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Una cura del ferro e della fibra (ottica) per la città del futuro di Ecopolis

marzo 25, 2011 Eventi, Idee

Come saranno le città del futuro? Sicuramente in continua crescita, abitate nel 2030 da 8 miliardi di persone. I cittadini, soprattutto i più giovani, le sognano più sostenibili, più sicure, più “socializzanti”, in una parola, più “armoniche”. Dovranno scommettere sull’efficienza energetica, il potenziamento del trasporto pubblico, l’erogazione di servizi on line, da casa, per diminuire il numero di persone che si spostano. Sono queste le strade maestre indicate da quattro ricerche presentate ieri a Ecopolis, il salone della sostenibilità urbana organizzato alla Fiera di Roma.

Uno dei temi chiave del futuro sarà il risparmio energetico, attraverso un nuovo modo di consumare e produrre energia per gli edifici. Secondo la ricerca “Città, costruzioni ed energy technology” realizzata  dal Cresme (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), attraverso l’ “efficientamento” energetico del patrimonio edilizio italiano, si potrebbero ridurre le emissioni di Co2 addirittura del 45%. Risultati ben superiori a quanto previsto con il ricorso alle tecnologie per l’uso delle fonti rinnovabili (22,4%).  Per quanto riguarda le nuove costruzioni, «è in crescita il numero di Comuni che ha messo mano ai propri strumenti di governo degli interventi edilizi, per introdurre nuovi  criteri e obiettivi energetico-ambientali». «D’altra parte – commenta il direttore tecnico Lorenzo Bellicini – negli ultimi anni l’aspetto ambientale delle costruzioni è per i consumatori il più importante. In questo settore la domanda è più avanti dell’offerta».

Al risparmio di energia, dovrà accompagnarsi, per usare le parole di Retecamere, la «cura del ferro e della fibra ottica». Internet e la mobilità urbana influiscono in modo significativo sulla qualità, ma anche sulle aspettativa di vita degli abitanti delle città italiane e sono quindi due aspetti su cui i centri urbani dovranno puntare.

Nello studio “Trasformazioni urbane e mobilità sostenibile”, la Società delle Camere di Commercio Italiane spiega che «gli spostamenti delle persone nelle città devono essere ridotti e razionalizzati, in quanto provocano il drammatico aumento delle emissioni di Co2. Per raggiungere questo obiettivo, le nuove tecnologie e Internet sono fattori cruciali. I cittadini, infatti, possono accedere ai servizi sia pubblici che privati senza muoversi da casa, solo con l’aiuto di un computer o di uno smartphone». Per favorire l’uso del trasporto pubblico, le città dovrebbero poi collocare, spiega il direttore generale di Retecamere Claudio Cipollini, «gli uffici e  i centri commerciali nei pressi delle stazioni ferroviarie e metropolitane, magari in aree dismesse da recuperare».

E per aumentare il numero dei cittadini che utilizzano autobus e metropolitane, serve una formazione continua. A sottolinearlo è un altro studio, dal titolo “La mobilità urbana sostenibile: strategie e sperimentazioni”, condotto dal Critevat (il Centro Reatino di Ricerche di Ingegneria per la Tutela e la Valorizzazione dell’Ambiente e del Territorio dell’Università La Sapienza). La ricerca mette a confronto l’approccio di otto città e aree urbane europee, diverse per tipologia e dimensioni, alla mobilità sostenibile: Dresda, Vienna, Stoccolma, Parma, Torino, provincia di Torino, Roma, provincia di Roma. Elemento fondamentale che le accomuna è la «cultura del cambiamento»: «Tutte le esperienze investono molto sulla formazione e la partecipazione dei cittadini ai temi della mobilità sostenibile, indicando chiaramente che non ci può essere un cambiamento sensibile se non si modificano le proprie abitudini e il modo di usare la città». «Quello che ancora manca – spiega Carlo Cecere, direttore del Centro – è il fare sistema, l’integrazione tra le iniziative di diverse enti che insistono su uno stesso territorio. Questo consentirebbe di dare risposte più concrete al problema della sostenibilità».

Su come i giovani sognano i luoghi urbani si è concentrata la ricerca “La città del futuro”, realizzata dall’istituto di sondaggi Swg per Ecopolis. «I ragazzi e le ragazze puntano sulla città come luogo in cui si può realmente determinare la rinascita, la rifondazione e il ridisegno della concezione della qualità dell’esistenza, delle relazioni, del vivere con gli altri. La città di domani dovrebbe essere frizzante, accattivante, godibile, frequentata, sicura, gioiosa e accogliente», spiegano da Swg. Le caratteristiche della città del futuro, così come la sognano i giovani, potrebbero essere riassunte nella parola “armonia”, «che trova realizzazione attraverso cinque ambiti di action: sicurezza, salubrità, socialità, funzionalità e vitalità». Vivere in una città verde, pulita, sostenibile, provvista di piste ciclabili e auto elettriche, piena di parchi e laghetti, è insomma un sogno molto diffuso. «L’armonia è un obiettivo a cui non si arriva semplicemente con la tecnica, la città è una comunità complessa, fatta di persone e relazioni sociali, di cui bisogna tenere conto per costruire città armoniche», spiega il direttore di Swg Enzo Risso.

Veronica Ulivieri

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