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Ilva, il WWF presenta alla Corte Costituzionale due memorie contro il decreto del Governo

“Non corrisponde al vero che il diritto dei cittadini alla tutela della salute e alla salubrità dell’ambiente, riconosciuti dalla Costituzione e dalla carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, siano adeguatamente tutelati dal decreto ILVA”, per questo il WWF interverrà domani 9 aprile nel giudizio in Corte costituzionale.

Il WWF ha presentato alla Consulta due memorie con le quali, aderendo pienamente alle argomentazioni sollevate dai giudici di Taranto contro il decreto legge (d.l. n. 207/2012, convertito nella l. n. 231/2012) del Governo, ha voluto rendere ancor più forti le ragioni di netta contrarietà ad un provvedimento che nega il diritto alla salute dei cittadini tarantini e degli stessi lavoratori attraverso procedure autorizzatorie ambientali poco incisive, che possono costituire un grave precedente per future, analoghe vicende.

Secondo il WWF nel decreto fortemente voluto dal Governo la tutela della saluteda intendersi anche come salubrità dell’ambiente – è posta in secondo piano rispetto alle ragioni legate alla produzione e all’occupazione, non prevedendosi nessun blocco dell’attività produttiva inquinante e quindi delle emissioni nocive. In questo modo le norme impugnate non provvedono ad un bilanciamento dei diversi interessi in gioco. Al contrario si annienta completamente la salvaguardia della salubrità ambientale a favore degli interessi economici e produttivi, ponendosi in contrasto con la consolidata giurisprudenza costituzionale che ha riconosciuto la tutela ambientale come diritto “primario”, “assoluto” e “inderogabile”.

Inoltre, il decreto ILVA, a giudizio del WWF, confligge con la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea sia con riferimento all’integrità fisica e psichica, sia al diritto alla salute, sia al principio di precauzione. Si sottolinea come quest’ultimo principio, che costituisce uno dei cardini della tutela ambientale europea, impone di adottare tutte le misure idonee a prevenire il pericolo, anche potenziale, di danni alla salute e all’ambiente.

 

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