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Qualità dell’aria: un progetto europeo per monitorarla ad alta quota con aerei civili

giugno 28, 2013 Comunicati Stampa, Progetti

Da qualche giorno, un Air France A340, equipaggiato ad hoc grazie al progetto europeo IAGOS-ERI, rileva dati relativi alla qualità dell’aria. Il velivolo fa parte di una serie di aerei commerciali usati per raccogliere dati che aiutano gli scienziati a misurare i gas a effetto serra, gli aerosol e le particelle nelle nuvole. Questo permette di raccogliere informazioni basate sull’osservazione su una scala e con numeri impossibili da ottenere usando solo gli aeroplani destinati alla ricerca.

Il progetto IAGOS-ERI (“In-service Aircraft for a Global Observing System – European Research Infrastructure“) ha sviluppato strumenti ad alta tecnologia per regolari misurazioni sul posto di dati atmosferici. Questo contributo è fondamentale per la ricerca sul clima, il monitoraggio delle emissioni, le previsioni del tempo e quelle sulla qualità dell’aria.

Il progetto, finanziato dall’UE con oltre 3 milioni di euro, si basa su 20 anni di esperienza scientifica e tecnologica ottenuta grazie a precedenti progetti di ricerca supportati dall’UE: MOZAIC (“Measurement of Ozone and Water Vapour on Airbus in-service Aircraft“) e CARIBIC (“Civil Aircraft for the Regular Investigation of the Atmosphere Based on an Instrument Container“). Questo ha permesso al progetto di inserirsi in una crescente comunità di enti di ricerca e compagnie aeree, all’interno di un consorzio internazionale formato da 15 partner. La sperimentazione ha già installato i dispositivi di controllo su due aerei di Lufthansa e China Airlines e entro fine anno estenderanno l’adozione dei dispositivi su mezzi Air France, Cathay Pacific e Iberia Airlines, fino ad equipaggiare una ventina di aeroplani di compagnie europee di linea per aumentare ulteriormente la precisione dei dati registrati.

Andreas Volz-Thomas dell’Istituto per la ricerca sull’energia e sul clima del Forschungszentrum Jülich, in Germania, che guida il gruppo di ricerca, spiega: “Siamo appena ritornati da Malta, dove abbiamo testato il funzionamento sicuro di nuovi strumenti su un aereo Lufthansa. Ogni sei mesi l’attrezzatura viene sostituita sull’aereo per effettuare la manutenzione e per la garanzia di qualità. I dati su ozono e monossido di carbonio vengono analizzati in Francia, quelli su ossidi di nitrogeno, vapore acqueo e aerosol in Germania, mentre le misurazioni delle particelle nelle nuvole avvengono nel Regno Unito. Si tratta di un processo piuttosto complesso. Ma così facendo, siamo in grado di mantenere un database completo per la ricerca su clima e qualità dell’aria”.

 

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