Home » Idee »Top Contributors » Un Mea culpa per il degrado degli ecosistemi:

Un Mea culpa per il degrado degli ecosistemi Top Contributors

marzo 30, 2010 Idee, Top Contributors

Su gentile concessione dell’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, ripubblichiamo l’articolo di Stefano Pogutz, Direttore del MEMAE – Master in Economia e Management dell’Ambiente e dell’Energia, e di Monika Winn, Associate Professor di Business Strategy alla University of Victoria (Canada), originariamente pubblicato su Via Sarfatti 25, Il Quotidiano della Bocconi.

ecosistema, Courtesy of n4n0Quando si parla di ambiente e di sviluppo sostenibile, l’effetto serra e i cambiamenti climatici dominano la scena mediatica. Un altro tema sta però acquisendo rilevanza nell’agenda politica internazionale: il crescente degrado degli ecosistemi e della loro capacità di generare servizi fondamentali per la vita dell’uomo.

La nozione di ecosistema rappresenta uno dei concetti più importanti in ambito scientifico. Può essere piccolo come uno stagno, o grande come un’area boschiva, una regione o l’intera biosfera. Gli ecosistemi svolgono una serie di funzioni che contribuiscono in maniera decisiva al benessere e alla salute dell’uomo, sia in modo diretto che indiretto.

Queste funzioni generano servizi che non vengono pienamente catturati dai meccanismi di mercato. Di conseguenza, per anni la protezione degli ecosistemi è stata trascurata dalle scelte dei policy maker e delle imprese. Una prima stima prudenziale del valore degli eco-servizi venne effettuata solo nel 1997, quantificando in 33.000 miliardi di dollari il valore medio annuo prodotto dagli ecosistemi del pianeta.

Nel 2000 le Nazioni Unite avviarono il primo monumentale programma di ricerca per censire lo stato di salute dei nostri ecosistemi. Il progetto coinvolse 1.360 scienziati. Dal risultato, pubblicato nel 2005 con il nome di Millennium Ecosystem AssessmentMea, si evince che i 2/3 degli ecosistemi risultano danneggiati o seriamente compromessi.

Anche il mondo delle imprese ha sottovalutato la criticità dei servizi generati dagli ecosistemi. Se da un lato, infatti, l’attività di trasformazione ne modifica gli equilibri e la capacità di generare servizi, dall’altro intere industrie dipendono dai benefici generati dal capitale naturale. Una degradazione di quest’ultimo è in grado di alterare la redditività dell’impresa fino a compromettere la sua capacità di sopravvivenza. Per esempio, l’impollinazione, la disponibilità di acqua non contaminata e il mantenimento della fertilità dei terreni condizionano intere filiere agro-alimentari quali la produzione di tè, caffè, vino, olio d’oliva. Altre attività economiche, invece, sono condizionate indirettamente dal degrado degli ecosistemi. Il turismo dipende dalla regolazione climatica globale, regionale e locale: la variazione delle precipitazioni come effetto congiunto di deforestazione e diffusione dei gas serra aumenta in alcune zone l’esposizione ai rischi naturali, in altre modifica la durata delle stagioni (ad esempio, riducendo la stagione sciistica in diverse località alpine) con effetti sulla redditività delle imprese che vi operano.

Come esaminato in un recente rapporto del World Resource Institute (2008), realizzato con la collaborazione del World Business Council for Sustainable Development, la relazione tra impresa ed ecosistemi è complessa e di difficile valutazione. I rischi possono essere molteplici e possono condizionare l’attività aziendale a più livelli: dall’improvvisa indisponibilità di una risorsa critica per l’impresa, come effetto di una degradazione irreversibile degli ecosistemi che la producono, che condiziona l’attività operativa aziendale e la qualità del prodotto finale, a nuove norme a protezione degli ecosistemi, che regolamentano il servizio ambientale di cui l’impresa beneficia, riducendo la disponibilità della risorsa, oppure aumentando il costo di utilizzo.

La consapevolezza di dipendere da servizi che rischiano di essere irrimediabilmente compromessi si sta dunque diffondendo nella business community. Le risposte sono molteplici e vanno dalla creazione di certificazioni ambientali per una gestione sostenibile degli eco-servizi (ad esempio, il Forest Stewardship Council per la gestione sostenibile delle foreste), allo sviluppo di nuove strategie attive di conservazione del capitale naturale e di recupero di zone contaminate.

Si tratta di una nuova lettura del rapporto tra impresa e ambiente naturale, che dovrebbe portare a una maggiore attenzione alla protezione degli ecosistemi. Le imprese devono imparare a tutelare l’habitat da cui dipendono quando è in gioco la loro sostenibilità nel tempo.

Stefano Pogutz e Monika Winn

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici

gennaio 22, 2018

Sacchetti per l’ortofrutta. CSI cerca di far chiarezza sui requisiti tecnici

Il dibattito sull’obbligo dei sacchetti biodegradabili per l’acquisto di frutta e verdura sfusa nei supermercati e nei negozi, scattato il 1° gennaio 2018, non si placa e cresce la confusione tra i consumatori. Per questo il laboratorio Food-Packaging-Materials di CSI, società del Gruppo IMQ, è voluto intervenire per fornire alcune informazioni tecniche, che spiegano, ad [...]

“IODP Expedition 374″: una nuova missione oceanografica all’Antartide per indagare i cambiamenti climatici

gennaio 18, 2018

“IODP Expedition 374″: una nuova missione oceanografica all’Antartide per indagare i cambiamenti climatici

L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS torna a indagare l’Antartide e i cambiamenti climatici a un anno di distanza dalla missione che aveva portato al largo del Mare di Ross l’OGS Explora, l’unica nave da ricerca di capacità oceanica con classe artica di proprietà di un ente italiano. Laura De Santis, [...]

Una geniale “pausa caffè” all’Università di Bolzano. Ecco come riciclare le cialde

gennaio 18, 2018

Una geniale “pausa caffè” all’Università di Bolzano. Ecco come riciclare le cialde

“Mai una pausa caffè fu tanto proficua. Mentre tra colleghi sorseggiavamo il nostro espresso ottenuto con una macchinetta come quelle che ora vanno di moda, sia negli uffici che nelle case, abbiamo scherzato sul senso di colpa indotto dalla mole di packaging che, caffè dopo caffè, occorre smaltire”, afferma il Prof. Matteo Scampicchio della Libera [...]

Klimahouse Startup Award 2018: 10 finaliste del “costruire secondo natura”

gennaio 16, 2018

Klimahouse Startup Award 2018: 10 finaliste del “costruire secondo natura”

Dai Concentratori Solari Luminescenti che trasformano comuni finestre in pannelli solari semitrasparenti  in grado di soddisfare  il  fabbisogno energetico di un edificio, al sistema robotizzato che velocizza il montaggio di ponteggi nei cantieri, inventato da una startup di Monaco di Baviera, fino alle mattonelle fatte di funghi sviluppate da una giovane azienda di Varese, perfette come materiale da costruzione [...]

Stefano Boeri Architetti: a Eindhoven il “Bosco Verticale” si fa social

gennaio 12, 2018

Stefano Boeri Architetti: a Eindhoven il “Bosco Verticale” si fa social

Lo studio Stefano Boeri Architetti prosegue nella progettazione di “boschi verticali” nel mondo: dopo i progetti di Milano, Nanjing, Utrecht, Tirana, Losanna, Parigi – e  dopo  la  diffusione  globale  del  videoappello per  la  Forestazione  Urbana in vista del World Forum on Urban Forests di Mantova 2018 -  è arrivato nei giorni scorsi l’annuncio  del nuovo [...]

“Mi abbatto e sono felice”. L’ecomonologo di Daniele Ronco in scena a Roma

gennaio 11, 2018

“Mi abbatto e sono felice”. L’ecomonologo di Daniele Ronco in scena a Roma

Fino al 14 gennaio, al Teatro Belli di Roma, torna in scena, con la regia di Marco Cavicchioli, “Mi abbatto e sono felice“, l’ecomonologo di Daniele Ronco prodotto da Mulino ad Arte, vincitore di numerosi premi e ispirato al concetto di “decrescita felice” di Maurizio Pallante. “Mi abbatto e sono felice” è un monologo a [...]

“Out of Fashion”: un percorso formativo nella moda sostenibile

gennaio 8, 2018

“Out of Fashion”: un percorso formativo nella moda sostenibile

Riprenderà venerdì 12 gennaio 2018 alla Fondazione Ferrè di Milano il percorso formativo di “Out of Fashion“ nell’ambito della moda sostenibile, etica e consapevole. Ideato nel 2014 da Connecting Cultures con l’ambizioso obiettivo di promuovere una nuova cultura della moda attraverso un pensiero originale e indipendente, il progetto Out of Fashion si è sviluppato attraverso l’offerta [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende