Home » Idee » Secondo la Duke University il fotovoltaico batte il nucleare:

Secondo la Duke University il fotovoltaico batte il nucleare

luglio 29, 2010 Idee

Courtesy of nicoska, Flickr.comSorpasso storico. Mentre in Italia si discute accanitamente sul nucleare, si crea un Forum presieduto dal “sempreverde” Chicco Testa (che riunisce imprese ed enti  di ricerca) e ci si accapiglia per nominare il  presidente dell’ Agenzia per la Sicurezza Nucleare (Umberto Veronesi?), dagli Usa, e precisamente dalla Carolina del  Nord, arriva una notizia importantissima: l’energia fotovoltaica, ormai, sarebbe più conveniente di quella nucleare, almeno sul suolo americano.

Secondo uno studio della Duke University, infatti,  a parità di potenza erogata il soprasso sarebbe già avvenuto e l’energia  prodotta da impianti fotovoltaici sarebbe, a conti fatti, più conveniente se confrontata con i costi  delle future centrali nucleari.

Lo studio si è reso necessario dopo che il presidente Barack Obama ha interrotto uno stop di circa trent’anni, autorizzando la creazione di due nuove centrali nucleari in Georgia, nella città di Burke, che saranno ultimate presumibilmente entro il 2017. Consapevole delle polemiche e della sorpresa con cui sarebbe stata accolta la notizia della costruzione di nuove centrali nucleari, il presidente Obama si era affrettato a dichiarare che il nucleare rimane, allo stato attuale, l’unica forma di energia “pulita” in grado di garantire l’approvvigionamento energetico ai nostri ritmi di paesi industrializzati diminunedo, allo stesso tempo, la dipendenza dalle fonti fossili e, quindi, le emissioni di CO2.

Anche il verde Obama, tuttavia, così come i sostenitori italiani del nucleare, si è “dimenticato” di citare il problema delle scorie e di chiarire come sarà gestito.

“Le opinioni diverse - ha detto Obama - non possono impedirci di fare passi avanti. Su una questione come quella energetica che condiziona la nostra economia, la nostra sicurezza e il futuro del nostro pianeta, non possiamo continuare a essere bloccati nel vecchio dibattito tra destra e sinistra, tra ambientalisti e imprenditori. Giustissimo.

Per soddisfare i nostri bisogni crescenti di energia ed evitare le conseguenze dei cambiamenti climatici – continua Obama – avremo bisogno di centrali nucleari“.  Sul sillogismo ci permettiamo di dissentire. Il presidente del we can tradisce infatti, in questo passaggio, una visione, tutt’altro che innovativa, ignara del modello di generazione diffusa (caro all’amico Al Gore) e supina rispetto all’attuale modello di produzione e sviluppo economico.

Obama è irremovibile: “Per lungo tempo si è dato per scontato che chi si batte per l’ambiente deve essere contrario al nucleare, ma il fatto è che, anche se negli ultimi trent’anni non sono state costruite centrali, l’energia nucleare rimane la nostra principale fonte di energia pulita“. E la più economica, aggiunge in un altro passaggio del panegirico.

I risultati dello studio della Duke University potrebbero però smentire, almeno in parte, questo caposaldo ed aprire nuovi scenari di sviluppo, confronto e dibattito. Secondo John Blackburn, docente di economia della Duke University, infatti “il solare fotovoltaico ha raggiunto le altre alternative low cost al nucleare”.

Nel suo articolo intitolato “ Solar and Nuclear Costs: the Historic Crossover”, pubblicato sul sito dell’ateneo, Blackburn sostiene, dati alla mano, che “il sorpasso è avvenuto da quando il solare costa meno di 16 centesimi di dollaro a kilowattora”. Lo studio evidenzia per altro come negli ultimi otto anni il costo del fotovoltaico sia sempre diminuito, mentre quello di un singolo reattore nucleare è passato da 2 miliardi di dollari nel 2002 a 10 miliardi nel 2010.

Blackburn non è nuovo nell’esprimersi a favore della sostenibilità, anche economica, delle fonti di energia rinnovabile rispetto al nucleare: in un’altro articolo ha infatti cercato di dimostrare come solare ed eolico, lavorando in sinergia, possano  tranquillamente sopperire alle esigenze energetiche di uno stato come il Nord Carolina, senza le interruzioni di erogazione dovute all’instabilità tipica di queste fonti.

Le cifre e i dati dell’articolo di Blackburn si riferiscono, come è evidente, solo al caso americano, ma ciò non vieta di valutarne l’applicabilità anche ad altri scenari, come ad esempio quello italiano. A questo proposito Blackburn sollecita le istituzioni e i politici ricordando che il settore pubblico è l’unico in grado di calamitare i grossi capitali necessari al finanziamento delle centrali nucleari, mentre laddove il mercato è più libero si investe di più nell’efficientamento energetico delle reti elettriche, nell’eolico, nel fotovoltaico, nella cogenerazione e nel solare in generale:  “questo report potrebbe essere il cambio di passo se solo le nostre istituzioni democratiche faranno il loro lavoro”.

Andrea Marchetti

Si veda anche: Umberto Veronesi, “Perchè sto dalla parte del nucleare”, La Stampa 29 luglio 2010

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici

gennaio 22, 2018

Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici

Il dibattito sull’obbligo dei sacchetti biodegradabili per l’acquisto di frutta e verdura sfusa nei supermercati e nei negozi, scattato il 1° gennaio 2018, non si placa e cresce la confusione tra i consumatori. Per questo il laboratorio Food-Packaging-Materials di CSI, società del Gruppo IMQ, è voluto intervenire per fornire alcune informazioni tecniche, che spiegano, ad [...]

“IODP Expedition 374″: una nuova missione oceanografica all’Antartide per indagare i cambiamenti climatici

gennaio 18, 2018

“IODP Expedition 374″: una nuova missione oceanografica all’Antartide per indagare i cambiamenti climatici

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS torna a indagare l’Antartide e i cambiamenti climatici a un anno di distanza dalla missione che aveva portato al largo del Mare di Ross l’OGS Explora, l’unica nave da ricerca di capacità oceanica con classe artica di proprietà di un ente italiano. Laura De Santis, [...]

Una geniale “pausa caffè” all’Università di Bolzano. Ecco come riciclare le cialde

gennaio 18, 2018

Una geniale “pausa caffè” all’Università di Bolzano. Ecco come riciclare le cialde

“Mai una pausa caffè fu tanto proficua. Mentre tra colleghi sorseggiavamo il nostro espresso ottenuto con una macchinetta come quelle che ora vanno di moda, sia negli uffici che nelle case, abbiamo scherzato sul senso di colpa indotto dalla mole di packaging che, caffè dopo caffè, occorre smaltire”, afferma il Prof. Matteo Scampicchio della Libera [...]

Klimahouse Startup Award 2018: 10 finaliste del “costruire secondo natura”

gennaio 16, 2018

Klimahouse Startup Award 2018: 10 finaliste del “costruire secondo natura”

Dai Concentratori Solari Luminescenti che trasformano comuni finestre in pannelli solari semitrasparenti  in grado di soddisfare  il  fabbisogno energetico di un edificio, al sistema robotizzato che velocizza il montaggio di ponteggi nei cantieri, inventato da una startup di Monaco di Baviera, fino alle mattonelle fatte di funghi sviluppate da una giovane azienda di Varese, perfette come materiale da costruzione [...]

Stefano Boeri Architetti: a Eindhoven il “Bosco Verticale” si fa social

gennaio 12, 2018

Stefano Boeri Architetti: a Eindhoven il “Bosco Verticale” si fa social

Lo studio Stefano Boeri Architetti prosegue nella progettazione di “boschi verticali” nel mondo: dopo i progetti di Milano, Nanjing, Utrecht, Tirana, Losanna, Parigi – e  dopo  la  diffusione  globale  del  videoappello per  la  Forestazione  Urbana in vista del World Forum on Urban Forests di Mantova 2018 -  è arrivato nei giorni scorsi l’annuncio  del nuovo [...]

“Mi abbatto e sono felice”. L’ecomonologo di Daniele Ronco in scena a Roma

gennaio 11, 2018

“Mi abbatto e sono felice”. L’ecomonologo di Daniele Ronco in scena a Roma

Fino al 14 gennaio, al Teatro Belli di Roma, torna in scena, con la regia di Marco Cavicchioli, “Mi abbatto e sono felice“, l’ecomonologo di Daniele Ronco prodotto da Mulino ad Arte, vincitore di numerosi premi e ispirato al concetto di “decrescita felice” di Maurizio Pallante. “Mi abbatto e sono felice” è un monologo a [...]

“Out of Fashion”: un percorso formativo nella moda sostenibile

gennaio 8, 2018

“Out of Fashion”: un percorso formativo nella moda sostenibile

Riprenderà venerdì 12 gennaio 2018 alla Fondazione Ferrè di Milano il percorso formativo di “Out of Fashion“ nell’ambito della moda sostenibile, etica e consapevole. Ideato nel 2014 da Connecting Cultures con l’ambizioso obiettivo di promuovere una nuova cultura della moda attraverso un pensiero originale e indipendente, il progetto Out of Fashion si è sviluppato attraverso l’offerta [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende