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Progetto Guarene: alla ricerca dell’immobile da ristrutturare

aprile 11, 2013 Idee, Rubriche

Cliccate e ingrandite l’immagine qui a fianco. Cosa appare subito all’occhio? La macchia di colore rosso dominante dei coppi e dei mattoni, in primo piano, si scontra con l’addensamento bianco sullo sfondo. Sono i famigerati capannoni, quelli raccontati con disarmante lucidità nel documentario “Langhe Doc: Storie di eretici nell’Italia dei capannoni“, lo sfregio più evidente (insieme ad anonimi complessi residenziali e improbabili villette neohollywoodiane) in un paesaggio baciato da Dio, che oggi, a causa di quella tentazione all’”edilizia facile” e decontestualizzata, vede a rischio la propria candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Ogni giorno in Italia, secondo i dati ISPRA, vengono urbanizzati 14.000 metri quadrati di suolo libero, al ritmo crescente di 8 metri quadrati in più ogni secondo che passa. Perché? Sta aumentando la popolazione? Mancano abitazioni o sedi per imprese e attività commerciali? No, anzi, l’offerta è in netto surplus rispetto alla domanda e non si contano più i cartelli vendesi e affittasi, ma anche i siti semplicemente abbandonati. Recuperare e riqualificare il patrimonio edilizio esistente, in questo contesto, è un dovere morale ed estetico, per il committente, e dovrebbe essere un dovere di legge per l’amministratore pubblico.

La scelta non manca di certo. Individuata l’area del Piemonte in cui avremmo avuto l’esigenza di trasferirci, a noi è semplicemente bastato iniziare la ricerca online, scrivendo su Google “rustici in vendita provincia di cuneo”. Immobiliare.it, Casa.it, Trovacasa.net, Bakeca.it e poi tutti i siti dei franchising immobiliari, Tecnocasa.it, Gabetti, it ecc. Non si può dire che in rete manchi l’informazione necessaria a individuare, seduti comodamente in poltrona, quanto si cerca. Tutti i portali richiedono di inserire i parametri di ricerca canonici: tipologia dell’immobile, superficie, fascia di prezzo, eventuali must desiderati (giardino, terrazzo, balcone ecc.). Ovviamente più si è esigenti o si hanno le idee chiare sin dall’inizio e più si restringe la cerchia di risultati, rischiando di perdere il benefico effetto della serendipità: quello per cui cercando qualcos’altro ci si imbatte, a sorpresa, in quello che fa per noi.

Noi siamo incappati in Guarene senza un’idea prefissata. Volevamo solamente restare nei dintorni di Alba, ma non proprio in città, per dare seguito a un desiderio pressante di riavvicinarsi alla campagna. Abbiamo preso una mappa della zona e abbiamo iniziato a inserire a raffica, nel campo di ricerca, i nomi di tutti i paesini della zona, per renderci conto delle disponibilità e comparare i prezzi. Oggi quasi tutti i siti sono molto ricchi di informazioni (inclusa la classe energetica dell’edificio, divenuta obbligatoria), riportate in forma standardizzata e quindi molto facilmente comparabili tra loro. E’finita l’era degli annunci di vendita senza immagini fotografiche, il 99% degli utenti li scarterebbe a priori, anche (e forse soprattutto) se ci fosse scritto “castello in vendita a 50mila euro”.

Non c’è dunque giustificazione per non provare a cercare, trovare e ristrutturare l’esistente, tanto più, come dicevamo, in un paese come l’Italia che scarseggia di suolo in rapporto alla popolazione e che ha un patrimonio edilizio antico tra i più vari e sorprendenti al mondo, anche nelle sue forme rustiche e non necessariamente di pregio architettonico. Ma anche, purtroppo, un’eredità di costruito semplicemente vecchio (il lascito degli anni ’50, ’60 e ’70), che andrebbe perlomeno riqualificato, reso più salubre e confortevole ed efficientato dal punto di vista energetico.

Dopo la ricerca virtuale viene, ovviamente, l’eccitante momento della visita sul posto. E’un po’come il primo appuntamento con una persona di cui hai visto solo le foto e letto qualche dato biografico apparentemente promettente: corrisponderanno al vero? ci sarà feeling? Io, per ottimizzare la trasferta e non rischiare la delusione a colpo secco, ho fissato più appuntamenti in un giorno, nei paesini confinanti. L’agenzia immobiliare, per proseguire la metafora, è il “consulente matrimoniale”, quello che dovrebbe aiutarti a innamorarti della sconosciuta raccontandone i pregi – ma anche i difetti. Qui sta il discrimine tra un agente serio e un piazzista: il primo esercita una professione e ha piacere di mantenere una credibilità (secondo un’ottica di business di lunga distanza), il secondo vuole solo venderti la casa, mordi e fuggi col bottino! Quando state visitando l’immobile in compagnia dell’agenzia ricordatevi che, in caso di buon fine dell’operazione, gli pagherete il 3% del valore di acquisto, quindi non siate timidi nel fare domande e farvi inviare documentazione: planimetrie catastali, copia dell’atto notarile di provenienza, qualsiasi documento scritto che provi inconfutabilmente che quello che vi stanno raccontando corrisponde al vero. E poi non abbiate paura di “disturbare” per tornare e ritornare a vedere l’immobile, a diverse ore del giorno, in differenti condizioni climatiche e di luce: è solo così che potrete, entro certi limiti, “fare esperienza” di come si vivrà in quella casa, quali rumori o silenzi accompagneranno il lavoro nel vostro nuovo ufficio. Andateci con i mezzi che pensate di utilizzare nella vostra futura vita quotidiana, cronometrate i tempi degli spostamenti che immaginate più frequenti, simulate la “logistica”. Solo così (e dopo averci dormito sopra almeno una notte) potrete serenamente pronunciare il fatidico “sì, lo compro“, dal quale inizia ufficialmente la nostra avventura.

Andrea Gandiglio

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