Home » Eventi » Convegno Aiab: il biologico come modello economico e ambientale virtuoso:

Convegno Aiab: il biologico come modello economico e ambientale virtuoso

dicembre 6, 2011 Eventi

Milano è stata per una settimana capitale del biologico. Dal 30 novembre al 4 dicembre,  ricercatori, politici, economisti e agricoltori di tutta Italia, ma anche esperti internazionali, si sono radunati nel capoluogo lombardo per il Congresso Federale dell’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica (Aiab). Un evento che ha coinvolto l’intera cittadinanza grazie all’iniziativa ‘Milano MangiaBio’, che ha visto diversi ristoranti e bar offrire menu e happy hour rigorosamente biologici.

Le crisi alimentari e le speculazioni sulle commodities hanno riportato in primo piano, nell’agenda politica nazionale e internazionale, la questione del cibo. A fronte del degrado e della scarsità delle terre (lo ha denunciato la Fao nel suo ultimo rapporto sull’agricoltura), contadini, agricoltori e produttori di cibo di tutto il mondo stanno tentando di mostrare come è possibile nutrire il mondo e traghettare il settore primario verso un modello produttivo a basso tenore di carbonio, purché si sviluppi una riflessione a tutto campo sull’agricoltura biologica e su come essa debba mutare per rispondere meglio alle sfide del futuro.

“Per fronteggiare le attuali crisi, alimentare e climatica – ha commentato Andrea Ferrante, presidente nazionale Aiab – sia in Italia che in Europa è arrivato il momento di fare scelte di politica agricola importanti e lungimiranti, che siano in grado di promuovere modelli di produzione del cibo sostenibili, proprio come il biologico. Il bio è un modello di sviluppo alternativo all’agricoltura industriale capace di produrre cibo di qualità nel rispetto dell’ambiente, dei cicli naturali e del benessere umano e animale, nonché di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini, rimettendo al centro il ruolo insostituibile degli agricoltori”. Detto in altre parole: il modello biologico è basato su un concetto alternativo di economia, fondato sulle relazioni tra persone, comunità e ambiente. “Se l’Italia e l’Europa dovessero rinunciare a scelte di politica agricola capaci di promuovere e sostenere gli agricoltori, e in particolare chi pratica il biologico – ha aggiunto Ferrante – l’agricoltura rischierebbe di scomparire, nonostante il cibo sia centrale e imprescindibile per la vita di tutti”.

Ad oggi, infatti, il bio italiano vive il paradosso di essere l’unico settore dell’agroalimentare che continua a far registrare una crescita positiva nei consumi nonostante la crisi ma, anche e contemporaneamente, un decremento in termini di operatori e superfici coinvolte: al 2001, gli operatori del settore erano 60.509 e gli ettari convertiti (o in via di conversione) al bio erano 1.237.640; dopo dieci anni, gli operatori sono diventati 47.663 e gli ettari interessati 1.113.742.

La Lombardia, in particolare, “è la prima regione per produzione agricola a livello nazionale, ma anche l’unica che vede le aziende agricole biologiche come operatori di settore minoritari, a tutto vantaggio di trasformatori, grossisti, esportatori e distributori”. Lo ha rimarcato Stefano Frisoli, presidente Aiab Lombardia, che ha accusato: “È inaccettabile che la prima regione agricola d’Italia abbia una forza di produzione biologica così irrisoria”. A rincarare la dose Luca Agnelli, assessore all’Agricoltura della Provincia Milano: “Nel futuro, per l’agricoltura si annunciano tempi peggiori. Per me, ad esempio, le nuove misure contenute nella riforma della Pac sono soltanto un modo spiccio per far pagare il conto all’anello più debole della filiera”.

Eppure, come hanno dimostrato le ultime alluvioni, l’agricoltura è centrale, anche come fattore di salvaguardia del territorio e del paesaggio. “Agricoltura e ambiente sono sempre più uniti da un legame di forte reciprocità”, ha dichiarato Damiano Di Simine, presidente Legambiente Lombardia. “Si tratta di presidiare il territorio, impedendo che il paesaggio rurale venga perso a favore di speculazioni edilizie. Ma anche di farsi carico della qualità di quel suolo che vogliamo difendere dal cemento: il territorio agricolo è in grado di offrire una quantità impressionante di servizi ambientali”.

Torna ad imporsi, quindi, la questione delle scelte politiche ma anche quella della ricerca scientifica. Se ne è discusso, nel contesto del congresso, venerdì, durante la sezione scientifica realizzata in collaborazione con la Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab), che ha visto insieme scienziati e agricoltori sperimentatori discutere sulle nuove frontiere della ricerca per la sostenibilità in agricoltura biologica: ovvero, produzione senza petrolio, biodiversità e corretta gestione delle acque. Dopo la giornata sui modelli distributivi articolati su base territoriale (che mettono in campo, tra le altre cose, anche un contenimento delle emissioni legate ai trasporti delle derrate), la riflessione si è dunque estesa alla questione delle emissioni climalteranti dell’intero sistema agroalimentare, dalla produzione al consumo. Un tema caldo, reso ancor più vivo da un serrato confronto a distanza che ha visto protagonisti Hans Herren del Millenium Institute, Maryam Rahmanian del Committee on World Food Security, e Urs Niggli della Fibl, Istituto di ricerca dell’agricoltura biologica.

La riflessione sulla sobrietà energetica del biologico, in essere o da perseguire, è stata incardinata nel quadro della ricomposizione dei sistemi agro-zootecnici su scala aziendale o consortile, rimettendo in campo una visione integrata del sistema produttivo, dove i cicli di massa ed energia si chiudano con un bilancio positivo e con un contributo alla mitigazione climatica. Il convegno ha ragionato intorno a un’equazione: BIO=mc2, ossia qualificare il ruolo del biologico nel razionalizzare usi e flussi di biomasse e combustibili. “La riconnessione di un tessuto agro-zootecnico che ricomponga usi sostenibili di foraggi e mangimi e riciclo delle biomasse, si iscrive di diritto in questo scenario di ricostruzione di senso produttivo e ambientale”, ha evidenziato Luca Colombo, coordinatore scientifico Firab. Il biologico deve dunque intervenire nel ripristino di equilibri ambientali e climatici. Del resto è solo il biologico che può ridurre in modo significativo le emissioni serra dell’agricoltura: secondo studi recenti, lo stock di carbonio organico nel suolo dei terreni gestiti in maniera biologica è in media di 37.4 tonnellate di carbonio per ettaro, contro i 26.7 dei terreni di aziende convenzionali.

“È indiscutibile – ha concluso Vincenzo Vizioli, presidente Firab – che il sequestro di carbonio nel suolo, le ridotte emissioni di gas a effetto serra e l’uso sostenibile delle risorse naturali, qualifichino il biologico come un modello virtuoso, ma la ricerca è ancora carente e va largamente incentivata e finanziata per determinare pratiche, tecnologie, qualità degli input, che migliorino e potenzino la sua performance nei diversi contesti colturali e produttivi, non limitandosi tra l’altro a prendere in considerazione la sola produzione primaria, ma anche i processi di filiera e commerciali che interessano le derrate biologiche”.

Agnese Pellegrini

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Global Risks Report 2019: il commento del WWF

gennaio 17, 2019

Global Risks Report 2019: il commento del WWF

Secondo il Global Risks Report 2019, pubblicato ieri dal World Economic Forum, i rischi ambientali, come i fenomeni atmosferici estremi, la mancanza di azioni sul clima e la perdita di biodiversità, rappresentano le più grandi sfide, sempre crescenti, con cui l’umanità deve fare i conti. Proprio quelli di carattere ambientale rappresentano tre dei primi cinque rischi [...]

Bando Prism-E della Regione Piemonte: finanziamenti per PMI che innovano nelle “cleantech”

gennaio 16, 2019

Bando Prism-E della Regione Piemonte: finanziamenti per PMI che innovano nelle “cleantech”

Sono in arrivo nuove agevolazioni a sostegno delle clean technologies piemontesi, un settore sempre più strategico per il futuro del Paese. È infatti aperto il bando Prism-E della Regione Piemonte, che mette a disposizione 8,5 milioni di euro a piccole medie imprese – a cui si aggiungono grandi imprese che collaborano con le PMI – di Piemonte e [...]

“Worn Wear Tour”: Patagonia promuove la riparazione dell’abbigliamento da sci

gennaio 16, 2019

“Worn Wear Tour”: Patagonia promuove la riparazione dell’abbigliamento da sci

Il prossimo 24 gennaio a Innsbruck, in Austria, prenderà il via il “Worn Wear Tour” di Patagonia, lo storico brand di abbigliamento da montagna fondato da Yvon Chouinard, che farà tappa presso le destinazioni sciistiche più importanti di tutta Europa riparando cerniere, bottoni, strappi e anche abbigliamento tecnico in GORE-TEX. Ideata nel 2013, l’iniziativa Worn Wear [...]

Il turismo minerario dell’Isola d’Elba. Alla scoperta delle pietre e degli storici giacimenti ferrosi

gennaio 10, 2019

Il turismo minerario dell’Isola d’Elba. Alla scoperta delle pietre e degli storici giacimenti ferrosi

Il rosso del ferro, l’oro della pirite e l’argento dell’ematite, fino alle mille sfumature del granito. Quello dell’Isola d’Elba è un viaggio tra i colori delle pietre, custodite da sempre nel ventre dell’isola e scavate, a partire dagli Etruschi fino a una manciata di anni fa, con giacimenti apparentemente inesauribili. Chiuse nel 1981 dopo quasi [...]

Agricoltura biologica: il testo unificato riconosce “il ruolo ambientale” e prevede un logo nazionale

dicembre 19, 2018

Agricoltura biologica: il testo unificato riconosce “il ruolo ambientale” e prevede un logo nazionale

La Camera dei Deputati ha approvato a grande maggioranza, nei giorni scorsi, il testo unificato delle proposte di legge “Disposizioni per la tutela, lo sviluppo e la competitività della produzione agricola, agroalimentare e dell’acquacoltura con metodo biologico”, che prevede l’introduzione di un logo nazionale e il riconoscimento del ruolo ambientale dell’agricoltura biologica, oltre a quello economico-sociale [...]

Reborn Ideas, il nuovo aggregatore di prodotti italiani da upcycling

dicembre 19, 2018

Reborn Ideas, il nuovo aggregatore di prodotti italiani da upcycling

Reborn Ideas è la nuova start up marchigiana nata con l’obiettivo di aggregare e vendere prodotti “ecochic”, 100% Made in Italy, ispirati all’upcycling, al recycling, o realizzati con nuovi materiali ecosostenibili, grazie alla riscoperta della sapiente manualità artigianale italiana. L’upcycling, in particolare, è il processo di conversione di materie prime di scarto o prodotti dismessi [...]

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

dicembre 14, 2018

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

Privati cittadini, operatori commerciali e liberi professionisti residenti o domiciliati a Torino potranno chiedere di disporre di una colonnina di ricarica elettrica sotto la propria abitazione o davanti al negozio o all’ufficio. Si tratta del nuovo progetto “Torino ti dà la carica“, presentato oggi dall’amministrazione comunale guidata da Chiara Appendino. Lo scorso 28 settembre la Città [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende