Home » Idee » Editoriale 2011: Cosa resta dei 150 anni:

Editoriale 2011: Cosa resta dei 150 anni

dicembre 31, 2011 Idee

Che anno il 2011. Mi sembra che siano successe più cose e più determinanti di qualsiasi altro anno io mi ricordi dall’età adulta. Non starò a rielencare i “fatti salienti” internazionali che, chi ha la memoria corta, può comodamente trovare negli Speciali che abbondano sui media in questi giorni, ma vorrei citare due frammenti italiani, apparentemente insignificanti, che mi vengono in mente: mentre i famigerati rating degli Stati si abbassano sempre più (AA, A- ecc), il 30 novembre viene introdotta, anche in Italia, la nuova classe di efficienza energetica per i frigoriferi: A+++;  domenica 11 dicembre, invece, viene soppresso il treno diretto Palermo-Torino, una delle tratte storiche di Trenitalia che hanno “unito” il paese, a partire dagli anni ’50.

Un terzo frammento è noto a tutti: l’Italia, nel 150° anniversario dell’Unità, ha rischiato di fallire e, il 16 novembre scorso, si è reso necessario l’insediamento dell’attuale Governo tecnico del Prof. Monti, per risanare le finanze e rilanciare il Paese. Cosa c’entrano tra loro questi tre frammenti? Il primo, a mio avviso, ricorda che la necessità aguzza l’ingegno: l’efficienza energetica e la riduzione degli sprechi sono il modo più intelligente (più ancora delle energie rinnovabili) di risparmiare e contenere l’inquinamento ambientale.  Il secondo rappresenta un modo semplicistico (“lineare”, direbbero i tecnici) e potenzialmente dannoso di concepire il risparmio pubblico, riducendo servizi che potrebbero, invece, porre il Paese nelle condizioni di competere, ad armi pari, con quelli che propriamente chiamiamo “sviluppati”. Non mi risultano analoghe soppressioni del trasporto pubblico nei Paesi del Nord Europa, per quanto non estranei alla crisi economica mondiale. Il terzo frammento, pur costituendo il peggior festeggiamento possibile dei 150 anni dell’Unità nazionale, può invece essere letto come un’enorme opportunità, che oggi però – fermi ancora alla “fase 1” del decreto Salva Italia – è solo potenziale e oscilla sul baratro tra la positività e la negatività dei due esempi precedenti.

Da che versante deciderà di scendere il Governo Monti? Mi auguro quello anticipato dal Sole 24 Ore a seguito del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre: sostegno all’industria “verde” (chimica “pulita” e riciclo di materia in primis), sviluppo di carburanti alternativi per autotrazione e “fiscalità ecologica” – una formula che prevede lo “spostamento delle basi imponibili dall’utilizzo di lavoro all’utilizzo di risorse naturali a carattere inquinante”, il che significa: più inquini più paghi e con quei soldi lo Stato, “a costo zero”, può finanziare le fonti rinnovabili e altri progetti a sostegno della green economy.  Una vera rivoluzione, se si farà. Anche se, ad oggi – mi rattrista notarlo – non ricordo di aver mai sentito il Premier utilizzare, nelle interminabili e sibilline conferenze stampa, il termine “green economy”.

Ma il punto non è nemmeno questo. Al di là di quelli che saranno i provvedimenti del Governo Monti, il Paese, l’Europa e il mondo vivono una straordinaria opportunità, un tempo riservata (magra ma significativa consolazione) solo ai periodi post-bellici: riscrivere le regole del sistema, ridefinire il modo di produrre e distribuire, ridisegnare il Paese. Vi rendete conto? E’un’opportunità alla quale nessun cittadino dovrebbe sottrarsi, né far mancare il proprio contributo (non solo economico, ma anche morale e creativo).

E qui veniamo al punto che mi è caro: basta piangersi addosso! I media tradizionali, bramosi, come sempre, di cavalcare l’onda emotiva del popolo,  non fanno altro che parlare di “stangata”, e gli Italiani completano il copione scrivendo lettere ai giornali in cui si definiscono “tartassati”. Ho il massimo rispetto e empatia per chi si troverà seriamente in difficoltà a seguito di questa Manovra , ma la mia sensazione è che si stia perdendo l’ennesima occasione di dimensionare correttamente i fenomeni e accettarli nella loro provvidenziale necessità.  Il Sole 24 Ore ha messo a disposizione gratuita, on-line, un utile strumento di calcolo dal titolo “Quanto mi costa la manovra?”. Forse sarò “povero” senza saperlo o forse avrò sbagliato qualche dato, ma nella mia situazione (di “piccolo” professionista impegnato con sacrifici, come tanti, a portare avanti un’attività imprenditoriale) il rincaro dovrebbe essere complessivamente, nel 2012, di 625,67 euro. Il nuovo i-Phone 4S, che pare (sempre dai servizi dei telegiornali nazionali) essere andato a ruba questo Natale – insieme ad altri gadget tecnologici a cui gli Italiani non sanno rinunciare – costa, per intenderci, 659 euro. E’vero, alla tassazione diretta vanno aggiunti i rincari di benzina, autostrade, beni di consumo ecc, che potrebbero portare la “stangata” media a 2.000 euro per famiglia all’anno: 166 euro al mese, 5,37 al giorno. Non è poco, tutti vorremmo tenerceli in tasca, ma non valgono forse il futuro del proprio Paese?

Ed eccoci al secondo punto: futuro chiama giovani. Uno dei termini più abusati degli ultimi anni che, come spesso capita in Italia, sta vivendo un’eccessiva e incondizionata sovrastima, nell’erronea convinzione che possa essere così ripagato il torto e la totale marginalità a cui sono state relegate, per anni (e tuttora, di fatto), le generazioni più giovani (di cui, anagraficamente, fa parte anche il sottoscritto, classe 1975). Sarà una considerazione banale, ma credo che al Paese non serva una lotta intergenerazionale, né servano solo i giovani d’età – a prescindere dalla loro formazione, dalle loro effettive capacità e dai loro meriti. Servono idee giovani.

Il 20 novembre scorso (quarto frammento dei miei ricordi caotici del 2011), tutti i media nazionali riportavano, con grande enfasi, la dichiarazione di Roberto Saviano, noto e coraggioso scrittore, classe 1979, giunto allo Zuccotti Park di New York: “Serve anche all’Italia un movimento come Occupy Wall Strett”. No Saviano, pur con tutto il rispetto per la tua attività di denuncia della mafia, non è di questo che ha bisogno, oggi, l’Italia. Non di tende piantate in una piazza, non di giovani dai nobili ideali e vestiti colorati, che maneggiano un megafono di giorno e una chitarra di notte. Per quanto sia “poetico”, tutto ciò è vecchio, come quei termini “occupazione”, “autogestione” e tante altre logore formulette di quel lontanissimo (per fortuna) ’68, che ha poi sfornato proprio alcuni degli squali della finanza, che hanno sconquassato l’economia reale.

Se c’è qualcosa che i giovani (di mente) devono occupare, è lo spazio lasciato vuoto da una classe politica incapace e arretrata, oggi commissariata dal Governo anagraficamente più vecchio della storia repubblicana. Ma devono occupare facendosi avanti in prima persona, con senso di responsabilità, idee fresche, nuovi modelli alternativi alla logica partitica. Devono occupare con quello che Carlin Petrini, energico e instancabile fondatore di Slow Food (classe 1949), ha recentemente ricordato – presentando l’edizione 2012 del Salone del Gusto e Terra Madre (due eventi di successo planetario, che hanno cambiato, dal basso, il modo di guardare al cibo e a chi lo produce): il “ghëddo”, un termine piemontese (difficilmente traducibile, ma di cui sono sicuro esista un analogo in ogni regione d’Italia), che  indica quel “qualcosa di più”, un misto di orgoglio e positiva ostinazione.

Mentre scrivo questo articolo la RAI trasmette, per chiudere l’anno, “Noi credevamo”, il film di Martone sul Risorgimento. Credo che anche i protagonisti di quel momento storico, più o meno giovani, fossero dotati del “ghëddo”. Ecco di cosa abbiamo bisogno per trasformare questa crisi in opportunità. Buon anno!

Andrea Gandiglio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

novembre 17, 2017

1° EcoForum Legambiente: l’economia circolare dei rifiuti arriva in Piemonte

Dalla naturale evoluzione del Forum Nazionale Rifiuti – promosso a livello italiano da Legambiente Onlus, Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club – che negli ultimi tre anni è stato l’evento di riferimento sulla gestione sostenibile dei rifiuti in Italia, nasce l’”EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte”. L’EcoForum piemontese si svilupperà, il 22 novembre 2017, in occasione della Settimana Europea per [...]

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

novembre 16, 2017

Restructura 2017: la 30° edizione tra passato e futuro del settore edile

Apre al pubblico nella mattinata di oggi, a Torino, la trentesima edizione di Restructura, uno dei punti di riferimento fieristici in Italia nel settore della riqualificazione, del recupero e della ristrutturazione in ambito edilizio. Un osservatorio privilegiato per professionisti e visitatori che dal 16 al 19 novembre 2017 all’Oval del Lingotto Fiere avranno l’opportunità di confrontarsi con i protagonisti del [...]

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

novembre 15, 2017

Simboli e costi del decommissioning nucleare: demolito il camino della centrale del Garigliano

La fine di una triste era dell’energia in Italia ha bisogno anche di simboli. Sogin ha completato nei giorni scorsi lo smantellamento del camino della centrale nucleare del Garigliano (Caserta), una struttura tronco-conica in cemento armato alta 95 metri, con un diametro variabile dai 5 metri della base ai 2 metri della sommità. La struttura, [...]

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

novembre 15, 2017

GRETA, il progetto europeo per diffondere la geotermia nello spazio alpino

“Dobbiamo diffondere le tecnologie rinnovabili e a basse emissioni” ha ribadito Kai Zosseder della Technical University of Munich, leader del progetto GRETA (near-surface Geothermal REsources in the Territory of the Alpine space), aprendo la mid-term conference del 7 novembre scorso, a Salisburgo. “Ma per ora – ha aggiunto – il potenziale della geotermia a bassa [...]

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

novembre 13, 2017

DEMOSOFC: un impianto a idrogeno alimentato a biogas da fanghi di depurazione

Si chiama DEMOSOFC il progetto europeo che sta per dare il via all’impianto con celle a combustibile alimentate a biogas più grande d’Europa. Si tratta di un impianto di energia co-generata recuperando i fanghi prodotti dal processo di depurazione delle acque reflue di Torino, da cui, grazie alla digestione anaerobica e alle fuel cell, le [...]

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

novembre 10, 2017

E’possibile riciclare i rifiuti plastici delle spiagge? Dati incoraggianti dal primo studio di settore

Cotton fioc, frammenti, oggetti e imballaggi sanitari, tappi e cannucce sono i rifiuti più presenti sulle nostre spiagge. La causa è da attribuire principalmente ad abitudini errate da parte di consumatori e imprese. Quello che in molti però non sanno è che anche questo tipo di rifiuto potrebbe essere avviato a riciclo, con vantaggi sia [...]

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

novembre 10, 2017

Gruppo Sanpellegrino pubblica il primo report sul “valore condiviso”

Il Gruppo Sanpellegrino, leader italiano del settore beverage e acque minerali, con 1.500 dipendenti e 900 milioni di euro di fatturato, ha realizzato, per la prima volta, un Report sulla “creazione di valore condiviso”, per raccogliere e diffondere i dati relativi alle azioni di CSR (corporate social responsibility) avviate negli ultimi anni. Dal quadro tracciato [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende