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ING Italia: la green economy in Italia è più avanzata di quanto percepito

Lights on sustainability è il nome dell’evento organizzato venerdì 14 luglio, a Roma, dal gruppo bancario ING Italia per celebrare i suoi dieci anni di impegno nel settore delle energie rinnovabili e per tracciare uno scenario dei principali trend della green economy e della sostenibilità, a livello globale e con un focus sull’Italia.

La divisione wholesale banking della banca, che dal 2007 opera con un team dedicato ai finanziamenti alle società produttrici di energie rinnovabili (eolica e solare), nell’arco di dieci anni ha infatti raggiunto una significativa esposizione verso il settore, per circa 600 milioni di euro.

Ma le prospettive sembrano incoraggianti anche per il futuro, nonostante il perdurare della crisi. Durante la serata romana la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha fornito numeri e scenari presentando la “Relazione sullo stato della green economy 2016 – Outlook sull’Italia per il 2017”, uno studio che ha comparato le performance di green economy delle principali economie europee (Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito).

Dalla ricerca è emerso che a livello globale, da diversi anni, sono in corso trend positivi che coinvolgono, in particolare, il settore elettrico. Nel 2016 infatti – secondo i dati di Bloomberg New Energy Finance - la nuova potenza installata da fonti rinnovabili nel mondo ha superato quella da fonti fossili, con il 55% della nuova capacità globale, mentre appena dieci anni fa non raggiungeva neppure il 20%!

L’Italia, a sorpresa, ha mostrato nel complesso le migliori performance, posizionandosi al primo posto davanti a Germania e Regno Unito. In particolare, si sono distinti i settori delle rinnovabili, della gestione dei rifiuti/economia circolare e della produzione agroalimentare di qualità. L’Italia, tuttavia, registra una inadeguata “percezione green” a livello internazionale su esperti e decision makers, posizionandosi solo al 29° posto tra 80 Paesi, mentre in termini di performance effettive, guadagna la 15° posizione, secondo il Global Green Economy Index di Dual Citizen. In particolare, l’Italia sconta un deficit importante su alcuni aspetti specifici, tra cui la leadership e il cambiamento climatico, nonostante i risultati raggiunti siano buoni. Al contrario, Paesi come la Germania registrano livelli di percezione green migliori delle performance realmente raggiunte.

Tra l’altro, nonostante il rallentamento registrato nel settore dalle rinnovabili dal 2013, l’Italia è l’unica grande economia europea ad aver raggiunto con cinque anni di anticipo il target 2020. Secondo Eurostat, infatti, nel 2015 in Italia il 17,5% dei consumi di energia era già coperto da rinnovabili, un valore più alto di quelli registrati in Francia, Germania e Regno Unito. Anche sull’efficienza energetica l’Italia presenta prestazioni interessanti, con una intensità energetica del PIL seconda solo a quella del Regno Unito, anche grazie a condizioni climatiche e a una struttura economica certamente favorevoli.

Infine, continua a crescere il coinvolgimento nella green economy del settore creditizio e della finanza, un comparto dell’economia particolare, con una naturale propensione a valutare le proprie strategie andando oltre il breve e medio termine e quindi propenso a ridurre l’esposizione ai rischi legati al cambiamento climatico, inclusi quelli connessi ad investimenti su tecnologie altamente inquinanti.

In quest’ottica, anche ING – sia in Italia che a livello globale – si sta impegnando a finanziare un’economia più sostenibile, contribuendo allo sviluppo di progetti che accelerino la transizione dei clienti corporate verso una maggiore sostenibilità del proprio business e supportando quei soggetti che sviluppano soluzioni alle sfide poste dal contesto sociale e ambientale.

Nel settore solare fotovoltaico, per esempio, l’esposizione della divisione wholesale banking di ING Italia attraverso il dipartimento Structured Finance è decuplicata dal 2011, anno del primo deal, arrivando a sfiorare nel 2016 i 200 milioni di euro di commitment. ll consolidamento della leadership nel settore delle energie rinnovabili ha permesso a ING di esplorare nuovi territori in cui la sostenibilità è diventata negli anni una priorità come, ad esempio, il Real Estate Finance. Alla fine del 2016, l’esposizione complessiva dell’area Sustainable Real Estate Financing in Italia ammontava a 520 milioni di euro, corrispondente al 30% del portafoglio complessivo.

Numerosi deal conclusi dai dipartimenti Structured Finance e Real Estate Finance Italia sono entrati a far parte del portafoglio originale dell’ING Green Bond e l’esperienza italiana è stata esportata in numerosi paesi del network di ING dove sono state effettuate operazioni simili. I risultati di ING nel campo della sostenibilità a livello globale sono inoltre confermati dall’inserimento del gruppo ai primi posti delle classifiche di settore: nel 2016, ING ha guadagnato il primo posto, su 395 banche quotate considerate, nella classifica elaborata da Sustainalytics, leader nelle ricerche sulla sostenibilità, e ha ottenuto il punteggio di 90 su 100 nel Dow Jones Sustainability Index (DJSI), contro un punteggio medio del settore pari a 61.

 

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