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Rivitalizzare l’Unione per il Mediterraneo

giugno 7, 2010 Comunicati Stampa

Unione per il MediterraneoIl secondo summit dell’Unione per il Mediterraneo (UPM), in programma il 7 giugno a Barcellona, avrà luogo in circostanze difficili, ma i deputati vogliono che il processo riprenda con forza e chiedono nuove sovvenzioni.

Secondo il progetto di risoluzione di Vincent Peillon (S&D, FR), adottato per alzata di mano giovedì 20 maggio, il nuovo impeto di cui ha bisogno l’Unione per il Mediterraneo richiederà un impegno storico da parte dei capi di stato e di governo, che dovranno assicurare un finanziamento adeguato per i progetti più importanti tra quelli già previsti e consolidare le istituzioni sulle quali si basa il processo di cooperazione e avvicinamento tra i paesi del Mediterraneo. L’UPM ha vissuto un periodo di stagnazione politica dal dicembre 2008 a causa del conflitto di Gaza, anche se le riunioni dei ministri e degli alti funzionari sono riprese nel settembre 2009.

La maggior parte dei progetti dell’UPM è destinata alla ricerca e allo scambio tra insegnanti, scuole e università, incluso l’aggiornamento del programma Erasmus Mundus per il Mediterraneo e la creazione di un “Erasmus Junior” per la regione, con lo scopo di espandere gli scambi culturali tra gli Stati membri dell’UPM.

L’Unione per il Mediterraneo, creata nel luglio 2008 a Parigi dal presidente francese Nicolas Sarkozy, serviva per rivitalizzare il processo di Barcellona, definendo una cooperazione tra i paesi mediterranei intorno a sei grandi progetti (protezione civile, traffico terrestre e marittimo, bonifica del Mar Mediterraneo, piano per l’energia solare, Iniziativa per lo sviluppo degli affari mediterranei, creazione di un’università Euromediterranea) e prevedendo la creazione di un segretariato permanente a partire dal marzo 2010.

Finanziamenti adeguati

La risoluzione odierna propone che vengano incrementate le sovvenzioni al segretariato per permettergli di svolgere le sue funzioni in maniera consona. Il segretariato, presieduto dal giordano Ahmed Maas’deh, ha sei vicesegretari generali, di cui uno sarà palestinese e un altro israeliano, e dovrà versare nuova linfa in un processo che sta attualmente avvizzendo. Il segretariato dovrà tenere i contatti con la Commissione Europea e in particolare con EuropeAid e la Banca europea degli investimenti, uno dei maggiori finanziatori dell’UPM.

Pensando al futuro, il Parlamento vuole un aumento considerevole delle risorse destinate all’UPM nei prossimi piani di bilancio a lungo termine dell’UE per il 2014-2020. La risoluzione propone anche la creazione di una Banca di investimento e sviluppo Euromediterranea.

Rafforzare lo scrutinio parlamentare dell’UPM

I deputati credono inoltre che l’architettura istituzionale dell’UPM non sarà completa senza uno scrutinio parlamentare del processo, che dovrebbe essere affidato all’Assemblea parlamentare Euromediterranea (APEM).

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