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Rinnovato il diploma europeo per il Gran Paradiso e il Parc National De La Vanoise

luglio 22, 2011 Comunicati Stampa

Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha rinnovato negli scorsi giorni il Diploma Europeo delle aree protette al Parco Nazionale Gran Paradiso e al Parc National de la Vanoise.

Il Diploma Europeo delle aree protette è il prestigioso riconoscimento istituito nel 1965 dal Consiglio d’Europa che è stato attribuito nel 2006 al Parco del Gran Paradiso e nel 1976 a quello della Vanoise. Un atto che ha posto il primo parco nazionale italiano e il parco transalpino direttamente sotto l’alto patronato dell’istituzione europea in virtù delle notevoli qualità scientifiche, culturali, di biodiversità e sviluppo sostenibile presenti nelle due aree protette.

I due parchi, in collaborazione con UISP Piemonte, festeggeranno la conferma del riconoscimento il 23 e 24 luglio con un programma di incontri al centro visitatori del Parco a Ceresole Reale e con la lettura della “Carta di buon vicinato” in italiano e francese al colle del Nivolet nella mattinata di domenica, seguita dal Coro degli Alpini del Monte Cervino e da uno spettacolo di aquiloni acrobatici tra i laghetti.

Per la prima volta il rinnovo è stato concesso congiuntamente dopo la richiesta dei due parchi di considerare univocamente il Diploma, nell’ottica di consolidare ancora di più la cooperazione, già in atto tra le due aree transfrontaliere, nel campo della biodiversità e della conservazione del paesaggio. I due parchi sono infatti “uniti” da un confine comune lungo una decina di chilometri  lungo la dorsale  alpina, ma anche da legami storici, naturali ed umani che ne hanno favorito il gemellaggio fin dal 1972. Nella stessa ottica la “carta di buon vicinato” firmata nel 1999 ha concordato l’avvicinamento degli organismi di gestione dei parchi attraverso una reciproca partecipazione, iniziative comuni e promozione di un turismo naturalistico di qualità. Nel campo della ricerca scientifica sono attivi monitoraggi sull’andamento della popolazione di stambecco con censimenti coordinati e scambio di personale tra i due parchi.

Caratteristica del Diploma Europeo è appunto il rinnovo, previsto dopo i primi cinque anni e a seguire ogni dieci, in base al raggiungimento delle indicazioni e raccomandazioni poste dal Consiglio d’Europa per mantenere un elevato livello di protezione e promuovere modelli di gestione sostenibile. La scorsa estate un esperto ha visitato le sedi ed i territori dei Parchi verificando lo stato di conservazione, il patrimonio culturale e il contesto socio-economico, l’interesse scientifico e di educazione ambientale delle aree protette e la gestione delle stesse. La valutazione effettuata direttamente sul territorio e l’invio di resoconti annuali da parte degli enti di gestione dei due parchi garantiscono un continuo miglioramento delle prospettive di conservazione della biodiversità.

Il presidente del Parco del Gran Paradiso Italo Cerise commenta:“Nel corso di questi cinque anni abbiamo lavorato con volontà ed impegno in collaborazione con il Parco Nazionale della Vanoise per raggiungere gli obiettivi richiesti dal Consiglio d’Europa. Il rinnovo del Diploma Europeo ha confermato la serietà e la responsabilità nelle scelte effettuate dall’Ente Parco e dalle istituzioni locali nello sviluppo sostenibile dell’area protetta e rappresenta un primo passo per porre le premesse dell’istituzione di un’unica area protetta transfrontaliera”.

Il Presidente del Consiglio d’amministrazione del Parco Nazionale della Vanoise, Alain Marnézy ha dichiarato: “L’attribuzione del prestigioso Diploma europeo delle aree protette al Parco nazionale della Vanoise, per la prima volta insieme con il Parco Nazionale Gran Paradiso, è un riconoscimento sia per le politiche di tutela condotte dai nostri due parchi per la protezione dei patrimoni che ci sono affidati, sia per la partnership transfrontaliera attiva da lunga data. Mi rallegro di questo riconoscimento e assicureremo con fierezza e responsabilità il proseguimento delle nostre azioni comuni nei prossimi dieci anni”.

 

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