Home » Comunicati Stampa »Normative » Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici:

Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici

gennaio 22, 2018 Comunicati Stampa, Normative

Il dibattito sull’obbligo dei sacchetti biodegradabili per l’acquisto di frutta e verdura sfusa nei supermercati e nei negozi, scattato il 1° gennaio 2018, non si placa e cresce la confusione tra i consumatori. Per questo il laboratorio Food-Packaging-Materials di CSI, società del Gruppo IMQ, è voluto intervenire per fornire alcune informazioni tecniche, che spiegano, ad esempio, come vengono verificate la biodegradabilità e la compostabilità e perché non sono consentite le buste portate da casa (se non monouso).

Partiamo dalla compostabilità, che è la capacità di un materiale organico di trasformarsi in compost – una sorta di terriccio fertilizzantemediante il processo detto, appunto, di “compostaggio”. Questo processo sfrutta necessariamente la biodegradabilità dei materiali di partenza. I test analitici per la verifica di questo aspetto, secondo la normativa UNI EN 13432:2002, riprendono in modo analogo quanto accade presso gli impianti di compostaggio. Il requisito è il raggiungimento di oltre il 90% di “frammentazione” in massimo 3 mesi, l’assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio nonché l’assenza di effetti negativi sul compost finale (ovvero assenza di metalli pesanti o altri costituenti pericolosi e assenza di ecotossicità tramite la verifica di “germinazione” del compost finale).

La biodegradabilità è invece la capacità di materiali organici di potersi degradare in costituenti più semplici (quali acqua, metano, biomassa, CO2) grazie all’attività di microorganismi che si possono trovare in differenti ambienti naturali (fiumi, acqua marina, terreno). Anche in questo caso i test sfruttano condizionamenti nell’ambiente a temperature di poco più alte di quella abituale, per valutare lo sviluppo di CO2 nel tempo. Il requisito è il raggiungimento del 90% di biodegradazione in un tempo massimo di 6 mesi.

La nuova normativa prevede però che, oltre alla tutela dell’ambiente, i nuovi sacchetti per ortofrutta, debbano rispettare anche i requisiti di sicurezza alimentare. Oltre alle prove sopra elencate i sacchetti per ortofrutta devono quindi dimostrare di essere conformi ad entrare in contatto con gli alimenti secondo i regolamenti (UE) n. 10/2011, (CE) n. 1935/2004 e (CE) n. 2023/2006. Il legislatore richiede pertanto il controllo puntuale delle materie prime con cui vengono prodotti i materiali o gli oggetti destinati al contatto con alimenti (definiti con l’acronimo MOCA) nonché il controllo che il MOCA non mini la salute del consumatore, non modifichi inaccettabilmente l’alimento e non ne alteri gli aspetti organolettici. In questo caso il termine “controllo” viene utilizzato sia per indicare l’adeguatezza documentale, sia la conformità rispetto a test chimici e chimico-fisici utili a verificare che in nessun modo il MOCA possa contaminare l’alimento rilasciando in esso sostanze indesiderate mediante un fenomeno che, in questo ambito, viene definito “migrazione”. Questi test possono essere più o meno complicati, a seconda del materiale e della sostanza da valutare: stiamo infatti parlando della ricerca puntuale di quantità di singole e specifiche molecole in alimenti o in simulanti alimentari (soluzioni acquose o oleose che simulano, in fase di sviluppo e controllo, quello che sarà l’alimento posto in contatto con il MOCA).

Nel caso dei sacchetti costituiti da questi nuovi materiali (bioplastiche ecc.), spesso leggerissimi ed all’apparenza fragili, un altro aspetto che viene verificato nei laboratori CSI è quello delle performance: ad esempio la resistenza delle saldatura, la resistenza al carico statico ed a quello dinamico, nonché l’allungamento o la lacerazione, che sono aspetti che impattano fortemente sulla valutazione dell’idoneità tecnologica di questi prodotti.

Il problema delle buste riutilizzabili – che alcuni consumatori vorrebbero portare da casa – è che, in quanto derivanti da precedenti utilizzi, potrebbero essere state conservate in condizioni che favoriscono lo sviluppo microbico, soprattutto in presenza di umidità, di residui di alimento, o se custodite in luoghi poco puliti. In queste condizioni i microrganismi, anche patogeni, possono moltiplicarsi e aderire alla busta contaminando gli alimenti e le superfici con cui la busta viene a contatto. Ma non è solo la contaminazione microbiologica. Anche quella chimica può essere pericolosa: i luoghi di conservazione dei sacchetti, le cross-contamination, l’utilizzo incondizionato e improprio potrebbero inficiare la sicurezza chimica del sacchetto stesso. Per questo il Ministero ha permesso l’utilizzo di sacchetti portati dal cliente del punto vendita, purché siano nuovi e monouso.

L’introduzione degli eco-shopper a “pagamento esplicito” (cioè evidenziato nello scontrino; perché a pagamento lo erano già prima!) per l’ortofrutta sfusa, nei primi dieci giorni dell’anno, ha segnalato – come temevano alcuni – uno spostamento verso i prodotti già confezionati. Ciò è quanto emerge da un sondaggio realizzato dal Monitor Ortofrutta di Agroter in collaborazione con Toluna, che ha analizzato la reazione sull’intero territorio nazionale. Il 12% degli italiani, secondo l’indagine curata da Roberto Della Casa, docente di marketing dei prodotti agroalimentari all’Università di Bologna, ha preferito comprare prodotti preconfezionati per non dover “pagare” il sacchetto eco-bio, nonostante il packaging di confezionamento di frutta e verdura realizzato in azienda sia ben più caro. Un altro 21% del campione, invece, ha preferito rivolgersi al fruttivendolo – che tradizionalmente utilizza sacchetti di carta, quindi non soggetti a pagamento obbligatorio – invece che al supermercato. C’è anche un 7% di consumatori che indica di aver comprato meno frutta e verdura. Il 56% degli intervistati, invece, risponde di aver fatto spesa come al solito: un comportamento più marcato nei giovani (61%) rispetto agli over 55 (53%). Il 6% vorrebbe i vecchi sacchetti in plastica “gratuiti”, che in realtà gratuiti non lo sono mai stati, ma semplicemente inglobati nel prezzo di frutta e verdura sfusa.

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Restructura 2018: focus su bioedilizia e recupero dei borghi alpini

ottobre 15, 2018

Restructura 2018: focus su bioedilizia e recupero dei borghi alpini

A Torino dal 15 al 18 novembre 2018 il quartiere espositivo del Lingotto Fiere propone la trentunesima edizione di Restructura, il salone nazionale dedicato a riqualificazione, recupero e ristrutturazione in ambito edilizio allestito all’interno dei 20.000 mq del padiglione Oval. Restructura è la manifestazione fieristica B2B e B2C del Nord Ovest che riunisce annualmente i principali interpreti della filiera [...]

“Bologna Award Food Festival”, il cibo come vettore di sostenibilità

ottobre 13, 2018

“Bologna Award Food Festival”, il cibo come vettore di sostenibilità

Dal 14 al 16 ottobre, negli spazi della Fondazione FICO a Bologna,va in scena il festival che racconta il cibo “sostenibile”: Bologna Award Food Festival propone incontri, dialoghi, eventi e un percorso espositivo firmato da Altan. Fra i protagonisti ci saranno il “giardiniere di Versailles”, Giovanni Delù, che ogni giorno accudisce non solo il verde della Reggia del [...]

La “Biennale della Sostenibilità Territoriale” apre al pubblico. Appuntamento all’EnviPark di Torino

ottobre 12, 2018

La “Biennale della Sostenibilità Territoriale” apre al pubblico. Appuntamento all’EnviPark di Torino

Dopo due giornate di lavori al Castello del Valentino, riservate a studenti e ricercatori, la prima edizione della Biennale della Sostenibilità Territoriale di Torino apre al pubblico, con l’appuntamento di oggi alle ore 16,00 all’Environment Park (“Verso il 2020: sostenibilità territoriale tra bilancio e rilancio”). La nuova Biennale ha l’ambizione di diventare un luogo di [...]

Nasce il “Venetian Green Building Cluster”, rete regionale per l’innovazione nell’edilizia sostenibile

ottobre 2, 2018

Nasce il “Venetian Green Building Cluster”, rete regionale per l’innovazione nell’edilizia sostenibile

Imprese, università e associazioni di categoria del Veneto hanno deciso di unire le proprie forze per creare una rete votata all’innovazione nell’ambito dell’edilizia sostenibile. È questa la missione del neonato Venetian Green Building Cluster che riunisce gli operatori veneti della filiera dell’edilizia e delle costruzioni, nell’intento di accelerare la trasformazione “green” dell’intero settore, sostenendo processi di [...]

Future Mobility Week 2018. A Torino si immagina la “mobilità nuova”

ottobre 1, 2018

Future Mobility Week 2018. A Torino si immagina la “mobilità nuova”

Come sarà la mobilità di domani? È possibile sperimentarla già oggi? Future Mobility Week, dall’1 al 5 ottobre al Lingotto di Torino, cercherà di rispondere a queste domande attraverso una rassegna sull’hardware, il software e i servizi per la mobilità nuova, che cambia le abitudini, le infrastrutture, la città, la società e l’economia. Un occasione [...]

Pedalare in Sardegna. Un convegno a Nuoro fa il punto sul cicloturismo

settembre 28, 2018

Pedalare in Sardegna. Un convegno a Nuoro fa il punto sul cicloturismo

Nell’ambito della 17° edizione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, l’associazione FIAB-Amicinbici organizza a Nuoro per  sabato 29 settembre 2018 un convegno dedicato a “Mobilità sostenibile in Sardegna – Cicloturismo e economia del territorio”. L’incontro, che si terrà  presso l’auditorium della Biblioteca Satta dalle ore 9, intende presentare un’ampia panoramica delle “buone pratiche” connesse all’utilizzo [...]

Aperta la “call for proposal” di Novamont per l’innovazione circolare

settembre 26, 2018

Aperta la “call for proposal” di Novamont per l’innovazione circolare

Oggi in Italia, quasi 1 kg di materia prima ogni 5 kg di materiali consumati viene dal riciclo. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa nell’uso di materia proveniente da scarti: secondo l’indice di circolarità calcolato dalla Commissione Europea, l’Italia è a una percentuale del 18,5% contro il 26,7% del primo assoluto, l’Olanda, e si colloca [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende