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Green economy: l’Università della Tuscia forma i bio-imprenditori del futuro

novembre 19, 2014 Aziende, Comunicati Stampa, Pratiche

L’80% delle imprese che si occupano di biotecnologie e bioeconomia in Italia sono microimprese o start-up. La bioeconomia ha in Europa un giro d’affari di 2.000 miliardi di euro l’anno e rappresenta un settore produttivo in crescita con circa 22 milioni di posti di lavoro.

E l’imprenditorialità, come mestiere del futuro, è una materia di crescente interesse nei moderni curricula delle più prestigiose università. Per questo il Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università della Tuscia, nell’ambito del progetto europeo BIOINNO – Alleanze per la conoscenza, ha dato vita ad un corso intensivo della durata di una settimana sul tema dell’imprenditorialità nel settore biotecnologico, attraverso approcci innovativi e multi-disciplinari di insegnamento e di apprendimento.

Al corso hanno partecipato più di 40 studenti, insieme a imprenditori di successo, legali specializzati in brevetti, esperti di trasferimento tecnologico e docenti universitari provenienti da nove Paesi (Belgio, Bulgaria, Inghilterra, Francia, Irlanda, Italia, Kosovo, Scozia e Stati Uniti). Gli studenti, affiancati da esperti di business, sono stati guidati attraverso tutto il processo di avvio di un’impresa biotech ed avvicinati, inoltre, alle più note start-up del settore per comprendere il modo in cui operano e stimolarli ad apprendere la loro cultura d’impresa.Questo percorso “accademico-imprenditoriale” proseguirà anche il prossimo anno.

All’interno del progetto BIOINNO, infatti, verranno offerte sei borse di mobilità che permetteranno a studenti con spiccate attitudini all’innovazione, accuratamente selezionati tra tre Università europee (Università della Tuscia, Università di Antwerp e Università di Cambridge), di intraprendere tirocini lavorativi (Entrepreneurship-labs) presso le aziende partners coinvolte nei settori delle biotecnologie al fine di sviluppare capacità manageriali e di gestione di impresa ed aiutare a formare i leader creativi del futuro.

Il progetto BIOINNO continuerà nei prossimi anni a dedicare notevoli risorse all’insegnamento dell’imprenditorialità nel settore biotech mediante nuove tecnologie di comunicazione ed insegnamento a distanza.”L’educazione alla Bio-imprenditorialità svolge un ruolo cruciale nello spronare gli studenti a perseguire l’imprenditorialità e nel fornire conoscenze e competenze che facilitino lo sviluppo di spin-off di successo nel settore biotech” ha detto Antoine Harfouche, coordinatore del progetto BIOINNO e Professore di Biotecnologia e Bioimprenditorialità del programma Rientro dei Cervelli-MIUR, all’Università della Tuscia“. I talenti formati nell’ambito di BIOINNO costituiranno un valido esempio di ciò che i nostri studenti potranno realizzare nella loro vita e carriera professionale. Essi incarnano la nostra missione di formare giovani imprenditori capaci di fare la differenza nel mondo del lavoro.

“A dimostrazione che la bio-imprenditorialità è una materia di studio innovativa, il DIBAF ha inserito nei suoi percorsi di studio un corso internazionale in “Bioinnovation and Entrepreneurship”, rivolto agli studenti di master, dottorato di ricerca ed Erasmus che sono interessati a creare o sostenere nuove imprese.

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