Home » Eventi »Idee » Rob Hopkins: fare resilienza per dominare il cambiamento:

Rob Hopkins: fare resilienza per dominare il cambiamento

marzo 19, 2014 Eventi, Idee

All’interno di un percorso di capacity building organizzato dalla Fondazione Cariplo a favore degli enti no profit del territorio lombardo (in vista dei bandi di contributo aperti dall’ente), la scorsa settimana è intervenuto a Milano Rob Hopkins, giardiniere, ambientalista, e soprattutto cofondatore del movimento Transition Town e del Transition Network.

“Ieri venivo in treno da casa e riguardavo la ferrovia che le alluvioni di qualche mese fa avevano completamente distrutto. Avevo portato i miei figli a vedere quello spettacolo raccapricciante, i giorni dopo il disastro. È evidente: il cambiamento climatico non è più fantascienza, non è più un argomento rimandabile”. E quindi, dice Hopkins, visto che dall’alto non arrivano proposte soddisfacenti, visti i limiti dei consumi ammissibili, dell’innalzamento della temperatura ancora consentito e della disponibilità di risorse immediate, è sempre più necessario che la risposta arrivi dal basso: “come comunità possiamo fare molto. Non è sano crescere all’infinito; come se i nostri ragazzi non smettessero mai di farlo, di alzarsi. Non è sano. Dobbiamo optare per scelte intelligenti, e con urgenza”.

Hopkins, autore di libri quali The Transition Handbook, The Transition Companion e The Power of Just Doing Stuff: How Local Action Can Change the World, sostiene fortemente l’importanza delle economie locali e del ruolo che possono avere in risposta alle sfide globali, andando un po’ oltre il concetto di pura sostenibilità. La resilienza, infatti, deriva dagli studi ecologici e si riferisce alla resistenza che i sistemi oppongono agli shock esterni. Se la sostenibilità cerca l’equilibrio, la resilienza esplora i modi in cui gestire un mondo che non è in equilibrio. Quindi, sviluppando una buona resilienza, di fronte a eventi imprevedibili e violenti, i sistemi vulnerabili, le popolazioni, le città e le organizzazioni non cadono a pezzi, non si sfaldano, ma resistono cercando addirittura di creare beneficio dalla situazione di difficoltà.

“È cominciato tutto da un momento di incontro e da un invito alla riflessione che ho fatto ai miei vicini di casa di Totnes, nel Devon, qualche anno fa. Com’è un mondo con poche emissioni? È possibile? E si è partiti immediatamente con entusiasmo, che ci ha portato oggi ad essere una grande sperimentazione di riferimento e una reale alternativa responsabile”.

Così si inizia: le persone si incontrano a livello locale e mettono in pratica un programma di consapevolezza e di azione, stimolato da alcuni strumenti messi a disposizione dalla rete, ma sempre fortemente legato al territorio di riferimento.“Oggi la rete tocca 44 paesi nel mondo, più di 200 iniziative di transizione formalizzate e migliaia in fase di elaborazione e definizione; numeri non facili per un network nato informalmente da comunità indignate”. Ma qui sta la forza del gruppo, l’onda di un movimento che si è organizzato, ma che ci tiene a rimanere fuori dalle coalizioni partitiche e dai poteri politici. “Noi mettiamo a disposizione le esperienze e le competenze che sono già state messe in campo e cerchiamo di facilitare lo scambio attraverso momenti di formazione. Spesso alcune sperimentazioni possono essere replicate e adattate in altre zone, per questo è importante incrociare le informazioni e i tentativi fatti (il testo di recente pubblicazione “Transition Network, The New Economy in 20 Enterprises” racconta proprio venti esperienze facilmente riproducibili, NdR). Esistono referenti e responsabili di zona che si incontrano costantemente e si sostengono”, motivando la fatica e lo scetticismo che a volte ci si ritrova ad affrontare. “Il punto chiave nella Transizione è non pensare che si debba cambiare tutto subito, ma che le cose stanno inevitabilmente già cambiando e quello di cui abbiamo bisogno è lavorarci su in modo creativo, partendo col fare le domande giuste”.

E a volte, dall’impegno di pochi nascono progetti – Hopkins le chiama narrativamente storie – che riescono a creare cambiamento. Si promuovono i mercati di contadini e di prodotti km.0,a Porto Alegre è stato creato un orto urbano davanti al supermercato come strumento di educazione e di sensibilizzazione; a Sarazota è stato stretto un accordo per cui i contadini raccolgono i prodotti che utilizzano e quello che avanza è raccolto dai volontari del gruppo Transition che gestiscono una food bank”, e così via, fino alle esperienze più articolate e strutturate, in cui vengono coinvolte le amministrazioni, riutilizzate le strutture pubbliche e messi in campo investimenti di denaro.

A Bristol – un’eccellenza del movimento - sono stati installati dei pannelli solari sulle case popolari, inizialmente grazie ad un finanziamento privato, in un secondo momento con il contributo del pubblico. “Insieme ad altri residenti di Totnes abbiamo costituito una cooperativa e gestiamo una birreria in una struttura del comune che era rimasta inutilizzata. Il profitto viene reinvestito a beneficio della comunità”. A Bristol, come a Totnes e a Lewes, sono state lanciate delle sterline locali, riconosciute persino dal governo centrale. La moneta alternativa, che ovviamente vale solo territorialmente, alimenta un’economia tutta locale e crea un circuito economico più virtuoso e sostenibile. Il sindaco e i funzionari pubblici sono pagati in moneta locale e i servizi pagabili con questa banconota sono sempre maggiori e sempre più efficienti. A Bath le amministrazioni sono impegnate e ripensare all’utilizzo dei fondi pensionistici, da dirottare verso una nuova economia.

Abbiamo bisogno di leggi internazionali, come Copenhagen e così via, è chiaro. Servono risposte a livello nazionale, comunitario e internazionale. Servono risposte delle amministrazioni locali. Ma tutte queste trasformazioni saranno più semplici se ci saranno comunità attive, trascinanti e propositive. La resilienza è energia locale, e non è sostituibile in alcun modo dalle politiche globali”.

Alfonsa Sabatino

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

A REbuild 2017 è protagonista l’edilizia “off-site”: dal cantiere alla fabbrica

maggio 8, 2017

A REbuild 2017 è protagonista l’edilizia “off-site”: dal cantiere alla fabbrica

Edilizia off-site è il concetto chiave del cambiamento proposto negli appuntamenti 2017 di REbuild, l’evento dedicato al settore delle costruzioni e riqualificazioni, in programma a Riva del Garda il 22 e 23 giugno prossimi. La produzione tende infatti a spostarsi in fabbrica, mentre il cantiere diviene il luogo dell’assemblaggio di parti prodotte industrialmente. Già in [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende