Home » Eventi »Idee » Il Chianti in Trentino? A Vinitaly 2012 irrompono le questioni ambientali:

Il Chianti in Trentino? A Vinitaly 2012 irrompono le questioni ambientali

marzo 28, 2012 Eventi, Idee

Arriveremo a coltivare le uve Sangiovese per il Chianti oltre i 1.000 metri di altitudine? Le vendemmie saranno sempre più anticipate? L’Aglianico e la Falanghina scompariranno dalle nostre tavole? Sono solo alcune delle preoccupazioni, legate ai cambiamenti climatici in atto, che quest’anno hanno fatto breccia al Vinitaly, la più grande manifestazione europea dedicata al vino e ai distillati, in chiusura oggi a Verona.  Ad avanzarle è stata l’associazione Greenpeace, domenica 25 marzo, in occasione della presentazione dello studio “Quale futuro per il vino italiano? L’effetto dei cambiamenti climatici sulla produzione vitivinicola“, in cui si mettono in guardia Governi e agricoltori sul fatto che, se non riusciremo a mantenere l’aumento della temperatura globale entro i 2°C – combattendo innanzitutto le emissioni di gas serra – anche per il vino le conseguenze saranno devastanti.

E ‘un messaggio d’allarme che gli organizzatori di Vinitaly paiono aver ben recepito, evitando di bollarlo, con leggerezza, come l’incursione di qualche guastafeste nel tempio dell’edonismo. Le questioni ambientali, al contrario, quest’anno hanno trovato, in fiera, uno spazio mai riservato prima. A partire dalla rassegna Vi.Vi.T – Vigne Vignaioli Terroir, che vede concentrati, in un unico spazio al 1° piano del Palaexpo, 125 produttori di vino “naturale”, biologico e biodinamico. Ma anche nei convegni. La Regione Piemonte, ad esempio, in occasione del lancio del nuovo superconsorzio Piemonte – Land of Perfection, lunedì 26, ha voluto promuovere le proprie produzioni da agricoltura biologica in un incontro rivolto al grande pubblico, “Il bio in seria A. Il grande calcio incontra il buon bere biologico“, che ha visto consegnare il premio VINBIO Piemonte al Novara Calcio, la squadra che più si è distinta per la sensibilizzazione del proprio pubblico sulle tematiche ambientali (e che, non a caso, ha scelto un produttore di vini bio, l’Azienda Agricola Biologica “Bianchi” di Sizzano, come fornitore ufficiale).

L’impressione però, parlando con i visitatori, è che non a tutti sia chiara la connessione tra agricoltura biologica e biodinamica e cambiamenti climatici. Le uve coltivate secondo il metodo biologico e biodinamico, per intenderci, non solo consentono di produrre un vino più sano per chi lo beve, in quanto praticamente privo di residui chimici, ma anche di ridurre significativamente l’impatto ambientale dell’agricoltura, rinunciando a fertilizzanti e concimi di sintesi, che andrebbero ad alterare la fertilità e ricettività del suolo, generando inoltre maggiori emissioni di Co2. L’agricoltura, infatti, contrariamente a quanto abitualmente si pensa, non è tutta “verde”, ma purtroppo, nella maggior parte dei casi (anche delle aziende vitivinicole), fa ampio uso della chimica, che ormai da sessant’anni infesta la mente e le abitudini dei nostri contadini, spesso raggirati dagli “informatori scientifici” e da tutti coloro che hanno interesse a vender loro prodotti che, in realtà, mettono a rischio la salute non solo dei coltivatori, ma anche dei consumatori e l’integrità dei terreni e delle falde acquifere.

Non a caso, la proposta di riforma della PAC, la Politica Agricola Comune dell’Unione Europea, presentata a ottobre scorso dal Commissario Dacian Ciolos (presente lunedì a Verona) va nella direzione di premiare il cosiddetto “greening” e tutte quelle pratiche virtuose che consentono una riduzione dell’impatto ambientale, compresa l’agricoltura biologica. E non a caso il Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, ha voluto presentare al Vinitaly 2012 il nuovo progetto “Impronta di sostenibilità“, per incoraggiare una maggiore ecosostenibilità del comparto vitivinicolo italiano, certificando la qualità ambientale della filiera con un marchio garantito dal Ministero. L’idea, certamente ambiziosa ma ampiamente condivisibile, è quella di “fare del nostro vino un ambasciatore, nel mondo, dello sviluppo sostenibile Made in Italy”. Il progetto, in concreto, punta alla creazione di un indicatore di sostenibilità ambientale partendo dalle cosiddette carbonwater fooprint (l’impronta di carbonio e l’impronta d’acqua, in termini di consumo, di un processo produttivo).  Mentre il calcolo della prima è un traguardo raggiunto già da tempo, a livello internazionale, la metodologia di water footprint, in questo settore, è invece una novità del progetto, perché non ne esiste ancora una che sia certificata.

Al progetto del Ministero, al quale hanno già aderito volontariamente alcune aziende (come Antinori, Chiarlo, Mastroberardino, Castello Montevibiano Vecchio, Fratelli Gancia, Planeta, Tasca d’Almerita e Venica&Venica), collaborano il Centro di Ricerca Opera per l’Agricoltura Sostenibile dell’Università Cattolica di Milano, quello sulle Biomasse dell’Università di Perugia e Agroinnova, il Centro di Competenza per l’Innovazione in Campo Agro-ambientale dell’Università di Torino. “Il ruolo di Agroinnova  - ci spiega il Direttore, Maria Lodovica Gullino –  è principalmente quello di  definire un indicatore di sostenibilità per la parte viticola di campo. Oltre infatti alla valutazione della water & carbon footprint, sarà necessario individuare il livello di sostenibilità della filiera vitivinicola in relazione, per esempio, all’impatto dei prodotti chimici utilizzati, delle pratiche colturali etc., che costituirà un’ulteriore parametro di valutazione necessario per conseguire questo nuovo tipo di certificazione. Verrà data particolare importanza anche alla valutazione del ruolo socio-economico delle produzioni viticole, anche in relazione al ruolo svolto nella tutela del paesaggio agrario.I nostri ricercatori e i nostri laboratori saranno quindi impegnati nel completare il quadro necessario al Ministero dell’Ambiente  per garantire la corrispondenza delle produzioni vitivinicole prese in esame ai parametri di sostenibilità ambientale richiesti.”

Una svolta interessante per un settore che, nel recente passato, si è concentrato unicamente sulle qualità organolettiche del vino, tralasciando le questioni ambientali, che comunque – lo si voglia o no –  ”entrano in bottiglia”. Ma importante anche per il fatto di ribadire il ruolo della certificazione, con parametri elaborati scientificamente e verificabili. Se infatti una critica va fatta, all’edizione 2012 del Vinitaly, è di non aver saputo distinguere adeguatamente tra i soi-disant produttori “naturali” autocertificati e i produttori biologici e biodinamici certificati da enti terzi e indipendenti. Una distinzione che, in tempi in cui regna ancora una grande confusione tra il pubblico e i greenwasher si annidano ad ogni angolo, sarebbe andata a diretto beneficio di un mercato in forte espansione, il quale, per mantenere la credibilità sul piano internazionale, va severamente tutelato da qualsiasi malintenzionato. Marina Marcarino, amministratore delegato del Consorzio Vintesa, che raggruppa alcuni produttori biologici e biodinamici (rigorosamente certificati) da diverse regioni d’Italia, infatti non ci sta. “In questi giorni ho letto sui giornali interviste a produttori di vino naturale che definiscono il proprio vino Vero o senza trucchi. Ma queste affermazioni non significano nulla e danno anche la pericolosa impressione che quello degli altri, magari certificati, sia un vino con alterazioni e sofisticazioni. Chi fa biologico per convinzione sa che certe cose in cantina non si fanno, anche qualora il disciplinare non ne parli esplicitamente. Perché nessun ente certificherebbe un vino che avesse subito quei trattamenti. In ogni caso il biologico si fa in vigna, è innanzitutto agricoltura. Nessuno potrà mai fare un vino biologico con un’uva chimica“.

Andrea Gandiglio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

I RAEE nell’economia circolare. I risultati dello studio IEFE Bocconi per Remedia

ottobre 18, 2017

I RAEE nell’economia circolare. I risultati dello studio IEFE Bocconi per Remedia

Un incremento dell’immesso al consumo dei prodotti pari a circa 1.330.000 tonnellate (rispetto alle 875.000 tonnellate di AEE – apparecchiature elettriche ed elettroniche – domestiche e professionali immesse nel sistema attuale) oltre a un aumento del numero di produttori coinvolti nel sistema RAEE, tra i 6.000 e i 9.000 in più (rispetto agli attuali 6.000/7.000 mila): sono [...]

Il CdM approva il “Bonus Verde”: detrazioni fiscali del 36% per la sistemazione di giardini e terrazzi

ottobre 17, 2017

Il CdM approva il “Bonus Verde”: detrazioni fiscali del 36% per la sistemazione di giardini e terrazzi

Dopo quasi tre anni di lavoro di sensibilizzazione, promozione, cultura e networking, il CNFFP – Coordinamento Nazionale Filiera del Florovivaismo e del Paesaggio annuncia l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del cosiddetto “Bonus Verde”, ovvero la nuova detrazione fiscale del 36% per la cura del verde privato. Annunciato ieri dal Ministro delle Politiche Agricole, [...]

Hyundai IONIQ riceve il “Green Gold Award 2018″ per la tripla alimentazione

ottobre 16, 2017

Hyundai IONIQ riceve il “Green Gold Award 2018″ per la tripla alimentazione

È Hyundai IONIQ la vincitrice del titolo “Green Gold Award 2018”, assegnato dall’Unione Italiana Giornalisti Automotive (UIGA) martedì scorso a Frascati (Roma). Il premio rappresenta un importante riconoscimento alla triplice tecnologia sviluppata da Hyundai sulla gamma IONIQ, prima auto di serie al mondo disponibile in versione Hybrid, Electric oppure Plug-in Hybrid. IONIQ avvicina così le [...]

MiMoto, il primo scooter sharing elettrico senza stazioni

ottobre 13, 2017

MiMoto, il primo scooter sharing elettrico senza stazioni

Nasce a Milano MiMoto, il primo ed unico servizio di scooter sharing elettrico ed ecosostenibile della città. Un’idea semplice che unisce in sé rispetto per l’ambiente, Made in Italy, sicurezza stradale, condivisione ed efficienza. MiMoto oltre a essere una start up innovativa, è un servizio che ha l’obiettivo primario di offrire ai propri clienti finali [...]

Copernicus: il programma europeo sbarca in Emilia Romagna a sostegno dell’agricoltura sostenibile

ottobre 13, 2017

Copernicus: il programma europeo sbarca in Emilia Romagna a sostegno dell’agricoltura sostenibile

Sbarca in Italia Copernicus, il programma di osservazione della Terra sviluppato dalla Commissione Europea. C3S – Copernicus Climate Change Service è costituito da un insieme complesso di dati provenienti da più fonti (satelliti di osservazione, stazioni di terra, sensori in mare e aerei) che possono fornire informazioni affidabili e aggiornate su ambiente e sicurezza, aiutando a [...]

Il 14 ottobre si celebra la 1° Giornata Mondiale dell’educazione ambientale

ottobre 12, 2017

Il 14 ottobre si celebra la 1° Giornata Mondiale dell’educazione ambientale

Il 14 ottobre 2017 si celebrerà la prima Giornata mondiale dell’Educazione Ambientale, a 40 anni dalla Conferenza ONU di Tbilisi (capitale della Georgia), in cui si svolse – il 14 ottobre del 1977 – la Conferenza intergovernativa delle Nazioni Unite sull’educazione ambientale, organizzata da UNESCO e UNEP, che si concluse il 26 ottobre con una Dichiarazione [...]

“Green Grain”: al parco CollinaPo di Torino un meeting e una mostra tra ecologia e design

ottobre 12, 2017

“Green Grain”: al parco CollinaPo di Torino un meeting e una mostra tra ecologia e design

GREEN GRAIN, è un meeting interdisciplinare dedicato alle buone pratiche ambientali ed ecologiche, in programma oggi nella sede del Parco CollinaPo a Cascina Le Vallere, e inserito nel calendario City of Design della Città di Torino, nell’ambito del World Design Congress WDO 2017. L’appuntamento intende proporre un confronto le realtà pubbliche del comprensorio metropolitano torinese “Riserva di [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende