Home » Nazionali »Politiche » Educazione ambientale a scuola: un annuncio e molte criticità:

Educazione ambientale a scuola: un annuncio e molte criticità

gennaio 21, 2015 Nazionali, Politiche

Per ora, ha funzionato il solito effetto annuncio. Il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani, il 14 gennaio scorso, in un a conferenza stampa ha lasciato trapelare una di quelle notizie che creano sempre grande interesse sui media di un Paese in cui l’ambiente è continuamente offeso e danneggiato. La novità è che dal prossimo anno scolastico 2015-16 l’educazione ambientale diventerà una materia scolastica obbligatoria, dalla scuola materna fino alla seconda superiore. All’inizio però – e qui c’è subito la prima incongruenza - non sarà istituita un’ora di educazione ambientale, ma i dieci temi individuati come “spina dorsale” della disciplina (tra questi il riciclo dei rifiuti, la tutela del mare e del territorio, la biodiversità e l’alimentazione sostenibile) dovranno essere spalmati nelle altre ore.

L’idea sarebbe nata al Ministero dell’Ambiente, dove il sottosegretario Degani ha lavorato in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione a un documento di linee guida di 150 pagine. Tra gli aspetti da mettere a punto c’era infatti anche l’applicazione della materia ai vari gradi scolastici.

La notizia è stata accompagnata da dichiarazioni di rito. “È un progetto molto importante che avrà una grande ricaduta su tutto il Paese“, ha detto Degani, insistendo sul concetto dei bambini “nativi ambientali”. “Credo che comminare sanzioni, contemplare reati in ambito ambientale sia doveroso, ma non sia sufficiente”, ha aggiunto il sottosegretario. “È necessario intervenire con una politica di grande respiro, a lungo termine altrimenti il patrimonio che abbiamo a disposizione oggi non ci sarà più domani. Ecco allora entrare in campo l’Educazione ambientale come strumento imprescindibile da cui partire per far capire l’importanza di alcune scelte”.

In realtà, delle linee guida esistevano già, diffuse a dicembre 2009 dai ministeri dell’Ambiente e dell’Istruzione – allora erano ministri, rispettivamente, Mariastella Gelmini e Stefania Prestigiacomo ma l’insegnamento dell’educazione ambientale era demandato alla buona volontà e alla preparazione di maestri e professori.

Senza mettere in dubbio il carattere positivo dell’iniziativa – dal prossimo anno scolastico, quella materia diventerà obbligatoria – molti sono dunque ancora i punti critici e gli aspetti da chiarire. Primo tra tutti, l’assenza di ogni accenno all’educazione ambientale nei 12 punti della “Buona Scuola” di Renzi: se la formazione di una coscienza ecologica è ritenuta così importante dal Ministero, perché non se ne parla nel progetto di riforma del sistema scolastico nazionale, dove si afferma invece l’importanza dell’apprendimento della lingua inglese, musica, storia dell’arte? E poi, l’assenza di un’ora ad hoc dedicata alla disciplina, non ne favorirà certo l’insegnamento: il timore è che, in questa piccola rivoluzione, tutto resti come prima, con l’insegnamento demandato alla serietà e buona volontà dei docenti…

Anche gli aspetti più pratici pongono non pochi problemi: chi si occuperà da qui a settembre di formare i docenti? Secondo quali procedure verranno definiti i programmi? E se ci saranno libri di testo, chi li scriverà? Il rischio che venga diffusa una cultura ambientale superficiale e ingannevole – pensiamo per esempio al tema dell’agricoltura e all’uso dei pesticidi, o a quello della pesca sostenibile – è in agguato e non va trascurato.

Lo stesso presidente della Commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, ha fatto notare che “rendere l’educazione ambientale obbligatoria a scuola è una scelta molto positiva, ma non deve rappresentare una mera aggiunta di una materia, rappresenti piuttosto anche l’introduzione di forme nuove di apprendimento per educare alla convivenza civile e al futuro“. Si potrebbe anche ipotizzare di accorparla all’ora di educazione civica, anch’essa da riproporre e ripensare, visto che oggi non è più una materia, ma una sorta di orientamento che dovrebbe percorrere tutto l’insegnamento delle discipline di area letterario-umanistica.

Non è la prima volta che si pensa all’introduzione dell’educazione ambientale tra le materie obbligatorie. Nel 2008 l’ipotesi era stata bocciata, mentre in commissione Cultura alla Camera è arenata una proposta di legge, primo firmatario Antimo Cesaro di Scelta Civica, per l’introduzione dell’insegnamento di educazione ambientale nei programmi delle scuole del primo ciclo.

Presto dal Ministero dovrebbero arrivare maggiori delucidazioni: per passare dalle parole ai fatti servirà, oltre agli annunci, molto lavoro.

Veronica Ulivieri

Share and Enjoy:
  • Print
  • PDF
  • email
  • Facebook
  • Google Bookmarks
  • del.icio.us
  • Digg
  • Twitter
  • LinkedIn
  • Current
  • Wikio IT
  • Netvibes
  • Live




PARLA CON LA NOSTRA REDAZIONE

Newsletter settimanale


Notizie dalle aziende

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

maggio 23, 2017

Second Hand Effect: il secondo report di Subito sul valore ecologico del riuso

Quanta CO2 è possibile risparmiare vendendo o acquistando beni usati? Ogni giorno milioni di persone in 8 Paesi in cui opera Schibsted Media Group comprano e vendono oggetti di seconda mano contribuendo al risparmio di ben 16,3 milioni di tonnellate di CO2, di cui 6,1 milioni di tonnellate solo in Italia (+77% in più rispetto [...]

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

maggio 23, 2017

Torino e Venaria partner di STEVE, il progetto europeo per la mobilità elettrica urbana

Le città di Torino e Venaria insieme alla spagnola Calvià e all’austriaca Villach saranno i siti pilota dove si svilupperà il progetto STEVE (Smart-Taylored L-category Electric Vehicle demonstration in hEtherogeneous urbanuse-cases) finanziato dall’Unione Europea all’interno della programmazione di azioni innovative:  “Horizon 2020 – Green Vehicles 2016-2017”. Al centro del progetto l’utilizzo di un veicolo elettrico [...]

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

maggio 22, 2017

A Slow Fish il nuovo report del WWF sull’industria ittica: “scegliamo la biodiversità nel piatto”

I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce [...]

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

maggio 18, 2017

All’Università di Siena torna il Millenials Lab dedicato a cibo e ambiente

Conciliare la produzione di cibo e il rispetto per l’ambiente, per gli agricoltori, per la salute di produttori e consumatori. Un tema di grande attualità e di rilevanza globale, che è al centro, all’Università di Siena, del “Millennials Lab”, dal 10 al 21 maggio, e della riunione degli imprenditori che collaborano al programma internazionale PRIMA [...]

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

maggio 18, 2017

Oli esausti vegetali trasformati in biocarburanti. Accordo tra Eni e CONOE

Gli oli vegetali esausti diventano biocarburanti. Eni e Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli e dei grassi vegetali ed animali esausti, alla presenza del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e del Dirigente Generale Direzione Generale per la Sicurezza dell’Approvvigionamento e per le Infrastrutture Energetiche Ministero dello [...]

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

maggio 10, 2017

Gli alveari urbani di Green Island a New York, tra ecologia e design

Green Island, progetto internazionale fondato da Claudia Zanfi 16 anni fa e dedicato alla biodiversità urbana attraverso iniziative culturali, progetti espositivi, educazione alla sostenibilità, porta a New York la sua visione innovativa degli Alveari Urbani: Urban Bee Hives , parte di un percorso focalizzato sulla salvaguardia delle api e sulla valorizzazione del territorio. “Un progetto” spiega Zanfi [...]

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

maggio 8, 2017

Commoventi storie ai tempi dei cambiamenti climatici. Il vincitore del 65° Trento Film Festival

Samuel in the clouds (Belgio, 2016) del regista belga Pieter Van Eecke, una straordinaria e commovente storia ambientata in Bolivia e legata alle conseguenze dei cambiamenti climatici, è il film vincitore del 65° Trento Film Festival, conclusosi domenica 7 maggio 2017. La giuria internazionale composta da Timothy Allen (fotografo e regista) Gilles Chappaz (giornalista e [...]

Visualizza tutte le notizie dalle Aziende