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Biodegrazione delle shopper: la realtà dei test dopo un anno

agosto 7, 2012 Comunicati Stampa

Prosegue l’analisi dei sacchetti da asporto merci monouso (shopper) commissionato da Assobioplastiche a CHELAB,  laboratorio italiano che si occupa di effettuare test di biodegradazione degli imballaggi e delle plastiche.

Il test ha superato i 365 giorni, un tempo doppio rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente in Italia da gennaio 2012.

Come noto, attualmente sono in commercio due tipologie di sacchi monouso (shopper), gli uni biodegradabili e compostabili e quindi conformi alla legge, gli altri realizzati nel tradizionale polietilene con l’aggiunta di additivi .

Il risultato  del  test di biodegradazione condotto dai laboratori CHELAB per oltre un anno dimostra  dunque quanto Assobioplastiche ha sempre sostenuto, ossia che la biodegradazione degli shopper in polietilene additivato è di entità irrilevante: dal 6.5% 10.5 % massimo in un anno a fronte del 90% in 6 mesi degli shopper biodegradabili  e  compostabili.

Il metodo di prova utilizzato è definito nello standard internazionale ISO 14855-1:2005, previsto dalla UNI EN 13432 per verificare la biodegradabilità di un imballaggio mantenendo condizioni  di alta temperatura (58°C), aerobicità e  un opportuno livello di umidità. Vengono cioè simulate le condizioni tipiche del compostaggio che, come noto, è una fermentazione accelerata ed ottimizzata. Dopo aver condotto il test fino ai 180 giorni previsti dalla UNI EN 13432,  la prova è proseguita cambiando le condizioni ambientali così da simulare situazioni  più vicine alla biodegradazione in suolo.  In pratica è stato aggiunto del suolo e la temperatura è stata abbassata a 28 °C.

I risultati dopo 365 giorni  evidenziano  chiaramente che  i sacchetti in polietilene  additivato mantengono  al massimo una biodegradabilità del 10%.

“Ci sembra che l’esito del test sia  incontrovertibile e spazzi il campo da tante chiacchiere e pericolose mistificazioni: dopo 1 anno i materiali contenenti additivi  mantengono  livelli di biodegradazione insignificanti. Questi risultati consentono di ristabilire la verità dell’informazione ai cittadini e  rafforzano l’impegno di  Assobioplastiche a favore di una corretta applicazione della legge 28 del 24 marzo 2012”, ha dichiarato il Presidente di Assobioplastiche Marco Versari.

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