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Vertice Fao: aggiornamenti da Roma.

novembre 16, 2009 Eventi, Internazionali, Politiche

Jacques_Diouf, courtesy of Wikimedia commons.jpeg

Da oggi a mercoledì 18 novembre troverete qui di seguito i principali aggiornamenti, a cura della nostra redazione, sul vertice della Fao in corso a Roma.

E’ possibile seguire in streaming il vertice Fao all’indirizzo: www.fao.org

Lunedì 16 novembre, ore 12.00

Il summit di Roma si è aperto alle ore 9.00 con la dichiarazione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, affidata al Presidente del Senato Renato Schifani:  “È tempo di un rinnovato impegno da parte della comunità internazionale, specie dei Paesi più ricchi, per sconfiggere la povertà e per porre le basi di uno sviluppo sostenibile e diffuso”.

Netto e incisivo l’intervento del Segretario Generale della Nazioni Unite Ban Ki Moon: “Oggi oltre 17 mila bambini moriranno di fame: uno ogni 5 secondi, 6 milioni in un anno”. “Servono risposte efficaci e concrete per le emergenze, con incrementi prevedibili dei finanziamenti nel lungo termine’. “Non può esserci sicurezza alimentare senza sicurezza climatica”.

Il premier Italiano e Presidente del G8 Silvio Berlusconi ha dichiarato: “L’anno scorso in questa sede il direttore generale della Fao chiese di passare dalle parole a fatti: per quanto mi riguarda ho preso per buono questo invito, e messo al centro del G8 dell’Aquila il problema dei soldi da trovare [...] Ora c’è da lavorare perchè ogni paese si assuma questo impegno in modo preciso, con date e modalità, affinchè questi soldi possano andare ad aiutare gli agricoltori, soprattutto i piccoli agricoltori ed implementare la produzione generale nel mondo, ciò che dovremmo fare tutti insieme durante questo vertice”.

Il leader libico Muhammar Geddhafi ha accusato le “potenze occidentali” di avere siglato, nei precedenti vertici delle “promesse vane”. In qualità di Presidente dell’Unione Africana, ha aggiunto: “”In Africa, investitori stranieri stanno rastrellando i terreni agricoli trasformandosi in nuovi latifondi, contro i quali dobbiamo lottare”.

Non meno aspro l’intervento di Ignacio Lula: “la metà delle risorse che i leader mondiali hanno investito per salvare le banche – ha dichiarato il Presidente Brasiliano- renderebbe possibile eliminare la fame in tutto il mondo. E questo dimostra che la lotta resta ancora marginale nelle priorità politiche globali”.

Papa Benedetto XVI, courtesy of FlickrSignificativa la partecipazione al vertice di Papa Benedetto XVI, intervenuto alle ore 11: “La Comunità Internazionale sta affrontando in questi anni una grave crisi economico-finanziaria. Le statistiche testimoniano la drammatica crescita del numero di chi soffre la fame e a questo concorrono l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari, la diminuzione delle disponibilità economiche delle popolazioni più povere, il limitato accesso al mercato e al cibo” [...] “I metodi di produzione alimentare – prosegue Benedetto XVI – impongono un’attenta analisi del rapporto tra lo sviluppo e la tutela ambientale. Il desiderio di possedere e di usare in maniera eccessiva e disordinata le risorse del pianeta è la causa prima di ogni degrado dell’ambiente”.

L’intervento integrale di Benedetto XVI è disponibile su CorrieredellaSera.it

Lunedì 16 Novembre, ore 15.00

Approvata la “Dichiarazione sulla sicurezza alimentare” .(La bozza On-line sul sito della Fao).

Il documento comprende i “Five Rome principles for sustainable food security” (‘Cinque Principi di Roma per una sicurezza alimentare sostenibile’), ovvero, cinque punti da mettere in campo con l’obiettivo di “dimezzare entro il 2015 il numero di persone che soffre la fame e dei malnutriti”.

In sintesi, si ribadiscono la responsabilità dei governi nazionali e la necessità di investire nei programmi di sviluppo rurale come predisposti dai singoli governi. Occorre poi coordinare strategie regionali, nazionali e globali per assicurare un più efficiente impiego delle risorse, affiancare ad azioni nell’immediato per risolvere l’emergenza alimentare anche programmi a medio-lungo termine (sistema detto del “doppio binario”), conferire una maggiore autorità al sistema multilaterale e,infine, garantire un impegno sostanziale all’agricoltura e alla sicurezza alimentare. Inoltre, è definito cruciale “il rispetto di tutti gli impegni di aiuti allo sviluppo, compresi quelli assunti da molti Paesi sviluppati di raggiungere l’obiettivo dello 0,7% del Pil in aiuti ai Paesi in via di sviluppo entro il 2015, raggiungendo almeno lo 0,5% entro il 2010″

Ai governi è dunque, per il momento, rivolta la generica richiesta di versare i fondi promessi ai paesi in via di sviluppo, anche se, nel documento, manca qualunque riferimento specifico ai 44 miliardi che il direttore Generale della Fao, Jacques Diouf, ha richiesto nei giorni scorsi per lo sviluppo agricolo.

Immediate le proteste dalla «Città dell’Altra Economia». Il Forum - ”parallelo” al Vertice della Fao – che raccoglie 600 tra delegati di organizzazioni contadine, agricoltori, pescatori, donne e giovani indigeni, Ong internazionali ha criticato duramente l’assenza di molti leader del G8, “chiaro messaggio di come i Paesi ricchi cerchino ancora di imporre la loro politica nei confronti di quelli poveri” – ha dichiarato Sergio Marelli, Presidente dell’Associazione delle Ong Italiane. Marelli ha poi aggiunto che l’assenza di riferimenti al 2025 come termine ultimo per l’eliminazione totale della fame del mondo e allo stanziamento dei 44 miliardi di dollari  ribadiscono la scarsa volontà degli stati di assumere impegni concreti.

Vedi anche:

Intervento di José Manual Barroso, “Fame nel mondo: una vergogna senza attenuanti“, IlSole24ore.com, 16 novembre 2009

Ugo Tramballi, “Contro la fame tanti impegni ma niente soldi“, IlSoel24ore.com, 17 novembre 2009

Martedì 17 novembre 2009, ore 11.00

Robert Mugabe, Courtesy of Wikimedia commons.Dopo i deludenti esiti della prima giornata del Vertice Fao sulla sicurezza alimentare, si è aperto alle ore 9.00 il secondo capitolo con l’atteso intervento di Robert Mugabe. Il controverso Presidente dello Zimbabwe non ha risparmiato alla comunità internazionale i consueti toni aspri:

“Noi in Zimbabwe abbiamo capito che dietro politiche agricole avverse alla natura e rovinose delle nazioni potenti ci sono anche politiche punitive portate avanti da certi Paesi che si vogliono opporre alla nostra ricerca di una riforma agraria equa e giusta” [...] “Noi fronteggiamo interventi molto ostili di questi Stati che hanno imposto unilateralmente sanzioni allo Zimbabwe. Questo sta avendo un impatto negativo sui nostri contadini che nei piani dei nemici neo-colonialisti devono fallire nei loro intenti, cosi’ come la nostra riforma agraria.”

Un j’accuse senza se e senza ma che riapre l’annoso dibattito sulle sanzioni definite da Mugabe “inumane e illegali”, oltre che un’arma politica atta ad ostacolare le riforme agricole.

Nel corso della giornata di oggi i dibattiti verteranno sulle implicazioni dei cambiamenti climatici sulla sicurezza alimentare (vedi: Sole24ore.it) e sulla governance globale. Atteso l’intervento del Leader Turco Tayyip Erdogan (Vedi: Asca.it).

Martedì 17 novembre 2009, ore 15,00

Il Ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia ha ribadito la necessità di attuare politiche che permettano all’Africa di auto-sostentarsi:”Per uscire dal problema della fame non esistono scorciatoie, non ci sono rivoluzioni tecnologiche o agricole che possano sostituire la necessità di far sviluppare agricolture locali radicate nei territori”.

“Come ha ricordato ieri autorevolmente il presidente Berlusconi – ha dichiarato Zaia – un primo concreto risultato è stato ottenuto con ‘l’Aquila Food Security Initiative’, attorno alla quale si è creata per la prima volta una vasta piattaforma di consenso in materia di sicurezza alimentare mondiale, con 40 adesioni fra Paesi G8, Paesi Partner ed Organizzazioni internazionali e regionali. Sono state impegnate così risorse per oltre 20 miliardi di dollari. Bene ha fatto il Presidente Berlusconi a chiarire che queste risorse devono essere immediatamente liberate a favore degli agricoltori, soprattutto i piccoli, affinché possano potenziare la produzione alimentare nel mondo, e che ciascun governo deve tradurre in fatti gli impegni assunti all’Aquila”

Mercoledì 18 novembre 2009, ore 16.00

Il Vertice Fao di Roma si chiude con il Discorso del Segretario Generale della Fao Jacques Diouf che ringrazia, di rito, i 60 capi di stato, i 185 ministri e gli oltre 3500 delegati di 142 Paesi, oltre alla ventina di organizzazioni internazionali presenti.

“Senza azioni decisive da parte degli Stati il numero degli affamati nel mondo potrebbe accrescersi e non può essere esclusa una nuova crisi alimentare”. Con questa dichiarazione, Diouf aveva invitato i capi di stato, solamente due giorni fa, a discutere concretamente il problema e aveva chiesto 44 miliardi di dollari all’anno per realizzare gli obiettivi proposti.

E’ significativo, però, che abbia sentito la necessità di replicare quest’appello anche in chiusura del Vertice: “Dobbiamo passare dalle parole ai fatti, i poveri della terra non possono piu’ aspettare”.

Ma allora, ci si chiede, a cosa è servito il vertice? Diouf, con un velo di rassegnazione, ha ricordato che nel 1996 era stato fissato come termine ultimo il 2015 perché il numero dei poveri venisse dimezzato, ma questo obiettivo – ammette – non verrà raggiunto. Nella migliore delle ipotesi per quella data il numero degli affamati non crescerà più. Forse.

I Capi di Stato e di Governo hanno sottoscritto una Dichiarazione all’unanimità (segno che tutti i Paesi comprendono l’esigenza di una governance alimentare globale), ma resta – e pesa – il mancato stanziamento di “cifre concrete e di una tempistica per eliminare la fame”.

Diouf, forse per indole, forse per la carica che rappresenta, rimane cautamente ottimista: “Sono convinto” ha concluso “che insieme possiamo sradicare la fame dal pianeta. Dobbiamo farlo per vivere in un mondo piu’ prospero, piu’ giusto, piu’ equo e piu’ pacifico”.

Per approfondire leggere anche: Corrieredellasera.it: “Vertice Fao: chiusura con delusione. Grave assenza dei Leader

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