Home » Nazionali »Politiche » Amici di bicicletta. La mobilità ciclabile diventa bipartisan:

Amici di bicicletta. La mobilità ciclabile diventa bipartisan

luglio 5, 2013 Nazionali, Politiche

Il socialismo può solo arrivare in bicicletta”. La frase, attribuita a José Antonio Viera Gallo, è la sintesi (giornalistica) della tesi sostenuta dal politico cileno durante un’intervista: “Le alte velocità delle automobili”, argomentava Viera Gallo (vissuto in Italia per alcuni anni, durante la dittatura di Pinochet), “vanno contro il principio di uguaglianza di accesso e di utilizzo da parte di tutti, salvo che si potenziassero i mezzi di trasporto pubblici”. Era il 2006.

Per fortuna, la mobilità sostenibile e, in particolare, quella ciclabile, è diventata, nel giro di pochi anni, una cultura trasversale e una pratica condivisa. Non solo un modo diverso – dolce – per vivere ed attraversare l’ambiente urbano ed extraurbano, ma anche una vera e propria filosofia che interpella nuovi stili di vita. E che il Legislatore deve ancora intercettare.

Qualcosa si muove, tuttavia: la formazione di un intergruppo parlamentareper la mobilità nuova” – in concomitanza con l’avvio dell’attuale Legislatura – conta già la presenza di oltre 60 tra deputati e senatori, provenienti da gruppi diversi, che proseguono il lavoro svolto dal precedente intergruppo “Amici della Bicicletta” nella XVI legislatura.“L’idea è quella di dare vita a un gruppo di parlamentari di Camera e Senato che promuovesse iniziative di legge in materia di mobilità sostenibile e trasporto pubblico”, spiega a Greenews.info Paolo Gandolfi, deputato Pd di Reggio Emilia e urbanista.

D) Gandolfi, quali sono le premesse del vostro lavoro?

R) Il senso è quello di costituire una sorta di lobby interna recependo iniziative e proposte avanzate da quei soggetti – associazioni e gruppi di persone – della società civile che operano per promuovere e diffondere la cultura della mobilità sostenibile. Il rischio, altrimenti, è che ci siano centinaia di proposte di leggi, presentate dai parlamentari, ma destinate a non vedere mai la luce, alla fine della Legislatura.

D) Esistono già leggi che disciplinano questo settore?

R) Ancora non c’è una legge organica che disciplini il trasporto sostenibile e in particolare quello ciclabile. Il corpus più importante da riordinare e rivedere è il Codice della Strada che ha anche la funzione fondamentale di sviluppare la mobilità sostenibile. Ma che negli anni ha inciso prevalentemente in ambito extraurbano, dunque sugli automobilisti. In ambito in urbano, il Codice ha lasciato priva di tutela l’utenza debole – pedoni, ciclisti e motociclisti – proprio perché manca di una visione organica della mobilità all’interno della città. Noi pensiamo che, guardando alle migliori esperienze europee, in materia di moderazione del traffico, la riduzione dei limiti di velocità, la sicurezza delle strade urbane, si possono ottenere grandi risultati: sia in termini di sicurezza, riducendo la mortalità e sulla dannosità degli incidenti che coinvolgono pedoni e ciclisti, ma anche e soprattutto in termini di vivibilità urbana (immaginiamo le strade di quartiere, dove la priorità sono i bambini e gli anziani e dove le macchine devono procedere a bassa velocità).

D) Avete già presentato delle proposte?

R) La rete per la mobilità nuova, a cui aderiscono circa 200 associazioni e non solo, quelle attive nel settore della mobilità (ci sono #salvaciclisti e Legambiente ma anche, per esempio, Slow Food e Libera), ha presentato già un Disegno di Legge che sosterremo come Intergruppo, per portare il limite di velocità in ambito urbano ai 30 Km orari, come misura significativa di un’idea diversa di mobilità in città.  Naturalmente è necessario un lavoro legislativo ed è qui che subentriamo noi…

D) Cosa mi dice, invece, da urbanista, delle infrastrutture italiane? A che punto siamo?

R) Rispetto alle piste ciclabili, non c’è dubbio che siamo indietro rispetto ad altri paesi europei. È vero, però, che per gli addetti ai lavori e i ciclisti, quello delle piste è diventato un tema secondario: siccome la maggior parte degli spostamenti, nelle città, avviene in quella fascia intermedia tra centro storico e periferia, è difficile costruire piste ciclabili separate, mentre è molto più utile, dove non sia possibile recuperare spazi sicuri ed autonomi per i ciclisti, fare in modo che il traffico sia meno pericoloso e che consenta a un utente tipo di muoversi in sicurezza. Dove il traffico urbano – così come appare oggi – è fatto di lunghe soste e accelerazioni improvvise è chiaro che si creino situazioni inaccettabili per chi non si muove in automobile. Ad esempio, sostituire i semafori, dove si può, con le rotatorie, e operare sui limiti di velocità, perché se si investe un pedone a 50 km/h ha il 70% di probabilità di morire, mentre se la velocità è inferiore, l’investito ha più chance di sopravvivere.

D) Certo, se si impone un limite di velocità, occorre poi farlo rispettare…

R) Assolutamente. Anche perché non esiste, in concreto, la possibilità di costruire piste ciclabili separate dal resto della viabilità urbana: lo spazio pubblico delle nostre città è stato occupato progressivamente come spazio stradale. E il punto è che questo spazio deve essere condiviso tra diversi mezzi di trasporto: significa intervenire sulla strada e garantire la sicurezza. Può significare stringere la carreggiata, mettere sensi unici alternati in alcuni casi, e non limitarsi a mettere un cartello di velocità. Il modello a cui guardare, provvisto di un approccio organico, moderno, potrebbe essere quello svizzero, di Zurigo, o quelli francese e tedesco.

D) Quanti soldi sono necessari per questo tipo di interventi?

R) Secondo me, occorrono molta attenzione e un po’ di coraggio nei momenti giusti. Perché è chiaro che se noi volessimo trasformare tutte le città, subito, non potremmo farlo perché costerebbe tantissimo, pur trattandosi di interventi inquadrabili come riqualificazione urbana. Il tema vero è quello che un progetto di viabilità, elaborato oggi, deve poter includere tutti gli aspetti collegati alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile. Intervenire successivamente, costa molto di più: è questa la sfida, anche culturale.

D) Oltre alla sicurezza quali sono gli altri punti principali?

R) All’interno del discorso sullo sviluppo della mobilità sostenibile, c’è poi la promozione della rete dei grandi itinerari ciclo-turistici, dell’Eurovelox: è ormai noto che ci sono paesi che hanno fatto del cicloturismo un punto di forza, trainante dell’economia locale, e l’Italia ha potenzialità immense. C’è tutto il tema del trasporto pubblico: si tratta di rafforzare l’intermodalità, l’uso congiunto dei mezzi, che renderebbe gli spostamenti attraverso le grandi città.

D) L’Italia viaggia ancora a due velocità anche in tema di mobilità sostenibile?

R) Dal punto di vista della gestione, sì, ci sono differenze sostanziali: in generale, molte città del Nord hanno già sviluppato la rete ciclabile e pur non essendo a livello del contesto europeo, possono competere con le città estere più avanzate. Nel Centro-Sud, il tema è stato meno sviluppato, a volte, anche per via dell’orografia. Poi ci sono piccoli centri che hanno puntato sulla mobilità pedonale, come Perugia e Siena. In generale, negli ultimi anni, osservo che anche nelle grandi città cresce una cultura, un po’ alternativa, che vede la bicicletta come un simbolo: è un fatto significativo che tutti i candidati a sindaco di Roma – a prescindere dal fatto che fossero seriamente intenzionati a sviluppare la mobilità ciclabile o meno  – si siano fatti vedere o fotografare in sella a una bicicletta. Hanno, cioè, fatto passare un messaggio politico che legava la loro candidatura a una visione nuova, moderna di mobilità urbana.

D) Una moda, dunque?

R) Non solo. Certo, c’è anche un tipo di comunicazione che poi resta autonoma dai contenuti e dall’impegno effettivi. Ma io cito sempre il candidato conservatore britannico, David Cameron che si è fatto fotografare in bici: un mezzo di locomozione, simbolo di cambiamento e portatore di un messaggio di rinnovamento, a prescindere.

Ilaria Donatio

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

dicembre 14, 2018

Con “Torino ti dà la carica” la colonnina elettrica arriva sotto casa

Privati cittadini, operatori commerciali e liberi professionisti residenti o domiciliati a Torino potranno chiedere di disporre di una colonnina di ricarica elettrica sotto la propria abitazione o davanti al negozio o all’ufficio. Si tratta del nuovo progetto “Torino ti dà la carica“, presentato oggi dall’amministrazione comunale guidata da Chiara Appendino. Lo scorso 28 settembre la Città [...]

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

dicembre 11, 2018

“Heritage & Sustainability”: a Ferrara tre giorni sulla riqualificazione del patrimonio architettonico

GBC Italia con UNESCO e il Comune di Ferrara organizzano dall’11 al 13 dicembre 2018 “Heritage & Sustainability“, un workshop internazionale incentrato sugli strumenti energetico-ambientali per la governance sostenibile del patrimonio architettonico esistente. L’evento, in collaborazione con la fiera RemTech Expo, si svolgerà tra due dei più prestigiosi edifici storici della città di Ferrara, il Castello Estense e il Palazzo Ducale. [...]

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

dicembre 7, 2018

Bando “Distruzione”. La Fondazione CRC aiuta a demolire le brutture

Dopo la positiva esperienza del 2017, anche nel 2018, la Fondazione CRC (Cassa di Risparmio di Cuneo) prosegue e rafforza il suo impegno a favore del contesto ambientale e paesaggistico della provincia di Cuneo promuovendo il “Bando Distruzione“, con il duplice obiettivo di distruggere le brutture e ripristinare la bellezza di un contesto paesaggistico e [...]

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

dicembre 6, 2018

I muretti a secco Patrimonio UNESCO. Italia Nostra: “Una rivincita della pietra sul cemento. Tramandiamo questa tecnica”

I “muretti a secco” sono  stati inseriti, nei giorni scorsi, nel Patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, confermando le motivazioni dei Paesi europei che congiuntamente ne avevano presentato la candidatura - Italia, Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera – facendo leva sulla “relazione armoniosa tra l’uomo e la natura”. L’arte dei muretti a secco, come si [...]

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

dicembre 3, 2018

Ecoforum Piemonte: Legambiente fotografa gli sviluppi dell’economia circolare 4.0

Dopo il successo della prima edizione torna mercoledì 5 dicembre 2018, all’Environment Park di Torino, l’EcoForum per l’Economia Circolare del Piemonte, un momento di confronto e dibattito sulla gestione virtuosa dei rifiuti con i principali operatori locali del settore (aziende, pubblica amministrazione, consorzi), per concentrarsi sulle criticità del ciclo dei rifiuti e sulle soluzioni per minimizzare lo smaltimento [...]

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

novembre 30, 2018

MOTUS-E bacchetta il Governo sulla Finanziaria: “non contiene misure per la mobilità elettrica”

MOTUS-E, l’associazione costituita da operatori industriali, mondo accademico e associazionismo ambientale e consumeristico con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo della mobilità elettrica in Italia attraverso il dialogo con le Istituzioni, il coinvolgimento del pubblico e programmi di formazione e informazione, ha rilasciato un comunicato stampa in cui rileva che la manovra finanziaria arrivata in Parlamento [...]

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

novembre 30, 2018

Origine del cibo: Coldiretti chiede all’UE l’etichettatura obbligatoria e lancia la petizione

Ieri a Bruxelles è stata ufficialmente lanciata l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) EAToriginal, la campagna di Coldiretti e altre associazioni europee per chiedere alla Commissione Europea di introdurre un’etichettatura obbligatoria sull’origine del cibo. La contraffazione e l’adulterazione di prodotti alimentari rappresentano infatti un grave rischio per la salute dei consumatori, soprattutto quando vengono utilizzati ingredienti di bassa [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende