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Quer pasticciaccio brutto delle detrazioni fiscali

In principio erano le detrazioni fiscali per l’efficienza energetica in edilizia. Introdotte dal governo Prodi nel 2007, prevedevano la possibilità di detrarre il 55% della spesa per interventi di riqualificazione edilizia finalizzati al miglioramento della prestazione energetica dell’edificio: nuovi infissi, caldaie a condensazione, impianti solari termici sono alcune delle misure che potevano essere portate a detrazione, in un arco temporale di dieci anni. Questo incentivo fiscale ha portato numerosi benefici, tra cui l’emersione di una parte del sommerso e la fioritura di un’industria, oltre chiaramente all’efficientamento degli edifici, che riducendo la domanda di energia, aiuta a tagliare la bolletta energetica nazionale. I governi successivi hanno poi deciso di prorogare questa misura, ma senza stabilizzarla.

L’ultima proroga scadrà il 30 giugno 2013: agli Stati Generali Generali dell’Efficienza Energetica e delle Rinnovabili – Quale sostegno alle rinnovabili termiche?, il convegno organizzato ieri a Roma da Kyoto Club e ISES Italia, si è dunque fatto il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive per il futuro. Secondo Valeria Verga, segretario generale Assolterm, l’incentivo fiscale soffre di tre problemi: il primo è che “non sono assicurati, visto che prima scadevano ogni anno, adesso addirittura ogni 6 mesi”. Il secondo è l’arco temporale di 10 anni, che rende la detrazione poco appetibile in questo momento di crisi, svuotando l’incentivo di efficacia. Infine, il recente innalzamento della detrazione per interventi di ristrutturazione generica dal 36 al 50% ha spiazzato il settore: per ottenere questo incentivo basta presentare la fattura e il bonifico, per cui molti non ritengono conveniente presentare la documentazione necessaria per accedere al 5% in più collegato alla riqualificazione energetica.

“Era evidente che sarebbe accaduto questo”, dichiara il senatore Francesco Ferrante, “Il nuovo conto energia sarebbe molto più semplice se il quadro di incentivi fosse coerente. Il pasticcio sulle detrazioni fiscali è una responsabilità del Governo.” Intanto al governo il decreto sul nuovo conto energia termico è atteso ormai da quasi un anno: Marcello Garozzo del Ministero dell’Ambiente spiega: “La discussione sul conto termico non è ferma, domani abbiamo una riunione per chiuderlo, as soon as possible. Abbiamo però un problema: la sovrapposizione temporale con le detrazioni per la ristrutturazione apre a frodi.” Come spiegato da Garozzo, fino al 30 giugno 2013 sarebbe infatti possibile, per il soggetto richiedente, il riconoscimento dell’incentivo previsto dal conto termico per interventi qualificabili come efficientamento energeticoquale  l’installazione di un impianto solare termico – e poi, l’anno dopo, in sede di dichiarazione fiscale, chiedere anche la detrazione del 50% di un intervento di ristrutturazione. “Una soluzione banale potrebbe essere quella di far partire il nuovo Conto Termico dal 1 luglio 2013, ma non vorremmo seguire questa strada, stiamo cercando un’altra soluzione”.

Veronica Caciagli

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