Home » Comunicati Stampa »Progetti » Dalla concia al vapore alla lotta integrata: Agroinnova studia metodi sostenibili contro i patogeni:

Dalla concia al vapore alla lotta integrata: Agroinnova studia metodi sostenibili contro i patogeni

giugno 13, 2014 Comunicati Stampa, Progetti

Viaggiano da un continente all’altro grazie allo scambio di merci e prodotti sempre più globalizzato; spesso raggiungono Paesi molto lontani dal proprio luogo d’origine, generando epidemie in grado di danneggiare fortemente in poco tempo intere colture. Sono gli “alieni”, patogeni portati da seme o da altro materiale vegetale non autoctoni del nostro Paese, che tanti problemi stanno creando al sistema agricolo italiano ed europeo (e non solo): basti pensare che spesso è sufficiente la presenza di un solo seme infetto ogni 10.000 per provocare gravi danni alla coltura.

Non è un caso che la Commissione Europea abbia recentemente elaborato una proposta per dare una risposta concreta al problema delle cosiddette specie aliene invasive, in modo da proteggere le biodiversità e gli ecosistemi e per minimizzare l’impatto che esse possono avere sulla salute dell’uomo, degli animali, delle piante e sull’economia dei Paesi. La proposta prevede tre tipi di intervento: prevenzione, sistemi di allerta e risposta rapida e gestione dell’emergenza, ed è attualmente al vaglio del Consiglio e del Parlamento europei.

In particolare contro gli alieni che minacciano piante e colture Agroinnova, il Centro di competenza per l’innovazione in campo agro-ambientale dell’Università di Torino, sta sperimentando continuamente nuovi metodi di difesa sempre più all’avanguardia e sostenibili. Il fenomeno infatti ha raggiunto in Italia dimensioni importanti, aggredendo nello specifico alcune cosiddette “colture minori”, in particolare quelle più tipiche, che rappresentano in realtà una parte considerevole delle coltivazioni del nostro Paese: due esempi su tutti quelli della Peronospora belbharii sul basilico e della Plectosphaerella cucumerina sulla rucola.

Per quanto riguarda il basilico è notizia recente che la produzione industriale di pesto sia entrata in crisi a partire dallo scorso anno proprio a causa degli effetti della Peronospora belbharii, un pericoloso parassita trasmesso per seme, segnalato in Italia per la prima volta una decina di anni fa, ma che la scorsa stagione, complice un’annata particolarmente fredda e piovosa, ha inferto ingenti danni alle colture italiane di basilico concentrate in Piemonte, Emilia Romagna e Liguria, trasferendo a cascata i propri effetti nefasti sulle industrie di trasformazione e determinando quindi il crollo della produzione della nota salsa di origine ligure.

Il primo violento attacco della Peronospora belbharii sulle colture italiane di basilico risale all’autunno del 2003. A seguito di tale epidemia per due o tre anni fu molto difficile trovare nei ristoranti della regione la celebre pasta al pesto – la salsa a base di basilico nota in tutto il mondo. L’80% degli oltre 100 ettari coltivati a basilico in Liguria erano stati infatti interessati dalla malattia e a causa del crollo della produzione molte persone persero il lavoro. Il motivo di tanta devastazione va ricercato nel fatto che in Italia la malattia era precedentemente sconosciuta e non esistevano fungicidi autorizzati per contrastare gli attacchi del nuovo patogeno. Furono necessari alcuni mesi per consentire ai ricercatori di Agroinnova di trovare contromisure adeguate alla malattia da mettere a disposizione degli agricoltori e ciò nonostante il problema si ripropone oggi con particolare virulenza.

In realtà alcuni attacchi di Peronospora sulle coltivazioni di basilico erano stati osservati in Uganda negli anni ’30, ma fino a che la malattia non si manifestò in un orto familiare in Svizzera nel 2002, nessuno prese in seria considerazione la minaccia. Dalla Liguria il patogeno si spostò poi in Costa Azzurra, dilagò in Francia e raggiunse la California. Come è stato possibile tutto questo? Perché la malattia si trasmette attraverso semi infetti, semi che vengono prodotti in pochi stabilimenti, in genere in area subtropicale, e commercializzati in tutto il mondo, per i quali la globalizzazione  e il rapido scambio intercontinentale delle merci rappresenta un’opportunità di diffusione formidabile.

Situazione analoga per la rucola selvatica, che è andata recentemente incontro ad un aumento  delle superfici coltivate grazie a mirate politiche di mercato. In Italia la coltivazione di questo ortaggio è principalmente localizzata in Campania e in Lombardia. Ma proprio la diffusione della sua coltivazione ha favorito l’insorgenza di malattie mai osservate prima su questa pianta, per molte delle quali è stata dimostrata la trasmissibilità per seme, particolarmente pericolosa in aree di coltivazione intensiva in serra.

Anche in questo caso va tenuto in conto il fatto che il materiale riproduttivo è prodotto in pochi stabilimenti specializzati, spesso situati in Paesi in via di sviluppo, e di qui inviato in tutto il mondo. Questa tendenza, sempre più diffusa negli ultimi anni, ha comportato da un lato un miglioramento dei livelli qualitativi della semente grazie all’impiego di tecnologie sempre più sofisticate, ma dall’altro ha favorito la rapida diffusione di parassiti in molte aree geografiche diverse da quelle in cui i semi sono stati prodotti. E proprio grazie agli studi condotti da Agroinnova su alcuni campioni di rucola campana è stata rilevata, nella primavera del 2012 – per la prima volta in Italia e nel mondo – una nuova malattia. Le ultime tecnologie di diagnostica molecolare condotte nei laboratori di Agroinnova hanno consentito di identificare il patogeno: si tratta di Plectosphaerella cucumerina, segnalato come responsabile di gravi danni su differenti colture sulle quali provoca sintomi più o meno gravi in diverse parti del mondo, ma mai prima d’ora sulla rucola.

Ma come ridurre il rischio di trasmissione e diffusione delle malattie trasmesse da seme? “Su questo fronte l’impegno di Agroinnova è articolato su diversi livelli – commenta Angelo Garibaldi, presidente del Centro – grazie ad un laboratorio attrezzato e specializzato proprio nello studio delle malattie trasmesse per seme. Il laboratorio opera in stretto contatto con le aziende sementiere, occupandosi non solo di diagnosi e di caratterizzazione dei patogeni, ma anche di tecniche di concia – ovvero di risanamento – dei semi con i metodi più opportuni, derivanti dalla ricerca”.

“In primo luogo è fondamentale la fase diagnostica – aggiunge Maria Lodovica Gullino, direttore di Agroinnova – Spesso la difficoltà maggiore sta nel chiarire immediatamente e con certezza l’origine geografica dei semi infetti, anche a causa, talvolta, di resistenze da parte delle imprese sementiere che commercializzano il materiale propagativo. Le aziende devono invece comprendere che una collaborazione sempre più stretta fra ricercatori, imprese e agricoltori non può che giovare all’intero sistema, soprattutto se si considera il fatto che la globalizzazione dei mercati e lo scambio di sementi da un Paese all’altro non si può fermare, mentre i parassiti si”.

A questo proposito sta crescendo oggi di importanza la diagnostica molecolare che permette di analizzare il DNA delle sementi. Si tratta di un metodo rapido ed efficace, due caratteristiche fondamentali quando si ha a che fare con potenziali epidemie, in un contesto in cui rapidità e dati certi sono determinanti.

Identificato il patogeno si devono poi applicare mezzi di lotta efficaci. Di grande importanza in questo senso sono i sistemi di concia cioè di disinfezione dei semi: un trattamento dei semi con acqua o aria calda a temperature variabili tra i 45 e i 70 gradi può arrivare ad eradicare completamente alcuni patogeni dai semi. Infine vanno segnalati i mezzi biologici, con l’impiego, in fase di concia del seme, di micro-organismi antagonisti, in grado di contrastare il patogeno, senza determinare alcun effetto negativo sulla pianta o sul consumatore finale. Agroinnova sta saggiando tutti questi metodi da soli o combinati, per trovare per ogni pianta e per ogni malattia la lotta più efficace.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live


PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Auto elettriche: la conferma che gli incentivi funzionano. Vendite a +250% rispetto al 2019

gennaio 5, 2021

Auto elettriche: la conferma che gli incentivi funzionano. Vendite a +250% rispetto al 2019

Il 2020 si è chiuso con un’impennata delle vendite di auto elettriche che porta ad un dato record in termini percentuale di + 251,5% rispetto all’anno precedente, con un totale di 59.875 auto immatricolate di cui 32.500 Bev (vale a dire auto con batteria elettrica) e 27.375 Phev (auto ibride plug in). Nel 2019 il [...]

Sole 24 Ore: apre il bando “Leader della Sostenibilità 2021″

dicembre 4, 2020

Sole 24 Ore: apre il bando “Leader della Sostenibilità 2021″

La sostenibilità e l’attenzione alle tematiche ambientali e sociali si sta confermando tema chiave per le aziende, in quanto strumento importante di competitività e di attrattività verso gli investitori e il mercato, come dimostra il sondaggio Ipsos sul tema dell’economia circolare, presentato all’EcoForum di Legambiente lo scorso ottobre, secondo il quale un’impresa su quattro investe [...]

FCA e Engie alla conquista della e-mobility

novembre 12, 2020

FCA e Engie alla conquista della e-mobility

FCA Italy S.p.A., società interamente controllata dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles N.V., ed ENGIE EPS, player tecnologico dell’energy storage e della mobilità elettrica, hanno stipulato un Memorandum d’Intesa per costituire una joint venture che dia vita ad un’azienda leader nel panorama europeo della e-Mobility e che potrà avvalersi delle risorse finanziarie e della consolidata esperienza [...]

“A qualcuno piace green”. Nuovo appuntamento su LaF

ottobre 28, 2020

“A qualcuno piace green”. Nuovo appuntamento su LaF

La salvaguardia dell’ambiente dagli elementi inquinanti è il tema del quarto appuntamento con “A qualcuno piace Green”, il viaggio in un’Italia sorprendentemente sensibile e innovativa sui temi ambientali con il biologo marino e divulgatore Raffaele Di Placido, in onda giovedì 29 ottobre alle ore 21.10 su laF (Sky 135, on Demand su Sky e su Sky Go). “Salute e benessere” [...]

Buon compleanno “Ambiente”! Una parola (figlia di Galileo) che compie oggi 397 anni

ottobre 20, 2020

Buon compleanno “Ambiente”! Una parola (figlia di Galileo) che compie oggi 397 anni

Pochi sanno che la parola “Ambiente” è stata utilizzata come sostantivo per la prima volta nel trattato “Il Saggiatore” di Galileo Galilei, pubblicato il 20 ottobre 1623. Nel dettaglio al cap. 21, pag. 98, riga 4 dell’edizione originale, come visibile dall’immagine della pagina qui accanto. Dobbiamo dunque al genio italiano, fondatore della scienza moderna, la paternità [...]

Torna il “Green Talk” della 1000Miglia Green, in diretta streaming

ottobre 15, 2020

Torna il “Green Talk” della 1000Miglia Green, in diretta streaming

“Green Talk”, seconda edizione del convegno firmato 1000 Miglia Green, torna mercoledì 21 ottobre 2020 alle 10.30, in collaborazione con Symbola, Fondazione per le qualità italiane, che da diversi anni stila il rapporto italiano sulle eccellenze del settore e-mobility. Il Green Talk nasce allo scopo di approfondire le tematiche della sostenibilità, con particolare attenzione e riferimento [...]

IMAG-E tour 2020: mobilità elettrica e solidarietà ai tempi del Covid-19

ottobre 9, 2020

IMAG-E tour 2020: mobilità elettrica e solidarietà ai tempi del Covid-19

L’edizione 2020 di IMAG-E tour non poteva che prendere avvio dai messaggi per la “ripartenza” dopo l’onda lunga del lockdown: più attenzione alla salute e all’ambiente, transizione concreta alla green economy, solidarietà tra i vari settori produttivi e collaborazione tra il pubblico e il privato. Tutte missioni che oggi, grazie anche ai fondi europei previsti [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende