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GC&P: una ricerca sulle aziende venete secondo il metodo “Lean & Green”

aprile 29, 2016 Aziende, Comunicati Stampa, Pratiche

I consulenti dello studio Gianesin Canepari & Partners, società internazionale di consulenza, con sede ad Asolo (TV), hanno recentemente presentato i risultati di una ricerca dal titolo “Quanto green sei?” condotta su 50 aziende del Veneto (con l’80% del campione rappresentato da PMI), mettendo in luce la sensibilità delle aziende rispetto alle problematiche ambientali.

GC&P ha perfezionato la metodologia “Lean & Green” – che permette di misurare le performance ambientali delle imprese – e ha condotto un’indagine, attraverso interviste con i responsabili delle politiche ambientali, che ha restituito una fotografia della situazione attuale delle aziende partecipanti. Il quadro che emerge è di un tessuto imprenditoriale del Nord-Est generalmente sensibile alle tematiche della sostenibilità, con un messaggio che si potrebbe sintetizzare così: “Molto lavoro è già stato fatto per migliorare le performance sotto il profilo ambientale, ma ci si rimbocca le maniche per farne altro”.

Un dato significativo che emerge dalla ricerca è che circa la metà delle aziende intervistate ha conseguito la certificazione ambientale ISO 14.001. Mentre la maggior parte delle aziende (73%) ha introdotto notevoli miglioramenti nei processi produttivi e nella riduzione e trattamento dei rifiutiIl 60% presta attenzione ai problemi ambientali fin dalla fase di progettazione e sviluppo dei prodotti, momento fondamentale per realizzare prodotti e processi eco sostenibili.

«La nostra indagine – afferma Alberto Canepari, cofondatore di GC&P e ideatore della ricerca – rappresenta il punto di partenza, l’analisi dello stato dell’arte che permette alle aziende coinvolte di posizionarsi rispetto a un campione significativo di altre aziende e di evidenziare gli aspetti sui quali lavorare per migliorare le proprie prestazioni ambientali.»

In generale si può dire che è in crescita l’attenzione al risparmio energetico e alla riduzione degli sprechi nel lavoro d’ufficio (riscontrata nel 60% del campione), esistono per cui ampi spazi di miglioramento. Più diffusa invece, per il 72%, la consapevolezza di quanto le misure a favore dell’ambiente portino, in generale, ad una riduzione di costi, e come possano diventare un valido strumento di marketing.

Per quanto riguarda la logistica, i risultati sono purtroppo ancora sotto la sufficienza, soprattutto nei trasporti, dove solo il 52% delle aziende intervistate dimostra attenzione agli aspetti ambientali. La ricerca evidenzia una generale assenza (65% dei casi) di sistemi di misura delle prestazioni ambientali, che permetterebbero invece di monitorare nel tempo i cambiamenti, valutandone gli effetti sull’attività aziendale.

I dati indicano come la sensibilità ambientale non sia questione di dimensione: tra le dieci migliori aziende del campione si trovano 5 aziende grandi (oltre 250 dipendenti), 3 aziende piccole (tra 10 e 50 dipendenti) e 2 aziende medie (tra 50 e 250 dipendenti). Tra le imprese intervistate solo il 20% del totale risulta ancora insufficiente dal punto di vista ambientale. Tuttavia, tutte le aziende, anche chi oggi parte dalla maglia nera, si dichiarano sensibili al problema e ritengono fondamentale impegnarsi nel prossimo futuro per migliorare le loro prestazioni ambientali.

Il Lean & Green Marketing, in sostanza, individua le potenzialità del green business per l’azienda, il marketing mix e gli strumenti di comunicazione per motivare il personale interno e i mercati. Un aspetto fondamentale legato al Lean & Green Marketing è la coerenza: puntare al segmento “green” del mercato richiede anche al proprio interno di lavorare per diventare “green”, applicando i rimanenti pilastri del Lean & Green, fino ad ottenere le certificazioni ambientali di sistema e di prodotto, attraverso le quali una parte terza ed imparziale certifica gli sforzi organizzativi e di progettazione per un maggiore sostenibilità ambientale.

Affinché l’intero processo produttivo sia “verde”, è fondamentale, innanzitutto, che la progettazione e lo sviluppo del prodotto siano attenti ai problemi ambientali: è il concetto di Eco-Design, che punta a ridurre drasticamente l’impatto ambientale del prodotto in tutte le fasi del suo ciclo di vita, dalla produzione al trasporto, all’utilizzo, al riciclo e allo smaltimento.

E qui si arriva allo step della Lean & Green Production: una fabbrica a “zero emissioni” è una fabbrica che usa le risorse, gli input, (materie prime, altri materiali, energia) al minimo indispensabile e che ha emissioni, gli output, minime verso l’esterno (rifiuti, rumore, vibrazioni, fumi, altre sostanze liquide, solide o gassose). I metodi e le tecniche lean, quali le 5 S, lo SMED, il TPM, il KANBAN, i SUPERMARKET aiutano a ridurre gli sprechi e a ridurre gli scarti, le rilavorazioni, l’utilizzo inutile di risorse e hanno dunque un benefico effetto sulla sostenibilità ambientale. Ai metodi lean va poi aggiunta un’analisi specifica e tecnica per ridurre il fabbisogno energetico e un’analisi per abbattere le emissioni verso l’esterno, una sorta di check-up energetico ambientale.

Un ulteriore aspetto da non trascurare, quando si parla di rispetto per l’ambiente nell’intero ciclo di vita del prodotto, è quello legato alla logistica. La rete distributiva, sia in ingresso che in uscita all’azienda, spesso ha un effetto altamente negativo per quanto riguarda i consumi di risorse e le emissioni. È necessario perciò che l’intera gestione dei trasporti diventi “lean” ed ecocompatibile, puntando su una rete di fornitori partner e vicini all’azienda e su sistemi di stoccaggio delle merci e di imballaggi strettamente legati all’eco-design.

Anche l’ufficio, infine, può diventare Lean & Green, ovvero efficiente e sostenibile, grazie a scelte “paperless” e attente ai consumi di materiali, di energia e risorse (dall’acqua all’elettricità, al riscaldamento) fino alla produzione e gestione dei rifiuti.

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