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Ristorante Solidale: al via la prima consegna (in bicicletta) anti-spreco

Just eat, azienda leader nel mercato dei servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio, ha dato il via ieri, nella sede istituzionale di Palazzo Marino a Milano, alla prima consegna di Ristorante Solidale, il progetto di food delivery solidale patrocinato dal Comune di Milano e sviluppato in collaborazione con Caritas Ambrosiana, l’organismo pastorale della Diocesi di Milano istituito per la promozione e la testimonianza della carità nel territorio ambrosiano, e il partner logistico Pony Zero.

L’iniziativa, è partita ieri da Milano con la prima consegna, con l’obiettivo di raggiungere, nell’arco del 2017, altre città, e contribuire alla riduzione del fenomeno dello spreco alimentare, sensibilizzando cittadini e ristoranti sul tema, per generare ulteriori azioni virtuose. Secondo un’indagine Just eat, del resto, la consapevolezza della problematica è nota all’83% degli intervistati e la volontà di contribuire attivamente a progetti come Ristorante Solidale è presente nel 55% dei casi.

In occasione della presentazione del nuovo progetto, lAssessore alle Politiche del lavoro, Attività produttive, Commercio e Risorse umane, Cristina Tajani, il direttore di Caritas Ambrosiana Luciano Gualzetti, il Country Manager di Just eat in Italia Daniele Contini e Marco Actis, fondatore e CEO di Pony Zero, hanno aperto il dibattito e il confronto tra pubblico e privato per arrivare a definire azioni socialmente utili volte a salvaguardare una risorsa dal valore inestimabile come il cibo, promuovere una cultura sostenibile e supportare la nutrizione delle comunità bisognose.

“Grazie a iniziative come questa che vedono coinvolti i principali soggetti impegnati nel settore della somministrazione, Milano conferma la sua volontà di proseguire, dopo la positiva esperienza di Expo, nel percorso di incentivazione e promozione della lotta allo spreco alimentare con un occhio sempre attento alle persone in difficoltà”, ha commentato l’assessore Tajani.

Nato dalla volontà di fare qualcosa di concreto nell’ambito delle necessità alimentari e di nutrizione in città per chi è più in difficoltà e di mettere in comunicazione chi prepara il cibo con chi ne ha più bisogno, Ristorante Solidale permette di valorizzare cibo ed eccedenze provenienti dai ristoranti e, grazie al servizio di delivery operato da Pony Zero, ritirarli per trasportarli a domicilio in alcune comunità identificate insieme a Caritas Ambrosiana sulla città di Milano. Una flotta di veicoli a zero emissioni di Pony Zero ha iniziato infatti ieri  l’attività di ritiro presso i primi  10 ristoranti aderenti di cibi e piatti da destinare a ciascun ospite delle 3 comunità di accoglienza a Milano: “Pani e Peschi”, di via Consolini -  nuova casa per gli adolescenti milanesi che soffrono di disturbi psichici, “Casa alloggio Centro Teresa Gabrieli” – casa di accoglienza di malati di Aids – e “La Locomotiva” in Via Copernico – comunità a dimensione familiare per minori.

38 pasti preparati da ristoranti partner di Just eat con eccedenze alimentari, non venduto e integrazioni preparate per l’occasione, al fine di soddisfare completamente le necessità nei 3 luoghi prescelti.

“Siamo ben lieti di accogliere questa iniziativa che ci consente di implementare ulteriormente la filiera per il recupero del cibo a fini di solidarietà che abbiamo cominciato a realizzare in occasione di Expo Milano 2015, sollecitati dalla riflessione sull’ecologia integrale contenuta nella Laudato si’ di papa Francesco. Da quell’esperienza è nato, da un’idea di Massimo Bottura e Davide Rampello, il Refettorio Ambrosiano e collegata ad esso una rete di mense, luoghi di accoglienza, empori che ridistribuiscono direttamente a chi ne ha bisogno le eccedenze alimentari prodotte nel territorio della diocesi milanese”, ha sottolineato Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana.

Il progetto Ristorante Solidale si inserisce all’interno di un contesto legislativo italiano che proprio nel 2016 ha messo in cima alle urgenze la gestione della problematica degli sprechi, approvando la legge anti-spreco 166/2016 del 03 agosto 2016, in vigore dal 14 settembre 2016, con lo scopo di favorire, a fini di solidarietà sociale, il recupero e la donazione di beni alimentari. La legge prevede infatti la cessione a titolo gratuito delle eccedenze alimentari a favore di enti pubblici e privati senza scopo di lucro al fine di destinare le eccedenze ricevute a soggetti indigenti. In questa direzione Ristorante Solidale vuole essere una nuova modalità a disposizione della ristorazione italiana per guidarla verso un’ottimizzazione delle eccedenze, una maggiore consapevolezza dell’impatto di interventi concreti e un ruolo attivo nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Programma Nazionale di Prevenzione dei rifiuti e dello spreco.

Contini di Just eat aggiugne: “La tappa di Milano è la prima di un percorso che speriamo possa coinvolgere altre città come Torino e Roma. Da quando abbiamo annunciato l’iniziativa, abbiamo ricevuto numerosi riscontri positivi da parte dei ristoranti affiliati a Just eat che hanno manifestato la volontà di sostenere attivamente il progetto, apprezzandone la potenzialità nell’essere un veicolo di sensibilizzazione socio-culturale. L’industry della ristorazione rappresenta infatti un ambito che potrebbe contribuire notevolmente alla riduzione del fenomeno degli sprechi in quanto oggi, come stimato dalla FAO, questo settore insieme al consumo domestico genera uno spreco pari a 350 milioni di tonnellate di prodotti alimentari”.

Da un’indagine condotta da Just eat emerge, del resto, che per l’83% dei ristoranti la problematica dello spreco è un tema importante su cui il 77% ritiene di poter contribuire attivamente. Dai dati emerge infatti, purtroppo, che i ristoranti buttano via il cibo, il 24% ogni giorno, il 26% più di una volta alla settimana e il 50% una volta alla settimana, un trend negativo che evidenzia la necessità di sviluppare progetti e azioni concrete a supporto dei ristoranti nella gestione della problematica.

Ad oggi l’introduzione di alcuni accorgimenti è ancora scarsa, come la soluzione della family bag, adottata solo dal 10% dei ristoranti nonostante il 53% dei clienti la richieda.

 

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