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Livingbox: al MADE 2013 il prototipo certificato ICMQ

ottobre 1, 2013 Comunicati Stampa, Prodotti, Servizi

È modulare, prefabbricabile, trasportabile, riciclabile e vanta la certificazione “Make it sustainable”. Si tratta di “Livingbox”, la “smart house” ideata dall’Università di Trento.  Il prototipo energeticamente efficiente sarà visitabile in anteprima assoluta a Smart Village 2013 – la mostra-convegno su architettura sostenibile ed efficienza energetica organizzata da Edilportale e MADE, in collaborazione con Agorà, nell’ambito di MADE Expo, in programma a Milano dal 2 al 5 ottobre.

Livingbox è un’unità modulare prefabbricata, delle dimensioni massime di un container, da montare come unità singola o come aggregazione di più blocchi. La flessibilità è uno dei principali requisiti. Il modulo abitativo presenta un impianto versatile che consente una destinazione d’uso sia residenziale che ricettiva. Nel primo caso si tratta di una abitazione dai 45 agli 80 metri quadrati, dotata di blocco fisso per cucina-bagno e di una superficie polifunzionale modificabile. In alternativa può essere organizzato  come camera d’albergo, munito di accesso di 4,5 metri quadrati, camera di 18 metri quadrati, bagno con antibagno e spazio polifunzionale. La sovrapposizione o l’abbinamento di più moduli può dare origine anche ad una struttura residenziale o ricettiva pluripiano.

Disegnato da due gusci accoppiabili, ciascuno dall’ingombro di 2,5 x 10 metri, Livingbox è agevolmente trasportabile a mezzo di un autoarticolato. I tempi di realizzazione del modulo sono stati minimizzati e calibrati in un’ottica di sostenibilità, ricorrendo in misura ridotta ad energia esterna per l’assemblaggio del modulo, che avviene quasi completamente a secco.

Livingbox è inoltre concepito per essere riciclabile ed energeticamente efficiente. La struttura, composta da pannelli portanti di legno di abete a strati incrociati (XLAM) di 90 millimetri di spessore consente di limitare le emissioni di CO2 sia in fase di montaggio, sia nelle fasi di gestione e dismissione.

Il sistema ventilato di rivestimento del tetto Roofingreen NATURE, di grande impatto estetico, è ottenuto dall’assemblaggio di una serie di moduli la cui superficie verde è solidarizzata a uno strato di materiale isolante in XPE, di spessore variabile in base alla prestazione termico-acustica ricercata. Livingbox può essere alimentato da pannelli solari termici, fotovoltaici o sistemi cogenerativi e di minieolico; dotato di sistema di riscaldamento e raffreddamento a pompa di calore con scambio aria-acqua, nonché di soluzioni progettuali che ne ottimizzino l’autonomia energetica, come brise-soleil o aperture a sud per ottimizzare l’apporto di radiazione solare.

I promotori del progetto hanno scelto di valorizzare rispettivamente il concept e le attività di coordinamento e di gestione di Livingbox, ricorrendo alla certificazione di sostenibilità “Make it Sustainable” creata da ICMQ (organismo di certificazione nel mercato delle costruzioni), che valorizza specifici prodotti, servizi o cantieri ideati, realizzati e gestiti secondo i principi di sostenibilità.

“Make it sustainable”, in sintesi, verifica la coerenza tra ciò che un’organizzazione realizza e i principi di sostenibilità enunciati sulla carta. Ciò avviene attraverso un approccio innovativo che utilizza riferimenti internazionali quali En ISO 26000, En ISO 9004, En ISO 14004, En ISO 14040 (LCA), LEED e GRI (Global Reporting Initiative).

Nel caso di Livingbox sono state oggetto di verifica cinque fasi principali: pianificazione, progettazione, realizzazione (fornitura materiali, montaggio), promozione e comunicazione.

La valutazione è avvenuta verificando il livello di implementazione dei requisiti, con una soglia minima – definita “percentuale di conformità” – che attesta il bilanciamento tra gli aspetti sociali, economici e ambientali. In particolare i primi requisiti verificati sono stati quelli definiti “Core”, cioè gli elementi minimi che devono essere gestiti dall’organizzazione affinché essa possa concorrere all’ottenimento della certificazione.

Il processo di certificazione non ha richiesto, da parte delle organizzazioni coinvolte, l’elaborazione di procedure o documenti ad hoc e non ha imposto predefiniti parametri numerici relativamente alle caratteristiche dei prodotti e dei processi.  L’approccio pragmatico di “Make it sustainable” infatti, volto a valorizzare ciò che l’organizzazione realizza senza appesantimenti burocratici, ha permesso di svolgere le attività “in tempo reale” ricercando le evidenze dell’applicazione della strategia di sostenibilità attraverso i documenti di lavoro e lo svolgersi delle attività stesse. “Make it Sustainable”, non intende dunque indirizzare il mercato verso un prodotto piuttosto che un altro, ma valorizzare le scelte coerenti ai principi di sostenibilità intraprese rispetto ad una specifica attività. Scelte che debbono garantire una valutazione equa tra aspetti economici, ambientali e sociali. Una prospettiva che ICMQ presenterà al MADE, tra il 2 e il 5 ottobre, dove sarà presente con un proprio stand (T12) nel Padiglione 4 dello Smart Village.

Numerosi i brand che hanno collaborato alla realizzazione del prototipo in esposizione: Velux, Rockwool, Knauf, RoofingreenEdilana, AGB, Faraone, Internorm, Prefa e Rothoblaas per l’involucro esterno; Olimpia Splendid, Bticino e Geberit per gli impianti; DEMODE engineered by Valcucine, CLEI, Duravit, Newform, OIKOS, Ermetika, Knauf, Hafro, Laterlite e Garbelotto per gli interni.

 

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