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BeEco: la selezione di Greenews.info

marzo 4, 2010 Idee

VHStory, Courtesy of Francesca Manganaro e Cristina PaglianoSe quest’anno non siete ancora stati ad Expocasa, avete una ragione in più per andarci, in questi ultimi giorni di apertura: il Villaggio del Design BE Eco. Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi, ma vi assicuro che, ritornandoci tutte le sere, per condurre gli incontri in programma, apprezzo sempre più la qualità dei progetti esposti, così come la tenacia dei giovani designer che presidiano i loro stand per presentarli, con entusiasmo e instancabile gentilezza, ai visitatori di passaggio. Intendiamoci, non che il resto della fiera non valga la visita, ma in questo angolo verde (in tutti i sensi) si respira l’aria della bottega artigianale e si ha l’occasione di vedere dei pezzi che, per adesso, non troverete ancora nelle show room.

Come già fatto lo scorso dicembre, in occasione di Design Sostenibile a Milano, la nostra redazione ha voluto premiare la creatività di questi ragazzi “adottando” 5 di questi progetti, secondo una propria selezione, che solo in un caso corrisponde con le scelte della giuria ufficiale. Vediamoli:

VHStory 

Francesca Manganaro e Cristina Pagliano, due giovanissime designer provenienti dallo IED di Torino, in attesa di unirsi sotto un nome unico e legare i propri destini professionali, hanno trovato un modo intelligente ed esteticamente accattivante di restituire dignità artistica alle centinaia di cassette VHS che ciascuno di noi ancora custodisce in casa, emozionalmente incapace di liberarsene. VHStory è infatti una serie di oggetti che, eliminando le bobine interne del nastro, consente di dare nuova vita a questi supporti “anni ’80″, trasformandoli in lampade o mensole per ospitare cd e dvd, attraverso una “staffetta tecnologica” destinata a ripetersi all’infinito.

La linea Extra_T.

L’architetto Sandra Faggiano, di Pescara, ha creato una linea in grado di trasformare alcuni accessori elettrici in oggetti di design:  ”una semplice spina multipla diventa un albero che cresce, una normale prolunga si trasforma in un decoro a muro e una banale ciabatta…è un bouquet fiorito”.  Tutte idee eco-sostenibili, eco-nomiche ed eco-logiche che donano una forma e un’estetica diverse, funzioni e vita nuove ad oggetti che siamo abituati a non-vedere, quasi fossero invisibili e inutili, riuscendo a farli divenire prodotti di affezione. I componenti elettrici “Extra_T” diventano inoltre uno stimolo per riflettere sull’importanza dell’energia nonché un monito all’utilizzo senza sprechi.

Ecoclessidra

Un altro architetto pescarese (sarà lo spirito creativo dannunziano!), Paolo Gentile, lavora invece unicamente con il cartone per realizzare sedute e mobili polifunzionali dal triplo valore aggiunto: il materiale (ecocompatibile, riciclato e riciclabile), la smontabilità (con conseguente riduzione dei costi di trasporto) e il fai-da-te (che consente di utilizzare un packaging di dimensioni ridotte). A quanto ci riferisce, presto potrete ammirare i suoi progetti nella show room di via Tortona, a Milano.

Sciolla Company Eco-Design

Un nome, quello di Maddalena Sciolla Elena D’Agnolo Vallan, che i fans delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006, possono associare immediatamente alle borse, agli accessori e al merchandising realizzati con i banner e gli stendardi olimpici, per non buttare via nulla. Tutti i modelli sono unici e in serie limitata perchè – a differenza di altri competitors – le due designers torinesi utilizzano veramente solo materiale di recupero, facilmente riconoscibile dalle fantasie che rivivono sugli oggetti portati a nuova vita, tutti realizzati avvalendosi della collaborazione di artigiani e cooperative sociali, possibilmente a km.0.  

Lella

Last but not least la nostra redazione non ha potuto non premiare i già-premiati designer romani Diego Martinelli e Gilberto Pescatore di Mosign Design Studio. Se per ben 4 volte su 5 la nostra redazione si è appassionata a progetti non selezionati dalla giuria di BeEco, questo non deve diventare infatti un criterio di discriminazione. Tra i tre geniali progetti presentati in fiera abbiamo scelto la lampada Lella che, a nostro avviso è un piccolo capolavoro dell’arte del riutilizzo. Come base si è utilizzato un freno a disco usato di un’automobile, mentre come supporto per i corpi illuminanti una forcella (Lella…), “il componente più affascinante di una bicicletta”. Frutto di riutilizzo anche il corpo illuminante stesso, costituito da un comune barattolo di cibo per cani – lo stesso della cantinetta Tina. Bellissimo ragazzi, ma quanto ie date da magnà a ‘sti cani?

Andrea Gandiglio

Stasera e domani, sempre alle ore 19,30, proseguono i workshop moderati dal Direttore Editoriale di Greenews.info, nello Spazio Incontri di Be Eco, Padiglione 2, Lingotto Fiere, Torino.

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