del ruolo del riciclo nel settore, basti pensare che su dieci bottiglie scure (le più comuni) ben nove sono  prodotte con vetro riciclato proveniente dalle raccolte differenziate.

Il riciclo del vetro rappresenta un’importante risorsa per l’economia del Paese, sia in termini ambientali, sia in termini energetici. Nel 2012 , il contributo al risparmio energetico fornito dal riciclo del vetro nella produzione di nuovi imballaggi (riciclabili al 100%, all’infinito) è quantificabile in circa 298.166 TEP (tonnellate equivalenti in petrolio), pari a circa 2.997.117 barili di petrolio. Una composizione della miscela vetrificabile con il 50% del rottame, consente un risparmio energetico di oltre il 13% dell’energia necessaria per fondere le materie prime corrispondenti. Attraverso il riciclo del vetro sono state inoltre evitate: l’estrazione di materie prime  tradizionali (sabbia, carbonati, soda, etc.) per circa 3.124.079 tonnellate (per un volume di 1.837.693 meri cubi) e le emissioni in atmosfera di 1.967.211 tonnellate di CO2 equivalenti, corrispondenti a quelle derivanti dalla circolazione di 1.249.000 auto Euro 5 per un anno (piccole utilitarie, con percorrenza media di 15.000 km). L’impiego del rottame di vetro nella miscela vetrificabile consente di ottenere un nuovo contenitore con le stesse caratteristiche di un prodotto fabbricato con le sole materie prime.

 

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