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Pompe calore: fino al 31 dicembre proseguono gli incentivi per raffrescamento e riscaldamento

giugno 6, 2018 Green Economy, Normative

Fino al 31 dicembre 2018 sarà possibile beneficiare della detrazione fiscale del 50% o del 65% sull’Irpef (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche)  per l’installazione di sistemi di riscaldamento o raffrescamento con pompe di calore e caldaie a pellet o gas a condensazione, che rispettino determinati requisiti di efficienza energetica.

Nell’incertezza delle misure legislative future, i prossimi mesi presentano dunque ancora un’ottima occasione per chi dovesse realizzare quelle tipologie di intervento previste dal D.P.R. n. 380 del 2001 (Testo Unico per l’Edilizia), come manutenzione straordinaria, lavori di restauro e risanamento conservativo,  lavori di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica di singoli appartamenti o di immobili condominiali. I contribuenti impegnati nei lavori potranno infatti far valere in detrazione, nella dichiarazione dei redditi, il 50% o il 65% delle spese sostenute (e regolarmente documentate, secondo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate), e recuperarle in 10 anni, in riaccrediti sul proprio conto corrente bancario o detrazioni di pari importo per ciascun anno d’imposta.

In alternativa alle detrazioni fiscali, un’altra incentivazione è costituita dal cosiddetto “Conto Termico” gestito dal GSE, che per i privati si applica esclusivamente alla produzione di energia termica da fonte rinnovabile e all’efficientamento energetico di impianti esistenti, con un incentivo del 40% accreditato direttamente sul conto corrente.

La convenienza delle due possibili soluzioni di risparmio va valutata caso per caso, a partire dall’entità della spesa che si andrà a sostenere. Per investimenti più limitati (come la sostituzione, per esempio, di uno scaldacqua elettrico con uno a pompa di calore) sarà preferibile ricevere un’unica rata di rimborso nel giro al massimo di due anni – come prevede il Conto Termico. Nel caso invece di interventi più complessi e onerosi l’”Eco Bonus”, sebbene spalmato su dieci anni, consente di recuperare un tetto di spesa ben più ampio e variegato nelle tipologie ammissibili.

Facendo un esempio concreto il paragone è più immediato: se si acquista e si installa uno scaldacqua a pompa di calore, a fronte di una spesa ipotetica di 1.200 euro, con il Conto Termico si può ricevere un incentivo di 400 euro in un’unica rata annuale. Scegliendo invece la detrazione fiscale sull’Irpef,  il rimborso finale complessivo sarà più alto (780 euro, pari al 65% del totale), ma spalmato in rate di accredito di 78 euro all’anno.

Va aggiunto che il Conto Termico finanzia anche, per i privati e le cooperative, il 50% delle spese per la Diagnosi Energetica iniziale e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE). Mentre, sul fronte delle detrazioni, oltre agli impianti di riscaldamento invernale, anche i sistemi di climatizzazione estiva (climatizzatori) più efficienti  possono godere della detrazione del 50%.

Per quanto riguarda le tecnologie che possono accedere con certezza agli incentivi, i sistemi a “pompa di calore” sono tra i più convenienti.  Il processo energetico alla base della pompa di calore consente infatti di produrre fino a 5 kWh di energia termica per ogni kWh di energia elettrica necessario al funzionamento della macchina, grazie all’apporto esterno di aria, acqua o della temperatura del suolo (nel caso degli impianti geotermici). L’energia che si ottiene è, dunque, superiore a quella che si impiega.

Anche le caldaie a condensazione offrono però risparmi importanti (fino al 30% rispetto ad una caldaia tradizionale), grazie ad un’efficienza energetica che può arrivare anche al 98%. In sostanza, mentre nelle tecnologie tradizionali i gas di scarico finiscono direttamente nella canna fumaria, dalla quale vengono dispersi, il meccanismo della condensazione prevede un recupero di questi fumi (in gran parte vapore acqueo), per “estrarne” il calore e inserirlo nuovamente nel processo di riscaldamento.

Redazione Greenews.info

 

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