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Green Social Festival: la sostenibilità in tutte le sue forme

marzo 11, 2011 Eventi

Un incontro del festival, Courtesy of Green Social FestivalParole come urbanistica o kilowattora non sono solo metri cubi o sigle indecifrabili, ma bellezza, servizi e stili di vita. La vita quotidiana delle persone. Questa la vocazione, quasi poetica, del Green Social Festival, in corso a Bologna fino al 12 marzo.

Rendere  patrimonio comune tutte le declinazioni della sostenibilità vuol dire sensibilizzare, informare e divertire parlando di energia, alimentazione, mobilità sostenibile e regole per un futuro più  “green”.

Questa seconda edizione della kermesse, ideata da Paolo Amabile di Goodlink, si richiama a suggestive “città dell’altro mondo“, ovvero quei centri urbani impegnati per uno sviluppo ecosostenibile. La manifestazione, che ha ricevuto una medaglia di rappresentanza da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, presenta un nutrito calendario di convegni, spettacoli, laboratori didattici, mostre fotografiche e  videoinstallazioni, per un pubblico di ogni età e target.

Rispetto allo scorso anno, il festival sembra più radicato sul territorio, riscuotendo numerose  collaborazioni con Enti locali, Università, imprese e associazioni. Il Comune di Bologna ha organizzato, per l’occasione, la Settimana dell’Energia, un’associazione di universitari ha promosso un’asta di biciclette usate e la CNA un test sui consumi energetici. Syusy Blady, la popolare giramondo di “Turisti per caso“, per presentare dibattiti e iniziative (come il suo esperimento di agricoltura Orto dei Giusti, appena avviato sui colli bolognesi), ha invece montato in piena Piazza Maggiore la tenda dei Mongoli, la yurta: simbolo di ecocompatibilità per eccellenza, che ospita fino a cinquanta persone ma si smonta e sposta senza lasciare traccia.

In Salaborsa, la mediateca con il pavimento di vetro sui reperti romani sottostanti, si è tenuta la lezione di Paola Maugeri “La mia vita a impatto zero”. La voce di  Virgin Radio ha illustrato i suoi tre mesi vissuti ecologicamente, eliminando lampadine ad incandescenza, adottando una compostiera per i rifiuti, preferendo mezzi pubblici e biciclette al posto dell’auto. Il risultato? Vivere a impatto zero si può, con piccoli gesti e minime rinunce.

A educare i cittadini futuri si dedica anche la Fondazione Villa Ghigi, che ha portato al festival i suoi laboratori per le scuole. “Abbiamo attivato un percorso con bambini di sette e otto anni – racconta Irene Salvaterra – chiamandoli a ragionare sulla propria casa e sull’intorno, attraverso il disegno e visite al proprio quartiere. Quindi li invitiamo a rappresentare come vorrebbero la città e la loro casa, sperimentando parallelamente la sand painting, la pittura con la sabbia dei nativi americani. Da questa tecnica apprendono che la sabbia è un materiale da costruzione, presente lungo i fiumi parte del loro ambiente. E la possono osservare al microscopio prima di usarla per colorare”.

Palazzo Re Enzo ha ospitato invece, nei primi giorni di apertura, cortometraggi e video sulle città di Liverpool, Bilbao, Dusseldorf, Venezia, Milano, Madrid, Vancouver, Hong Kong, ospiti, come Bologna, all’Expo di Shanghai, la manifestazione delle “città-modello” di tutti i continenti. Presente, in anteprima italiana, il reportage fotografico Little people di James W. Delano (Agenzia Contrasto). Nei quaranta scatti di un intenso bianco e nero, la deforestazione spinta dell’antica foresta pluviale della Malesia, di 130 milioni di anni, soppiantata da coltivazioni di palma da biodiesel.

Alla responsabilità del mondo produttivo si appella una tra le più significative esperienze in mostra, una ricerca sperimentale per la riqualificazione energetica degli edifici industriali. Il progetto EnergiApea, iniziativa della Provincia di Bologna, è durato un anno e ha coinvolto anche la Confindustria locale, la Cna e Confartigianato, dimostrando i vantaggi degli interventi di riqualificazione in termini di minori consumi energetici ed emissioni inquinanti. Gli autori, Angelo Mingozzi e Sergio Bottiglioni, hanno analizzato dieci casi di aziende del bolognese, concludendo che lo scoglio critico resta la disponibilità finanziaria per le piccole imprese (la stragrande maggioranza delle aziende italiane), in tempi di crisi economica. “Vincere la sfida energetica è un obiettivo ineluttabile e globale – ha dichiarato il vicepresidente della Provincia, Giacomo Venturi – per non lasciare un debito ambientale insostenibile alle generazioni future”. Per Venturi, l’impegno delle istituzioni e delle imprese è dunque indispensabile per “affrontare la crisi climatica, la crisi delle risorse energetiche petrolifere, ma anche, non a caso, la crisi economica globale”.

Concorda Norbert Lantschner, direttore dell’ Agenzia Casaclima di Bolzano: “Non abbiamo alternative: o riduciamo i consumi di energia o rischiamo il nostro futuro”, avverte. “Il costo energetico sarà sempre più pesante per le imprese, perchè al di là della crisi libica le risorse fossili sono in esaurimento, per cui la velocità con cui ci adegueremo all’uso di nuove tecnologie farà la differenza. L’Italia oggi importa l’85% dell’energia di cui ha bisogno, contro la media dei Paesi Ue del 55%. Se il prezzo del petrolio aumenta, si rischia di non esser in grado di pagare” ammette Lantschner. Lo spiraglio c’è, e passa attraverso la politica: “Una programmazione sicura di misure incentivanti – continua – come la detrazione fiscale del 55%, la migliore legge degli ultimi decenni, farebbe da volano almeno per l’edilizia, che poi porterebbe benefici notevoli anche all’economia. Se le famiglie spendono meno per il gas avranno un maggior potere d’acquisto“, conclude il dirigente altoatesino.

Cristina Gentile

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