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ITN Expo: basta ostriche, investite in tecnologia!

settembre 28, 2012 Eventi, Idee, Smart City

Ho già parlato su LaStampa.it di oggi dei benefici, per il cittadino, di completare il cerchio dell’informazione dentro e fuori casa: web, smartphones e tablets, digital signage. Una galassia dove nessuno potrà più dire “non sapevo“, perché tutti gli elementi necessari per prendere, consapevolmente e responsabilmente, decisioni, sia di carattere strategico (per gli enti pubblici e le imprese) che quotidiano (di mobilità, acquisto ecc., per il singolo individuo), saranno comodamente disponibili in rete, integrate fra loro.

Quel che sconforta – e talvolta disgusta – è vedere come, ancora oggi, vengano spesi i soldi pubblici, dalle amministrazioni locali o dallo Stato, quegli stessi soggetti che quando domandi perché non acquisiscano e mettano in atto le soluzioni tecnologiche e smart già oggi sul mercato, ti rispondono che “è un problema di risorse economiche“. Chissà se anche il signor Fiorito rispondeva così alle aziende che, sicuramente, gli avranno proposto di valutare soluzioni intelligenti per la gestione del “suo” territorio…

E’sufficiente camminare lungo il corridoio del Lingotto di Torino, dove chiudono oggi le edizioni 2012 di ITN Expo e Telemobility Forum, per rendersi conto di cosa potrebbero essere le nostre città. E quale la nostra vita da cittadini, circondati da servizi efficienti, funzionanti e intelligenti, in grado di “prevedere” code e catastrofi e di guidarci lungo il tragitto migliore.

Cosa si possa fare, ad esempio, partendo da un semplice Scudo della Fiat – rinominato Giotto – me lo hanno insegnato i tecnici della Omnigis di Norcia, azienda perugina che partecipa allo spin-off Unisky dell’Università IUAV di Venezia. Giotto rientra nella categoria dei “sistemi mobili di rilievo ad alto rendimento”, in grado di raccogliere un’ampia varietà di dati territoriali e ambientali, completamente georeferenziati con un margine di precisione di 30 cm. Oltre alle funzioni di mappatura – attraverso “il rilievo e il censimento degli oggetti puntuali e lineari presenti sul territorio” – colpiscono le applicazioni “avanzate”, utili agli enti pubblici per gestire servizi come l’Anagrafe degli Immobili, il Catasto delle Strade, o i Piani di Protezione Civile. La dotazione del mezzo consente infatti di individuare, tra i tanti dati integrabili tra loro, la fessurazione del manto stradale o delle pareti di roccia, per prevenire danni dovuti al dissesto idrogeologico, o la dispersione termica degli edifici, attraverso un rilevatore termografico sul fianco del veicolo, che consentirebbe di elaborare una mappatura degli interventi di efficientamento energetico. Ma chissà quanto costa un sistema così!300 euro al chilometro, molto meno di tante ostriche e festini”, scherza Francesco Spanicciati, socio dell’azienda. “Le Province – aggiunge il suo collega Nicola Alemanno, direttore commerciale – avrebbero dovuto adeguarsi, negli anni, a quanto previsto dal decreto ministeriale del 1 giugno 2001, che istituiva il Catasto Stradale, ma ad oggi meno del 10% ha provveduto“. E pensare che Omnigis – come forse anche altri competitors – non obbliga nemmeno ad acquistare il veicolo, ma offre il servizio chiavi in mano, con tanto di droni che integrano la visione dall’alto. E se proprio il Comune ha le casse vuote, con 2.000 euro all’anno si porta a casa una valigetta con un kit che consente rilevazioni analoghe, con un livello di rendimento inferiore. Niente scuse, dunque.

A pochi passi, lungo lo stesso “corridoio dell’innovazione”, la TRK di Milano, illustra il funzionamento di EcoNaut, la soluzione di fleet management sviluppata dalla multinazionale Masternaut (che equipaggia più di 200.000 mila veicoli in Europa), per qualificare sia il comportamento di guida che la sicurezza a bordo. EcoNaut mette a disposizione dell’utente un interfaccia grafica che consente di confrontare, a colpo d’occhio e via web, tutti i valori “sensibili”, dalle emissioni di CO2, ai chilometri percorsi, al consumo effettivo di carburante, senza risultare invasivo con l’impianto elettrico del veicolo e non compromettendo, dunque, la garanzia della casa costruttrice. Ad oggi il sistema è commercializzato prevalentemente alle grandi aziende (lo utilizzano già, in Italia, operatori della logistica e dei trasporti come la Gondrand, il Gruppo Drusian di Oderzo, in provincia di Treviso e il Consorzio Interregionale Trasporti di Milano), ma l’azienda vorrebbe iniziare a proporlo anche agli enti pubblici, per contenere oculatamente i costi di gestione del parco automezzi.

Ci imbattiamo infine, al termine della nostra ricognizione sui cervelli Made in Italy – per nostra fortuna – non (ancora) emigrati all’estero, nella PluService di Senigallia, in provincia di Ancona, che offre sistemi informativi integrati per la mobilità. La società marchigiana ha appena vinto la gara della Provincia di Cuneo per l’implementazione del BIP, il Biglietto Integrato del Piemonte, “un innovativo sistema di bigliettazione elettronica – si legge sul sito della Regione –  che permette, grazie a una smart card a microchip senza contatto (contactless), di accedere a qualsiasi mezzo pubblico (appositamente attrezzato) in qualunque zona del territorio regionale”. Semplice come idea, ma rivoluzionaria: nella sola provincia “granda” esistono infatti – ci racconta Giordano Binci – 18 aziende di mobilità pubblica, ognuna con le sue tariffe e i suoi biglietti, che vanno comprati dal tabaccaio o nei punti vendita autorizzati. Con questo sistema è invece possibile fare un check in quando si sale sul mezzo e un check out al momento della discesa e automaticamente l’importo corretto viene addebitato sulla carta ricaricabile“.  A Cuneo partirà anche, nei prossimi giorni, un vero e proprio servizio di travel planner attraverso portale web, per integrare (questa la parola chiave all’ITN Expo) le informazioni sui trasporti con la comunicazione di eventi sul territorio e altre news di pubblica utilità. Il prossimo passo, anche qui, il digital signage, le paline intelligenti per gli esterni, dove anche chi non è dotato di pc portatile al seguito o smartphone possa essere messo nelle condizioni di programmare i propri spostamenti intermodali (treno-metro-bus-bike sharing ecc.) e interagire con il sistema.

Andrea Gandiglio

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