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Incidente nucleare a Flamanville: un rischio annunciato

febbraio 9, 2017 Comunicati Stampa, Idee

Il 7 dicembre scorso ricevevamo dall’azienda torinese Kite Gen, di cui avevamo già parlato nel 2011 nella nostra rubrica “Campioni d’Italia“, un comunicato con una riflessione sulla pericolosità della tecnologia nucleare e le possibili alternative. Oggi, l’incidente alla centrale nucleare di Flamanville, in Francia, riporta con urgenza, sul tavolo dei decisori politici, il tema della sostituzione della fonte energetica nucleare con altre fonti rinnovabili meno rischiose ed inquinanti. Qui di seguito pubblichiamo un estratto del testo di Carmen D’Auria per Kite Gen.

Già il filosofo torinese Norberto Bobbio aveva  richiamato più volte la necessità del  sorgere  di una “coscienza atomica”, una coscienza della tragicità della guerra condotta attraverso  le armi nucleari, che  possiamo considerare ormai  affermata oggi.  Infatti,  la tragedia  avvenuta  su Hiroshima e Nagasaki nel 1945 stende ancora un ampio velo di amarezza negli animi di chi legge le pagine della storia.

Ma nell’epoca contemporanea  ciò che,  nell’immaginario collettivo, rappresenta un pericolo  per l’uomo  e  per l’ambiente  circostante  non  è  soltanto  l’utilizzo  del  nucleare  per  scopi  bellici,  bensì anche il suo utilizzo in campo energetico. Tale fenomeno non meraviglia se si pensa che l’ultimo allarme proveniente dal settore dell’energia atomica  è  sorto proprio in questi ultimi giorni dal territorio francese, dove è noto che attualmente circa il 78% del fabbisogno di energia elettrica è soddisfatto dalla produzione di energia nucleare.

Nel corso dell’intervista rilasciata dal presidente dell’Authority Francese sulla Sicurezza Nucleare (ASN), Pierre-Franck  Chevet, a Le  Figaro si evince una preoccupazione per la produzione di energia nucleare in Francia, dal momento che è stata scoperta una quantità di carbonio nell’acciaio che compone  l’involucro del reattore EPR  in costruzione a Flamanville superiore a quella prevista. Tale  eccesso  potrebbe  inficiare la capacità di resistenza meccanica dei generatori  di vapore radioattivo. Dalla  rilevazione  di  possibili  problemi  al  reattore  EPR  di  ultima  generazione,  l’ASN  ha esteso l’indagine ai più vecchi, obsoleti e perciò potenzialmente insicuri reattori nucleari francesi. Pertanto, al  fine di effettuare  ulteriori controlli è stata  fermata  l’attività  di 18  reattori  su  58,  all’interno del parco nucleare francese. Inoltre,  dai  controlli  è  emerso  che  per  lungo  tempo sono  stati  censurati  o  apparentemente falsificati  circa  400  dossier  descrittivi  dell’attività  dei  reattori  e  ciò  farebbe  dubitare  della  reale sicurezza degli  stessi,  tanto  che  l’ASN ha  richiesto, per gli opportuni  controlli,  altri 10.000 dossier…

Carmen D’Auria*

* Ufficio stampa KiteGen

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