Home » Eventi » Rottami spaziali: previsto per Pasqua l’impatto sulla Terra della stazione cinese Tiangong-1:

Rottami spaziali: previsto per Pasqua l’impatto sulla Terra della stazione cinese Tiangong-1

marzo 27, 2018 Eventi

Nel fine settimana di Pasqua occhio alle “uova spaziali” che potrebbero cadere dal cielo, soprattutto se abitate da Firenze in giù. Una nota dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione “A. Faedo” del CNR, a firma di Luciano Anselmo e Carmen Pardini, informa sul “rientro incontrollato” sulla Terra della prima stazione spaziale cinese, la Tiangong-1, lanciata in orbita il 29 settembre 2011, a circa 350 km di altezza, e dal 2016 totalmente fuori controllo.

Secondo i calcoli degli scienziati i pochi pezzi che sopravviveranno al calore del rientro in atmosfera impatteranno in una zona compresa fra il 43° parallelo Nord e il 43° parallelo Sud. Una fascia molto ampia che comprende anche una parte dell’Italia.

Ma ricostruiamo la storia e il rischio per gli abitanti del Pianeta con l’aiuto della nota del CNR. Dopo l’ultimo soggiorno di astronauti cinesi nel 2013 la stazione spaziale ha continuato ad essere utilizzata, disabitata, per condurre una serie di test tecnologici, con l’obiettivo di de-orbitarla, a fine missione, con un rientro guidato nella cosiddetta South Pacific Ocean Unpopulated Area (SPOUA), una specie di cimitero dei satelliti in una zona pressoché deserta dell’Oceano Pacifico meridionale. Il che – tra parentesi – solleverebbe un altro quesito da approfondire: quanti sono i rottami finiti negli anni in un Oceano già tristemente noto per l’enorme Garbage Patch? Se è vero, come evidenzia la nota, che l’evento della stazione cinese non è affatto eccezionale, ma che “di rientri senza controllo di stadi o satelliti con una massa superiore alle 5 tonnellate ne avvengono, in media, 1 o 2 all’anno“, la risposta potrebbe essere alquanto inquietante…

Torniamo a Tiangong-1. Il 16 marzo  2016, il centro di controllo cinese a terra ha perso la capacità – pare in maniera irreversibile – di comunicare e impartire comandi al veicolo spaziale. Negli ultimi due anni la stazione ha perciò perduto progressivamente quota perché, spiegano Anselmo e Pardini, “il continuo impatto con le molecole di atmosfera residua presenti anche a quelle altezze le ha sottratto incessantemente energia”. Ed è questo processo “naturale” che alla fine farà precipitare la stazione spaziale sulla Terra senza controllo, non potendo essere più programmata un’accensione dei motori per un rientro guidato.

Stiamo parlando di un modulo che, alla partenza, pesava 8.506 Kg. e che oggi, al netto del consumo di carburante e delle scorte utilizzate dagli astronauti durante le missioni, dovrebbe pesare ancora sui 7.500 Kg. Ma anche questo dato pare che non costituisca fonte di preoccupazione per gli scienziati. Il 27 gennaio scorso, ricorda la nota, uno stadio russo-ucraino di circa 8.500 kg, è rientrato sul Perù e alcuni componenti sono precipitati nell’estremità meridionale del paese, nella regione del lago Titicaca. Il 10 marzo invece, uno stadio del lanciatore cinese (sono recidivi!) Lunga Marcia 3B è rientrato sul Paraguay e un serbatoio è stato recuperato nei pressi della città di Canindeyú, vicino al confine con il Brasile. Routine…

Il rischio di ciascuno di noi di beccarsi in testa un pezzo della stazione cinese sembrerebbe estremamente remoto secondo i calcoli: “la probabilità corrispondente di essere colpiti da un frammento – si legge nella nota del CNR – è un numero piccolissimo, dell’ordine di uno su centomila miliardi (cioè 1:100.000.000.000.000). Confrontata con i rischi cui andiamo incontro nella vita di tutti i giorni, si tratta di una soglia bassissima. Tanto per fare un paio di esempi la probabilità di essere colpiti da un fulmine è 130.000 volte maggiore, mentre quella di rimanere vittima di un incidente domestico, nei paesi sviluppati, è addirittura più grande di 3 milioni di volte”. “E’ per questo che – conclude la nota - in oltre 60 anni di attività spaziali, e nonostante siano rientrati in media 1-2 stadi o satelliti alla settimana, nessuno è mai rimasto ferito, finora, per il rientro incontrollato di un oggetto artificiale dall’orbita terrestre”. Speriamo…

Di stime quantitative sul rischio del rientro dalle fonti ufficiali cinesi non si sa nulla. Sembra tuttavia che “la soglia di attenzione comunemente adottata a livello internazionale” sarà superata, anche se il rischio individuale resterà comunque bassissimo. E anche la probabilità di una collisione con un aereo in volo dovrebbe essere almeno 200 volte inferiore a quella che sia colpita una persona all’aperto.

Comunemente si parla di “rientro nell’atmosfera” quando un veicolo spaziale scende alla quota di 120 km. Ma siccome in gran parte dei casi la struttura principale di un satellite rimane integra fino alla quota di 80 km, spesso, nelle previsioni di rientro, ci si riferisce al raggiungimento di questa quota. Anche nel caso di Tiangong-1 la soglia di rientro è considerata a 120 km di quota. “Da quel punto in avanti – scrivono gli scienziati del CNR – l’attrito dell’aria diventa sempre più significativo, e le strutture esposte di grande area e massa contenuta, come i pannelli solari e le antenne sporgenti, possono staccarsi tra i 110 e i 90 km di altezza. Il corpo del satellite, dove è concentrata gran parte della massa, rimane però generalmente intatto fino a 80 km di quota. Solo in seguito, a causa dell’azione combinata delle forze aerodinamiche e del riscaldamento prodotti dall’attrito dell’aria, la struttura principale si disintegra e i singoli componenti si trovano a loro volta esposti alle condizioni proibitive dell’ambiente circostante. Il destino dei vari pezzi dipende dalla composizione, dalla forma, dalla struttura, dal rapporto area su massa, e dal momento in cui vengono rilasciati durante la discesa. Gran parte della massa si vaporizza ad alta quota, ma se il satellite è sufficientemente massiccio e contiene componenti particolari, come serbatoi di acciaio o titanio e masse metalliche in leghe speciali, la caduta al suolo di frammenti solidi a elevata velocità, fino a qualche centinaio di km/h, è possibile”.

Leggiamo ancora: “Poiché i frammenti macroscopici sarebbero al massimo poche decine, e con proprietà assai diverse, colpirebbero il suolo molto sparpagliati, a distanze di decine o centinaia di km gli uni dagli altri; quelli più ‘pesanti’ tenderebbero, in genere, ad allontanarsi di più dal punto di rientro a 80 km di quota, ma colpirebbero il suolo prima degli altri, nel giro di 6-7 minuti, e a una velocità confrontabile con quella di un’auto di Formula 1 in rettilineo; i frammenti più ‘leggeri’ cadrebbero invece più vicini, ma ci metterebbero una ventina di minuti e colpirebbero il suolo a una cinquantina di km/h.”

Ma oltre al “rischio meccanico” dell’impatto al suolo dei rottami, la nota evidenzia anche il “rischio chimico”. “Quello chimico dipende dal fatto che, sulla base delle stime, dovrebbero trovarsi ancora a bordo, non si sa se allo stato liquido o solido, circa 230 kg di tetrossido di azoto e 120 kg di monometilidrazina, sostanze molto tossiche (soprattutto la seconda). E’ difficile che ne arrivi a terra anche una piccola frazione, ma una contaminazione residua di alcuni frammenti non può essere completamente esclusa a priori, per cui, nel caso qualcuno si imbattesse in uno di essi, sarebbe prudente non avvicinarsi, evitare qualsiasi contatto, tenere lontani i curiosi e limitarsi ad avvertire le autorità”.

Buona Pasqua!

Andrea Gandiglio

 

 

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

“Green Week”, a Trento la nuova edizione del Festival della Green Economy

febbraio 10, 2020

“Green Week”, a Trento la nuova edizione del Festival della Green Economy

Nel futuro si potrà viaggiare a emissioni zero? È possibile ridurre la chimica in agricoltura? Come gestire i grandi flussi del turismo mondiale? Il “sistema moda” può essere effettivamente sostenibile? Quale impatto avrà la sostenibilità sul mondo della finanza? L’architettura sta affrontando in maniera adeguata le questioni relative al risparmio energetico e all’utilizzo di nuovi [...]

Annuncio Easy Jet: Wright Electric verso il primo aereo elettrico da 186 posti

febbraio 3, 2020

Annuncio Easy Jet: Wright Electric verso il primo aereo elettrico da 186 posti

La compagnia aerea europea easyJet ha diffuso l’annuncio del suo partner americano, Wright Electric, sull’avvio del programma di sviluppo di un motore per aereo elettrico da 186 posti, denominato Wright 1. A questo scopo Wright Electric sta progettando sistemi elettrici con potenza nell’ordine dei megawatt che saranno necessari per permettere agli aerei elettrici da 186 posti di [...]

Riscoprire la “Carta di Gubbio”. Italia Nostra rilancia la valorizzazione dei centri storici

febbraio 2, 2020

Riscoprire la “Carta di Gubbio”. Italia Nostra rilancia la valorizzazione dei centri storici

Il 30 gennaio si è concluso il primo seminario dell’associazione Italia Nostra dedicato alla “Carta di Gubbio” del 1960, voluto dal consigliere nazionale Marina Foschi e dal presidente della sezione di Bologna Jadra Bentini, in vista del Convegno Nazionale di settembre con cui l’associazione vuole ricordare i 60 anni di un documento ancora attualissimo, che nasceva per affermare l’importanza [...]

“Artic Expedition”: viaggio elettrico in Tesla fino ai -30° di Capo Nord

gennaio 30, 2020

“Artic Expedition”: viaggio elettrico in Tesla fino ai -30° di Capo Nord

Lunedì 20 gennaio 2020 è partita dal Tesla Store di Peschiera Borromeo (MI) la missione “Arctic Expedition”, organizzata da ​Tesla Club Italy ​, il 1° club Tesla italiano, con il canale YouTube ​ElektronVolt Italia.​ Un viaggio 100% elettrico – a bordo di una Tesla Model 3 Long Range – con condizioni climatiche estreme, verso l’estremità [...]

Ma quale “green diesel”! L’Authority multa Eni. Prima sanzione contro il “greenwashing”

gennaio 20, 2020

Ma quale “green diesel”! L’Authority multa Eni. Prima sanzione contro il “greenwashing”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato, il 15 gennaio 2020, una sanzione di 5 milioni di euro all’Eni per la diffusione di messaggi pubblicitari ingannevoli utilizzati nella campagna promozionale che ha riguardato il carburante Eni Diesel+, sia relativamente all’affermazione del “positivo impatto ambientale” connesso al suo utilizzo, che alle asserite caratteristiche di quel carburante in [...]

Verso Davos con gli sci, per protestare contro la crisi climatica

gennaio 20, 2020

Verso Davos con gli sci, per protestare contro la crisi climatica

Partenza da Sondrio per attraversare le Alpi con gli sci e andare a protestare al World Economic Forum in apertura domani a Davos, contro chi pratica il greenwashing e parla di “sostenibilità” nel cuore di un ecosistema che viene distrutto a scopo di lucro. 80 km. nella neve e 3.500 metri di dislivello – fino a raggiungere i 3.000 [...]

Decreto Clima: approvazione definitiva alla Camera. Ecco cosa verrà incentivato

dicembre 13, 2019

Decreto Clima: approvazione definitiva alla Camera. Ecco cosa verrà incentivato

Con 261 voti a favore, 178 contrari e 5 astenuti, la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva, il 10 dicembre, il disegno di legge di conversione (A.C. 2267) del D.L. 111/2019 (cosiddetto “Decreto Clima“) nel testo già approvato, con modifiche, dal Senato (A.S. 1547). Il provvedimento, composto originariamente di 9 articoli, a seguito delle modifiche [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende