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Goletta di Legambiente: alla ricerca dell’inquinamento nei laghi

luglio 28, 2011 Comunicati Stampa

Sono 41 i punti critici rilevati dal passaggio della Goletta dei Laghi di Legambiente. Tra questi, 32 sono risultati fortemente inquinati, cioè con una concentrazione di batteri fecali pari almeno al doppio del limite concesso dalla legge. Ancora una volta il maggior numero di campioni risultati fuori legge sono stati prelevati alla foce di fiumi e torrenti, a conferma che i problemi per i laghi sono causati anche dagli scarichi dei comuni dell’entroterra. Durante il suo viaggio, l’associazione ambientalista ha toccato 6 regioni e 10 laghi alla ricerca delle minacce per la salute dei maggiori specchi d’acqua.

Sul podio, ancora una volta, i grandi laghi del nord Italia. Conquista anche quest’anno la maglia nera per l’inquinamento il lago di Como, con l’irrisolto deficit di depurazione, che si conferma il bacino lacustre con più criticità rilevate dai tecnici di Legambiente con 12 punti inquinati, in media 1 ogni 14 km di costa. Preoccupante anche la situazione dell’alto lago d’Iseo, con 5 punti critici, mediamente 1 ogni 12 km, su cui continua a pesare la quasi totale assenza di depurazione della Valcamonica. Segue il lago di Garda con 11 punti critici, in media 1 punto critico ogni 15 km e chiude la classifica il lago Maggiore con falle nel sistema di depurazione individuate in 7 punti, 1 ogni 24 km di lungolago. Mentre sono tre i punti critici riscontrati sul tratto italiano del lago di Lugano e sul lago di Bolsena nel Lazio.

Il bilancio conclusivo della sesta edizione della Goletta dei Laghi di Legambiente, la campagna nazionale di monitoraggio scientifico dello stato di salute dei maggiori laghi italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e per la tappa laziale con il contributo della Provincia di Roma, assessorato alla tutela ambientale, è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa a Roma alla presenza del presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza; il portavoce della campagna Giorgio Zampetti; il presidente di Legambiente Lazio Lorenzo Parlati; la direttrice di Legambiente Lazio Cristiana Avenali; l’assessore alla tutela ambientale della Provincia di Roma Michele Civita e il coordinatore della rete di raccolta COOU Marco Paolilli.

“Con il passaggio della Goletta dei Laghi vogliamo mettere in luce lo stato di salute dei maggiori bacini lacustri italiani – commento Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente – I Laghi rappresentano ecosistemi fragili e molto sensibili alla qualità del territorio che li circonda. In queste settimane, perciò, abbiamo puntato il dito non solo contro la cattiva depurazione ma abbiamo acceso i riflettori anche sull’eccessivo consumo di suolo, sulla difficoltà di accesso alle spiagge, sul rischio idrogeologico, sulle captazioni eccessive e sulla pesca che sono elementi imprescindibili per l’equilibrio dei bacini lacustri e che spesso rappresentano la vera minaccia per questi ecosistemi. La campagna nazionale di Legambiente è anche l’occasione per promuovere le buone pratiche nella gestione del territorio e le località virtuose che si distinguono per l’investimento nel turismo attento al rispetto dell’ambiente, esperienze raccolte ogni anno nella Guida Blu di Legambiente e Touring Club Italiano”.

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è stato Main Partner della storica campagna estiva di Legambiente. “La difesa dell’ambiente, e in particolare del mare e dei laghi, rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione”, ha spiegato in conferenza Marco Paolilli, coordinatore della rete di raccolta del COOU. L’olio usato è ciò che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. “Se eliminato in modo scorretto – ha continuato Paolilli – questo rifiuto pericoloso può danneggiare l’ambiente in modo gravissimo: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come un campo di calcio. Con la nostra attività di comunicazione cerchiamo di modificare i comportamenti scorretti di chi crede che piccole quantità di olio lubrificante disperse nell’ambiente provochino poco inquinamento”. Delle 436.000 tonnellate di olio lubrificante che sono state immesse al consumo in Italia nel 2010, il Consorzio ha raccolto 192.000 tonnellate di oli usati, oltre il 95% del potenziale raccoglibile.

 

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