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Italian PV Summit: una fotografia impietosa del mercato solare

maggio 8, 2012 Eventi

E’ cresciuto tanto. Anzi, troppo. L’ipercapacità produttiva del mercato fotovoltaico, rispetto alla domanda, col conseguente crollo dei prezzi, e competitors dei Paesi asiatici sempre più agguerriti rischiano di mettere al tappeto, in tutto il mondo, le piccole e medie aziende. È quanto emerso ieri (lunedì 7 maggio) alla prima delle due giornate di Italian PV Summit, la conferenza internazionale degli addetti ai lavori che anticipa la mostra convegno Solar Expo, in fiera a Verona dal 9 all’11 maggio. 420 rappresentanti della community globale del solare, tra analisti, amministratori delle principali aziende mondiali, finanza e istituzioni, si sono incontrati a Palazzo della Gran Guardia per discutere del futuro del settore in cammino verso la grid parity, della competitività in un momento di austerity, di regole e prospettive finanziarie.

Presente e futuro sono tratteggiati a chiaro-scuro. Secondo Stephan De Haan, uno dei principali analisti internazionali che ha introdotto il summit, il mercato globale, nel 2011, è cresciuto del 55%, con 27,6 GW installati. Italia, Germania e Cina si sono classificati rispettivamente al primo, secondo e terzo posto nel mercato fotovoltaico mondiale. La Cina ha addirittura triplicato il volume di impianti installati. La stima ottimistica è che nel 2012 si potranno toccare anche i 34 GW a livello globale. Allo stesso tempo si è registrato un crollo dei prezzi dollaro/watt che va progressivamente dal 23% al 65%, a seconda che si tratti di mercato residenziale (- 23%), moduli al silicio (- 45%), celle (- 58%), wafer (- 63%), polysilicon (- 65%). A guadagnarci sarebbe in particolare la Cina, che secondo le stime di Rec Group, uno dei leader europei, nel 2012 crescerà di 6 punti percentuali per volume di impianti installati. Per gli altri competitors a livello nazionale la Germania dovrebbe passare dal 27% al 17%, l’Italia mantenersi al 21-22% del 2011, mentre Stati Uniti e Giappone crescere di due punti percentuali, arrivando nel 2012 rispettivamente al 9% e 7%.

La medaglia della crescita, pressoché costante negli ultimi dieci anni grazie a politiche incentivanti di alcuni stati europei, ha il suo rovescio. «Se il mercato è cresciuto in termini di produzione di energia, si è registrato un calo in termini di margini di guadagno per le aziende – commenta Guido Agostinelli, managing partner di Syntegra Solar, illustrando le tendenze in atto nel consolidamento dell’industria fotovoltaica – Le prime 20 aziende mondiali coprono il 90% di fabbisogno di produzione, mentre tante piccole aziende stanno chiudendo e chiuderanno nei prossimi 3-4 anni. Serve perciò razionalizzare il settore».

«La notizia buona – precisa Luca Zingale, direttore scientifico del summit e di Solarexpo – è che le imprese che sopravviveranno a questa fase di crisi di 12-18 mesi, avranno spalle forti e potranno affrontare il mercato che si spalancherà loro di fronte. Perché il mercato del solare, va detto con forza, è il mercato del 21° secolo».

Per i piccoli c’è un problema di sostenibilità perché non hanno dimensioni di scala e non possono produrre agli stessi costi dei grandi. «A meno che non si posizionino in mercati di nicchia – rassicura Agostinelli – Oggi si parla tanto di fotovoltaico architettonico o di applicazioni specializzate. In Italia i produttori locali con un certo marchio di qualità possono inserirsi in quelle nicchie di mercato privato di chi non vuole comprare cinese e in cui si possono tenere prezzi un po’ più alti».

A far oscillare il settore sono anche le politiche ondivaghe e l’incertezza normativa che, secondo gli esperti,  “ammazzano il mercato” disaffezionando gli investitori. «Annunci poi ritirati di alcuni governi, come quello tedesco, a volte sono fatti apposta per raffreddare il mercato e per timore di pagare troppi incentivi o tariffe in conto energia in un contesto macroeconomico di recessione come l’attuale – prosegue il consulente di Syntegra Solar – Basterebbero incentivi bassi ma chiari e tempi certi per connettersi in rete per stabilizzare i mercati. Ci sono poi anche interessi forti da parte di produttori di altri tipi di energia che non vogliono trovarsi il fotovoltaico tra i piedi e oggettive difficoltà dovute all’affollamento di rete».

Il panorama del mercato italiano rispecchia questo trend. La nostra realtà imprenditoriale, pur partita con le migliori intenzioni, non è riuscita a fare “massa critica”, non per mancanza di efficienza bensì per carenza nella fornitura di materie prime. In Cina quest’ultimo fattore rappresenta invece un elemento di competitività. Non mancano i casi di eccellenza, come Solsonica o altri nel Nordest, anch’esso però in sofferenza in questo momento.

Pur con i suoi 110 milioni di ricavi nel 2010, una storia di quarant’anni nei semiconduttori, Solsonica, del gruppo Eems, e con quartier generale a Cittaducale, non nasconde le sue perplessità, specie sul Quinto Conto Energia. «Stiamo cercando di capire, come tanti altri operatori, come andrà a finire – commenta l’amministratore delegato Paolo Mutti – I presupposti sembrano critici. Condivido il concetto di rendere le tariffe meno onerose ma i meccanismi adottati sono diabolici: registri, tagli, assenza di premialità per chi produce in Italia. Il decreto non tiene conto del momento, del panorama industriale e occupazionale. Temo si riveli una mannaia».

Per creare una concreta piattaforma di confronto e armonizzare la crescita del solare sul mercato globale, in occasione del summit odierno è stata presentata “Global Solar Alliance”, la rete mondiale di eventi e conferenze tecnico-scientifiche nata dall’accordo tra le principali fiere di settore Solarexpo (Italia), Snec PV Power Expo (Cina), già partner dell’esposizione veronese, e Solar Power International (Usa). Complessivamente 500mila metri quadri di spazi espostivi, 5mila espositori, 300mila visitatori. Il primo appuntamento è ora mercoledì 9 maggio a Verona Fiere con l’inaugurazione di Solarexpo. All’evento di apertura, gli “Stati generali delle rinnovabili in Italia“, con tutte le associazioni nazionali della green economy, sarà presente il Ministro dell’Ambiente Corrado Clini.

Alessandra Sgarbossa

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