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Enel-Enea: Archimede pronto a produrre energia dal sole

giugno 14, 2010 Comunicati Stampa

Courtesy of EnelNel 2004 Enel ed Enea danno vita al Progetto Archimede, la prima applicazione a livello mondiale di integrazione tra un ciclo combinato a gas e un impianto solare termodinamico, basato su una tecnologia fortemente innovativa elaborata dall’Enea. La centrale Enel di Priolo Gargallo (Siracusa) diventa la sede della sperimentazione e il grande impianto solare, che sorge in un’area adiacente di proprietà dall’Enel, ha come scopo quello di incrementare la potenza della centrale di circa 20 MW. Nei giorni scorsi l’impianto ha cominciato per la prima volta ad assorbire energia solare.

“E’ stato compiuto il primo passo significativo di una complessa fase che porterà Archimede a produrre entro l’estate energia elettrica dal sole”. Così Sauro Pasini, responsabile dell’Area Tecnica Ricerca della Divisione Ingegneria e innovazione di Enel, ha commentato l’attività realizzata nei giorni scorsi nell’impianto di Priolo Gargallo, in provincia di Siracusa.

“Per la prima volta al mondo in un impianto industriale è stato possibile assorbire energia solare concentrandola nei sali fusi” che scorrevano lungo gli specchi dell’impianto, ha spiegato Pasini, raggiungendo “temperature superiori ai 400°C”.

La centrale solare termodinamica a concentrazione di Priolo Gargallo rappresenta un impianto altamente innovativo, unico del suo genere nel parco di generazione di Enel, che prevede lo sfruttamento dell’irraggiamento solare, attraverso specchi parabolici, per il riscaldamento a temperature superiori ai 500 °C di una miscela di sali fusi.

La miscela di sali ad alta temperatura serve per trasformare acqua in vapore che viene utilizzato in una tradizionale turbina della centrale termoelettrica a ciclo combinato a cui l’impianto solare è integrato.

Il progetto Archimede di Enel è un progetto strategico per lo sviluppo della tecnologia solare termodinamica a concentrazione caratterizzato da diversi aspetti innovativi. Uno di questi è proprio l’uso dei sali fusi come vettore del calore, al posto dell’olio diatermico, e come mezzo di accumulo. Questo permetterà di utilizzare il calore assorbito durante la notte anche di giorno, quando il sole non c’è.

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