Home » Idee » Botanica urbana: in compagnia delle piante di città nel libro di Fabrizio Zara:

Botanica urbana: in compagnia delle piante di città nel libro di Fabrizio Zara

agosto 18, 2014 Idee

Agosto, come noto, è il mese in cui la città si può osservare meglio, e con occhi diversi. Per chi ci rimarrà nei prossimi giorni la città potrà, sorprendentemente, presentarsi anche come un luogo di grande biodiversità. Il rapporto con la natura può dunque essere ricostruito anche nello spazio urbano, per esempio imparando a riconoscere le piante e gli habitat in cui vivono. Da questa idea è nato il libricino “Botanica urbana, riconoscere le piante medicinali in città” (Aboca Edizioni, 106 pp., 5 euro), di Fabrizio Zara, responsabile della ricerca botanica e curatore del giardino medicinale di Aboca, con introduzione di Michele Serra.

Il libro, con 38 semplici schede illustrate, dedicate ad altrettante piante, invita il lettore a cercare lungo i muri, i marciapiedi, le rotatorie stradali (meglio ad agosto, per evitare incidenti!) la presenza di una natura irriducibile ma troppo spesso dimenticata. Che cambia con l’evolversi dell’area urbana: “Tra la parte vecchia e quella nuova delle città ci sono evidenti differenze di flora: le aree più antiche, dove ci sono pietre e calce, sono più ricche di piante; quelle moderne, dove domina il cemento, spesso ricco di scarti di fonderia, hanno meno vegetazione”, spiega Zara, che vive in un piccolo maso in Vallarsa (Trento) dove cura, assieme alla famiglia, un’azienda agricola che si occupa della coltivazione di piante medicinali.

D) Dottor Zara, a prima vista può sembrare insolito affiancare le piante medicinali alla città. Com’è nata l’idea di questo libro?

R) L’idea è stata di Massimo Mercati, direttore generale di Aboca. Spesso, nell’ambito della formazione per farmacisti ed erboristi, organizziamo escursioni guidate per riconoscere piante medicinali. Di solito sono in ambienti naturali, ma l’anno scorso per la prima volta a Senigallia abbiamo proposto percorsi simili in città. Ci sono vegetali che calpestiamo tutti i giorni, senza sapere che sono alla base dei prodotti erboristici che poi compriamo. A Mercati l’approccio è piaciuto molto, e mi ha convinto a scrivere questo libro.

D) Dunque è sbagliato pensare che le città siano aree con una bassa concentrazione di biodiversità?

R) Sì. Le città sono una grandissima fonte di biodiversità. Nelle aree urbane sono state censite un migliaio di piante spontanee, di cui una buona parte medicinali. Le città sono anche uno dei pochi ambienti dove vivono queste piante. A volte sono infestanti: scappano da un giardino e si ritrovano lì vicino. Altre volte, come nel caso del cappero o della celidonia, vivono in luoghi insoliti, come in cima a vecchie torri o in antichi muri. Riescono ad arrivare in posti così particolari grazie al rapporto di simbiosi che hanno con le formiche.

D) In che cosa consiste di preciso questo rapporto?

R) I semi di cappero e celidonia hanno una riserva di grasso che risulta appetibile per le formiche. Così, questi insetti portano i semi nelle loro tane, per esempio lungo vecchi muri: in questo modo queste piante riescono ad arrivare in luoghi a loro congeniali, ma altrimenti irraggiungibili. I vegetali, inoltre, di solito amano i vecchi edili, che sono più “naturiformi”. Tra la parte vecchia e quella nuova delle città ci sono infatti evidenti differenze di flora:  le aree più antiche, dove ci sono pietre e calce, sono più ricche di piante; quelle moderne, dove domina il cemento, spesso ricco di scarti di fonderia, hanno meno vegetazione.

D) Il libro invita le persone a imparare a riconoscere le piante in città. Ma queste piante possono essere raccolte e utilizzate?

R) In città assolutamente no. Le piante  accumulano le sostanze tossiche, quindi è altamente sconsigliato utilizzare piante che crescono in ambienti inquinati come le città. L’idea è piuttosto quella di legarsi a loro con un rapporto di riconoscimento. Prima nelle città c’erano più spazi verdi e le persone erano ancora in grado di riconoscere  le piante. Oggi la distanza tra il mondo umano e quello vegetale è abissale, il rapporto si è completamente perso. Alcuni ricercatori americani hanno dedicato molti studi alla “plant blindness”, ossia l’incapacità delle persone di riconoscere le piante. Gli scienziati hanno notato che si riconoscono meglio gli animali, perché si muovono, che le piante, crescendo insieme, di solito vengono percepite come una generica macchia verde, e che le riconosciamo solo quando hanno il fiore.

D) C’è un problema anche di concezione del verde urbano?

R) Le piante non stanno nelle aree verdi cittadine perché noi non le vogliamo. Se smettessimo di dare diserbanti e tagliare l’erba, le piante riprenderebbero gli spazi. L’uomo non le vede come una cosa bella, preferendo spazi ben organizzati, mentre la natura è caotica e entropica. Quando si parla di verde urbano, si parla di arredo verde e di architettura più che di piante spontanee: il verde urbano riguarda ciò che è voluto dall’uomo, non quello che c’è in natura. Altre volte, invece, ci lamentiamo di piante infestanti, ma siamo noi ad averle portate nei giardini.

D) Tornando alle piante spontanee, spesso non siamo portati a dar loro un significato diverso se le vediamo in città o in campagna?

R) Sì, io chiamo questo fenomeno “associazione a delinquere”. Prendiamo la fitolaca: se la vediamo crescere vicino a un cassonetto dell’immondizia, la consideriamo automaticamente una pianta di scarso valore, in un ambiente naturale, invece, ci appare bella!

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

luglio 26, 2017

Wow! Anche i sex toys diventano naturali

E’ una delle tendenze di questa estate, ma è in crescita da diversi mesi a giudicare dai dati Google e social: gli italiani amano sempre di più utilizzare prodotti “per il benessere sessuale della coppia”. Solo nelle ultime settimane le ricerche sul web per i sex toys hanno registrato un aumento del 300%. Tendenza che riguarda [...]

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

luglio 25, 2017

Cocoons, le ciambelle di cartone con tecnologia “plant & forget” per riforestare i terreni degradati

Cocoon, incubatrice biodegradabile brevettata dall’azienda olandese Land Life Company, potrebbe aiutare a riforestare i territori italiani colpiti da siccità e incendi rivitalizzando ecosistemi degradati e comunità, come sta già succedendo in 24 Paesi nel mondo. Sono infatti due miliardi gli ettari di terreno degradati nel mondo, un’area più grande di quella dell’intero Sudamerica. Tanto che [...]

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

luglio 25, 2017

Test in Emilia Romagna per EFLAME, il sistema per monitorare i principi di incendio

Reti wireless, fibra ottica e tecnologie di visione digitale in campo per prevenire e contrastare gli incendi estivi che stanno causando ingenti danni in molte regioni italiane. E’ la Regione Emilia Romagna, con il supporto della Protezione Civile, a lanciare  un progetto pilota che interessa due siti dell’Appennino tra Modena e Ferrara. Qui sono state installate stazioni di monitoraggio composte da [...]

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

luglio 25, 2017

“Basta con l’emergenza! Si usi il sottosuolo come banca dell’acqua”: il Consiglio dei Geologi interviene sul problema siccità

“È necessario uscire dalla logica dell’emergenza per la mancanza di risorse idriche poiché l’intervento emergenziale, in una fase di grave siccità come quella che stiamo attraversando, rischia di portare al nulla”. Lo afferma Arcangelo Francesco Violo, segretario nazionale e coordinatore della Commissione Risorse idriche del Consiglio Nazionale dei Geologi. Il binomio caldo-siccità, in questa torrida estate [...]

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

luglio 24, 2017

Panasonic mette il fotovoltaico sul tetto della Toyota Prius PHV

Un’autovettura a energia solare? E’ già in circolazione sulle nostre strade, si tratta della Toyota Prius PHV, lanciata sul mercato a febbraio 2017, è dotata dei “Moduli Fotovoltaici HIT per Automobile” di produzione Panasonic. Il modello è definito un plug-in hybrid (PHV) perché rappresenta l’evoluzione dal sistema hybrid verso un veicolo sempre più elettrico. La [...]

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

luglio 24, 2017

L’Abruzzo guida la rivolta delle Regioni contro le trivelle

Seconda vittoria legale dell’Abruzzo in pochi giorni: la Corte Costituzionale, con sentenza 198/2017, ha annullato il decreto “Trivelle” del 2015 in quanto emanato senza preventiva intesa con le Regioni: “Non spettava allo Stato e per esso al Ministro dello Sviluppo Economico – scrive la Consulta – adottare il decreto del 25 marzo 2015 senza adeguato coinvolgimento [...]

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

luglio 21, 2017

Come recuperare il calore dai data center. La soluzione di Climaveneta esportata in Finlandia

Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems, tramite il suo brand Climaveneta ha recentemente fornito due pompe di calore al District Heating di Fortum a Espoo, in Finlandia. Fortum, società energetica finlandese, aveva infatti la necessità di recuperare il calore espulso da un data center di Ericsson – multinazionale di servizi di telecomunicazione – per fornirlo alla rete [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende