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Biodiversità e Corte Penale nella pentola della Commissione Ambiente del PE

Courtesy of Osandphoto.org“Cosa bolle in pentola questa settimana?” La felice e colorita espressione non è nostra, ma dell’Ufficio Informazione del Parlamento Europeo e denota una nuova volontà delle istituzioni comunitarie di comunicare con il cittadino europeo in maniera concreta, al di là degli inevitabili tecnicismi dell’attività parlamentare. Dietro a formule di comprensibilità non sempre immediata si celano infatti, spesso, provvedimenti che andranno ad influire sulla vita quotidiana del cittadino e delle imprese.

Il Bollettino Europa di Greenews.info, grazie alla sua indipendenza, vuole essere un ulteriore passo in questa direzione: un appuntamento fisso, ogni lunedì, per districarsi tra Commissioni, Pareri, Relazioni, Emendamenti, Plenarie e monitorare il lavoro dei nostri parlamentari impegnati a Strasburgo e Bruxelles, nella consapevolezza  (come abbiamo già ricordato nella puntata precedente) che circa l’85% delle leggi italiane – anche sull’ambiente – deriva ormai da direttive e regolamenti europei

Vediamo dunque i temi discussi nella seduta del 13-14 luglio della Commissione per l’Ambiente, la Sanità Pubblica e la Sicurezza Alimentare, presieduta dal tedesco Jo Leinen.  

Due gli argomenti, a nostro avviso, più interessanti: la biodiversità e la proposta di istituzione di una Corte Penale per i Crimini contro l’Ambiente.

Per quanto riguarda il primo, Esther de Lange del PPE, ha presentato la relazione finale in cui si propone, al Parlamento Europeo, di adottare una risoluzione sull’applicazione della normativa UE per la conservazione della biodiversità, entro la fine del 2010 – anno internazionale della biodiversità. Visto e considerato che - come recita il linguaggio parlamentare - dalle comunicazioni della Commissione risulta chiaro che l’UE non raggiungerà il suo obiettivo in materia di biodiversità entro il 2010“, che ” i fattori di cambiamento della biodiversità non mostrano alcun segno di diminuzione“, ma soprattutto che “tra i vari fattori che hanno impedito all’UE di realizzare l’obiettivo fissato per il 2010″ risulta ”l’incompleta attuazione della normativa“.

Mentre una gran parte dei cittadini dell’Unione (secondo un recente sondaggio dell’Eurobarometronon comprende infatti nemmeno cosa il termine biodiversità significhi, le conseguenze della sua perdita si stanno facendo, al contrario, pericolosamente tangibili, con ”significative perdite economiche e di benessere” – ben illustrate, in un passato intervento su Greenews.info, da Stefano Pogutz e Monika Winn.

Per questo anche i punti successivi, nell’ordine del giorno dei lavori della Commissione, si sono soffermati sugli obiettivi strategici che la UE si pone in vista della decima riunione della Conferenza delle Parti
per la Convenzione sulla Diversità Biologica (COP 10)
,
che si terrà a Nagoya, in Giappone dall’11 al 15 ottobre di quest’anno.

Non risulta dunque estranea, alle preoccupazioni di tutela della biodiversità, nemmeno la proposta di costituire una Corte Penale Europea (e in futuro Internazionale) dell’Ambiente, avanzata in Commissione Ambiente dal Prof. Antonino Abrami, presidente della International Academy of Environmental Sciences, da noi intervistato lo scorso 25 marzo.

Già in quell’occasione Abrami aveva delineato l’iter legislativo del progetto di risoluzione che, per essere presentato al Parlamento Europeo, necessita di un accordo trasversale tra quaranta eurodeputati di diversi gruppi parlamentari oppure dell’approvazione dell’intera Commissione. Un accordo che, secondo Abrami, sarebbe favorito dalla convergenza bipartisan dell’altoatesino Michael Ebner (Ppe), di Pia Locatelli del Pse e di Cristiana Muscardini (An), nonché del sicuro appoggio da parte di Corinne Lepage, ex Ministro francese dell’Ambiente e socia fondatrice della stessa Accademia Internazionale di Scienze Ambientali di Venezia, da cui proviene l’attività di lobbying.  

La Commissione Ambiente si riunirà nuovamente a Strasburgo, dopo la pausa estiva, il 6 settembre prossimo. Bollettino Europa continuerà invece, anche nelle prossime settimane, ad approfondire con i singoli parlamentari i temi ambientali di più urgente attualità.

Andrea Gandiglio     

      

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