Home » Eventi »Recensioni » Creare Paesaggi: alla Biennale torinese la tensione tra paesaggio naturale e costruito:

Creare Paesaggi: alla Biennale torinese la tensione tra paesaggio naturale e costruito

ottobre 21, 2014 Eventi, Recensioni

Dal 16 al 19 ottobre si è tenuta, a Torino, la settima edizione di Creare Paesaggi, la biennale internazionale sulla cultura del paesaggio. Promossa dalla Fondazione OAT (Ordine degli Architetti di Torino) la rassegna ha portato a in città, dal 2002, più di 70 progettisti ed esperti di paesaggio provenienti da oltre 20 diversi paesi tra Europa e Stati Uniti, con l’intento di promuovere il confronto sulle iniziative del territorio.

Quest’anno il tema affrontato durante le quattro giornate è stato quello del progetto di paesaggio a scala urbana e metropolitana, con particolare attenzione alla riqualificazione e valorizzazione del territorio negli spazi periurbani, all’interno dei quali il dialogo tra costruito, agricoltura e natura assume le dinamiche forme della contemporaneità.

Natura e artificio, del resto, rappresentano da sempre i due elementi essenziali del rapporto tra l’uomo e il territorio su cui abita: sin dall’antichità, il tracciamento del kepos, del recinto, è il primo gesto che l’essere umano compie cercando protezione dalla natura selvaggia ed imprevedibile, col fine di garantirsi un habitat più sicuro. L’ambiente percepito e vissuto fonda l’esperienza contemporanea del paesaggio grazie alla sua dimensione cognitiva: la contemporaneità non è soltanto attualità, ma sguardo bivalente, sia orizzontale che verticale, in grado di osservare la compresenza tra le diverse relazioni spazio-temporali. L’eccellenza del paesaggista sta nel cogliere queste realtà e nell’inserirsi in un processo di rielaborazione delle relazioni che compongono il paesaggio.

Il progetto di paesaggio è in Italia un campo sperimentale molto affascinante, ancora lontano da un’attuazione sistematica, al contrario di quanto avviene nelle esperienze europee. La condizione del paesaggio è oltre i limiti della tollerabilità il che significa, in tema di sostenibilità, applicare acriticamente norme e discipline europee avendo del tutto perso di vista caratteri e valori dei luoghi.

Ma quali sono gli strumenti, i metodi e soprattutto gli approcci efficaci per stabilire qualità di paesaggi nei tessuti periurbani in veloce trasformazione e spesso senza riferimenti né ordini comprensibili? Esiste una corrispondenza diretta tra la consapevolezza del paesaggio e la volontà per una nuova civitas?

Alla scala micro, quella delle aree verdi interne al tessuto urbano, si collocano le esperienze di studi di livello internazionale con i loro differenti approcci nella progettazione. Lo studio creativo Coloco cerca di portare la natura nel contesto della città, promuovendo la partecipazione sociale con l’intento di favorire la “diversità urbana”, da un punto di vista biologico e culturale. Coloco si configura come un laboratorio multidisciplinare, che cerca di applicare metodologie di compartecipazione e di creazione di progetti urbani. Già Gilles Clément sosteneva l’esistenza di un Terzo Paesaggio, dove l’uomo consegna l’evoluzione del paesaggio – più o meno antropizzato – alla sola natura. «Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività umana subito si scopre una quantità di spazi indecisi, privi di funzione ai quali è difficile dare un nome. Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai margini. (…) Tra questi frammenti di paesaggio nessuna somiglianza di forma. Un solo punto in comune: tutti costituiscono un territorio di rifugio per la diversità». Ed è sulla filosofia di Clément che Coloco porta avanti i suoi lavori. Il tentativo è quello di provare a ribaltare la questione: non domandiamoci cosa possiamo fare del Terzo paesaggio ma che cosa questo possa fare per noi. Secondo Pablo Georgieff, siamo abituati a pensare e a progettare in termini specifici e determinati (qui dobbiamo fare questo, qua dobbiamo fare quest’altro!). La disciplina del campo sembra invece guardare allo spazio indeciso, agli spazi di tutti, che non rispondono alle stringenti logiche della progettazione, ma favoriscono possibilità caotiche e accolgono ogni genere di diversità. In questa logica rientra il progetto Etude stratégique pour la gestion des délaissés nella città di Montpellier, studio sul riconoscimento e sulla valorizzazione della ricchezza del vissuto urbano.

Impegnato in piccoli interventi che si collocano a metà tra l’arte e il paesaggio è lo studio Cao|Perrot, con spiccato interesse al valore estetico del design. Guidato da Andy Cao di Los Angeles e Xavier Perrot di Parigi, fonde arte e paesaggio per creare paesaggi ibridi, spesso incentrati sui temi della diaspora, dell’immaginazione e della memoria. I due architetti intrecciano racconti personali all’interno dei siti, memorie fantasiose in luoghi che fondono sogno e realtà. Si occupano di opere per spazi commerciali e artistici, come pure residenziali; recentemente hanno completato il Guangming Central Park a Shenzen, in Cina, l’installazione di Red Bowl a Maladrerie di Saint-Lazare a Beauvais, in Francia, e Jardin des Hespérides in Metis-sur-Mer, in Québec. La ricerca per sperimentare nuove idee li porta in luoghi esotici dove poter ricontestualizzare materiali di uso quotidiano (come cristalli, vetro riciclato e reti metalliche), grazie alla collaborazione con artigiani locali. I viaggi diventano una forma di pedagogia inversa e il design ha inizio da un processo creativo di serendipità e bellezza. Uno sguardo del tutto personale sulla natura, che invita lo spettatore ad entrare in un mondo contemplativo di colori e racconti: più che architetti paesaggisti si definiscono creatori di paesaggi «perché se sei un architetto del paesaggio, quando si crea qualcosa c’è la tendenza a spiegare che cosa ciò rappresenta e c’è sempre una logica dietro. Noi cerchiamo piuttosto di regalare sensazioni a chi guarda i nostri paesaggi» spiega Perrot.

Particolare anche l’esperienza di Juan Manuel Palerm Salazar, dello studio Palerm-Tabares de Nava Architetti, docente di progettazione Architettonica Università di Las Palmas de Gran Canaria, con i suoi interventi di architettura del paesaggio a scala urbana. Architettura e progetto di paesaggio sono legate fortemente tra loro: regole e segni come espressione di una lettura sensibile dei luoghi e della loro memoria costituiscono la possibilità di dare una forma all’ambiente naturale. Le recenti opere realizzate dallo studio (la Biblioteca dello Stato a Las Palmas di Gran Canaria, l’atelier per artisti della Fondazione Manrique a Lanzarote, il progetto di riqualificazione del Barranco de Santos) sottolineano come il ruolo dell’architettura sia momento di verifica per interventi che fanno riferimento a diverse scale di progetto e che si relazionano a svariati contesti, dall’ambiente naturale al paesaggio urbano. Secondo l’architetto Palerm Salazar, il nostro pensiero di paesaggio è vincolato al nostro modo di guardare il territorio, mentre dovremmo focalizzarci sull’arte e sulle percezioni personali, perché è solo attraverso una nuova visione creativa che si può parlare di paesaggio.

L’approccio al progetto di paesaggio si propone come un metodo per affrontare i temi della crisi profonda che stiamo attraversando: la Convenzione Europea del Paesaggio, che ha avuto un ruolo fondamentale di evoluzione concettuale del rapporto tra società e habitat, ha dato un grande impulso di sensibilizzazione ma, ancora a dieci anni dalla sua enunciazione, presenta incertezze nelle attuazioni pratiche. La crisi del paesaggio richiede adesso una rinnovata consapevolezza culturale da parte di tutti gli attori che sovrintendono al suo destino, la richiede proprio dove una volta la bellezza era percepita, lì, nel paesaggio naturale ed antropico, fatto dell’agricoltura e delle sue forme, lì dove si dissolve in una città degradata in cui il rifiutato, per dirla con il termine del paesaggista Franco Zagari, crea ampie aree di abbandono estetico e, di conseguenza, etico e sociale. Le preoccupazioni della nostra società sembrano ancora non sentire questa istanza come priorità e di paesaggio si parla troppo e in modo ancora troppo generico. Sembra che la società manchi di un progetto efficace e condiviso di riappropriazione di questi spazi: soltanto ascoltando le esperienze della creatività di studi internazionali, le ricerche a livello multidisciplinare, allargando i pensieri condivisi e adottando un nuovo modo di agire (ma soprattutto di progettare gli spazi verdi) è, forse, ancora possibile costruire una nuova civitas.

Valentina Burgassi

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

luglio 21, 2017

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems, tramite il suo brand Climaveneta ha recentemente fornito due pompe di calore al District Heating di Fortum a Espoo, in Finlandia. Fortum, società energetica finlandese, aveva infatti la necessità di recuperare il calore espulso da un data center di Ericsson – multinazionale di servizi di telecomunicazione – per fornirlo alla rete [...]

A Milano partono i lavori per l’asilo pubblico di CityLife

luglio 21, 2017

A Milano partono i lavori per l’asilo pubblico di CityLife

Ieri il Sindaco di Milano Giuseppe Sala e  l’Assessore Pierfrancesco Maran hanno inaugurato i lavori per la costruzione dell’asilo pubblico nell’area di CityLife, nella neonata via Demetrios Stratos. L’asilo sarà il primo realizzato interamente in legno a Milano, immerso nel nuovo grande parco urbano che, una volta ultimato, sarà di 173.000 mq complessivi e ospiterà oltre [...]

“Clothes for Love”: nei punti vendita Auchan il nuovo contenitore digitale per i vestiti usati

luglio 20, 2017

“Clothes for Love”: nei punti vendita Auchan il nuovo contenitore digitale per i vestiti usati

La tecnologia al servizio della solidarietà. Parte oggi da Milano, presso il punto vendita Simply di Viale Corsica 21, il progetto Clothes for love, a cura dell’organizzazione umanitaria HUMANA People to People Italia e in collaborazione con Auchan Retail Italia e le principali amministrazioni comunali lombarde. Il progetto prevede il posizionamento di un nuovo contenitore [...]

Binari senza tempo: riparte la “Ferrovia del Tanaro”, tra fiabe, trekking e treni storici

luglio 20, 2017

Binari senza tempo: riparte la “Ferrovia del Tanaro”, tra fiabe, trekking e treni storici

La storica Ferrovia del Tanaro si rimette in marcia: dopo la sospensione della circolazione ordinaria nel 2012 e la terribile ferita alluvionale del novembre 2016, la linea ferroviaria Ceva-Ormea, è di nuovo pronta a partire, grazie al progetto “Binari senza tempo” della Fondazione FS Italiane, in collaborazione con Regione Piemonte, Unione Montana Alta Valle Tanaro e il [...]

Ecoturismo in crescita: secondo una ricerca italiana online è boom delle vacanze sostenibili

luglio 20, 2017

Ecoturismo in crescita: secondo una ricerca italiana online è boom delle vacanze sostenibili

Attenzione al consumo di risorse, utilizzo di fonti rinnovabili, alimentazione biologica e a km. zero e forme di mobilità condivisa. Sono solo alcune delle buone pratiche che decretano il successo di strutture e località turistiche, apprezzate dal 48% degli Italiani, che pare abbiano deciso di premiare, anche in vacanza, le iniziative con maggiore rispetto dell’ambiente. Sono [...]

Agenzia del Demanio: il 24 luglio apre il bando per la concessione gratuita di 46 immobili pubblici

luglio 17, 2017

Agenzia del Demanio: il 24 luglio apre il bando per la concessione gratuita di 46 immobili pubblici

L’Agenzia del Demanio e il Touring Club Italiano hanno presentato i risultati della consult@zione pubblica online del progetto “Cammini e Percorsi”, iniziativa a rete promossa da MiBACT e MIT che, nell’ambito del Piano Strategico del Turismo 2017–2022, punta alla riqualificazione e riuso di immobili pubblici situati lungo percorsi ciclopedonali e itinerari storico-religiosi. Il report esamina i [...]

ING Italia: la green economy in Italia è più avanzata di quanto percepito

luglio 17, 2017

ING Italia: la green economy in Italia è più avanzata di quanto percepito

“Lights on sustainability” è il nome dell’evento organizzato venerdì 14 luglio, a Roma, dal gruppo bancario ING Italia per celebrare i suoi dieci anni di impegno nel settore delle energie rinnovabili e per tracciare uno scenario dei principali trend della green economy e della sostenibilità, a livello globale e con un focus sull’Italia. La divisione wholesale [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende