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A Firenze l’orgoglio dei parchi e delle aree protette italiane

marzo 3, 2011 Eventi

San Rossore“Quest’incontro è un punto di partenza per discutere della necessità di un vero rilancio delle aree protette in un momento di grave crisi internazionale in cui,  in Italia,  si è addirittura messa in discussione la loro esistenza. Ma ci vuole l’impegno di  tutte le istituzioni, a cominciare da Governo e Parlamento, perché i parchi rappresentano il nodo cruciale per le politiche dei territori e l’aggregazione di enti e interessi locali”.

Sono queste le parole che Renzo Moschini, promotore del “Gruppo di San Rossore”, ha pronunciato a Firenze, lunedì 28 Febbraio, presso Palazzo Bastogi, sede del Consiglio Regionale della Toscana.

A Firenze il “Gruppo di San Rossore”, nato nell’omonimo Parco situato nelle vicinanze di Pisa, ha organizzato la prima assemblea “per il rilancio dei Parchi” convocando studiosi, esperti, politici e, naturalmente, i dirigenti di altri parchi italiani, per rivendicare il giusto ruolo che i parchi devono avere in Italia.

Dall’assemblea  è emerso «l’orgoglio di rappresentare una realtà importante per il Paese, di essere parte di un movimento che lega l’Italia alle esperienze internazionali più avanzate e costituisce una chance concreta per il futuro della nostra società», come ha dichiarato Moschini.

A Firenze erano presenti molti degli oltre 700 sottoscrittori dell’appello nato a San Rossore, quando, nel mese di dicembre 2010, un gruppo di studiosi, operatori, amministratori e cittadini, si è riunito per alzare la voce e “per pretendere, per i parchi, maggiore attenzione da parte delle istituzioni, maggiore considerazione per il ruolo delicatissimo che svolgono, maggiore sostegno dall’intera società civile”: è la dichiarazione di intenti del Gruppo, dopo l’ abbandono e il  disconoscimento del ruolo delle aree protette, culminato nel pesantissimo  taglio dei finanziamenti pubblici, deciso nel luglio 2010. Un taglio che mette in  pericolo l’intero sistema della aree protette italiane. 

Già l’11 Febbraio scorso, all’interno del Parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli, era stato inaugurato il Centro Valerio Giacomini di Studi e Documentazione sulle Aree Protette, frutto della collaborazione di Regione Toscana,  Federparchi e Parco di San Rossore. Un’occasione per presentare un ‘rapporto’ sullo stato dei parchi regionali toscani e un lavoro, come ha sottolineato il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri, che “rappresenta il primo importante mattone nella costruzione di un edificio di conoscenza di cui i dati reali sono le fondamenta”. Il Centro nasce infatti per fornire all’azione di tutti gli operatori dei parchi e dei decisori politici, strumenti certi, utili per orientare le scelte future.

Se la situazione di crisi dei parchi dipende infatti principalmente da fattori “esterni”, è tuttavia opportuno rivolgere attenzione e valutazioni all’interno della gestione. L’incontro fiorentino del 28 febbraio ha dunque creato l’occasione per evidenziare la necessità di integrazione dei Parchi nel sistema istituzionale, prendendo ad esempio le aree protette che si sono raccolte in un’unica “area vasta”, come quella dei “Parchi di Mare e d’Appennino“, un’esperienza illustrata dal Presidente della Alpi Apuane, Nardini, alla presenza dei rappresentanti istituzionali delle tre Regioni interessate: l’ assessore Briano per la Liguria, l’assessore Bramerini per la Toscana e il dirigente Valbonesi per l’Emilia Romagna.

Al presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Fausto Giovanelli, è inoltre toccato ricordare che “I parchi sono una metafora della difesa ambientale, che ha assunto, in ogni parte del mondo, la forma di istituzione autonoma appartenente al senso comune e la cui utilità è generalmente riconosciuta. Il valore dei parchi è centinaia di volte più elevato di quanto rappresentato da quello 0,03 per mille del Pil con il quale vengono sostenuti. Occorre che i parchi stessi sappiano accompagnare questa crescita del loro ‘valore’ con la creatività e la capacità d’iniziativa, per incrementare la buona competitività dei rispettivi territori».

E a proposito del Gruppo di San Rossore Giovanelli ha auspicato «Che sappia proporsi come “presenza culturale, come gruppo di pensiero in grado di esprimere una pressione basata sulla forza delle idee, sulla capacità di parlare non solo agli addetti ai lavori ma all’intera società».

A questo fine il Gruppo di san Rossore ha redatto, nell’ambito dei precedenti incontri, un appello sulla base del quale verranno preparati documenti e proposte concrete da presentare alle amministrazioni nazionali. L’appello è scaricabile a questo indirizzo.

Andrea Marchetti

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