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L’energia delle onde: il caso scozzese

novembre 23, 2009 Idee

Courtesy of Sean O'Flaherty

Se si pensa che l’acqua copre oltre il 70% della superficie terrestre, la sua importanza nel campo della produzione energetica sostenibile risulta immediatamente evidente. Una potente e continua fonte di energia rinnovabile, ogni giorno disponibile a costo zero – purché vi sia la giusta tecnologia.

Diverse società che sfruttano l’energia del mare, dell’oceano e dei fiumi si sono impegnate negli ultimi anni a lanciare apposite start up per lo sviluppo dei loro prototipi, cominciando in alcuni casi anche la fase di produzione su scala commerciale.

Grazie alla sua posizione geografica, la Scozia si è dimostrata particolarmente attiva nello sviluppo di tecnologie in grado di produrre energia sfruttando il moto ondoso dell’oceano, in prossimità della costa ma anche al largo, in una modalità rispettosa dell’ambiente ed economicamente conveniente.

La Green Ocean Energy Ltd di Aberdeen, in particolare, ha vinto il premio Inventor of the Month nel mese di aprile 2009, poiché ha utilizzato il software Autodesk Inventor per la realizzazione di due dispositivi galleggianti che convertono il moto ondoso in energia rinnovabile pulita; entrambi i dispositivi sono in grado di resistere alla potenza del moto ondoso dell’Oceano Atlantico, dove le onde possono raggiungere un’altezza di quasi 10 metri nel caso di temporali invernali. Il primo, Ocean Treader, assomiglia a una boa ormeggiata in mare aperto; Wave Treader, il secondo, ha un design simile, ma viene installato alla base dei piloni delle pale eoliche off-shore. Entrambi dispongono di due braccia che si alzano e si abbassano seguendo il moto ondoso e, tramite un sistema idraulico, fanno girare delle turbine producendo elettricità che addirittura, nel caso di Wave Treader, è poi convogliata negli stessi cavi di quelli della pala eolica. In questo modo si aumenta la quantità di energia prodotta, riducendo i costi di realizzazione e di gestione, particolarmente onerosi sia per l’eolico in mare aperto sia per gli impianti che sfruttano le onde.

Sempre scozzese è Aquamarine Power, con sede a Edimburgo, che ha sviluppato il più grande convertitore di energia del moto ondoso al mondo, Oyster®, presentato ufficialmente il 20 novembre. Oyster® è stato progettato, differentemente dai prototipi citati sopra, per sfruttare l’energia delle onde in prossimità della costa. Il macchinario, ormeggiato a circa 10 metri di profondità, come si può vedere in questo efficace video, consta di una parte basculante che oscilla a causa del moto ondoso; dei pistoni idraulici convogliano l’acqua verso la costa, dove viene fatta passare in un sistema di conversione che genera elettricità.

Già nel 2007 Pelamis Wave Power Ltd aveva invece creato Pelamis, un sistema con galleggianti che utilizza l’ampiezza dell’onda e in cui la struttura semisommersa trasferisce il movimento delle onde a pistoni idraulici accoppiati a loro volta con generatori elettrici. Pelamis è stato prima messo alla prova nelle isole Orcadi e l’anno successivo, nel 2008, è stato installato in Portogallo il primo impianto commerciale.

A quanto pare la Scozia ha dunque tutta l’intenzione di sfruttare le proprie caratteristiche geografiche e ambientali, grazie alle quali è stato stimato che abbia un potenziale di energia ricavabile dalle onde pari a oltre 14 Gigawatt, il 10% dell’intera Unione Europea.

Eva Filoramo

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