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Le Giornate della Microgenerazione: attenzione al marketing spin

gennaio 25, 2010 Comunicati Stampa

Courtesy of Farm3 static (Flickr)A fine 2009 gli impianti fotovoltaici installati in Italia hanno superato di slancio la quota dei 800 MW, fatturando 2,5 miliardi di euro con l’indotto. Il boom del fotovoltaico in Italia è reale, ma attenzione a non esagerare con il marketing. Se ne parla alla quarta edizione delle Giornate della Microgenerazione il 9 e 10 marzo a Milano.

A posteriori sembra una non-notizia, anticipata da mesi, ma è interessante lo stesso: il boom del fotovoltaico in Italia prosegue alla grande. Al 9 gennaio 2009 il GSE (appena ribattezzato Gestore dei Servizi Energetici) contava 24367 impianti con una potenza complessiva di 297,6 MW: a poco più di un anno di distanza le cifre sono rispettivamente 62348 e 819 MW. In termini percentuali si tratta di più 153 e di più 174 per cento. A rigor di numeri si tratta di un rallentamento rispetto ai dati del 2009 sul 2008, ma vista la situazione economica generale, un fenomeno che cresce a tre cifre è comunque eclatante. Il Gestore prevede nei prossimi mesi una continuazione della tendenza di crescita, e che entro il luglio 2010 verrà raggiunto il limite di 1200 MW incentivabili a termini del decreto 19 febbraio 2007. Questo nonostante il fatto che per gli impianti entrati in esercizio dal 1° gennaio 2010 la tariffa incentivante sia decurtata del 2 per cento. Comunque, il limite dei 1200 MW non è un vero limite, perché il decreto del 2007 prevede che avranno diritto agli incentivi anche gli impianti che entreranno in funzione entro 14 mesi dopo il raggiungimento del limite.

Entrando nel dettaglio dei dati forniti dal Gestore, salta all’occhio che il 2009 ha visto il sorpasso della Puglia sulla Lombardia quanto a potenza fotovoltaica installata. Alla data odierna, infatti, per il sistema Atlasole del GSE (che è meno aggiornato dei dati che abbiamo fornito all’inizio) risultano nella regione meridionale in esercizio impianti per 103,8 MW contro i 94,2 della Lombardia. Quest’ultima è ancora leader per numero di impianti, 9243 contro i 5652 della seconda classificata (Emilia-Romagna). La Puglia, con 4575 impianti, è superata anche da Veneto e Piemonte. La spiegazione è evidente: la Lombardia, pur avendo anche impianti di grossa taglia, è la regione dei tetti fotovoltaici, la Puglia quella degli impianti a terra di grandi dimensioni. Il sorpasso deriva proprio dal fatto che stanno arrivando in esercizio impianti di dimensioni oltre i 50 KW che richiedono investimenti importanti e procedure di autorizzazione locale e realizzazione piuttosto lunghe, e che quindi sono veramente convenienti solo dove l’insolazione media è “robusta” e i terreni non costano troppo.

Insomma, tutto bene? Dal punto di vista del fotovoltaico e di chi ci vive, sicuramente sì. Considerando le tendenze, è assai probabile che anche senza interventi ulteriori sul piano normativo, che estendano per esempio il limite di potenza incentivabile, entro la fine del 2011 saremo molto vicino, se non oltre, all’obiettivo dei 3000 MW di potenza installata da fotovoltaico previsti nel decreto del febbraio 2007. Da un punto di vista economico, la filiera “stretta” del fotovoltaico ha fatturato in Italia nel 2009 una cifra intorno al miliardo e 250 milioni di euro, rispetto agli 800 milioni del 2008. Per stimare il giro d’affari complessivo bisogna probabilmente aggiungerne altrettanti, dovuti a opere murarie ed elettriche, consulenze, servizi amministrativi, eccetera. Non sono ancora disponibili i dati relativi agli incentivi erogati nel 2009, che dipendonodall’effettiva produzione di energia elettrica, ma il GSE ha riconosciuto nel periodo compreso tra settembre 2008 e agosto 2009, il più recente disponibile, 211 milioni di euro e spicci, erogandone effettivamente 144 milioni. Per l’anno solare 2009 è probabile che la cifra degli incentivi riconosciuti superi senza sforzo i 350 milioni, il che permette di dire che a fronte di un fatturato di 1,25 miliardi di euro, il settore fotovoltaico riceve incentivi per poco meno di un terzo, cui si deve aggiungere l’obbligo di acquisto della produzione da parte del sistema elettrico.

Dal punto di vista del sistema energetico nazionale, e anche solo del sistema elettrico, il fotovoltaico è assolutamente marginale. Come detto, non ci sono dati aggiornati all’anno solare 2009 relativi alla produzione effettiva degli impianti fotovoltaici in esercizio. Nell’arco di tempo settembre 2008-agosto 2009 il GSE ha però rilevato una produzione di 468,6 GW/h con un installato medio di 372 MW. Estrapolando il dato a 819 MW, la produzione probabile sarebbe circa 1 TW/h (forse leggermente sovrastimata), circa 1,22 MW/h per KW installato. Nel 2009 la produzione di elettricità in Italia è stata di 289,2 TW/h. Quanto all’investimento per ottenere in prospettiva questo teravattora, assumendo un costo (probabilmente troppo basso) storico medio chiavi in mano di 6500 euro a KW (al netto IVA), gli utilizzatori finali hanno speso per realizzare i loro impianti, piccoli e grandi, qualcosa come 5,235 miliardi di euro, sempre senza considerare l’IVA.

Di recente sono stati fatti annunci del tipo che il fotovoltaico italiano cuberebbe quasi come una centrale nucleare. In effetti, se si considerano le dimensioni medie di un impianto nucleare (un GW), ci siamo. Anche per i costi ci siamo, però, e questo chi ha fatto gli annunci non lo ha detto: 6 miliardi di euro sono infatti i costi molto pessimisticamente stimati di una centrale da un GW di terza generazione, tipo quelle in costruzione in Francia e Finlandia, tra gli altri, che sono di fatto dei prototipi. Sul fronte dell’elettricità prodotta il confronto non si pone nemmeno, poi. Tenendo buona la stima di un TW/ora all’anno per 819 MW installati, un ipotetico impianto nucleare equivalente con un 90 per cento di percentuale di utilizzo (stima pessimistica) produrrebbe circa 6,5 TW/ora all’anno. Se ricevesse gli stessi incentivi del fotovoltaico (0,42 euro medi per KW/h) nel giro di un anno incasserebbe incentivi per 2,7 miliardi di euro, che permetterebbero di ammortizzare l’impianto in due anni (in realtà in meno, perché i 6 miliardi di euro comprendono anche il costo del capitale assumendo un tempo di realizzazione di cinque anni con un tasso medio del 5 per cento). Bisogna fare attenzione con il “marketing spin”.

Non si farà del marketing invece alle Giornate della Microgenerazione, il 9 e 10 marzo a Milano, dove tutte le fonti della nuova energia verranno esaminate nella loro realtà tecnica ed economica, per i vantaggi che possono dare in casi reali, che non possono prescindere da tutti i fattori in gioco, come gli incentivi e le agevolazioni. In agenda infatti largo spazio viene dedicato proprio a queste componenti dell’equazione della convenienza energetica per l’utilizzatore finale. E’ un’impostazione che viene da quattro anni molto apprezzata dal pubblico e dalle aziende, che hanno anche quest’anno confermato il loro appoggio, come ASTRIM (Gold Sponsor), AB Energy (Silver Sponsor), Edison e Turboden (Speech Sponsors).

Per ogni dettaglio su come sponsorizzare e partecipare alle Giornate della Microgenerazione di e-gazette ed Updating è disponibile il sito www.microgenforum.it , dove sono disponibili anche le informazioni relative alle passate edizioni ed è già possibile registrarsi per la partecipazione gratuita.

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